[TEST] Liteville 601 MK 3 Werksmaschine

[TEST] Liteville 601 MK 3 Werksmaschine

11/08/2015
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11/08/2015

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Tre dati a bruciapelo: escursione posteriore 190 mm, coperture da 2.5″ su cerchi da 40 mm di larghezza ed un peso complessivo della bici inferiore a 14 kg. Ecco la Liteville 601 MK 3 Werksmaschine, endurona con caratteristiche fuori dal comune. Altrettanto fuori dal comune è la coerenza con cui la casa tedesca porta avanti i propri progetti. Basta guardare la foto di una 301 di svariati anni fa per rendersene conto, o magari della stessa 601 vincitrice della nostra comparativa enduro di inizio 2011. Sviluppato un valido progetto di base, la filosofia è quella di una continua evoluzione dal punto di vista dei contenuti tecnici, spesso con soluzioni piuttosto ricercate.

Una di queste è la cura riservata ai parametri geometrici delle ben sei taglie disponibili, con variazioni riguardanti anche quote che generalmente restano invariate. Ci riferiamo ad esempio al valore di chainstay, che nella 601 passa dai 415 mm della tg. XS per arivare ai 445 mm delle taglie XL ed XXL. L’immagine che vedete qua sotto rende abbastanza bene il concetto.

geo2

Forse ancor più originale è il Liteville-pensiero in materia di diametro ruote, che secondo lo Scaled Sizing dovrà essere calibrato in funzione della corporatura del biker e quindi delle dimensioni del telaio. Nulla di nuovo sotto il sole? Mica tanto, perchè i diametri previsti partono dal 24” (!) per arrivare al 29”, diametri differenziati compresi. Proprio quest’ultima soluzione è stata adottata sulla taglia L oggetto di questo test, con una ruota anteriore da 27.5” e la posteriore da 26”.

scaled sizing collage

Altra peculiarità di questo telaio è la possibilità di variarne le geometrie spostando il punto di ancoraggio superiore dell’ammo, cosa resa possibile da una slitta dentata velocemente aggiustabile con una chiave esagonale da 5 mm.

Collage slitta ammo

In termini di gradi sterzo il range di regolazione è di poco inferiore al grado e mezzo, mentre l’altezza del movimento centrale varierà di circa 15 mm. Se invece intendete variare il solo angolo sterzo senza intaccare gli altri valori, Liteville ha reso possibile anche questo grazie alla serie sterzo Syntace VarioSpin disponibile con tre valori di offset: -1.5°, 0°, + 1.5°. Di serie viene montata la versione zero offset, e così era anche sulla bici in test. Dopo qualche esperimento con la slitta di ancoraggio dell’ammo, abbiamo trovato nella posizione neutra il giusto compromesso per i giri pedalati. Per le giornate meccanizzate vale invece la pena aprire gli angoli senza troppi indugi, anche perchè i quasi 380 mm di altezza del movimento centrale da noi rilevati nella posizione zero mal si coniugano con un utilizzo discesistico che non sia il lento supertecnico. Meno interessante ci è invece parsa la possibilità di agire nel senso opposto, visto che il già alto movimento centrale salirebbe ulteriormente. Ci sembra inoltre poco sensato chiudere le geometrie su un telaio con 190 mm di travel.

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I 190 mm di escursione posteriore potrebbero far pensare ad un mezzo gravity senza compromessi, e la 601 ben si presterebbe anche ad un utilizzo di quel tipo. In questo caso ci troviamo però di fronte ad un montaggio pensato in ottica “big mountain”, quindi discese sì impegnative, ma da conquistarsi con le proprie forze. In questa ottica va interpretata anche la scelta di montare la Formula 35 da 180 mm di corsa, una forcella dal peso relativamente contenuto e struttura meno massiccia rispetto ad altre concorrenti con pari escursione.

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Montaggio

Frame:Liteville 601 MK 3, FW 190 mm
Surface: RaceBlack anodized or WorksFinish
Headset: Syntace VarioSpin 0°
Fork: Formula, ThirtyFive, 27,5 black 180mm
Dampfer: RockShox Vivid Air
Drive train: Sram XO1 (170 / 175 mm crankset, 30 teeth)
Brakes: Shimano Deore XT
Brake rotor: Shimano 203 mm / 180 mm
Wheelset: Syntace M-Serie W40
Tires: Schwalbe Magic Mary 2.5
Chain guide: Syntace SCS II
Rear derailleur protection: Syntace RockGuard SL black
Stem: Syntace Megaforce2, 30 / 40 / 50 / 60 mm
Handlebar: Syntace Vector Carbon High10, 760mm
Grips: Syntace Screw-On Gripz Moto black
Saddle: SQ-Lab Liteville Edition 13 / 14 / 15 Breite
Seatpost: Syntace P6 Carbon HiFlex
Optional: RockShox Stealth 150 mm (additional EUR 130,–)
Complements: Syntace X-FIX, X-12 Allen Key
Pedals: Syntace NumberNine Titanium (additional EUR 178,–)

Analisi statica

Se il nome 601 MK 3 Werksmaschine suona vagamente bellico, l’impatto visivo non è da meno: tubi in alluminio di grosso diametro rigorosamente dritti, colorazione “all black” anodizzata, ma soprattutto le imponenti Schwalbe Magic Mary da 2.5” montate su ruote Syntace con cerchio da 40 mm di larghezza! Come da tradizione lo schema della sospensione posteriore è un giunto Horst, ed altrettanto da tradizione è la maniacale cura realizzativa e dei dettagli.

