[Test] Scott Genius LT Tuned

[Test] Scott Genius LT Tuned

02/07/2013
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02/07/2013

Ancora intonsa in cima alla salita del Motto della Croce, prima della discesa.

 

La Scott Genius LT Tuned è la nuova enduro della casa svizzera, completamente rivista rispetto al modello precedente. Nuovo telaio, nuovo ammortizzatore e nuovo formato di ruote, ora un 27.5″. Ecco il nostro test.

La scorsa settimana Scott ha presentato ai media la nuova Genius LT, mountain bike da 170mm di escursione posteriore con ruote da 27.5″ e sistema di regolazioni delle sospensioni Twin Lock. Per vedere tutti i dettagli del nuovo mezzo, cliccate qui, compreso il nuovo ammortizzatore e quindi l’addio al tribolato Equalizer. Essendo questo un test, vi preghiamo di non focalizzarvi sul prezzo del modello in prova, dato che Scott offre altre due versioni più economiche, come potete vedere in fondo all’articolo. Abbiamo avuto la possibilità di portare sui nostri sentieri la Genius in esclusiva, per poter veramente capire come va.

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Analisi statica

12.1 kg. Si, avete letto bene. Questo è il peso della bici che vedete in foto, senza pedali. Sembra incredibile per una bici da 170mm di escursione e con ruote da 27.5 pollici, senza ruote in carbonio. Il peso del telaio è di 2450 grammi, ammortizzatore incluso. Per arrivarci, gli ingegneri Scott hanno usato una fibra di carbonio direzionata a 20°, per poter risparmiare strati di fasciature nei punti più delicati come la scatola sterzo e il movimento centrale. Normalmente le fibre di carbonio sono dritte (immaginate un foglio con delle righe classiche su cui scrivere sopra) o a 45%, cosa che richiede un mix di fibre con diverse angolazioni per rendere la parte rigida. Scott invece, dopo diverse ricerche, è giunta alla conclusione che i 20% sono l’angolazione giusta per alcune parti del telaio che richiedono molta rigidità. In pratica, riescono ad usare meno materiale. Anche l’ammortizzatore Fox Nude è leggero: 240 grammi.

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Sento già le voci degli scettici: con quel peso non si può fare enduro o andare giù a tutta, si spacca subito, ecc. Bene, per questo abbiamo fatto il test. Ma prima di iniziare vale la pena spendere due parole sull’allestimento: SRAM XX1 alla trasmissione, con corona da 30, freni Shimano XTR con dischi da 200mm all’anteriore e 180mm al posteriore, forcella Fox Float da 170mm (edizione speciale Scott. Steli 34mm., perno passante 15mm.), la cui unica differenza con la Float in commercio sta nell’escursione. Infatti il comando remoto a manubrio, che regola contemporaneamente l’ammortizzatore e la forcella, porta quest’ultima nelle 3 posizioni classiche del CTD (Climb, Trail, Descend). Per come funziona il comando remoto Twin Lock vi rimando a questo articolo. Le ruote sono delle Syncros in alluminio tubeless ready, già nastrate, così come il possente manubrio in carbonio da 35mm di diametro centrale, largo 770 mm. Le gomme montate per l’occasione sono due Schwalbe Hans Dampf.

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Insomma, non ci sono componenti esoterici o ruote in carbonio da 3.000 Euro. Si tratta di un allestimento di alta gamma, questo non si discute.

Il passaggio cavi sotto il movimento centrale non è un problema, di sè, ma qui i cavi sono troppo lunghi.

 

Dati salienti e geometrie

Peso telaio con ammo della versione in carbonio: 2450gr (400 grammi in meno rispetto alla 26 con 185mm di escursione).
170mm di escursione anteriore e posteriore
3 taglie: S,M,L
Lunghezza fodero del carro: 439mm
Altezza movimento centrale: 346mm
Angolo sterzo: 66.3°.
Geometry chip: se si capovolge  rende l’angolo più chiuso di 0.5° e il movimento centrale sale di 6mm
Guida catena integrato, per singola o doppia.
Passaggio cavi interno integrato
Perno passante posteriore 142x12mm.

