Test Giant Reign X1

Test Giant Reign X1

Daniel Naftali, 18/04/2011
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Daniel Naftali, 18/04/2011

Il colosso Giant non ha certo bisogno di presentazioni, tantomeno il suo modello da enduro Reign X, basato sullo schema di sospensione proprietario Maestro. La Reign X1 fornitaci in test da Giant Italia si propone come una eduro spinto, con un occhio puntato anche verso un utilizzo più FR.

La bici è stata dapprima oggetto dell’Enduro test 2010 a Finale Ligure, poi è stata da noi testata in maniera più approfondita.
Tra l’altro da possessore della sorellina Reign ero molto interessato a capire quali fossero le differenze tra la Reign normale e la Reign X.


Vista di profilo: si notano subito il tendicatena e l’ammortizzatore a molla.

Una bici completamente a molla per pedalare? Alcuni storceranno sicuramente il naso, soprattutto dopo aver scoperto che l’ammortizzatore posteriore non ha il propedal. Continuate però a leggere il test: ci saranno delle piacevoli sorprese da questo punto di vista.

Analisi statica e prime sensazioni

La bici si propone con un’escursione posteriore di ca 170mm (6,7″) gestita da un sistema 4 link a bracci corti proprietario di Giant, il sistema Maestro. L’ammortizzatore posteriore è un Fox Van RC 200×57, ammortizzatore a molla con serbatoio separato, che offre la possibilità di regolare ritorno e compressione low speed. La molla montata sulla bici era da 450 lbs che per un rider di 72kg erano sufficienti. Anche se il valore di sag era abbastanza elevato (25-30%) comunque non abbiamo avuto particolari problemi di finecorsa. La forcella anteriore è anch’essa a molla, una Fox Van R da 160mm con cannotto conico. Le regolazioni disponibili si questa forcella non sono molte: precarico della molla e ritorno. Come vedremo più avanti abbiamo un po’ patito la mancanza di un registro di compressione, essendo la forcella piuttosto lineare.

La Fox Van 36 R da 160mm, davvero gradevole esteticamente con la colorazione bianca e nera.

Le ruote sono invece personalizzate da Giant. Il mozzo posteriore è un DT 350 135×12, mentre il mozzo anteriore con perno da 20mm è marchiato Giant. Colpiscono molto i raggi bianchi di queste ruote, che danno un piacevole effetto estetico. Di contro essendo verniciati, i raggi tendono a graffiarsi più facilmente. I cerchi sono i DT Swiss EX500, dal peso dichiarato di 500g. Insomma sebbene non si tratti del modello top di gamma le ruote non sono per niente male.
Il sistema di fissaggio della ruota posteriore prevede un perno di tipo Maxle Light, personalizzato da Giant, di tipo 135×12. Molto leggero il perno, anche se l’assenza di guide per le boccole della ruota rende non immediato l’installazione della ruota.

La trasmissione è affidata ad un gruppo misto X9 e X7 a 10 velocità, con pacco pignoni 11-36 e guarnitura Race Face Respond AM 24-36 con bash e tendicatena. Una piccola nota sulla puleggia tendicatena: la puleggia è realizzata in modo tale da potersi spostare lateralmente, per seguire la catena quando passa dal 24 al 36 e viceversa. Per questo non ruota su un cuscinetto (che ne impedirebbe lo spostamento) ma su una boccola, che se non opportunamente ingrassata ad ogni lavaggio, produce un fastidioso cigolio.

La bici monta come freni gli Avid Elixir 5 con dischi da 185mm anteriori e posteriori. Non male come comportamento l’anteriore: piuttosto potente e molto modulabile, non ha rivelato in nessuna occasione segni di affaticamento. Il posteriore invece probabilmente aveva qualche problema, essendo più spugnoso e meno potente dell’anteriore. Probabilmente si trattava di un solo problema di spurgo, ma non abbiamo potuto approfondire. I freni sono fissati sul manubrio con il Matchmaker, un collarino unico che fissa insieme manettino e freno. Se l’idea di per se è buona per mantente una maggiore pulizia sul manubrio, purtroppo il matchmaker non si è rivelato molto robusto: in una banalissima caduta si sono danneggiati, a causa della trazione delle guaine, entrambi i collarini, rimanendo con i manettini svolazzanti e le leve del freno fissate malamento. D’altronde non c’è da stupirsi essendo questi elementi estremamente alleggeriti e molto sottili come sezione.

Per quanto riguarda reggisella, manubrio ed attacco manubrio, la componentisitica era tutta Giant. In particolare la bici ci è stata fornita con reggisella da 375mm, pipa da 60mm e manubrio da 750mm con un rise piuttisto basso. Insomma, non erano certo componenti da crosscountry!