Collage carro-link

Collage pneus

Collage gomma-cerchio

Le Magic Mary da 2.5″ montate sui cerchi con canale interno da 33.5 mm delle Syntace W40 M hanno una larghezza massima di circa 67 mm! Con 1840 g dichiarati per la versione 26″, il set ruote in sè è più leggero di quanto si potrebbe supporre. Nonostante le camere Schwalbe Superlight, l’anteriore da 27.5″e le mastodontiche coperture portano però al risultato di 2315 g per l’anteriore e di 2487 g per il posteriore (valori chiaramente riferiti alle ruote in ordine di marcia, quindi con tanto di dischi e pacco pignoni). Ne vale la pena? Come spesso accade, anche in questo caso la risposta è “dipende”. In discesa vantaggi innegabili si hanno sui passaggi lenti e tecnici, specie sui fondi smossi o insidiosi. Il prezzo da pagare sta nella minore reattività rispetto a ruote più leggere e dalle dimensioni più convenzionali. In salita il grip è sorprendente, ma purtroppo va messo in conto anche un notevole attrito (in questo chiaramente influiscono anche battistrada e mescola del pneumatico). Per evitare il fastidioso “effetto deriva”, altrimenti inevitabile con pneumatici di queste dimensioni, non siamo mai scesi eccessivamente con la pressione. Cionostante abbiamo avuto un paio di pizzicature di troppo, problema che – come rilevato a suo tempo – sembrerebbe affliggere questi cerchi. Le camere superlight da 140 g non aiutano su questo fronte e, pur comprendendo la necessità di contenere i pesi, poco si sposano con le caratteristiche generali del mezzo.

Tirando le somme, si tratta di una soluzione che offre indubbi vantaggi nel caso di un utilizzo molto specifico della bici (leggasi vert), mentre per un uso più ad ampio spettro trovo che i benefici non controbilanciano gli svantaggi. Nulla vieta comunque di farsi un secondo set di ruote…

Collage sospensioni

Passando al capitolo sospensioni, davanti troviamo una forcella Formula 35 in versione da 180 mm di corsa. La forcella non si è comportata male, ma la versione da 160 mm provata durante la comparativa fra 15 enduro del novembre scorso mi aveva lasciato un ricordo migliore. Quella montata sulla Liteville era infatti poco fluida ad inizio corsa e piuttosto lineare nella parte centrale. La conseguenza è una scarsa sensibilità e la tendenza ad affondare sul ripido, rimediabile quest’ultima agendo sull’efficace controllo della compressione. Bene invece l’assorbimento dei grossi urti, anche grazie all’adeguata progressività finale. Per correttezza va detto che Formula prevede la possibilità di aggiustare la curva di compressione giocando con il livello dell’olio nella camera dell’aria, e non è da escludere che la forcella montata ne contenesse una quantità minima (curva più lineare).

I 190 mm di travel alla ruota posteriore sono gestiti da un Rock Shox Vivid Air RC2 da 240 mm di interasse e 76 mm di corsa, per un rapporto di compressione medio di 2.5 Espressamente concepito per un utilizzo gravity, l’ammortizzatore si è dimostrato all’altezza in tutti i frangenti e sotto tutti i punti di vista. Particolarmente utile per chi intende cimentarsi spesso in bikepark, o comunque su salti di una certa entità, è il doppio controllo del rebound (beginning e ending stroke). Se proprio vogliamo fare i pignolini abbiamo rilevato un surriscaldamento un po’ superiore a quanto ci saremmo attesi, ma non ci sentiamo di affermare che a ciò corrisponda un apprezzabile decadimento delle prestazioni. Per quanto riguarda il SAG, un valore attorno al 30% ci è parso il migliore compromesso fra salita e capacità di soddisfare un po’ tutte le situazioni incontrabili in discesa.

Collage guarnitura-pedali

La guarnitura è la X01 di SRAM con corona da 30 denti. Una rapportatura piuttosto corta, considerando la ruota posteriore da 26”, ma comprensibile visto l’intento di proporre questa 601 anche in ottica “giri epici dall’elevato contenuto tecnico”. A ciò si aggiunga che “imballare” un 30/10 sui ripidi e tecnici sentieri che dovrebbero essere il campo di eccellenza della 601 non è tanto facile, e che nei trasferimenti in piano le Magic Mary da 2.5” non è che permettano medie da Giro d’Italia…Ulteriore vantaggio, considerata l’assenza del bash e dell’attacco ISCG, è la maggiore luce da terra rispetto ad una corona con più denti.

I pedali flat Syntace NumberNine Titanium sono sottili, pesano 300 g la coppia e sono disponibili in tre diverse misure. Non sono però compresi nel kit, e per averli serve un ulteriore esborso di 178 Euro (di listino costano 268 Euro…). Stesso discorso per quanto riguarda il reggi telescopico Reverb da 150 mm di corsa, per il quale è previsto un sovrapprezzo di 130 Euro (il montaggio standard prevederebbe un Syntace P6 Carbon HiFlex).

Collage routing

Il passaggio cavi è solo parzialmente interno, ma realizzato con grande cura sia dal punto di vista estetico che funzionale. Forse non è una caso se, nonostante la maggiore criticità dei cambi ad 11V, durante l’intero test non abbiamo mai dovuto mettere mano al registro di regolazione.

Collage piega-comandi

Syntace costruisce componentistica leggera di eccellente fattura ed è proprietà di Liteville, non sorprende quindi che anche stem, piega e manopole siano di questa marca. Il primo è un Megaforce2 da 40 mm / rise zero, la piega è una Vector Carbon da 760 mm per 10 mm di rise, mentre le manopole sono le Gripz Moto. Con queste ultime il feeling non è stato dei migliori a causa del fastidioso (per il sottoscritto) collarino esterno. Ad un certo punto del test le abbiamo quindi sostituite con le A’me Tri che vedete in foto. I freni Shimano XT hanno confermato l’ottima fama di cui godono, ma in quanto di “famiglia” diversa rispetto a telescopico e trasmissione non è possibile integrare i collarini di fissaggio. Nonostante ciò la zona comandi rimane sufficientemente pulita e non abbiamo avuto alcuna difficoltà a trovare per ognuno la corretta posizione.

