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[Test] Kenda Honey Badger XC Pro

[Test] Kenda Honey Badger XC Pro

16/05/2014
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16/05/2014

Dopo la prova delle nuove Honey Badger DH Pro, eccovi quella delle gomme da XC di casa Kenda,  nella versione da 2.05″ per ruote da 29″.

Analisi statica

Carcassa costruita a 120 TPI (120 filamenti per pollice).
Mescola DTC (Dual Tread Compound), ovvero una doppia mescola, L3Rpro più dura per il centro del battistrada e Stick-e più morbida per i lati del battistrada stesso.
Versione Kenda STC, di fatto tubeless ready, quindi cerchietto pieghevole che consente l’utilizzo senza camera d’aria.
Pressioni di gonfiaggio: 30-50 PSI ( 2-3.5 bar).
Peso rilevato dei due copertoni in test 649 gr. e 652 gr.

Kenda 2

La prova sul campo

Il test si è svolto in 8 uscite diverse, inclusa una gara xc, per un totale di 216 km, su terreni i più vari possibile: asciutti  e polverosi, lisci e scorrevoli, asfalto incluso, ma anche umidi e/o fangosi, comunque viscidi, e sconnessi, in salita, come in discesa e in piano, utilizzando pressioni di gonfiaggio via via diverse, onde individuarne la migliore per il tipo di copertone,  utilizzato in configurazione tubeless.

Sentite al tatto, in particolar modo sui fianchi, le Honey Badger Xc Pro, anche ad una pressione al limite minimo previsto dal produttore (2 bar), son sembrate abbastanza “rigide”, pertanto al posteriore siam partiti da quella pressione, scendendo per l’anteriore anche di un paio di decimi (1.8) sotto il minimo consigliato. A nostro parere, e pur avendole usate su una full 29″, ad eccezion fatta che in tratti assolutamente scorrevoli e veloci, è proprio questa la pressione di miglior resa dei pneumatici in test, almeno in rapporto al peso del tester (71 kg).

Al posteriore le Honey Badger XC Pro si son dimostrate da subito gomma molto scorrevole, la cui accennata rigidità di spalla consiglia una pressione non troppo elevata per garantire comfort nella guida e maggior trazione in salita. Infatti, se su asciutto la trazione appare sempre comunque buona, sul viscido compatto in particolare la scolpitura centrale non molto generosa richiede l’ausilio di maggior grip coadiuvata da quella laterale.

Kenda 1

In frenata, questa volta anche sull’asciutto, il grip non appare eccezionale, e consiglia di dosare bene l’intensità delle frenate. Al contrario in curva, i tasselli più pronunciati e la mescola più morbida garantiscono una buona tenuta. Montate nel senso opposto a quello di direzione (stiamo parlando del posteriore), pur apparendo un filino più rumorose e meno scorrevoli, guadagnano in trazione senza risentirne in frenata. E’ questa una buona soluzione, qualora si preveda di usarle in condizioni di terreno più viscido, in particolare nelle stagioni più avverse o su percorsi più tortuosi, dove la scorrevolezza può esser sacrificata in favore del grip nelle ripartenze e nei tratti lenti, pendenti e magari sdrucciolevoli o viscidi. Sulla tenuta in curva, essendo fra l’altro i tasselli laterali a disegno simmetrico, nei due versi di direzione non abbiamo notato differenze.

Kenda 3

In considerazione della rigidità dei fianchi, la pressione migliore appare piuttosto vicina al limite minimo consigliato per il gonfiaggio, in particolar modo se usate con front molto reattive. Una pressione maggiore, unita a fianchi non molto morbidi, renderebbero la bici eccessivamente nervosa.

