[Test] Scott Genius LT 700 Tuned

[Test] Scott Genius LT 700 Tuned

19/01/2015
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19/01/2015

Il 2015 è il secondo anno di evoluzione della seconda generazione del modello Genius di Scott. Qui in test abbiamo avuto disposizione la versione migliore a catalogo, la LT 700 TUNED, caratterizzata da un montaggio al top del top, dal telaio completamente in fibra di carbonio e da un prezzo non proprio accessibile di 6.599 euro.

Analisi statica

La prima caratteristica estetica che risalta guardando la Genius è la pulizia della linea. Le linee sinuose del triangolo anteriore e del carro e il passaggio dei cavi interno ne fanno una bici veramente elegante. Probabilmente il colore nero aiuta e l’accostamento con l’arancio fluo è azzeccato.
La cura realizzativa si ripresenta anche nei particolari costruttivi, cosa che non è sempre scontata neanche per bici dai 5000 euro in su, purtroppo.

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La protezione sulla parte inferiore del tubo obliquo e il batticatena son fatti veramente bene, ottimo materiale, belli esteticamente e funzionali. Stessa cosa per il guidacatena, strutturato con un triangolo nella parte superiore.
Lo schema di sospensione a quattro punti di infulcro con snodo sui foderi obliqui è molto rigido sia a prova statica che dinamica, grazie anche ai cuscinetti dimensionati anche per gli usi più gravosi.

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A livello geometrico questa Scott si presenta molto equilibrata, non ha valori estremi ed è in linea con le quote dell’enduro moderno. Ho testato una taglia L e devo dire che è una L vera, io che sono sempre un po’ in mezzo tra M e L in questo caso l’ho trovata un po’ abbondante.

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Possibili varianti geometriche sono date dal nottolino dell’attacco basso dell’ammortizzatore, che alza/abbassa il movimento centrale di 5mm e apre/chiude lo sterzo di 0.5 gradi. Movimento centrale un po’ più basso e di conseguenza angolo un po’ più aperto è la configurazione con cui mi sono trovato meglio in tutte le situazioni e che consiglierei sempre senza alcun dubbio.
La serie sterzo Syncros, eccentrica, permette di modificare l’angolo di 0.7 gradi, anche qua nessun dubbio, angolo più spianato possibile.

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Iniziamo con i miglioramenti fatti rispetto al modello del 2014. Non sono molti e si concentrano soprattutto sul reparto sospensioni. La Fox 34, punto debole dello scorso anno, è stata sostituita da una 36 con 170mm di escursione mentre al posteriore è stata migliorata la progressività dell’ammortizzatore Fox Nude CTD sempre con 170mm di corsa.

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Scott ha un rapporto particolare con Fox ed entrambe le unità di sospensione sono dedicate a questo modello di bici e ottimizzate all’uso cui è dedicato. In pratica, sia forcella che ammortizzatore hanno una particolare taratura interna per cui sfruttano tre posizioni differenti, comandate contemporaneamente dal comando al manubrio Twinlock.
Quest’ultimo lavora a livello meccanico, ha un ergomonia veramente ottima e si aziona facilmente e rapidamente con il pollice senza staccare la mano dalla manopola.

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La forcella sfrutta 3 diversi livelli di compressione: aperta, chiusa e posizione intermedia; l’ammortizzatore usa il sistema CTD di Fox quasi classico (climb, trail, descend) perchè oltre a modificare la compressione, riduce la corsa a 110mm alla ruota nella posizione trail, e diventa teoricamente bloccato nella posizone climb. Teoricamente perchè la presenza della boost valve non permette un bloccaggio totale.

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Il manubrio Syncros in carbonio con realtivo attacco dedicato e nuovo standard da 35mm, vista la presenza del twinlock, risulta abbatanza affollato e diventa importante trovare la giusta posizione di leve freno, comando del Reverb, comando cambio e appunto twinlock affinchè tutto sia azionabile rapidamente senza staccare la mani.

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La componentistica Syncros, marchio legato direttamente a Scott, la ritroviamo anche nelle ruote AM1.5, sella, manopole e serie sterzo. Sono tutti componenti curati esteticamente e funzionali.
Le ruote in particolar modo, sono leggere, rigide, con il cerchio di larghezza adeguata ai nuovi standard e non hanno dato problemi di affidabilità né per quanto riguarda la bozzatura del cerchio, né per l’allentamento dei raggi.