Collage forcellino

Rispetto ad un forcellino tradizionale con fissaggio laterale, il forcellino Syntace garantisce maggiore rigidità e precisione di cambiata. Il bullone di fissaggio presenta volutamente un punto debole che si spezza in caso di forti sollecitazioni. In questo modo si riducono le possibilità di danneggiare il cambio ed il forcellino non si piega. Un bullone di riserva è avvitato alla base del movimento centrale. Quando nulla è lasciato al caso…

Collage proteggi-tendi

A rendere remota l’eventualità di danneggiare cambio e forcellino ci pensa il Syntace RockGuard, un paracambio fissato in prossimità dell’asse posteriore. A causa della maggiore sporgenza dei cambi SRAM rispetto a Shimano, la protezione non è tuttavia totale. Il tendicatena Syntace SCS II è tanto essenziale, quanto solido e funzionale.

Collage reggisella

Persino il collarino reggisella è stato studiato in ogni dettaglio, ad esempio dotandolo di un parapolvere che impedisce l’ingresso di sporcizia. Un riduttore di diametro in materiale plastico permette di adattare il Reverb al grosso tubo sella da 34.9 mm di diametro.

Collage chiave

All’interno del perno passante posteriore trova alloggiamento una chiave esagonale da 5 mm/Torx T25 con la quale è possibile intervenire sulla maggior parte della viteria presente sulla bici. Perni passanti anteriore e posteriore compresi, visto che antrambi si avvitano con una chiave esagonale di quella misura.

Regolata la corretta altezza sella, la posizione da seduti è sorprendentemente raccolta in rapporto al valore di orizzontale virtuale ed all’inclinazione dichiarata del seat tube. A tutto c’è però una spiegazione, in questo caso da cercare nella reale inclinazione del tubo che infatti parte a ridosso della scatola del movimento centrale. Stando in piedi sui pedali si ha invece la percezione di una posizione piuttosto “alta” e poco incassata nella bici, spiegabile questa con l’altezza del movimento centrale e relativo valore di bb drop positivo.

Salita scorrevole

Con un peso appena superiore ai 14 kg in ordine di marcia, un angolo sella ben verticale ed una forcella dotata di blocco, sulla carta la 601 ha tutte le carte in regola per essere una buona scalatrice. Nella realtà bisogna fare i conti con la posizione in sella raccolta, delle coperture come le Magic Mary da 2.5″ in mescola morbida all’anteriore e “semimorbida” al posteriore, un peso del set ruote non indifferente e l’elevato sag di una sospensione da 190 mm combinato con la forcella non abbassabile. Il Vivid permette di agire sulla frenatura della compressione, ma anche chiudendo il registro non si riesce ad annullare del tutto il bobbing, risultato ottenibile solo intervenendo anche sui registri del ritorno. Pur presupponendo che si siano ben memorizzate tutte le tarature, dover ripristinare il setting corretto all’inizio di ogni discesa è però una discreta scocciatura che vale la pena affrontare solamente se ci attende una salita particolarmente lunga.

La bici è ben lontana dall’essere impedalabile, sia chiaro, ed infatti l’abbiamo utilizzata anche per giri con un discreto dislivello. E’ però importante avere il giusto approccio, che in termini pratici significa usare una rapportatura agile, mantenere un’andatura regolare e non pretendere di voler tenere i ritmi permessi da altre enduro meno estreme. Ciò detto, portata su di una salita discretamente lunga e dalla pendenza molto sostenuta è arrivata la sorpresa. La rapportatura corta unita al grande grip del posteriore ci ha infatti permesso di affrontarla totalmente in sella senza avere le visioni mistiche. Al di sopra delle aspettative anche la direzionalità dell’anteriore, grazie alla quale non si è costretti a troppi equilibrismi. Sempre in rapporto alla tipologia di bici, la 601 si è paradossalmente dimostrata più performante sul molto ripido che non sulle pendenze più blande, dove i vantaggi dati da un set ruote/pneumatici di questo tipo non emergono.

Salita tecnica

Quanto detto riguardo la salita scorrevole vi avrà già fornito degli indizi anche per quanto riguarda il comportamento sulle salite più tecniche. Sempre a patto di chiudere la compressione dell’ammo, nel superamento degli ostacoli la 601 si è in realtà comportata degnamente, questo grazie all’altezza del movimento centrale e all’aderenza della copertura posteriore. Sulle forti pendenze ed in presenza di ostacoli in successione si paga però l’affondamento della sospensione posteriore, la quale costringe a continui ed alla lunga faticosi spostamenti del peso. Abbastanza impegnativo anche il superamento dei tratti molto tortuosi, specie se ripidi, a per via dell’angolo sterzo aperto. A meno che la discesa che vi attende sia tanto impegnativa da richiedere un mezzo di questo genere, se le vostre salite sono spesso tecniche è oggettivamente un azzardo consigliare la 601.

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Discesa veloce/sconnessa

Con 190 mm di corsa posteriore gestiti dall’ottimo Vivid ed i valori geometrici ottenibili con il setting geometrico più aperto, sul veloce sconnesso la 601 vince facile e si potrebbe già chiudere il discorso. In realtà vale la pena rimarcare che, anche con il settaggio intermedio adottato nei giri pedalati, la bici si comporta quasi altrettanto bene. Merito del lavoro della sospensione, che oltre ad abbondare in termini di quantità eccelle sia per sensibilità che per la capacità di incassare ogni tipo di sollecitazione con una perfetta progressività. Bene anche la Formula 35, nonostante sia inevitabilmente lei l’anello debole a fronte di tanta bontà al posteriore. La 601 reagisce bene ai trasferimenti di peso ed alzare l’anteriore non è difficile, ma per essere alleggerita sugli ostacoli senza eccessivo sforzo richiede andature abbastanza sostenute. Le doti di incassatrice permettono comunque di affidarsi al mezzo più di quanto sia possibile fare con la maggior parte delle enduro più “tradizionali”.

