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[Test] GT Zaskar Carbon LTD

[Test] GT Zaskar Carbon LTD

#GT

11/02/2016
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11/02/2016

Autore: Francesco Mazza

Tra i marchi del gruppo Dorel, GT Bicycles è senza dubbio quello che vanta la storia più legata alle discipline veloci e race della Mountain Bike. Non fa eccezione la Zaskar che, pur essendo catalogata come bici da XC, incarna in pieno lo spirito di GT da ormai 25 anni. Unica bici al mondo ad aver vinto diverse World Cup in ben 4 differenti discipline (Cross Country, Downhill, Slalom e Trial), la Zaskar nel corso degli anni ha scandito l’evoluzione della Mountain Bike. Per il suo 25° compleanno GT le ha dedicato un profondo restyling, che la aggiorna ai più moderni trend mantenendo al contempo il carattere che la contraddistingue dalla sua nascita. La versione 2016 della Zaskar abbandona le ruote da 29″, che vestiva da ormai 7 anni, per passare al formato 27.5″, con geometrie interamente rinnovate e un design modificato nei dettagli ma non nell’aspetto generale, dove continuano a emergere le linee tradizionali della Zaskar.

GT propone 3 allestimenti con telaio in carbonio e 3 con telaio in alluminio. Per questo test abbiamo ricevuto la Zaskar Carbon LTD, che rappresenta la versione top di gamma della serie 2016. Abbiamo spremuto la Zaskar su diversi tipi di tracciato, dai trail più scorrevoli a quelli più tecnici, dal terreno alpino della Val d’Ossola a quello compatto e roccioso di Finale Ligure, grazie all’ospitalità nell’appartamento Letti al Castello di Finalborgo.

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Analisi statica

Il Triple Triangle Design, vera icona del brand GT, ha sempre contraddistinto la linea ma anche il funzionamento della Zaskar in tutta la sua storia. Questo caratteristico design del telaio prende il nome dalla particolare giunzione dei foderi alti che si collegano al top tube più avanti rispetto al piantone sella, quindi intersecandolo e formando così un ulteriore triangolo oltre ai due formati dal carro e dal telaio. In questo modo i foderi superiori del carro, a parità di lunghezza dei foderi bassi rispetto a quelli di un telaio con design tradizionale, risultano più corti, il che si traduce in maggiore rigidezza, robustezza e reattività. Per mitigare la rigidezza verticale del carro, aumentando ulteriormente quella laterale, unendo quindi la precisione di guida e la reattività a un maggiore comfort, sulla nuova Zaskar la giunzione dei foderi alti con quelli bassi è posizionata più in alto e più indietro rispetto ai forcellini e quindi all’asse del mozzo.

La costruzione è affidata al carbonio, con il quale GT ha un’esperienza maturata in oltre 20 anni, essendo stato tra i primi brand a realizzare telai carbon. Il metodo costruttivo di GT per il carbonio è denominato Force Optimized Carbon Construction e pone una particolare attenzione alla rigidezza strutturale per contrastare le principali forze che agiscono sul telaio, ovvero quelle a carico della pedalata, della zona di sterzo e degli impatti provenienti dal suolo. Sulla Zaskar 2016 anche le geometrie sono interamente rinnovate, per incontrare lo standard 27.5 e fornire delle caratteristiche di guida moderne e performanti.

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Per aiutare braccia e gambe ad assorbire le asperità del terreno ed eventuali atterraggi, ovviamente si fa affidamento soltanto sulla sospensione anteriore, che è stata scelta proprio per la sua capacità di sobbarcarsi oneri impegnativi senza peccare in rigidezza. Si tratta di una RockShox Pike RCT3 Solo Air da 120mm che, paragonata alle “cugine” con medesima escursione ma dal peso inferiore, possiamo definire monolitica.

