[Test di durata] Canyon Torque Vertride 9.0 2011

[Test di durata] Canyon Torque Vertride 9.0 2011

Daniel Naftali, 29/06/2011
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Daniel Naftali, 29/06/2011

Anche quest’anno il noto marchio tedesco Canyon, ci ha fornito per un test di durata una Torque Vertride 2011, una full da enduro-light FR da 180-180mm di escursione.

Per chi non conoscesse il marchio Canyon e la sua filosofia, beh possiamo riassumerla in due parole: vendita diretta. Canyon GMBH infatti è allo stesso tempo produttore e venditore. Tramite internet il cliente ordina direttamente la bici, che verrà spedita per mezzo di corriere espresso direttamente a casa dell’acquirente. Nessun passaggio intermedio, nessun ricarico degli intermediari e prezzi delle bici complete decisamente vantaggiosi.
Canyon è stato uno dei primi marchi a sostenere questa filosofia, che possiamo dire ha avuto un discreto successo, visti i numeri dell’azienda tedesca.

Arriva il pacco…
Considerato il metodo di vendita “non convenzionale”, vogliamo dedicare alcune righe sull’imballaggio e su come arriva la bici a destinazione. Canyon infatti ci ha consegnato la bici come se fossimo dei clienti qualsiasi, facendocela recapitare a casa nell’apposito Bikeguard, un cartone specifico per alloggiare la bicicletta e proteggerla da eventuali maltrattamenti che potrebbe subire durante il viaggio.

Il Bikeguard è uno scatolone piuttosto ingombrante, molto spesso e pesante, per garantire un’ottima protezione della bicicletta. All’interno abbiamo trovato tutto in perfette condizioni: non un segno del trasporto, tutte le varie parti accuratamente imballate e fissate in apposite sagome di cartone per evitare che si muovano durante il viaggio. In un’apposita tasca troviamo le istruzioni di assemblaggio e il manuale di istruzioni in italiano, oltre a tutte le istruzioni dei vari componenti ed alcuni accessori per il telaio (passacavi per il reggisella telescopico, adattatore per l’Hammershmidt, pompa per le sospensioni).



La bici arriva con manubrio, reggisella e ruote smontate, in modo che anche l’utente meno esperto non abbia problemi a montarla. Per serrare correttamente il manubrio ed eventuali altre viti, viene fornita una simpatica chiave dinamometrica, che seppur non offra la precisione di strumenti professionali, è sicuramente molto utile per serrare correttamente le viti. Abbiamo molto apprezzato questo particolare, visto che la nostra Torque è montata con un manubrio in carbonio, per cui è molto importante serrare correttamente le viti.

L’assemblaggio
Da amante della meccanica e dell’officina, la prima cosa che ho voluto valutare è stata la qualità dell’assemblaggio.

Devo dire che sono rimasto particolarmente sospreso… L’assemblaggio dei vari componenti è curatissimo: tutte le viti chiuse con la dinamometrica, anti seize e frenafiletti dove serve, trasmissione e freni regolati alla perfezione.
Addirittura sul telaio sono stati già applicati, nelle parti di sfregamento delle guaine e sotto l’obliquo, degli adesivi trasparenti protettivi per il telaio.

Molto positiva la valutazione: una cura nell’assemblaggio degna del più pignolo dei meccanici!

Panoramica
La Vertride 9.0 è il top di gamma della serie Torque. Il montaggio è di altissimo livello ed utilizza componenti piuttosto pregiati per ridurre al minimo il peso della bicicletta finita e massimizzare le sue doti di scalatrice, come si percepisce già dal nome del modello “Vertride”, un chiaro riferimento ai famosi Vertriders tedeschi.
Il peso di soli 13,4kg senza pedali è quasi un record per una bici 180-180.