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Discesa guidata

Tutto non si può avere, ed in questo caso sarebbe illusorio attendersi la reattività di mezzi con minore escursione posteriore e set ruote più leggeri. Una certa pigrizia si percepisce soprattutto nei rilanci, così come la risposta nelle sezioni “pompate” non è entusiasmante quando la velocità scende. Fatto salvo che la grande escursione posteriore non aiuta e che la 601 nasce come arma per i sentieri più ripidi ed impegnativi, in questi frangenti sorge più di un dubbio sull’opportunità di un set ruote tanto imponente. Nei cambi di direzione a bassa velocità il comportamento è invece meno goffo del previsto, anche se una minore altezza del movimento centrale aiuterebbe ulteriormente. Resta tuttavia un mezzo che al calare della pendenza richiede una guida piuttosto decisa e debitamente caricata sull’anteriore.

Discesa tecnica

Alzi la mano chi non ha mai visto un video con qualche rider affrontare discese al limite della percorribilità in sella ad una Liteville 601! Reale predisposizione del mezzo o astuto marketing che sia, la curiosità di provarla su questo genere di discese era grossa, tanto che vi abbiamo dedicato più di una giornata di risalite meccanizzate (oltre a qualche uscita). Le aspettative non sono venute meno, specie per la grande sicurezza che si percepisce sulle linee più ripide ed ardite. Nei passaggi meno ripidi è invece richiesta un po’ di decisione, in particolare quando la bici va rilanciata praticamente da fermi. Per le caratteristiche che abbiamo descritto, anche la Formula 35 da il meglio di sé quando ben caricata risultando invece un po’ nervosa nei tratti meno pendenti affrontati a velocità ridotta. Il movimento centrale alto non fa rimpiangere la mancanza del bash e permette di copiare il copiabile senza tanti problemi. Sui fondi smossi o dalla scarsa aderenza emerge chiaramente anche il senso dei 67 mm di larghezza del Magic Mary in mescola Vertstar montato all’anteriore.

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Conclusioni

La Liteville 601 Werksmaschine soddisferà totalmente chi di norma mastica discese ripide e tecnicamente impegnative. Su percorsi meno estremi, per ottenere un comportamento “vivo” sono richieste andature piuttosto sostenute ed una guida decisa. Notevole la poliedricità del telaio, adattabile ad utilizzi che vanno dall’enduro alla DH, e cura dei dettagli una spanna sopra la media.

Peso Tg. L senza pedali: 13.84 kg
Prezzo kit completo, montaggio escluso:  5640 Euro
Prezzo con Reverb Stealth 150 mm: + 130 Euro
Prezzo con pedali Syntace NumberNine Titanium: + 178 Euro
Prezzo frame set: 2658 Euro
Liteville.de
Possibilità di provare le Liteville a Torbole al Liteville Test Center

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V
vagabondo73

Veramente molto bella, però il diverso diametro ruote mi lascia molto perplesso, poi le ruote da 26 ormai abbandonate da tutte le case.

Paolo M.
Paolo M.

Anche a me ….la perplessità mi ha “chiamato”!
Che poi a vista non sembrerebbero neanche diversi i cerchi ….

M
Melvin

Io ho una 301 con 160mm di escursione, che a mio parere è perfetta per i giri “epici” di cicloalpinismo (all mountain o big mountain come volete chiamarli..:-) )
La 601 la vedo per un uso ancora più gravity, ossia sempre in funzione di discese molto tecniche ed impegnative, ma sfruttando magari anche risalite meccanizzate.
Se però piacciono solo i sentieri flow, una liteville (301 o 601) penso non la si sfrutti pienamente…

In ogni caso anche la 601 è bellissima e i magic mary da 2.5 su quei cerchi sono veramente impressionanti… sembra quasi una 26/27.5+!

PS. per risolvere il problema pizzicature non è necessario cambiar le ruote. E’ sufficiente latticizzare i copertoni montando due valvole tubeless; i cerchi sono tubeless ready con nastro schwalbe. 😉

A

Come la vedete in confronto ad altre bici della stessa categoria come Uzzi, Foggy, Torque ecc?

Mauro Franzi
Mauro Franzi

@Andrea Antonucci Purtroppo non ho mai avuto il piacere di provare le prime due (ma sono ancora a catalogo?), mentre la Torque l’ho usta a lungo ma non le versioni degli ultimi due/tre anni. Diciamo che la 601 rispetto alla Torque che conosco io è più “biciona”, quindi spiana maggiormente ma paga qualcosa in termini di reattività ed agilità. La tipologia di bici comunque è quella, anche se dipende molto da come le monti. La 601 vince anche in termini di cura costruttiva ed ha dalla sua tutte quelle soluzioni proprietarie descritte nel test.

@lberto
@lberto

Liteville è da un pezzo in cima alla mia lista dei desideri (mod. 301 però…)
Bici di sostanza che non rincorre necessariamente le mode del momento, fatta per durare, dove l’uscita del modello nuovo non fa subito invecchiare (e svalutare) il tuo acquisto di qualche anno prima

Pietro.68
Pietro.68

ma il tendicatena a cosa serve?

G
gaios73

Ci pensavo pur’io.

Mauro Franzi
Mauro Franzi

@Pietro.68 Ad eliminare del tutto il già ridotto rischio che cada la catena.