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Anche osservando la trasmissione notiamo come sulla Zaskar rigidezza e robustezza siano anteposti al peso. La guarnitura è una solida RaceFace Turbine Cinch con perno in alluminio da 30mm, che monta una corona Spiderless Direct Mount da 32 denti. Sul tubo sella troviamo installato un guidacatena E*13 XCX-ST che, considerando gli scossoni che la catena subisce su di una Hardtail, esclude il rischio che questa possa cadere. Cambio e comando sono SRAM a 11 velocità del gruppo X1, così come la catena, mentre il pacco pignoni è un XG1175, quindi la versione con pignone da 42 denti in alluminio tra le due cassette del gruppo GX. Due placche di metallo, un sul fodero basso e una sull’obliquo, proteggono generosamente il telaio dal rischio di sfregamento della catena nell’area circostante la corona.

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Le ruote della Zaskar hanno cerchi ZTR Flow EX da 25.5mm di larghezza interna, montati con 32 raggi sfinati 1.8/1.6mm su mozzi DT Swiss 350. Il mozzo posteriore è dotato di ruota libera Star Ratchet di DT Swiss, con 36 punti di innesto, per un ingaggio della trasmissione sempre prontissimo. Sulla Zaskar che abbiamo ricevuto per il test, i copertoni non sono i Maxxis indicati nelle specifiche pubblicate sul sito GT, ma degli Schwalbe Nobby Nic da 2.25, in versione Performance e montati con camere d’aria.

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L’impianto frenante è di casa SRAM, con la versione RS dei Guide, equipaggiati con dischi Centerline da 180mm sia all’anteriore che al posteriore. Per il freno posteriore notiamo l’attacco Post Mount integrato nel telaio, dotato di boccole in acciaio sulle quali viene avvitato il supporto della pinza, per aumentarne robustezza e affidabilità. La particolare posizione dell’attacco permette di scaricare su entrambi i foderi le forze indotte dalla frenata, distribuendo così il carico.

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La combo manubrio e attacco è affidata alla serie Turbine di RaceFace, come per la guarnitura. Anche qui troviamo quindi prodotti in alluminio che ribadiscono quanto la GT Zaskar sia rivolta ai rider che cercano divertimento puro e non ai fanatici del peso. Si tratta di una combo che utilizza il più recente standard oversize da 35mm diametro, con dimensioni del manubrio di 760mm di larghezza e 10mm di rise, mentre l’attacco misura 50mm in lunghezza e dispone di un rise di +/-6°. L’allestimento di serie prevede che lo stem sia montato in negativo, quindi rivolto verso il basso, ma essendo reversibile lo abbiamo provato in entrambe le posizioni, per mantenerlo infine a +6° per il resto della durata del test. Una scelta che premia maggiormente lo spirito “fun” della Zaskar. La consolle dei comandi è essenziale e pratica grazie all’uso del sistema MatchMaker che combina i componenti SRAM e RockShox. Abbiamo però scelto di montare il comando remoto del reggisella RockShox Reverb Stealth sul lato inferiore sinistro del manubrio, nella posizione che più preferiamo in assenza del trigger del deragliatore, piuttosto che sul lato superiore destro dove lo abbiamo trovato montato di serie.

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Il passaggio dei cavi è interamente esterno al telaio, fatta eccezione per l’ultimo tratto della tubazione del comando remoto del Reverb Stealth, che si infila nel piantone sella proprio alla sua base, appena sopra al movimento centrale, dopo averlo aggirato al suo esterno. Nello stesso punto passano anche gli altri cavi, che percorrono tutto il tubo obliquo nel suo lato inferiore, fermati con gli appositi fermacavi avvitati al telaio. Avendo spostato il comando del Reverb sulla sinistra, abbiamo anche variato la disposizione del passaggio dei cavi, allineando quelli provenienti dal lato destro del manubrio sul lato sinistro del telaio e viceversa. Una soluzione che ha reso ulteriormente lineare e pratico il percorso delle tubazioni.