Partiamo dal reparto sospensioni. La Torque Vertride affida tutto il reparto sospensioni a Fox.
All’anteriore troviamo un’ottima Talas 36 RC2 da 180mm. Una signora forcella che con un peso di soli 2,43kg offre 180mm di escursione abbassabili a 140 (che poi si riveleranno essere ca 150mm effettivi), smorzamento del ritorno e della compressione alle alte e basse velocità, grazie alla nuova cartuccia FIT. Praticissimo il nuovo posizionamento dei registri di compressione sulla testa degli steli.

L’ammortizzatore posteriore è invece il collaudatissimo DHX Air 5.0. Ammortizzatore ad aria con piggy back che offre una molteplicità di regolazioni per sfruttare e personalizzare al meglio i 180mm posteriore della Torque: oltre alle regolazioni della pressione dell’aria e del ritorno, è possibile regolare la progressività, la resistenza al fine corsa e l’effetto della Boost Valve, che agisce sul freno in compressione e sul propedal. Un’ampia leva del propedal sul lato sinistro completa i registri di questo ammortizzatore.



Il telaio si presenta piuttosto tradizionale, con una linea molto razionale. Tubi dritti e di dimensioni generose, molti particolari lavorati al CNC rendono il telaio essenziale, ma allo stesso tempo gradevole alla vista. Un po contro corrente rispetto alla moda dei tubi curvi, rispecchia lo stile di design legato alla funzionalità caratteristico dei telai tedeschi. Molto curato nella realizzazione, a cominciare dall’indicatore di sag integrato nella biella. Giunti sferici e su cuscinetti, coperti da tappi che evitano l’ingresso di polvere e sporco, su ogni giunto è stampata a laser la coppia di serraggio. Deragliatore anteriore fissato sul carro, per seguire la catena durante l’affondamento della sospensione, passaggio guaina interno sul fodero alto destro, perno posteriore Syntace X12 142×12 con forcellino Syntace, la cui vite di fissaggio presenta un punto di rottura prefissato per evitare di danneggiare il forcellino in caso di impatto contro un ostacolo, sono i particolari che completano la parte posteriore del telaio. Il passaggio cavi è tutto realizzato con dei morsetti in alluminio e con guaina unica, per limitare l’ingresso dello sporco. Da sottolineare poi il tubo sella non interrotto, che permette quindi un abbassamento sella completo, anche con cannotti sella da oltre 400mm. La finitura del telaio, nero anodizzato, si è per ora rivelata piuttosto resistente, specialmente allo sfregamento, più di una verniciatura tradizionale.

La trasmissione della Torque Vertride è affidata al gruppo Shimano XTR Dynasys a 10 velocità. Trasmissione top di gamma della casa giapponese che offre deragliatore con gabbia in fibra di carbonio, pignoni e corone in titanio, ergal e acciaio ed una cura realizzativa veramente notevole. Nulla è lasciato al caso, basti pensare alla possibilità di spostare lateralmente i manettini rispetto al collarino per evitare interferenze con la leva freno. Un tendicatena ed un bash specifico per guarnitura XTR 2011, prodotti direttamente da Canyon, completano la trasmissione. Unica nota che vogliamo segnalare riguarda la rapportatura. Al posteriore viene montato un pacco pignoni 11-36 e all’anteriore un’accoppiata 24-32. Avremmo sicuramente apprezzato, vista anche l’abbondante escursione della bici, una corona più grande con almeno 34 o ancor meglio 36 denti.

 

Passiamo ora alle ruote, una coppia di DT Swiss EX-1750, in colorazione speciale “all black”. Si tratta di due ruote di alta gamma più che collaudate. Canale interno da 21mm, queste ruote nonostante il peso di soli 1750g, vengono utilizzate anche in alcune gare di coppa del mondo di DH. Impressionante la scorrevolezza dei mozzi (mozzo anteriore per perno apssante da 20mm e posteriore 142×12) e tutta la cura nei dettagli e nell’assemblaggio. I 32 raggi piatti Aerolite possono, in caso di bisogno, essere sostituiti con dei normalissimi raggi tradizionali, reperibili presso qualsiasi ciclsta. Unica pecca di queste ruote sono la vernice lucida un pelino delicata e gli adesivi che si stanno cominciando a staccare in seguito ai lavaggi.
Non a livello della destinazione d’uso della bici sono le gomme, una coppia di Schwalbe Fat Albert che sono sembrate piuttosto sottodimensionate per quelle che sono le potenzialità della bici. Le abbiamo sostituite con una coppia di High Roller, con il posteriore a doppio spessore. Stiamo ora testanto anche soluzioni più leggere.