A
Anto62

Da tempo c’è chi pensa a differenziare il diametro ant dal posteriore, come avviene sulle moto da cross. Però mi sembra di ricordare che nelle competizioni di ciclismo, enduro compreso, non siano ammesse bici con ruote di diametro differente. Inoltre l’altezza del movimento centrale mi fa pensare ad una geometria nata proprio per la 26 e poi adattata, con la semplice e un po’ amatoriale aggiunta di forcella specifica e ruota con diametro maggiorato.

@lberto
@lberto

ti sbagli di grosso.
sono anni che liteville porta avanti il concetto dello “scaled sizing” il quale viene tenuto in debita considerazione in tutta la fase progettuale.
sul discorso delle gare, in effetti, potrebbe essere un limite (che io non mi porrò mai, in quanto non ne faccio…)

Marco Toniolo

Concordo. Inoltre “le gare” (da enduro immagino) se le filano in pochi ormai, e meno che mai chi si compra una Liteville

fitzcarraldo358
fitzcarraldo358

avendo seguito e studiato da qualche tempo i telai Liteville sono propenso a pensare che la tabella geometrie pubblicata si riferisca a ruote entrambe da 26″, e che quindi la ruota più grande all’anteriore le modifichi leggermente alzando il mc e sdraiando gli angoli (rispetto a quelli dichiarati). La Formula 35 invece è lunga come una 26″ da 180 quindi quella non cambia nulla.

Ho visto ora invece sul sito per la nuova 301 un bellissimo configuratore che in base a come monti la bici (forcella e diametro ruote) ti restituisce le geometrie effettive… davvero una ottima cosa.

Mauro Franzi
Mauro Franzi

@fitzcarraldo358 Credo anch’io che sia così. Un movimento centrale più basso sarebbe comunque auspicabile e migliorerebbe sia l’agilità che la stabilità (per quanto sul secondo fronte non è che se ne senta un gran bisogno). I valori attuali sono oggettivamente abbastanza anacronistici, e questo è forse l’unico difetto che mi sento di imputare a questo telaio.

Mauro Franzi
Mauro Franzi

@drmale Marco ha ragione, chi è interessato alle competizioni enduro difficilmente si rivolge ad una bici con le caratteristiche della 601. Io stesso non la consiglierei per un utilizzo di quel tipo, e credo che neppure in Liteville l’abbiano concepita pensando alle gare.

E
EmilianoNF

Concordo con la tua affermazione…ma se poi scatta la goliardata tra amici, non ci puoi andare…se sei uno che come me ha una bici sola…

E
elvis.cori

Si, in Liteville pensano ad arrangiare…… Non conosci i prodotti e l’attenzione che hanno ?

L
luxardo

Un po cara . 5000 euri ci compri ben altre bici….

fitzcarraldo358
fitzcarraldo358

ben altre bici… migliori in cosa? io questa la metterei senza esitazioni tra le top.

@lberto
@lberto

5000 euro per una bici così non mi sembrano una follia, anzi.
Sarei curioso di sentire eventuali “ben altre” alternative

Mauro Franzi
Mauro Franzi

@luxardo Mi accodo alla domanda di @fitzcarraldo358.

“ben altre bici forse intendi in carbonio” ….Liteville pero’ dimostra che e’ possibile fare bici in alu che pesano anche meno di quelle in carbonio con la stessa solidità e di conseguenza con prezzi simili o anche inferiori e che vanno altrettanto bene e che rimangono attuali ben più a lungo della maggior parte dei modelli in circolazione ( e questo vale moltissimo!) …a mio avviso

8
85549

“abbiamo rilevato un surriscaldamento un po’ superiore a quanto ci saremmo attesi”
cosa significa??

Mauro Franzi
Mauro Franzi

@85549 Lungo tratto scassato percorso con due diverse bici ad andatura piuttosto sostenuta e senza soste . Una è la 601 con il Vivid, l’altra una Uncle Jimbo con Float X guidata da un rider di peso appena superiore al mio. Rapporto di compressione a favore del Vivid, anche se di poco (2.5 vs 2.6 della UJ). A fine discesa ci fermiamo e confrontiamo il surriscaldamento dei due ammo, attendendoci che il Float sia più caldo. Con nostra sorpresa abbiamo invece riscontrato il contrario, anche se la differenza non era certo abissale (entrambi gli ammo erano belli caldi). Nessuna pretesa di aver condotto un test scientifico, ma diciamo che è comunque una piccola indicazione. Attenzione però, perchè come scritto nel test non mi sento di affermare che il Vivid soffra di surriscaldamento con conseguente degrado delle prestazioni.

P
paolis

Indicazione molto interresante Mauro… anche perché con le mie prove a “ditone” avevo visto una differenza significativa tra il float normale e il float x (sulla stessa bici)… mentre (su bici diversa ma con rapporto di compressione simile) il monarch plus mi sembrava (sempre a ditone con il confronto diretto con altre bike che scendevano più o meno alla mia velocità) che addirittura si comportasse meglio del float x… pertanto mi aspettavo faville dal vivid air… anzi ne valutavo proprio l’acquisto….

Io, soprattutto d’estate, nei percorsi liguri ( ma anche nei park dove c’é più fresco) è proprio il surriscaldamento dell’ammo la cosa che patisco di più… anche sul monarch plus.. parto che mi sembra di avere una DH (parlo di discese da 3 o 5km fatte in una tirata ma non a velocità da gare..) e da metà discesa in poi la forcella (sempre ad aria) rimane “consistente” il carro diventa molto più duro… e se mi fermo scotta e se lo comprimo “ritorna” molto più veloce/sfrenato…
Non dico che sia inguidabile ecc.. ma è la cosa che in assoluto degrada di più, e ci darei il giusto peso nelle recensioni.
(certo nelle alpi al fresco e in percorsi iper tecnici e più lenti si noterà molto meno)
Ciao Alessandro

8
85549

Grazie

O
Odin13

Bello il test Muldox !!!
È sempre interessante leggere di Liteville e dei suoi prodotti mai banali.