Salita scorrevole

Se una settimana per provare una bici può sembrare poca – e normalmente lo é – il meteo ci ha dato una mano, insieme ad una scelta oculata degli itinerari da fare. Così, per provare come va veramente la Genius LT in salita, ho deciso di fare un girone epico da 3100 metri di dislivello in salita (e discesa) e 71 km in un giorno, il cui report trovate qui. Mi sono sempre piaciute le Genius con il loro Twin Lock, proprio per la possibilità di chiudere le sospensioni o, se non altro, diminuire il sag e poter pestare per bene sui pedali quando le salite sono su asfalto o sterrato scorrevole. La nuova Genius LT rimane fedele alla tradizione, anche se con una differenza di rilievo: l’ammortizzatore Fox Nude con Boost Valve non si chiude completamente nella posizione Climb, proprio a causa dell’idraulica della Boost Valve. Per assurdo, la versione più economica senza Boost Valve, montata sulla Genius LT 720 in alluminio, ha il lock out. Lock out che, invece, funziona sulla forcella. Quindi uno pedala con la forcella bloccata e l’ammo aperto, anche se con meno sag delle posizioni Descend e Trail. All’inizio la cosa sembra molto strana, poi uno nota che l’energia mangiata dall’ammo aperto sui tratti asfaltati è davvero minima, e allora se lo fa andare bene.

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Chiedendo spiegazioni, sia Scott che Fox hanno detto che non sarà mai possibile avere un lock out con una Boost Valve, ma che nelle versioni di serie probabilmente la compressione nella posizione Climb sarà più accentuata per arrivare il più vicino possibile ad un lock out completo.

Tornando al test, le doti di arrampicatrice della Genius LT hanno convinto in pieno chi scrive, sulle salite scorrevoli.

La sella si è rivelata comoda per il fondoschiena di chi scrive anche dopo 6 ore di riding.

 

Salita tecnica

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Qui la domanda che ci siamo fatti tutti, quando abbiamo visto per la prima volta la Genius LT, è stata se la bici poteva arrampicare bene anche in mancanza di una forcella dall’escursione variabile. 170mm sono tanti, cosa sarebbe successo sul ripido? La risposta: niente di particolare. Abbiamo tolto tutti gli spacer sotto l’attacco manubrio e la Genius è salita dappertutto, anche sulla temutissima Salita d’Indeman, la mia palestra d’ardimento per salite ripide. Non solo, sono riuscito a fare un  nuovo record (dall’Alpe Foppa alla Capanna Tamaro, per chi la conosce. Anche su Strava). La salita è una strada sterrata ripida con sassi smossi e gradoni. Se una bici va bene lì, in salita, va bene in ogni altro frangente di salita tecnica, cosa confermata anche dal giro del Carega. Unica cosa: sui tornantini stretti in salita la tanta escursione anteriore unita all’angolo sterzo di 66.3° richiede uno spostamento dei pesi tempestivo per riuscire a farli senza capottare lateralmente. Sono comunque casi estremi, dove il manico di chi pedala conta di più della bici.

L’altezza del movimento centrale è la giusta via di mezzo. Venendo dal test della Specialized Stumpjumper Evo 29 (vedere quanto è basso quel movimento centrale) ho potuto apprezzare il fatto di non pestare i pedali su gradoni o radici in salita con i pedali.

L’angolo sella, finalmente, non é più così aperto come sulla vecchia Genius. La posizione di chi pedala è bella centrale e anche sul ripido la sospensione non si insacca (posizione Traction)

Durante le salite tecniche ho tenuto le sospensioni in posizione traction, cosa che dà una decente trazione posteriore e usa un po’ del sag della forcella per abbassare ulteriormente l’anteriore. Sapevo già che la corona necessaria per poter domare salite del genere doveva essere una 30 (parlo dell’XX1), e guardacaso è la stessa montata da Scott.

Geometry chip: se si capovolge rende l’angolo più chiuso di 0.5° e il movimento centrale sale di 6mm.