Completano il montaggio il reggisella Syntace P6 Carbon, che tuttavia abbiamo sostituito con un telescopico KS per meglio sfruttare la bici nei saliscendi e sui rilanci, ma che ci promettiamo di testare più avanti nei lunghi giri di alta montagna, dove l’utilità del telescopico passa in secondo piano. La sella Selle Italia SLR XC, dal peso molto contenuto, si è rivelata piuttosto comoda anche sui giri lunghi, nonostante la scarsa imbottitura. Il manubrio Syntace Vector Carbon 720, rise 10 mm con 12° di back sweep, abbinato all’attacco manubrio Syntace F109 da 60mm ci sono sembrati un po eccessivi, nel senso che posizionano il rider piuttosto arretrato. Probabilmente è anche complice il fatto che la mia altezza mi colloca a metà tra la taglia M e la L. Nota negativa riguardo al manubrio è che si riga molto facilmente. Sono bastate le fascette dei numeri di gara a causare numerosi graffi sulla superficie lucida del manubrio.

Anche i freni Formula The One 2011, con disco da 203mm anteriore e 180mm posteriore si sono rivelati ottimi. Molto potenti, resistenti alla fatica e al surriscaldamento, non sono mai andati in crisi neanche sulle discese più impegnative. Ottima ergonomicità della leva e regolazioni migliorate rispetto agli scorsi anni, ora decisamente più facili da attivare. Unica pecca è che mancano un po di modulabilità, sono molto potenti e frenano subito. Bisogna prenderci la mano, poi una volta che ci si è fatta l’abitudine il problema passa.

Salita scorrevole

C’è poco da dire, la Torque Vertride 9.0 per essere una 180-180 si pedala veramente bene! Sarà complice il peso molto contenuto, ottunuto grazie ad un montaggio di altissima gamma, ma sullo scorrevole basta mettere il propedal, abbassare la forcella e la bici si pedala meglio di molte enduro con meno escursione.
In realtà l’utilizzo del propedal non è neppure così essenziale: il carro è piuttosto stabile di suo e si pedala bene anche ad ammortizzatore posteriore aperto, a patto di mantenere una pedalata rotonda.

In fuorisella con il propedal disattivato la bici ondeggia (su un’enduro da 180mm sarebbe strano il contrario), mentre con il propedal inserito i movimenti diventano estremamente limitati e la bici si rivela piuttosto reattiva e rapida nelle variazioni di velocità, complici sicuramente le ruote leggere.

La posizione in sella è abbastanza comfortevole, forse un pelino seduta, sicuramente a causa della pipa corta e del manubrio con molto back sweep. Il piantone sella non troppo inclinato, insieme alla possibilità di abbassare la forcella, riducendo ulteriormente l’angolo sella, la rendono comoda da pedalare anche su lunghi dislivelli, dove l’unico limite è l’allenamento del rider più che la bici.

Insomma la Torque Vertiride ci è molto piaciuta da pedalare e le sue doti di arrampicatrice non possono che smentire quelli che sostengono che le bici da 180mm vadano bene solo in bike park.

Salita tecnica

180mm si fanno sentire, poco da fare. Quando la pendenza aumenta e il fondo si fa irregolare l’impostazione geometrica e l’assetto della Torque non aiutano di certo.

Quello che mette in crisi la Torque non è l’irregolarità del fondo, anzi. Il carro lavora molto bene sugli ostacoli, specialmente con il propedal aperto. Con il propedal chiuso la sospensione rimane molto rigida, persin troppo in molte situazioni e si rischia di perdere trazione su radici o gradoni di roccia. Con il propedal aperto invece i 180mm lavorano tutti e la bici assorbe veramente bene gli ostacoli. Ottima in questi frangenti la trasmissione XTR: rapida e precisa, anche nelle cambiate sotto sforzo.

