[Test] Occhiali POC Devour

[Test] Occhiali POC Devour

Piergiorgio Sbrissa, 19/11/2021

La tendenza degli ultimi anni in tema di occhiali da ciclismo è quella di dimensioni sempre maggiori per le lenti, sino ad arrivare agli occhiali di cui vi parliamo qui, ovvero i POC Devour, degli occhiali da ciclismo dalle dimensioni analoghe a quelle di una maschera da sci, ma pur restando degli occhiali veri e propri. Vediamoli nel dettaglio.

Le dimensioni della monolente dei Poc Devour è realmente molto grande: 16cm di lunghezza per 7cm di altezza. Lente è montata tramite sei punti di ancoraggio al telaio degli occhiali ed è intercambiabile, ad esempio con quella trasparente in dotazione.

Il telaio pertanto resta nascosto dalla lente e non aumenta l’ingombro globale degli occhiali.

Una volta indossati si è piacevolmente sorpresi dal fatto che nonostante le dimensioni pesino poco: 40gr. La cosa migliore però è la possibilità di personalizzare la calzata sul viso. Questa è possibile attraverso la regolazione del nasello in gomma morbida, che si può arcuare a piacimento, ma soprattutto tramite le stanghette regolabili in lunghezza. Le stanghette dei Devour si possono bloccare in 4 posizioni differenti, da 10 a 12 cm di lunghezza.

Grazie a questa caratteristica i Devour si possono calzare alla perfezione non solo in base alle proprie preferenze, ma anche in base al casco indossato. Spesso la forma dei caschi dietro le orecchie non è sempre compatibile con ogni lunghezza di stanghetta, in particolare quelle più lunghe, andando ad interferire con le stesse e spostando fastidiosamente gli occhiali.

Niente di tutto questo avviene coi Devour, che stanno sempre stabilmente fermi sul viso, anche indossando caschi con la tendenza a “cadere” in avanti, come i Bontrager. Inoltre i Devour sono molto indicati per un uso MTB-Trail, ed anche utilizzati in sentieri in discese all-Mountain sono sempre stabili.

La forma della montatura consente alla lente di rimanere staccata lungo il proprio perimetro dalla stessa, cosi da favorire il passaggio dell’aria. In particolare presentano due feritoie molto lunghe sulla parte laterale superiore e due ampie feritoie ai due lati della lente. I Devour sono in effetti assolutamente esenti da appannature.

Venendo alla lente questa è di eccellente qualità. Prodotta dalla Zeiss, la lente dei Poc Devour è trattata in modo da essere idrorepellente, oleorepellente e resistente ai graffi. In effetti ha una tendenza minore rispetto altre lenti (tutte quelle da me provate) a sporcarsi.

Ottima tonalità e protezione dai raggi UVA-UVB (UV400). Le dimensioni notevoli poi rendono praticamente nulli gli effetti di distorsione nelle zone periferiche, che se anche dovessero esserci sono ininfluenti visto che per osservare le estremità della lente con gli occhiali indossati bisogna veramente sforzarsi di ruotare gli occhi.

Personalmente non sono un grande fan degli occhiali enormi a livello estetico, ma devo dire che una volta abituato è difficile tornare indietro ad occhiali con lenti più piccole: si ha poi sempre l’impressione di avere gli occhi “scoperti”. Tant’è che ormai da qualche mese uso sempre e solo i Poc Devour, sia in BDC che MTB, e credo faranno anche al caso sugli sci.

Alto il prezzo, di 250€, ma in linea con prodotti di simile qualità e fascia. I Devour sono disponibili con vari tipi di lente in due versioni, strada e trail, riassunti nella tabella qui sotto:

E con vari tipi di colore di montatura, che potete vedere sul sito POC. Gli occhiali in test sono dotati di lente MTB Silver Mirror Cat 2, che offre ottimo equilibrio tra condizioni di pieno sole e ombra, tanto da poter essere utilizzati anche in sentieri in bosco all’ombra.

Riassumendo: eccellenti occhiali per comodità di calzata e campo visivo, ma chiaramente da valutare per visi piccoli ed impatto estetico. Prezzo piuttosto elevato.

 

Commenti

  1. akirosan:

    Io li ho da un paio di mesi, inserti della POC sicuramente no, di terze parti non saprei ma come vedi dalle foto il nasello è molto particolare, morbido per essere sagomato intorno al naso e non credo si presti. Comunque io in mtb uso le lenti a contatto e con questi occhiali le "sopporto" molto di più che non con altri modelli perché, come riporta anche la recensione, sembra più di indossare una maschera e gli occhi restano più protetti e non si seccano. Quanto alla mancanza di una lente fotocromatica, le lenti in dotazione (che sono due: una cat. 2 e una chiara) sono di qualità elevata e sinceramente non ne sento la mancanza, anche perché portarsi dietro anche la chiara non costa nulla e a cambiarla ci vogliono forse trenta secondi. Senza considerare il degrado delle lenti fotocromatiche nel tempo...
    Grazie