All’anteriore le Honey Badger Xc Pro confermano sostanzialmente le caratteristiche emerse nell’uso del posteriore, quindi ottima scorrevolezza e qualche limite in frenata. La tenuta in curva, molto più importante nella gomma anteriore, appare tutto sommato buona, anche su fondi non troppo asciutti, sempre considerando che si parla di una gomma da xc e che privilegia la scorrevolezza. Una pressione di 1.8/1.9 bar, seppur sotto il limite consigliato dal produttore, è apparsa quella di maggior resa della gomma. La tenuta in curva dell’anteriore è troppo importante offroad, e la solidità e quindi l’affidabilità del copertone non appaiono messe a repentaglio da un gonfiaggio basso.

Entrambi i copertoni, in particolar modo il posteriore, più sollecitato dalla trazione e dal peso del biker, hanno trasmesso una ottima sensazione di affidabilità anche in condizioni più gravose. Il prendere pietre dal profilo apparentemente aguzzo, in velocità, come testimoniato dai rumori avvertiti nella guida e dagli evidenti segni delle strisciate dei sassi, non ha intaccato minimamente la superficie del fianco, di fatto lasciando solo superficiali rigature. Circostanza che induce a ritenere che un peso tutto sommato non ridottissimo possa essere stato ben speso in termini di affidabilità. In condizioni di fango, pur non avendone trovato di quello bello colloso, eliminano il fango accumulato molto velocemente al primo tratto in cui la velocità aumenta, non accumulandone mai tanto nemmeno a velocità ridotte.

All’atto del montaggio, al contrario di altri copertoni, non c’è stato verso di farle tallonare con la pompa a mano.

Kenda 4Kenda 5

Consigliato, quindi, di munirsi di compressore per farle tallonare (o fare l’operazione da un benzinaio o presso un negozio di bici con officina) e utilizzare le valvole con la cima svitabile, per il rabbocco del lattice direttamente con una siringa, piuttosto che dal fianco del copertone.
Dopo il periodo di uso, (216 km) sono emerse minime differenze di consumo fra i due pneumatici, segno di una buona durevolezza nel tempo (posteriore a sx, anteriore a dx).

Conclusioni

Le Honey Badger Xc Pro da 2.05″ sono una buona soluzione per terreni scorrevoli e anche abbastanza accidentati. Al posteriore sono un buon compromesso fra affidabilità, trazione e scorrevolezza. All’anteriore, in virtù di un uso meno gravoso rispetto al posteriore, si lascerebbe preferire una versione meno rinforzata e più leggera. Questo ne fa un copertone abbastanza versatile per un uso escursionistico, soprattutto nei mesi asciutti.
In ambito agonistico il peso non molto ridotto, che garantisce però buona affidabilità, ne consiglierebbe l’uso nelle granfondo. In gare XC il peso potrebbe diventare un filino penalizzante, consigliando forse coperture più leggere. Questo almeno per chi ha un copertone pronto per ogni situazione.

Prezzo di listino: EUR 45,00
Distributore per l’Italia: RMS

Kendatire.com

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Maurizio Andreolli

Certo che provare una copertura XC su una full da 29 non credo sia il test per eccellenza.
Ho provato alcuni modelli Kenda da 27.5 e secondo me la spalla e troppo tenera quando si scende con una front su percorsi abbassa sconnessi spesso ho avvertito il classico stallonare della spalla con una leggera uscita d’aria se si prova a scendere sotto la pressione indicata (2.0bar o 2.5Bar per alcuni modelli).
Confermo il fatto che sia molto difficile il fatto di tallonare questo marca di pneumatici dando qualche giro di nastro in più sui cerchi trasformati tubeless.

Andrea Sicilia
Andrea Sicilia

Quale è il problema della full da 29? Mica è una full da enduro. E’ una full da xc. Una full da gara. Come lo era quella con cui Kulhavy ha vinto l’oro olimpico due anni fa. Su una front è ragionevole ritenere che una pressione troppo elevata sia ancora più “fastidiosa”, come accennato anche nel test.
Hai provato altri modelli di kenda, ma non questi. Quindi giudichi dei modelli precedenti, le cui peculiarità potrebbero essere state corrette o comunque rivisitate su questo modello che è nuovo.
Personalmente, sulla mia bici uso prevalentemente Schwalbe e tutti quanti quelli usati (RaRa, RoRo, NN) hanno spalla all’apparenza più sottile e cedevole (e anche peso minore, tranne i NN).
Ho testato ormai parecchie bici, con i più disparati copertoni da xc, da Continental, a Maxxis, ad Hutchinson, e copertoni da xc con spalla apparentemente più dura e resistente, ne ho trovati solo sulla Methanol 27.5 che aveva gli RR Hardskin Cobra della Hutchinson.