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Le gomme montate sono le nuove Nobby Nic di Schwalbe, sia all’anteriore che al posteriore, in versione snakeskin 27.5×2.35. E’ la gomma che, in teoria, è stata fatta dall’azienda tedesca per colmare il vuoto a catalogo sulla scelta dello pneumatico al posteriore nell’utilizzo enduro. In realtà non mi sono trovato molto bene. Ha una mescola dura rispetto alla concorrenza (Maxxis 3c) e un profilo abbastanza tondo, caratteristiche negative soprattutto per il periodo invernale in cui ho testato la bici. Di contro hanno una buona scorrevolezza, un buon grip in salita ed un peso contenuto.

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Classica trasmissione 1×11 SRAM X01, reggisella Rockshox Reverb e freni Shimano Xtr completano il montaggio top della bici che si presenta con un peso record di 12,3kg senza pedali!!

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Saliscendi

Ad inizio test mi sono capitati percorsi stile trail/all-mountain e la bici è risultata subito molto reattiva ai comandi, sia a livello di guida che di pedalata.
La possibilità di trasformare la bici “con un click” grazie al comando twinlock mi è piaciuta veramente un sacco! Praticamente, una volta preso le misure ai comandi, ad ogni uscita di curva pedalata si può bloccare la bici per schizzare via il più veloce possibile e ed ogni staccata si può aprire tutto e sfruttare a pieno la corsa di ammo e forcella!
Certo, se invece non si vuole continuare a smanettare il comando si può settare il tutto su trail e concentrarsi solo sulla guida.

Salita

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Quest’ inverno per vari motivi mi è capitato di provare parecchie bici da enduro, ma questa Scott senza dubbio le batte tutte!
Ci sono un po’ di punti a suo favore in questo campo: per primo il peso.
12,5kg in ordine di marcia vuol dire almeno un kg in meno rispetto al resto della concorrenza e in salita si sente, eccome. Sia in quelle epiche alpine che in quelle brevi da mezz’ora o poco più che ci permettono di raggiungere la partenza del nostro trail abituale.
Poi il bloccaggio di ammortizzatore e forcella: alzarsi in piedi e non sentire la bici dondolare è una bella sensazione e in teoria ci permette di fare un po’ di strada in più. Entrambi non si bloccano completamente, restano un minimo aperte (soprattuto l’ammortizzatore), ma penso sia solamente un bene visto che spesso non risaliamo su asfalto, aderenza e comodità sono sempre benvenute.
Anche l’impostazione in sella è favorevole, non si è troppo seduti sulla ruota dietro (come spesso accade) e si è abbastanza allungati. In questo modo anche nelle salite più ripide non c’è il problema del sollevamento della ruota anteriore.

Discesa

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In discesa la Genius LT farà felice il biker che si dedica all’all mountain, dunque con lunghe discese alpine dove il cronometro e la prestazione personale non hanno una grande importanza, mentre l’endurista avrà delle difficoltà soprattutto sui sentieri scassati. Nonostante l’ottimo funzionamento delle sospensioni infatti l’anteriore non infonde la dovuta fiducia per affrontare a tutta velocità i tratti tecnici.

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Ho provato ad accorciare l’attacco manubrio (già corto 50mm) il più possibile, ma la sensazione è rimasta quella. Di certo è una caratteristica difficile da togliere del tutto alla bici, probabilmente si può smorzare aprendo in qualche modo l’angolo di sterzo.
Si sente, inoltre, la grande rigidezza della struttura telaio. Se da una parte può essere positivo, visto che la si può guidare con grande precisione e ad ogni pompata ci rispedisce velocità, dall’altra tutte le sollecitazioni del terreno vengono amplificate, a discapito del comfort soprattutto nelle lunghe discese.
I freni Shimano XTR si sono dimostrati impeccabili sia a livello di potenza che di modulabilità. Il disco da 203mm all’anteriore mi è sembrato eccessivo.

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Problemi riscontrati

Il comando del Twinlock è delicato.
Il perno della Fox 36 2015 va stretto con cautela, onde evitare di rovinare il filetto che è veramente poco.

Conclusioni

La Genius LT Tuned 700 è più una bici da all mountain con escursione maggiorata che una bici per gare enduro. Il carattere del mezzo è rimasto invariato rispetto alla nostra recensione del 2013, pur essendo migliorata – e di molto – nel reparto sospensioni grazie alla nuova Fox 36. Il suo punto di forza sta nel peso record per una bici di questa escursione, cosa che la avvantaggia in salita e in certi ambiti in discesa. Sullo scassato, invece, ci è mancata la confidenza necessaria per poter spingere a tutta.

Prezzo: 6.599 Euro
Peso: 12.3 kg senza pedali

Scott

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