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Geometrie

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Salita

Avete presente quelle bici sulle quali si sale in sella e ci si sente subito a proprio agio? Ecco, la Zaskar è una di quelle. Sarà che 25 anni di aggiornamenti sul medesimo telaio lo hanno reso estremamente equilibrato e bilanciato… sarà che le Hardtail per alcuni versi sono decisamente più versatili a livello di progettazione… fatto sta che la Zaskar infonde una confidenza entusiasmante a livello di posizione di guida, dominante e perfettamente centrale, come un abito su misura.

Da tale confidenza derivano anche un buon comfort e un’ottima maneggevolezza. Il comfort lo si apprezza sulle lunghe salite scorrevoli, dove si spendono volentieri ore in sella, senza patire affaticamenti da postura, nonostante la posizione di guida sia comunque piuttosto compatta. La maneggevolezza invece rende piacevoli i tratti di salita tecnica, dove la Zaskar si arrampica con disinvoltura e aiuta a scegliere la linea migliore, anche quando il tracciato è parecchio tortuoso. La stabilità sullo sconnesso è buona, anzi ottima per una front, quindi si riescono a superare con relativa facilità anche ostacoli o gradoni insidiosi, senza rischiare di perdere trazione sul posteriore o grip e direzionalità sull’anteriore. La sensazione è quella di poter sempre mettere le ruote dove si vuole quando si affronta un passaggio complesso.

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Ciò che rende piacevoli le salite però non è solo la posizione di guida ma anche la facilità con la quale la Zaskar si lascia pedalare, sia grazie al telaio che grazie alla scelta dei componenti. La trasmissione, con la corona da 32 denti e la cassetta 10-42, offre un range di rapporti perfetto per questa bici. Consono anche il settaggio delle posizioni Pedal e Lock della Pike RCT3, che nella prima ha un ampio margine di assorbimento pur restando più sostenuta, ideale per le salite sconnesse, mentre nella seconda il blocco è totale, perfetto per stabilizzare completamente la bici durante le salite su asfalto o su fondo uniforme. Le gambe quindi girano che è un piacere, anche grazie all’elevata rigidezza del telaio che trasmette a terra tutta la forza delle gambe, senza che si disperda in flessioni o torsioni. Caratteristica che si apprezza in modo ancora più evidente sui rilanci e sui brevi strappi da affrontare in piedi sui pedali, dove la Zaskar divora letteralmente le salite.

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Discesa

Abbiamo parlato dell’ottima posizione di guida e della maneggevolezza in salita, ma è in discesa che queste doti lasciano a bocca aperta. La Zaskar danza tra le curve grazie al suo baricentro basso e al telaio rigido, permettendo velocità sostenute sui sentieri scorrevoli così come su quelli più tortuosi, dove risulta ancora più agile di qualsiasi full ci sia mai capitata tra le mani. Uscire di curva caricando il peso sulla ruota posteriore per guadagnare slancio è una vera goduria, alla quale si aggiunge il piacere di rilanciarla con il minimo sforzo sui pedali. La confidenza a cui abbiamo già accennato, dovuta alle geometrie davvero equilibrate, rende la Zaskar immediata nella scelta delle traiettorie e precisa nell’eseguirle, con una stabilità generale che davvero non ci si aspetterebbe da una front.

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Nei tratti molto tecnici e ripidi, da eseguire necessariamente a velocità ridotta, concentrandosi su dove mettere le ruote, la Zaskar offre un’eccezionale precisione e un controllo esemplare. La Pike è efficacemente sostenuta ed evita che, affondando solo l’anteriore, le geometrie si sbilancino in avanti, e inoltre mantiene grip e direzionalità sulla ruota anteriore.

La bici è molto bilanciata anche in aria, risultando facile da gestire sui salti così come in tutte quelle situazioni nelle quali invoglia a staccare le ruote da terra, che sia per saltare un ostacolo, per cambiare una traiettoria oppure semplicemente per divertirsi, che è poi la vocazione più grande della Zaskar. Riaffiora il DNA della vincitrice di numerosi eventi di Dual Slalom.