Ma in taglia “S” prevedono 26/26?

Mauro Franzi
Mauro Franzi

@Gingig Grazie! Stando alla tabella dello Scaled Sizing prevedono sia l’opzione 26/26 che la 24/26.

E
EmilianoNF

Concordo con i complimenti al test
Per quanto mi riguarda, quindi tipologia dei percorsi da fare nella mia zona, non avrebbe senso comprare una bici con queste caratteristiche…
Ma se dovessi comprarla oggi, cmq vorrei una 27.5, che rimane più facile da rivendere tra qualche anno!!!

@lberto
@lberto

comunque mi pare che si possa montare una 27,5 anche dietro senza alcun problema.

L
lokis

Provata per ben 4/5 uscite un paio di anni fa in versione 26, con fox talas 180.
Ricordo a differenza del test qui una pedalabilità inaspettata x una bici con 190/180 mm di escursione (salita non tecnica però) ed un carro abbastanza fermo (no bobbing), sempre x la tipologia di bicicletta sia chiaro. per il resto una schiacciasassi che mi permetteva di entrare a velocità folle (per me si intende) su tratti spaccatissimi, anche la maneggevolezza mi sembrava buona (forse x le Muddy Mary da 2,35).
la definirei un bici alpina, da frullare in salita con tranquillità per poi scagliarsi a tutta in discesa.
Sicuramente papabile x prossima bici, rapporto qualità prezzo secondo me top!

Mauro Franzi
Mauro Franzi

@lokis Immagino avesse entrambe le ruote da 26″. Che ammo montava? Ruote/pneumatici? Quanto hai di fuorisella?
La maneggevolezza è accettabile per una bici con queste caratteristiche, ma non è paragonabile a quella di una enduro con buone geometrie. Ho girato a più riprese in bikepark alternando sugli stessi tracciati la 601 alla Uncle Jimbo che uso abitualmente, e nei tratti con curve in sequenza un po’ chiuse la seconda schizza via decisamente più veloce. Resto dell’idea che il mc un po’ più basso potrebbe migliorare di molto il comportamento della 601 in queste situazioni.

L
lokis

Si era 26, l’ammo mi sembrava uguale a quello da te provato (o magari la versione di 2 anni fa), le ruote era le syntace 40 ( belle ma forse un po’ delicate), montava delle Muddy mary avanti (morbida) e dietro (dura). per dirla tutta se dovessi acquistarla prenderei ancora 26.

nei commenti succcessivi leggo bici specifica per un determinato uso, forse si, ma anche no. certamente è una bici da “tutto su – Tutto giù” ovvero lunghe salite e lunghe discese, ma ho diversi dubbi sulla ricerca di tutta stà manegevolezza / leggerezza rigidità di altre bici per un uso AM simile: ed infatti gli angoli sono sempre più aperti . . . leggerezza certo, x 10.000 euri ti prendi anche un bel telaio in carbonio e risparmi 1 kg . . . e poi però si va in giro con lo zaino da 5-8 kg . . . . e poi che te ne fai di una bici sulla quale puoi anche rilanciare in giri da 6-10 h . . . o 2000 mt d+ . . .

Mauro Franzi
Mauro Franzi

@lokis Non è una questione di leggerezza, poco più di 14 kg completa di pedali è un ottimo peso anche per una bici da enduro più convenzionale. Neppure sul lato rigidità ho notato pecche, mentre un po’ più di agilità non farebbe altro che bene. Anche perhè lavorando sull’altezza del mc non andrebbe a discapito della stabilità, la quale sarebbe a sua volta ulteriormente migliorata.

G
gotto

Gran bici dei miei desideri anche se propenderei per la 301.

F
Fabio.sbx

Bella bella, però ragazzi è un carro armato. Con quei soldi mi ricompro un dh e mi diverto anche di più, e faccio un altro sport. Non capisco il fine per il quale questa bici è stata studiata. 190mm sono più che esagerati per andare dappertutto al di fuori delle gare. Per come intendo io le bici 190mm di escursione significano casco integrale, protezioni e downhill, che ribadisco è completamente un altro sport per approccio e preparazione tecnica. Non so se mi sono spiegato bene, ma se faccio lunghe escursioni o giri alpini per quanto tecniche che siano con un mezzo del genere in discesa ho un setup da race e bike park che mi permette di raggiungere velocità e traiettorie veramente cazzute, non ne vedo l’utilità. Non macino km su km e migliaia di metri di dislivello in ambiente alpino in mezzo a panorami mozzafiato per guardare la traiettoria più veloce e spaccare il secondo nell’intertempo, che senso ha?

Mauro Franzi
Mauro Franzi

@Fabio.sbx Non è solamente una questione di tempi di discesa, ma anche di sicurezza nell’affrontare discese molto difficili. Chiaro che certi passaggi si farebbero anche con una DH, ma poi ti voglio vedere a girarla nello stretto/trialistico, senza contare che in salita non la porti.
Comunque è innegabile che si tratta di un mezzo abbastanza specifico e consigliabile solamente per certi tipi di utilizzo. In caso contrario ci si va a complicare la vita inutilmente.