Una nota sull’abbassamento del reggisella, che per noi è molto importante: l’abbassamento massimo del reggisella è di 19cm, il che significa che il cannotto può entrare nel telaio per massimo 19cm. Questo è sicuramente una grossa pecca realizzativa di questo telaio, anche perchè non sarebbe stato difficile predisporre in fase di progettazione un’abbassamento sella maggiore. Abbiamo ovviato al problema utilizzando la bici con un reggisella telescopico KS, soluzione che consigliamo vivamente a chi volesse procedere con l’acquisto della Reign X.

Le coperture montate erano una coppia di Nevegal 2.35 Stick-e davanti, DTC posteriore. Ottima la scelta di montare una copertura più morbida davanti per migliorare il grip, scelta che spesso viene scartata da molti produttori per evitare di dover montare due coperture differenti. Le gomme sono piuttosto facili, molto allrounder, ovvero si adattano bene a molti tipi di terreno, senza però eccellere in particolari condizioni. Non molto scorrevole la posteriore e non il massimo come comportamento sull’umido.

Vediamo ora di analizzare, come nostra consuetudine, il comportamento della bici nelle varie situazioni tipo della guida in MTB.

Salita scorrevole.
La bici se la cava bene sullo scorrevole, nonostante le sospensioni a molla. Chiaramente non si tratta di una bici XC, ma pedalando seduti il carro è sostanzialmente fermo. E’ quasi scontato sottolineare che se si comincia a pedalare un po’ scomposti, le sospensioni a molla cominciano ad ondeggiare leggermente, ma in maniera decisamente meno marcata di quello che ci aspettavamo.

L’ammortizzatore senza propedal permette comunque, chiudendo il registro della compressione, di ottenere un’inibizione delle oscillazioni indotte dalla pedalata che (seppur sia meno efficiente di un sistema a piattaforma stabile) rende il carro abbastanza fermo durante la pedalata, specialmente sui tratti scorrevoli. Non male per una bici a molla: anche alzandosi in piedi sui pedali la bici non affonda eccessivamente, permettendo di sgranchire le gambe senza dissipare troppa energia.

Sebbene la forcella Fox Van da 160mm fissi non si possa abbassare, non abbiamo riscontrato particolari problemi da questo punto di vista. Per carità, sui tratti più ripidi una forcella abbassabile non sarebbe male, ma il manubrio largo e l’avantreno basso fanno sì che la bici difficilmente tenda ad impennarsi, se non proprio sulle rampe più estreme.

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Salita tecnica.
C’è poco da dire: è il suo terreno. Come già riscontrato a Finale, abbiamo potuto confermare le ottime doti di arrampicatrice della Reign X. L’ammortizzatore a molla e l’ottimo carro posteriore consentono alla bici di superare con estrema facilità anche gli ostacoli più grossi.

La ruota non perde mai grip, anche sui fondi più sconnessi come tratti rocciosi e gradoni. La sospensione non si insacca, lasciando al rider il compito di dover semplicemente pedalare per superare la pendenza. Che sotto ci sia un fondo compatto o una serie di rocce, poco cambia. Ci ha piacevolmente colpito sulle salite tecniche questa bici.

La forcella ad escursione fissa non è un problema: la bici si impenna raramente, e il manubrio largo garantisce un’ottima precisione di guida ed una posizione in sella più caricata in avanti.

Le pedivelle da 170 poi danno una mano a non toccare con i pedali, nonostante il movimento centrale abbastanza basso (350mm).

Discesa veloce/sconnessa.
Sulle discese veloci, con fondo sconnesso ed irregolare, le sospensioni a molla vengono senza dubbio in aiuto. Forcella e carro posteriore sono estremamente plush, assorbendo in maniera ottimale ogni piccola e grossa asperità.

Specialmente a velocità elevate la bici è molto stabile anche nelle pietraie più sconnesse. Il manubrio largo poi permette di mantenere agevolmente la traiettoria. Basta scegliere una traiettoria e lasciarla correre.

Una riflessione sulle coperture: il Nevegal 2.35 single ply in queste situazioni si è rivelato molto delicato… La bici invoglia a mollare i freni, ad entrare a cannone nelle pietraie, ma la gomma posteriore non è così robusta. Una volta sostituita la gomma con qualcosa di più robusto però, la musica è cambia e si può godere appieno delle potenzialità del mezzo.

Occhio però che si tratta di una bici enduro: i componenti (specialmente le ruote) non sono quelle di una bici da FR, quindi non ci si può aspettare la stessa robustezza di un biciclettone da 18-20kg. Per chi volesse farci del FR meccanizzato si fondi molto sconnessi, consiglierei l’acquisto di una coppia di ruote “da battaglia”.

Singletrack guidato
Nei sentieri più flow, quelli dove si deve guidare e rilanciare, la Giant Reign X ci ha particolarmente soddisfatto. Agile sulle curve in rapida successione, reattiva sui rilanci nonostante le sospensioni a molla, compatta e maneggevole.