Andrea-88
Andrea-88

Hai avuto modo di provare sempre in casa kenda i karma e small block 8 per fare un paragone?

Andrea Sicilia
Andrea Sicilia

Non ancora. Se ce li dovessero inviare, li testeremo e faremo il paragone.

Andrea-88
Andrea-88

Ho letto che di solito usi schwalbe, io ho usato per un periodo i rara 2.1 ma foravo troppo e allora sono appunto passato a karma e sb8, però adesso che ci sono anche in versione snakeskin stavo pensando di ritornare a schwalbe per avere una gomma più “universale” rispetto alle kenda. Questi honey badger come si comportano confrontati ai rara? Sono più larghi o più stretti?

Maurizio Andreolli

ho provato i karma 2.0,nevegal 2.1 e slant six 2.1 venendo dai maxxis crosmark2.1.
Ora sto provando i schwalbe rara 2.25 ant e 2.1 post snakeskin.

Andrea Sicilia
Andrea Sicilia

I 2.05 testati. sono pressappoco come i 2.1 Rara come sezione. Secondo me sono più affidabili, (almeno in confronto alla versione non SS) ma ugualmente scorrevoli. Meno gripposi in frenata e in condizioni bagnate. Li ho usati per 216 km, ma direi anche un filino più durevoli dei Rara.
Dovendo scegliere fra i Rara 2.1 SS e gli Honey, valuterei il prezzo di acquisto, essendo che le caratteristiche dei due ove qua, ove là, non fanno emergere uno nettamente a vantaggio dell’altro.

Andrea-88
Andrea-88

grazie

mascio
mascio

Hanno la scolpitura identica ai vredestain black panter extreme.Che sono delle gran gomme.

MN_avatar
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ma la pressione di cui si parla nel test è relativa al gonfiaggio come tubeless o con camera d’aria?

io, con una 26 e le slant six con camera d’aria, all’anteriore giro a 1.8/1.9 da sempre…e non si sono mai danneggiate (strutturalmente dovrebbero essere uguali o simili a queste, anche come peso)

Andrea Sicilia
Andrea Sicilia

Nel test è scritto. Sono state, ovviamente, usate tubeless. Non avrebbe nemmeno avuto senso usarle con camera.
Girare a 1.8/1.9 con camera è un suicidio. Il rischio di pizzicature è altissimo.
Non credo che un copertone per camera sia strutturalmente uguale. E’ comunque più leggero e cedevole, perchè pensato per essere sorretto dalla camera e non deve nemmeno essere impermeabile per tenere l’aria.

MN_avatar
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Volevo appunto sottolineare questo, che probabilmente kenda sia un po troppo prudente in quanto a pressioni consigliate. Se ci giro io a meno di 2 con le camere senza danni, a maggior ragione con una copertura tubeless non vedo perchè debba dar problemi. A me sono sembrate gomme generalmente robuste, le kenda.

(perdonatemi l’imprecisione riguardo la struttura, volevo dire che le gomme, slant six e honey badger, se consideriamo entrambe in versione SCT dovrebbero essere uguali come struttura, penso)