F
Fabio.sbx

@Mauro Franzi, condivido quello che dici. Quando affermo che è un carro armato, non intendo dal punto di vista della componentistica ma per la destinazione di utilizzo. Chi acquista o usa una bicicletta in modo consapevole a mio avviso ricerca un punto di incontro tra le prestazioni che una bici ti permette di raggiungere e quelle che un rider desidera. Se anche un dh in futuro pesasse 11 kg perché costruita con una nuova lega superleggera e resistente di fattura aliena per me sarebbe per assurdo fuori luogo, perché non mi serve una motogp se voglio andare al mare in moto e divertirmi perché semplicemente mi ammazzo. Quando faccio cicloalpinismo o lunghe escursioni alpine non sono nel luogo opportuno per usare come andrebbe usata una bici così. Poi sarei curioso di provarla, io ragiono per logica non avendo mai avuto la fortuna di provare o avere tante bici.

A
albertocave

I test di muldox sono sempre i più belli e completi a mio parere, complimenti. E questa 601 è bellissima, un sogno se solo nella mia zona servisse a qualcosa

fitzcarraldo358
fitzcarraldo358

Le due gomme da 2.5 da DH (1400g l’una non sono pochi) influiscono senz’altro parecchio sul comportamento della bici e sull’esito del test… mi meraviglia un po’ la scelta di due gomme così abbinata ad una forcella leggera come la Formula

Mauro Franzi
Mauro Franzi

@fitzcarraldo358 Non ho pesato le gomme, ma non erano la versione da 1400 g. Sul sito Liteville si parla di una versione specifica appositamente realizzata da Schwalbe per loro, poi non ti so dire fino a che punto sia vero.

fitzcarraldo358
fitzcarraldo358

Ah ok, sul sito schwalbe ci sono solo in versione dh a cerchietto rigido,
pensavo fossero quelle, se non è così come non detto.

fitzcarraldo358
fitzcarraldo358

Ho trovato su bike-components le magic mary 2.5 liteville edition, dovrebbero essere snake skin quindi immagino sotto il kg… interessante almeno per l’anteriore

Shelbiminox
Shelbiminox

Sono stufo di leggere le solite azzate sullo scaled sizing.. Se guardate l’immagine relativa vi accorgerete che liteville continua a fare telai da 26″ come se nulla fosse successo.. botta di ulo sull’xl ci sta la 27,5 (non è raro che ci stai sulle xl) e si sono inventati sta cosa grazie anche al fatto che all’anteriore cambi la forcella e fai quello che vuoi. Come se io compro a prezzo da rapina una 26 dal mercatino, monto la forca da 27,5 e tò! Scaled sizing! E rivendo il tutto al doppio.. Ma dai tutto questo è ridicolo… E non ditemi che le geometrie sono state ottimizzate per i diametri ruota diversi..

Aprite gli occhi, il nuovo formato enduro è il 27,5.. Possono continuare a insistere con la loro teoria ma volenti o dolenti il 26″ top di gamma sta sparendo anche come componentistica e dovranno mollare sta teoria… Ma io mi chiedo, per quale motivo non vogliono adeguarsi?

Mauro Franzi
Mauro Franzi

@Shelbiminox A dire il vero la possibilità di montare ruote da 27.5″ è prevista già per la taglia M. Poi io non l’ho avuta e non ho provato a farlo, quindi non ti posso garantire che sia realmente così.

Shelbiminox
Shelbiminox

Anche sulla mia remedy 26″ taglia M del 2012 ci stava la 27,5 ma TREK l’anno successivo ha fatto direttamente la 27,5… Mica scaled sizing!!! Daiiiii un pò di onestà intellectuale!!

@lberto
@lberto

anch’io sono stufo di leggere… comenti come questi

V
vagabondo73

Concordo se era una Specialized l’avrebbero insultata tutti e avrebbero fatto commenti sul prezzo esagerato, ma non è una Specy quindi è tutto progettato ad ok… Ma andate a [email protected]@….

Mauro Franzi
Mauro Franzi

@vagabondo73 A defecare se permetti ci puoi andare tu.

S
Saleen95

Ahahah! mauro lascia perdere, cosa stai ad arrabbiarti con uno che scrive “tutto progettato ad ok”…! Ahahahah geniale!

G
gianvito09

bella,ma non ci puoi correre….

marpa
marpa

È uno dei telai in alluminio che preferisco . All black è veramente bella e la possibilità di modificare le geometrie è un plus non indifferente .

B
barbasma

le liteville mi hanno sempre affascinato ma essendo un adoratore delle 29 mi piacerebbe che ci sia questo formato ruota anche su taglie non XL… e parlo della 301 che per un uso più versatile sarebbe l’ideale…

R
rimirkus1975

190posteriori e 180 anteriori con ruote 26 e 27,5 se ho capito bene ? In configurazione xxl con ruote 29-29 di che escursioni parliamo ?

Mauro Franzi
Mauro Franzi

@lollo72 L’escursione non cambia, però immagino che piacere dev’essere far girare la XXL con ruote da 29″…

R
rimirkus1975

Mauro Franzi affermi che le escursioni non variano nemmeno nelle xxl con ruote da 29? mi pare strano! al posteriore può anche darsi allungando il carro, ma all’anteriore mi sapresti dire che forcella adottano con escursione 180 e ruote da 29 ?
Dal sito di Liteville mi pare di capire che la 601 Enduro con escursioni 190-180 sia disponibile al massimo in taglia xl, ma con ruote 26 dietro e 27,5 davanti ?

Mauro Franzi
Mauro Franzi

@lollo72 Questo è quel che riportano loro sulla tabella dello Scaled Sizing. Considerando però che l’escursione post può essere ridotta a 165 mm (mi pare si debba cambiare la slitta mobile), può darsi che in effetti prevedano quell’opzione. Comunque vado anch’io per ipotesi.

Paolo M.
Paolo M.