Il manubrio largo, la pipa corta e la posizione di guida piuttosto caricata in avanti sicuramente aiutano a garantire un’ottima guidabilità e precisione in curva e sui sentieri più scorrevoli la bici si trova perfettamente a suo agio.

Ci ha particolarmente stupito la stabilità del carro Maestro: quando ci si alza sui pedali sembra quasi fermo, nonostante l’ammortizzatore a molla.

Un peccato che la forcella non abbia registri di compressione: su sentieri lisci e con molte sponde, poter aumentare un po il freno in compressione non avrebbe guastato a migliorare la reattività nell’uscita di curva.

Discesa tecnica
Guardando il montaggio e la posizione di guida, ci si aspetterebbe una bici perfetta per le discese stile vert… Invece la bici non ci ha perfettamente convinti in questo ambito, principalmente a causa della forcella.

Il telaio è compatto e maneggevole, lavora molto bene anche alle basse velocità, superando agevolmente gli ostacoli. Il manubrio largo e la pipa corta poi garantiscono un’assetto molto adatto a questo tipo di terreno.

Il problema invece riguarda la forcella. La Fox Van 36 R da 160 mm è infatti estremamente lineare e molto plush. Questo comporta che sia sui tratti tecnici, che in frenta la forcella tenda ad affondare eccessivamente sui tratti tecnici, quando si incontrano gradoni o grossi ostacoli, sia in frenata. Sotto una certa velocità l’avantreno tende quindi ad insaccarsi sugli ostacoli. Purtroppo l’assenza di registri di compressione impedisce di intervenire per ovviare a questo problema, che sarebbe facilmente risolvibile chiudendo la compressione low e/o high speed.

Altra grave pecca è l’impossibilità di abbassare completamente il reggisella. Se con il telescopico abbiamo aggirato questo problema, con il reggisella di serie l’abbassamento di soli 19cm non permette di abbassare sufficientemente la sella in modo che non dia fastidio sulle discese più tecniche ed impegnative. Ancora una volta consigliamo quindi l’upgrade al telescopico.

Gare enduro
Ci sarebbe piaciuto provare la Reign X1 durante la superenduro di Pogno, ma tuttavia i tempi del test non ce l’hanno permesso. Ciononostante però ci siamo tolti lo sfizio di provare almeno il percorso con la Reign X, giusto per cercare di capire come si sarebbe comportata in gara.

Sicuramente per un uso race, le sospensioni a molla sono un plus non necessario. Pesano di più delle sorelle ad aria e sui tracciati di gara non danno particolari vantaggi. Ad ogni modo comunque la bici si pedala bene sui trasferimenti permettendo di arrivare ancora piuttosto freschi in cima alle salite. In discesa si rilancia bene, anche se sicuramente rispetto ad un montaggio ad aria perde in reattività quando ci si alza in piedi sui pedali.

Insomma, non fosse montata a molla sarebbe una vera macchina da gara, però non si può certo dire che anche montata così non sia una bici adatta alle competizioni enduro. Per gare più discesistiche e con meno tratti da rilanciare di Pogno o per le DH Marathon, Maxi e Megavalanche sicuramente è un ottimo mezzo, per le gare dove si deve pedalare tanto, un po meno escursione e delle sospensioni ad aria sono preferibili.

Considerazioni finali
In conclusione possiamo dire che nel complesso la bicicletta ci è piaciuta molto. Nonostante qualche riserva iniziale sul montaggio a molla, abbiamo potuto constatare che, sebbene con un’anima piuttosto discesistica, la Reign X1 è una signora bici da enduro.

Si pedala bene in salita, si destreggia alla perfezione sulle salite più tecniche, pesa il giusto ed ha una posizione in sella adatta a pedalare. In discesa le sospensioni a molla sono sicuramente una marcia in più, rendendo la bici molto stabile sui fondi più irregolari.

Insomma si tratta di una bici perfetta per un uso enduro/freeride leggero. Una bici che si pedala bene nei giri alpini anche su dislivelli considerevoli, ma anche una bici con cui divertirsi in park, su percorsi preparati e per le giornate freeride. Un paio di ruote un po più pesanti, delle coperture robuste e la Reign X si trasforma un bel giocattolino, con cui divertirsi su sentieri naturali ed artificiali.

Unica grossa pecca: la sella non completamente abbassabile…

Dati tecnici:
Peso: 14,78kg senza pedali
Prezzo: 3759€ di listino
Escursione anteriore: 160mm
Escursione posteriore: 170mm
Destinazione d’uso: enduro-FR leggero

Quote geometriche rilevate:
Angolo sterzo: 66,5°
Altezza movimento centrale: 350mm
Interasse (passo): 1145mm
Piega: 74mm low rise
Attacco manubrio: 60mm
Affondamento sella: 19cm

www.giant-bicycles.com