Purtroppo però quando la pendenza si fa impegnativa, la bici entra un po in crisi. L’avantreno si allegerisce fortemente e si solleva, anche avanzando parecchio il busto. Le cause di questo comoportamento, secondo noi sono diverse. Innanzitutto il carro molto corto non aiuta: 425mm conferiscono un’eccezionale maneggevolezza alla bici, ma sul ripido in salita tendono a tenere arretrato il baricentro, oltre ad accorciare il passo. In secondo luogo la sospensione posteriore, con i suoi 180mm, quando la pendenza aumenta e il peso si sposta verso il retrotreno affonda ben oltre il valore di sag. Questo comporta quindi un ulteriore spostamento del peso all’indietro facendo sollevare l’avantreno. Terzo fattore, ma non ultimo come importanza, è il manubrio con elevato arretramento e la pipa corta, che sono un’ulteriore aggravante.

Anche la forcella ci mette del suo… L’abbassamento da noi rilevato della talas corrisponde a 30mm contro i 40 dichiarati. Quasi 1cm in meno che contribuisce a tenere più alto l’avantreno di quanto dovrebbe sulla carta. Sicuramente una forcella con più abbassamento (60mm di abbassamento sarebbero sufficienti), come i vecchi modelli di Fox, risolverebbe il problema.

Ad ogni modo comunque questi problemi riguardano essenzialmente le salite veramente ripide, quelli strappetti al limite della pedalabilità. In condizioni di minore perndenza non abbiamo riscontrato problemi, anzi la bici sale molto bene.
Sicuramente si può migliorare il comportamento sul ripido con una pipa più lunga e magari anche con un manubrio con meno arretramento.

Portage

La Torque Vertride nel suo ambiente naturale!
Data la sua destinazione d’uso ed il nome Vertride, abbiamo voluto dedicare un paragrafo per descrivere come ci è sembrata la bici da portare a spalla, considerato anche che è una valutazione che spesso si trascura nei test.

Caricata a spalla, la Torque si rivela piuttosto comfortevole, per quanto il concetto di comodità sia relativo in questi frangenti… Non ci sono punti di particolare fastidio quali viti o altre sporgemenze che puntano sulle spalle, anzi la superficie su cui appoggia il telaio è praticamente liscia. I fissaggi guaina sotto l’obliquo sono decentrati sul lato DX e quindi non interferiscono in alcun modo nelle zone di appoggio della bici sulle spalle (non sappiamo se sia una soluzione voluta in fase di progettazione, ma sembrerebbe proprio fatto apposta). Il piantone obliquo di sezione abbondante poi garantisce una grossa superficie di appoggio su cui si distribuisce il peso. La bici poi è molto equilibrata, sia lateralmente, che longitudinalmente tanto che sta in equilibrio da sola anche togliendo le mani.

Il peso molto contenuto poi, come è facile immaginare, è un grosso vantaggio in questa situazione, specialmente quando il tratto da fare bici a spalla è lungo o su terreni molto scoscesi.

Insomma non possiamo che promuovere la Torque Vertride 9.0 a pieni voti sotto quest’aspetto!

Discesa scorrevole

Sulle discese più flow, quello che più stupisce della Torque è la maneggevolezza. Sarà merito delle geometrie compatte (in particolare del carro corto), ma la bici sulle curve veloci ed in rapida successione è di un’agilità impressionante, nonostante l’escursione generosa.

L’angolo di sterzo aperto poi rende la bici piuttosto stabile anche alle alte velocità ed insieme ai 180mm anteriore e posteriori rende il mezzo estremamente stabile anche sui tratti sconnessi. Sassi, radici, passaggi rocciosi non sono certo un problema: basta puntare la traiettoria, mollare i freni e lasciar correre la bici.