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Nei tratti sconnessi la geometria del carro Triple Triangle Design fa in modo che la bici resti rigida lateralmente e quindi precisa e guidabile, ma al contempo conferisce un minimo comfort verticale che permette di continuare a mantenere il controllo del mezzo anche quando lo sconnesso diventa più serio. Ovviamente nei tratti sconnessi molto  lunghi, pieni di pietre e radici, come per esempio le vecchie mulattiere dissestate, il limite di assorbimento di un telaio front inizia a palesarsi con una certa evidenza, ma al netto di questi casi meno frequenti, nei normali tratti più o meno sconnessi che si trovano normalmente sui trail, la Zaskar continua a essere affidabile e precisa, chiaramente meno performante di una full, ma probabilmente più divertente.

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Conclusioni

La Zaskar Carbon LTD è una bici concreta e divertente, che fugge dalle classificazioni e trova l’acquirente ideale in coloro che cercano una Mountain Bike pura, discendente diretta ed evoluzione concettuale delle MTB del passato, ma progettata e realizzata in chiave assolutamente moderna. Rigida, solida, scattante, agile e intuitiva: una bici sottilmente anticonformista, pensata e allestita per tritare sentieri e non per sfidare la bilancia.

Allestimenti e prezzi

Zaskar Carbon LTD: €4.999
Zaskar Carbon Pro: €3.399
Zaskar Carbon Expert: €2.499

Peso rilevato in taglia M: 11,12kg

GT Bicycles

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Vincenzo2001
Vincenzo2001

Apprezzo parecchio il montaggio bello solido, peccato perché con un montaggio del genere avrei visto meglio delle ruote da 29″

Jack Bisi
Jack Bisi

Le front da trail sono una figata atomica!!! Poi se vivi in posti con SOLO percorsi tecnici e scassatissimi ti passa la voglia… ma se c’è un pò di liscio o di scorrevole sono delle bici molto divertenti e molto istruttive.

Bike Store Mtb Cafe
Bike Store Mtb Cafe

Molto interessante….una front senza limiti di utilizzo , senza però finire agli estremi delle “front da enduro da 150-160 di escurs) ” che ti spingono ad osare cose e velocità per cui una full a grande escursione è oggettivamente meglio..

gregol68
gregol68

Stanno prendendo sempre più piede e sono davvero interessanti,finalmente front che non guardano solo all’agonismo.
Mi piacerebbe proprio come seconda bici per le veloci uscite serali oppure per giri tanto pedalati e non troppo tecnici….

montagnoso
montagnoso

Interessante, sarebbe da confrontare con la GHOST ASKET, stessa concezione ma un po’ più spinta…

OriXx
OriXx

Test inaspettato ma molto gradito. Questa Zaskar la guardavo già da un po. Avete riscontrato le medesime sensazioni che la bici trasmette anche solo visivamente. Solidità, agilità e guida fun. Un’unica perplessità: è una bici che ha senso anche in taglia L o XL viste le ruote da 27,5? Grazie @francesco mazza

Francesco Mazza
Francesco Mazza

La scelta di sposare lo standard 27.5 ha influito molto sul carattere della Zaskar, definendo le caratteristiche che tu stesso hai riportato, che certamente si apprezzano anche in taglia L. Per la taglia XL invece non saprei dirti… sono 175 e normalmente uso M, qualche volta L, ma non credo di “essere all’altezza” di valutare come possano influire su una XL. 😀

Marco8703
Marco8703

A dir poco stupenda!!!

Saleen95
Saleen95

una tipologia di bici interessantissima che pian piano sta emergendo, o meglio c’è sempre stata ma solo disponibile come telai e di qualche produttore “underground”, e comunque solo in alluminio o acciaio.
bici come questa per me hanno moltissimo senso, e sono contento che ne stia uscendo qualcuna completa di fabbrica e di marchi famosi.
tra le concorrenti segnalo l’ottima Ghost Asket.