Andrea Sicilia
Andrea Sicilia

Un conto è girare con le camere ed un conto è girare senza. Con le camere, il problema a pressioni basse, più che lo stallonamento, è il poter pizzicare la camera, il che ha meno a che fare con il tipo copertone.
Inoltre lo stallonamento non dipende tanto dalla robustezza della gomma, che influisce sulla resistenza a tagli e forature, quanto dalla tenuta del cerchietto sul cerchio. A pressioni più basse, il copertone è più sollecitato lateralmente ed evidentemente c’è maggior rischio di stallonamento con conseguenze potenzialmente pericolose. La pressione minima di 2 di Kenda è in linea con tutte quelle di altri produttori. Evidentemente la pressione di 2 è la dead line sopra la quale la sicurezza, salvo difetti di fabbricazione è assolutamente garantita. Andando sotto quella pressione “consigliata”, è a rischio e pericolo del biker.
Come quando ti mangi un alimento scaduto. Al 99% è buono uguale, ma il produttore/venditore non se ne assume la responsabilità e ti avverte. Se poi lo conservi non secondo prescrizione, si rovina anche prima della scadenza.
Per tornare ai copertoni, alcuni tipi/marche, sono meno resistenti, o comunque hanno fianchi più sottili, quindi anche a pressioni maggiori, ammortizzano e aderiscono al terreno. Altri tipi di copertoni, e questo mi sembra il caso, sono un filino più resistenti, ma anche un pò più rigidi e quindi, anche a seconda del proprio peso, stile di guida, tipo di percorsi, tipo di bici su cui li si monta, ecc. può essere consigliabile, quantomeno avvicinarsi alla pressione minima.

Replay72
Replay72

Monto da tre mesi circa la Honey Badger 29″ 2.2 all’anteriore (tubeless) sulla mia front da XC e devo dire di trovarmi molto bene. Prima avevo la Nevegal ma era troppo pesante e poco scorrevole per i miei gusti (pur essendo una schiacciasassi ottima su qualunque fondo e che dava una confidenza senza pari in discesa). Di solito la tengo sui 2 bar e penso di aver trovato la pressione ottimale per le mie esigenze. Secondo me è una gomma polivalente e versatile. La versione 2.05 mi sembra un ottima opzione per l’uso al posteriore in abbinamento alla versione 2.2 montata all’anteriore.

Andrea Sicilia
Andrea Sicilia

Ma monti la versione xc? O quella precedente?

Replay72
Replay72

Ho la versione precedente. La monto all’anteriore e la trovo un buon compromesso tra scorrevolezza, grip e tenuta laterale.

Andrea Sicilia
Andrea Sicilia

Si, ma la versione precedente non è da xc, è da trail. Peso diverso, battistrada diverso. Altra musica. Probabilmente più gripposa, ma meno scorrevole e leggera.

Replay72
Replay72

Si, guardando bene il battistrada è differente

Deroma
Deroma

domanda idiota, che differenza c’è tra cerchietto pieghevole o rigido?
quand’è che conviene l’uno invece dell’altro?

Grazie

Andrea Sicilia
Andrea Sicilia

Col cerchietto pieghevole il copertone è più leggero e più facile da montare, smontare e far tallonare. I copertoni di fascia medio alta, almeno quelli da xc, sono tutti pieghevoli.

Deroma
Deroma

grazie mille

M3O
M3O

Rispolvero questo vecchio post anche in ragione dei recenti aggiornamenti, queste coperture vengono usate dalla Bianchi sulla Methanol di Marco Aurelio Fontana, che ha inserito anche un video su FB dove percorre un single track da DH. Ho montato le Honey su cerchi FSA Afterburnet in alluminio con canale da 21,5 mm da 29″ che utilizzo sulla front, una CUBE Team Elite C-68. Per l’installazione confermo l’impossibilità di stallonamento con pompa a mano, ci vuole per forza il compressore !! Ho percorso un primo giro su fondo asciutto e abbastanza pietroso ed nonostante la pressione da 1,6 anteriore e 1,6 posteriore (peso circa 60kg) ho notato ancora una certa rigidità. In curva veloce l’anteriore tende un po’ a partire, ma credo dipenda anche dalla pressione della forcella SID, un po’ sopra il range per evitare i fine corsa nelle disconnessioni più rilevanti. Farò ulteriori test nel corso delle prossime uscite per verificare ulterioremente la resa. Il grip al posteriore credo sia ancora migliorabile, se necessario proverò con l’inversione.