Sui rilanci inoltre la bici è incredibilmente reattiva. Sicuramente è merito del montaggio molto leggero ed in particolar modo delle ruote, ma quando ci si alza in piedi sui pedali la bici rimane scattante e pronta nei cambi di velocità. Un grosso aiuto viene sicuramente anche della sospensione posteriore, che garantisce un’elevata efficienza di pedalata, anche senza il propedal. Perfetta in questi frangenti anche la trasmissione XTR: precisa anche nelle cambiate sotto sforzo, come quando ad esempio si scalano i pignoni per inserire un rapporto più duro durante la partenza per uno scatto. Il tendicatena assicura che la catena sia sempre posizionata correttamente, evitando tra l’altro eccessivo sbattacchiamento durante la discesa: in quasi due mesi di test, non abbiamo avuto una volta problemi di caduta della catena.

La posizione un po arretrata con pipa corta e manubrio con elevato back sweep, insieme ad un angolo sterzo piuttosto aperto, richiedono una guida piuttosto aggressiva: bisogna cercare di tenere il peso piuttosto in avanti. In questo sicuramente le coperture di serie non vengono in aiuto: non a caso abbiamo sostituito le Fat Albert con una coppia di High Roller, una gomma con una presa di spigolo più aggressiva, che meglio si adatta alle potenzialità discesitiche della Torque.

Discesa tecnica

Da una bici che si chiama “Vertride” ci si aspetta un ottimo comportamento sulle discese tecniche e trialistiche, specialmente su quelle al limite della ciclabilità, e la Torque non ci ha per niente delusi da questo punto di vista.

Se manubrio arretrato e pipa corta danno qualche problema in salita, sui tratti ripidi e sconnessi invece vengono d’aiuto. L’angolo sterzo aperto e l’abbondante escursione aiutano moltissimo nella percorrenza dei sentieri “vert”, permettendo di superare ostacoli e gradoni di grossa entità con estrema facilità.

Per quanto riguarda l’agilità della bici non possiamo che parlarne bene. Compatta, con un carro molto corto, la Torque gira molto bene. Nella manovre trialistiche il telaio corto viene in aiuto, permettendo al rider di destreggiarsi con dei bei numeri e di superare passaggi altrimenti non fattibili.

Una nota invece va fatta alla forcella: la Talas è piuttosto lineare e questo comportamento sul tecnico lento non è il massimo. Noi abbiamo ovviato a questa caratteristica della forcella chiudendo leggermente i registri delle compressioni, in particolare per quanto riguarda il registro delle basse velocità. Tra l’altro il nuovo posizionamento dei registri di compressione (in cima allo stelo SX e non più sotto, come nelle versioni precedenti al 2011) rende quest’operazione estremamente rapida e semplice da eseguire, senza neanche bisogno di scendere dalla bici.

Non abbiamo inoltre avuto particolari problemi di luce da terra del movimento centrale (altezza da terra di 355mm) ed il bash realizzato da Canyon appositamente per la guarnitura XTR ha protetto adeguatamente le corone dalle rocce e dalle pietre. Anche il tendicatena, che comunque si trova piuttosto riparato, nonostante qualche sassata, non ha dato alcun problema.

Diverso è il discorso della guaina del deragliatore anteriore, che scorre sotto l’obliquo e il movimento centrale. Già alla seconda uscita una sassata l’ha danneggiata. Ad oggi, sebbene la cambiata sia ancora abbastanza efficiente, la guaina risulta piuttosto danneggiata in 3 punti, tanto che andrebbe sostituita. Sicuramente non si tratta di un passaggio guaina felice… Per ovviare il problema consigliamo di proteggere la guaina con un tubo in gomma o altro materiale che ripari dalle pietre sollevate dall’anteriore, soluzione che pensiamo di adottare anche noi al momento della sostituzione.

In gara

Torque nel prologo della Superenduro di Pogno, attraverso i vicoli di Orta San Giulio.
Se vogliamo fare un test completo, non possiamo certo trascurare il comportamento della bici nelle gare enduro. Al momento della stesura di questo test, la bici è stata impegnata in una competizione del circuito Superenduro: la gara Sprint di Pogno.