Per essere bella è bella, e mi sembra che tutto è
tranne che vada male,
però la categoria “endurona” è quel tipo di bici
chiamata anche ne carne ne pesce,
cioè
se voglio fare Enduro mi prendo una 160mm
se voglio fare FR o DH mi prendo una doppia piastra da 200mm

perchè mai dovrei stare nel mezzo?
Ne dimostra pure il fatto che non ce ne sono poi tantissime

M
montagnoso

Però, è anche comodo essere un marchio di nicchia se si può arrivare a chiedere 5600€ per l’alluminio, montaggio non top, 14 kg, senza telescopico……
Ma almeno il telaio è prodotto da manine tedesche???

fitzcarraldo358
fitzcarraldo358

a meinvece, ripeto, come rapporto qualità/prezzo sembra molto migliore dei vari “top brand”… non vedo cosa abbia in meno questo telaio (che è made in taiwan) rispetto ad un qualsiasi telaio in carbonio dei brand più diffusi, e in cosa il montaggio non sia al top (X01, freni XT, forcella Formula, componenti Syntace…)

Mauro Franzi
Mauro Franzi

@montagnoso Il telaio è prodotto a Taiwan. Il montaggio non mi pare tanto scarso, e neppure mi sembrano tanti 14 kg per una bici con quell’escursione.

M
montagnoso

È sicuramente un prodotto particolare non direttamente confrontabile con altri, ma parto dal presupposto,forse sbagliato (?) che il carbonio, sia per materia prima che per lavorazione sia più costoso, poi prendo come riferimento i prezzi della vostra comparativa enduro e noto che per l’alluminio i prezzi sono tutti più bassi (eccezione forse transition) e dove i prezzi sono paragonabili o più alti c’è carbonio e/o montaggi stratosferici (bos, xtr ecc.)

Mauro Franzi
Mauro Franzi

@montagnoso La tua analisi credo sia abbastanza corretta (francamente non ho ben presente i prezzi delle varie bici), e sicuramente Liteville si fa ben pagare questo telaio. Va però riconosciuto che presenta delle particolarità ed una cura dei dettagli davvero fuori dal comune.

R
rimirkus1975

Comunque ammettendo che possano mantenere le stesse escursioni anche con ruote da 29 (e come ripeto mi sembra assai strano?) la Specialized Enduro 29 e la recente Transalpes BM29 con le loro escursioni da 160 vedrebbero a rischio il loro primato sulle 29.
Per la 601 con ruote da 29 anteriore, mi piacerebbe sapere che forcella utilizzino per mantenere i 180di escursione ? io sulla Specy Enduro con 155 post per avere un anteriore con 180-200 di escursione ho dovuto montare una Manitou Dorado (in versione 27,5, ma non avendo archetto ho potuto mettere anche le 29!)

fitzcarraldo358
fitzcarraldo358

@lollo72 se sei realmente interessato io contatterei Liteville e mi farei spiegare… secondo me (pura speculazione) la 601 anche in XXL ha geometrie studiate per le ruote da 26 come nelle altre taglie, poi probabilmente può montare anche una 29 posteriore ma troverei strano mantenesse la possibilità dei 190 di escursione; all’anteriore la forcella specificata ha 565mm di altezza quindi per una forcella 29er sarebbero 160mm di escursione al massimo. Il tutto alzerebbe il mc di quasi 3cm.

B
Bikecentercimone

Sarei curioso di sapere con che bilancia l avete pesata e quanto pesa il solo telaio

Mauro Franzi
Mauro Franzi

@nik81 Con una bilancia tipo questa: http://www.chainreactioncycles.com/it/en/x-tools-pro-digital-hanging-scale/rp-prod122318
Il peso dichiarato del telaio senza ammo nelle varie taglie lo trovi nella tabella delle geometrie (ultima riga). Nel caso della tg. L del test dichiarano 2890 g.

H
Holly Frachey

Poco pratica l’idea del 27,5 all’anteriore e del 26 al posteriore, significa doversi portare dietro ad ogni giro ben due camere d’aria, una per formato ruota, il che comporta del peso extra nel caso in cui uno fosse abituato a scocciarsele al tubo obliquo della bici…

fitzcarraldo358
fitzcarraldo358

puoi portare benissimo una camera da 26 e usarla nel caso anche nella 27.5… problemi zero.
(che poi io girando tubeless porto due camere comunque, visto che ho due ruote senza)

Mauro Franzi
Mauro Franzi

@Holly Frachey Come ti ha detto Fitzcarraldo358, la camera da 26″ va anche sul 27.5″.

B
Bikecentercimone

Ok allora o è rotta la mia bilancia o pesa meno del mio nomad3 cc montato fox 36 float x gruppo x1 e ruote da 1 kilo boh

Mauro Franzi
Mauro Franzi

@nik81 La bilancia è quella che uso abitualmente, e se non si è starata proprio durante la pesa della 601 è precisa. Il peso mi pare che coincida abbastanza con quello dichiarato da Liteville (qualcosa di più per il telescopico e la taglia).

B
Bikecentercimone

Per ruote intendevo gomme da 1 kilo le ruote sono da 1.8

G
GiovanniB

vista in vettrina ieri a Torbole e non ci ho dormito…. oggi il negozio era chiuso altrimenti facevo la follia e poi…divorzio sicuro… troppo, troppo bella, tecnica, rifinita, leggera e massiccia al tempo stesso… meravigliosa e unica nel suo genere! Un sogno! Unica pecca: da farsi male tanto………
p.s. domani torno al negozio….

S
suan

Ciao Mauro bravo e preciso sempre (come liteville!!) sono entusiasta di questo marchio.. E HO letto tutti i test… vorrei acquistare la mk 101 ma non trovo ancora recensioni!! C’è la fai tu? Grazie e buon lavoro..
Ps
Lunga vita a jo klieber e al suo staff