Saleen95
Saleen95

azz mentre scrivevo vedo che @montagnoso mi ha preceduto! 😉

Dr. Jekyll
Dr. Jekyll

Mi piace. Tanto. E mi piace ancora di più vedere che marchi come GT producano bici che fino a poco tempo fa – a mio parere – sarebbero sembrate un abominio a tanti fuoristradisti… una caratteristica su tutte: il reggisella telescopico su una front (che mi sono permesso di montare sulla mia front da 26, e magari l’avessi fatto prima!), o il manubrio in posizione meno incarognita.
Meno race e più trail, per dirla in modo figo e trendy.
Più divertimento, più immediatezza, meno complicazioni… più “prendi e vai”.
Mi piace, l’idea mi piace. Torno a tamarrare la mia front ex-race con animo allegro.
Buon divertimento, soprattutto.
Stefano

gabrireghe
gabrireghe

ma che taglia è stata testata?

Francesco Mazza
Francesco Mazza

Guarda in fondo all’articolo… 🙂

gabrireghe
gabrireghe

denghiu

DoubleT
DoubleT

scelta coraggiosa abbandonare le 29r… torneranno indietro!

un po’ pesantina

Mitzkal
Mitzkal

Vedremo quanti altri faranno la stessa scelta.
Secondo me saranno in molti.

Enrico Guaitoli Panini
Enrico Guaitoli Panini

Io avevo già adocchiato la Asket, ho letto la prova su MBA ma mai provata, questa come già detto è molto simile.
Mia esperienza, Specialized epic alu contro Trek Stache 2014 (una trail da 29), provate su stesso percorso, si andava giù meglio con la Stache, angolo sterzo più disteso, 20mm in più di escursione.
Considerando questa e la Ghost montate con forcelle da 35/34, dovrbbero andare giù benissimo.
Mi frulla per la testa trovare un telaio Stache 29 2014 per metterci la Pike…
Ovvio, la velocità con una front deve essere più ragionevole, per non parlare dei salti…
Personalmente se facessi qualche GF xc ci farei un pensierino.

DA_81
DA_81

La trek stache 2014 e’ una gran bici. Io ci pedalo con gran soddisfazione. Se hai manico ci fai ciò che vuoi, ed è’ molto versatile. Peccato che il mercato non l’abbia capita, e adesso la stessa trek l’ha rinnegata stravolgendola con quel formato 29plus che mi sembra un po’ eccessivo e meno polivalente.

scylla
scylla

io l’ho provata ad un test day in formato 29plus e non mi è piaciuta per nulla, tu che ruote monti?
la bici mi piace molto esteticamente

aileenwatson2
aileenwatson2

Nell’Analisi Statica si legge:
“Questo caratteristico design del telaio prende il nome dalla particolare giunzione dei foderi alti che si collegano al top tube più avanti rispetto al piantone sella, quindi intersecandolo e formando così un ulteriore triangolo oltre ai due formati dal carro e dal telaio.In questo modo i foderi superiori del carro, a parità di lunghezza dei foderi bassi rispetto a quelli di un telaio con design tradizionale, risultano più corti, il che si traduce in maggiore rigidezza, robustezza e reattività. ”
Ma non capisco come fanno i foderi alti ad essere più corti se si collegano al top tube che è in posizione più avanzata rispetto al piantone.

Francesco Mazza
Francesco Mazza

Perchè è comunque il punto di innesto sul piantone sella che fa riferimento. Nel caso della Zaskar è quindi più basso, di conseguenza la lunghezza dei foderi alti è inferiore.

gabrireghe
gabrireghe

ma quindi il fatto che i foderi alti arrivino fino al tt è solo un fatto estetico se la giunzione a scopo strutturale (diciamo così..) è fatta sul piantone…
comunque bella bici anche gli allestimenti inferiori con indirizzo più xc sono belli. geometrie basse e lunghe su una bici così secondo me sono molto utili per guadagnare in stabilità un pochino pur avendo un mezzo front super reattivo