Sicuramente per il Superenduro 180mm di escursione sono tanti, anche troppi per questa tipologia di gara, tuttavia la Torque non si è per niente comportata male durante le competizioni. Il montaggio particolarmente leggero e lo schema di sospensione che rende molto efficiente la pedalata, fanno si che la bici si pedali alla perfezione nei trasferimenti e che sui rilanci sia un vero missile, permettendo degli scatti fulminei. Particolarmente apprezzata poi la trasmissione XTR: la sua precisione nella cambiata è di grande aiuto nelle fasi concitate della comompetizione.

I 180mm comunque tornano utili sui tratti scassati e sconnessi, dove possono senza dubbio dare una mano.

Per questo non ci fermiamo qui. Abbiamo intenzione di testare la Torque ad altre competizioni del circuito Superenduro e ad alcune gare di freeride marathon, in particolare la Freeride Marathon di Bardonecchia e la Megavalanche dell’Alpe d’Huez, una delle gare enduro più dura e provante per i mezzi. Siamo infatti convinti che l’ottima pedalabilità della Torque, insieme all’abbondante escursione possano essere una perfetta accoppiata per questa tipologia di gara.

Conclusioni
La Torque Vertride 9.0 è una bici molto poliedrica. Nonostante i 180mm di escursione la pedalabilità è decisamente buona. E’ una bici perfetta per giri alpini, anche con dislivelli importanti. Il peso di tutto rispetto poi migliora ulterioremente la già buona pedalabilità del telaio. Chiaramente non ci si deve aspettare che salga come una bici trail o AM, ma la Torque Vertride da la paga anche ad alcune biciclette enduro con 160mm di escursione.

In discesa naturalmente le geometrie piuttosto discesistiche e l’abbondante escursione sono un vero piacere: l’unico problema è che le discese sembrano sempre troppo corte!

Una bici perfetta insomma per chi vuole un mezzo inarrestabile in discesa, per scendere ovunque senza compromessi, ma che allo stesso tempo si pedali tranquillamente anche in salita.
Consiglierei la Torque anche a chi vuole un mezzo unico, che vada bene sia per girare in bike park che per giri epici in alta montagna. Naturalmente un montaggio del genere è troppo costoso per un uso esclusivamente discesistico e forse un pelo troppo delicato, ma per un uso misto la bici è perfetta.

Il prezzo sicuramente non è dei più bassi, ma considerato il montaggio, si può certamente dire che il rapporto qualità prezzo è ottimo: difficilmente si trovano bici montate così bene a questa cifra.

Allestimento:

Telaio: Canyon New Torque
Ammortizzatore posteriore: Fox DHX Air 5.0
Forcella: Fox 36 TALAS FIT RC2 180
Serie sterzo: Acros AiX-03
Cambio Posteriore: Shimano XTR Shadow 10-speed
Deragliatore Centrale: Shimano XTR E-Type 3×10/Canyon Chainguide
Guida catena: Canyon Chainguide
Cambio: Shimano XTR RapidFire
Leve freno: Formula “The One”
Freni: Formula “The One” 203/180
Mozzi: DT Swiss EX 1750
Cassette: Shimano XTR 11-36 10-speed
Cerchi: DT Swiss EX 1750
Coperture: Schwalbe Fat Albert 2,4″ Evolution Line
Pedivelle: Shimano XTR FC-M 980
Corone: Canyon Bashguard 32/24
Movimento Centrale: Shimano XTR
Attacco manubrio: Syntace F109
Manubrio: Syntace Vector Carbon 720/10 mm
Manopole: Canyon Bracelets Lock On
Sella: Selle Italia SLR XC
Reggisella: Syntace P6 Carbon
Peso: 13,40

Prezzo: 3699€

Misure rilevate:
Altezza movimento centrale: 355mm
Passo: 1127mm
Lunghezza carro: 426mm
Lunghezza tubo sella (distanza collarino-asse movimento centrale): 440mm
Lunghezza OV: 583mm
Ammortizzatore: 240x76mm (rapporto di compressione medio 1:2,37)

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