Francesco Mazza
Francesco Mazza

In termini generali oltre che estetico è anche funzionale, nell’aumentare la robustezza del telaio. Diciamo però che sui prodotti attuali, soprattutto sul carbonio, la scelta di prolungare i foderi alti fino al top tube non è necessaria in termini di rigidezza tanto quanto lo era sulle versioni di parecchi anni fa, prima con l’acciaio e poi con l’alluminio. Possiamo dire che negli ultimi anni la Zaskar ha ereditato questo dettaglio più come segno distintivo legato alla sua storia… ma personalmente trovo che le dia un grande fascino legato appunto al suo retaggio. Non sarebbe assolutamente la stessa bici con i foderi che si interrompono al piantone sella, semplicemente più in basso rispetto a una bici tradizionale… no?

aileenwatson2
aileenwatson2

Ah ok ora mi è chiaro, non avevo capito che i foderi alti erano comunque collegati al piantone, avevo capito che si collegavano direttamente al top tube. Grazie

Francesco Mazza
Francesco Mazza

Nella foto che segue la descrizione si vede bene il punto di intersezione.

peppe.snt
peppe.snt

Ho una domanda ..sembra solo a me che questa classica geometria GT Triple Triangle Design che contraddistingue le GT sia così simile alle BMC?

Gxp
Gxp

Bellissima bici fuori dagli schemi. Condivido lo spirito con cui è stata concepita: trail senza esasperazioni agonistiche.
Però a mio modo di vedere le front raggiungono il loro apice con le ruote da 29 pollici, perdendo un pò di agilità, ma guadagnando quel comfort di marcia che sopperisce alla mancanza della sospensione posteriore. Comunque una delle rare front che vorrei avere

paolodepasqual@gmail.com

Fin dalla prima volta che ne inforcai una, le GT sono state LA bici perfetta per me.
La Zaskar poi è un “mito”.
Ho cominciato con quella in alluminio, letteralmente portata a consunzione.
Poi ho cambiato, ma non mi sono mai trovato bene.
Sto ancora usando la “vecchia” Carbon Pro da 26″ del 2009, ultimamente le ho messo una coppia di gomme cattivelle (Onza Ibex FR 2.25 ma sapete bene che sono più cicce delle 2.4 di altre marche), dischi da 180 mm, e nei percorsi che ho attorno a casa mia è un’autentica goduria.
Questa è seriamente candidata ad essere la prossima bici.

Bald
Bald

E faresti bene, trovo le GT ottime, con un prezzo qualità elevatissimo

Bald
Bald

In fiera in Germania mi erano piaciute 5 biciclette… E questa è una delle 5.

Dovessi mai prendere una front sarei parecchio indeciso fra questa e la ARC della Yeti (che fa parte delle 5 che mi sono piaciute…)

Non è vero non sarei indeciso, prenderei la ARC ?…

Mancinale
Mancinale

Bella, tuttavia se (come a me) vi piace il genere front rilassata ma vorreste le ruote da 29, un montaggio completo Shimano (XT!!) e soprattutto spendere molto meno, potrebbe piacervi anche la nuova Canyon Grand Canyon AL 2016 ed in particolare la SLX 8.9 da 1599 euro (!!). Tubo sterzo da 68,5, foderi posteriori da 427,5 in taglia M e robusto telaio in alluminio anodizzato (con perni passanti). È anche già predisposta per il telescopico….io un pensiero ce lo sto facendo…;)

gregol68
gregol68

Per renderla perfetta, (per me) ci metterei solamente due hans dampf 2.35 al posto dei Nobby nic….

MN_avatar
MN_avatar

l’avevo gia vista, è stupenda, praticamente la mia bici ideale. Peccato che non potrei mai permettermela! Comunque l’idea della forcella oversize mi piace davvero, spero che molti seguano l’esempio!

giocezar
giocezar

Bella bici. Le hardtail sono sempre molto pulite. Vorrei sapere di che marca sono i pantaloncini del rider?

Francesco Mazza
Francesco Mazza

FOX Head modello Ranger Cargo.

iron40
iron40

che bella!!! finalmente un mountain bike, nel vero senso della parola!!! semplice, montata giusta, pochi fronzoli, pedalabile e in discesa divertente. più vado avanti più credo che in molti torneranno a bici così, io nel mio piccolo sto usando la kona taro, con enormi soddisfazioni!!!!!

Mitzkal
Mitzkal

Molto bella ed interessante. Finalmente hanno abbandonato quelle terribili ruotone…
Non avevano a che vedere con lo storico carattere FUN della Zaskar.

Geep
Geep

A montare la forka da 120mm è solo la top di serie però..
E cmq front cattive sono meglio le 29 😉

Mitzkal
Mitzkal

Hahahahaha ?
Certo.

MTBmarco
MTBmarco

Ho la 29 in carbonio del 2015 ed è l’opposto: non agile, non corta e non aiuta la salita.

tiziano73
tiziano73

qualcosa non mi torna,una bici da quasi 5000 euro che pesa oltre 11 kg sarebbe buona?

Mitzkal
Mitzkal

Una bici con geometrie alla c###o, componenti non adeguati fra loro, che costa 5000€ e pesa 7kg è da considerarsi buona?

tiziano73
tiziano73

fammi un esempio?

Mitzkal
Mitzkal

Non è questione di esempi, è il peso (in relazione al prezzo) a non essere l’unica determinante a rendere buona una bici. Se vuoi posso farti un esempio di bici che NON costava poco, NON pesava poco, ma ha venduto un casino ed ha tutt’ora una schiera di estimatori non da poco: le prime due Chameleon di SC. Escludendo le bici da dirt ed i telai specifici per 4X, era tra le poche front che usciva dai canoni classici del concetto front = XC. O la eterna Trailstar di DMR, guarda caso rivista pure questa ed aggiornata alle 27.5… Questa è una buona bicicletta, anzi, sulla carta ottima e Frenkie l’ha confermato, perchè ha dei componenti coerenti con le geometrie ed il tutto è coerente con la filosofia che sta dietro al progetto ed il concetto che da sempre caratterizza il nome Zaskar. Così come sono sicuro che si siano accorti molto presto in GT, che la scelta di passare alle 29″ a suo tempo sia stata una c#####a, perchè ti apiattisce la bici… bisogna ricorrere a troppi compromessi. Che comunque anche in XC race… davvero ancora credete che Schurter, sia tanto scemo da usare una 27.5″ così, per diletto? Con la preparazione meticolosa che abbiamo visto nei suoi video, perchè non usare una “più performante” 29″? Se avete voglia di leggere il suo illustre parere: http://www.i-mtb.com/nino-schurter-interview-and-650b/ Sono assolutamente convinto che molti racers, non fossero legati da dettami commerciali, correrebbero già da domani su una 27.5″. Tornando alla Zaskar: pesa… Read more »

paolodepasqual@gmail.com

Nemmeno la Zaskar Carbon da 26″ pesava poco, pesava di più delle concorrenti.
La mia non è tanto distante da questa, siamo sui 10,5 kg (vado a memoria).
Ha un telaio costruito senza badare a troppi compromessi, decisamente resistente e maltrattabile senza dover rischiare il disastro; non ho certo risparmiato la mia, già io sono pesante, in più la ho portata in posti dove vado anche con la Force.
Sono sicuro che se alla mia mettessi una forcella un po’ più solida della Fox F100RL otterrei un risultato simile a questa.
Ma ormai è finita, penso che la userò ancora per un po’ e poi far un serio pensiero ad una degna erede.
Siamo veramente sicuri che il peso sia così importante? A me non interessa, se avessi velleità di leggerezza penso che farei meglio a levarmi quei 10 kg di zavorra che d’inverno comunque non mi fanno sentire più di tanto freddo.

minion
minion

una delle front piu’ belle sul mercato …. anche perché non è da 29

_candy_
_candy_

gran bell’articolo … ora sono molto più indeciso se prendere questa o la sensor carbon expert …
peccato non abbia trovato nessuna prova di quest’ultima che a mio avviso potrebbe essere una trail full suspension pedalabilissima e veramente divertente
aspetterò e spererò in una prova così da poter scegliere
per ora complimenti ancora per l’articolo hai risposto a quasi tutti i miei dubbi