 

Discesa scorrevole

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Scott ha gamma anche la Genius da 27.5″ con 150mm di escursione che ha un vantaggio netto sulla versione LT: i rilanci, cosa fondamentale in una gara enduro, per cui non vediamo la Genius LT come bici esclusivamente da gara. L’escursione di 170mm si fa sentire, in discesa, sia in positivo che in negativo. In positivo perchè la bici vola sugli ostacoli, la sospensione lavora bene sia sulle piccole che sulle grosse asperità ed è progressiva per evitare i fondocorsa. In negativo perchè se volete rilanciare dopo una curva, le sospensioni in posizione Descend tendono a mangiarsi via un po’ della vostra energia. Certo, basta tarare l’ammortizzatore un po’ più duro per ovviare al problema, oppure abituarsi ad attivare il Twin Lock molto spesso, cosa però non facile nella foga di una gara enduro.

Il guidacatena è inutile, come dimostrato dal nostro test dell’XX1, ma è un’opzione disponibile per chi lo vuole.

 

Rimarrete sorpresi dalla potenza della Genius LT, quando la lanciate a tutta su tratti scassati veloci. Mi viene in mente il termine “Freerider”, che ormai sembra obosoleto. Eppure, questa è la sensazione che la bici mi ha dato in discesa, grazie alle sue riserve date anche dalle ruote 27.5″ che, secondo me, si notano al meglio proprio in questi frangenti: curve veloci facili da impostare, al contrario dei ruotoni da 29″ dove c’é bisogno di molta decisione per mettere la bici sulla traiettoria giusta.

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Potenti ed estremamente affidabili sono anche i freni Shimano XTR. Diciamo che i dischi da 200 davanti e 180mm sono forse esagerati (davanti basta un 180mm), ma non posso non dire che questo è il punto di riferimento dei freni, attualmente. Le ruote Syncros fanno bene il loro lavoro, avrei preferito che fossero state latticizzate, mi sarei risparmiato una pizzicatura proprio sulla discesa dal Tamaro. Il canale di 21mm non è enorme, ma al passo coi tempi.

Intonso il tubo obliquo, malgrado le sassate e nessun tipo di protezione.

 

Discesa tecnica

In questo frangente la forcella è forse l’elemento più importante di tutta la bicicletta. Abbiamo già avuto modo di parlare delle Fox 2014 e del fatto che la Talas tenda ad infossarsi sul ripido lento, mancando la regolazione della compressione alle basse velocità. Abbiamo chiesto lumi a Fox che ci ha detto che la posizione Traction (o Trail) sulle nuove forcelle dotate di CTD corrisponde ad una delle vecchie regolazioni della compressione alle basse velocità, e precisamente ad otto “click” nella direzione di chiusura. Quella montata sulla Genius è una Float, ma tende al nose diving sul tecnico lento. Se il trucco di mettere la forcella nella posizione Trail normalmente funziona, sulla Genius LT si avrebbe l’effetto indesiderato di indurire anche l’ammortizzatore posteriore, dato che un’unica leva regola entrambe le sospensioni. Quindi la soluzione è quella di tarare la forcella a seconda dei percorsi. Se sapete che state per fare una lunga discesa lenta e tecnica, metteteci un po’ più d’aria per farla stare più alta. Se la discesa è mista si deve trovare un compromesso.

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Per il resto il manubrio largo dà un’ottima guidabilità alla bici, stancando meno le braccia quando si fanno tanti nosepress (è il principio delle flessioni. Fatele con le mani larghe e poi avvicinatele). Dei freni abbiamo già parlato, sul lento si fa apprezzare il preciso punto di frenata, che non cambia di una virgola neanche sulle discese molto lunghe. Delle ruote da 27.5″ si puó dire che la differenza con le 26″ è davvero minima in questo caso. Non si riesce a superare un ostacolo con la facilità di una 29″.

I nuovi perni degli snodi, pensati anche per una manutenzione più semplice.

 

Conclusioni

Dimenticate la vecchia Genius LT con tutti i suoi problemi di affidabilità a causa dell’ammortizzatore e della forcella nativi. Questa Genius LT è un progetto completamente nuovo, più semplice del suo predecessore, anche nella manutenzione. Il Fox Nude è in gran parte simile ad un Fox Float, e funziona egregiamente. Il passaggio alle ruote da 27.5″ con un’escursione da 170mm rende la bici molto polivalente in discesa, e il sistema di regolazione delle sospensioni Twin Lock le dà una mano in salita. Il nome Genius Long Travel, questa volta, è meritato.

Paragoni

So che qualcuno era interessato ad un paragone con la Santacruz Bronson (qui il test). La Genius LT, come detto sopra, non è propriamente una bici da gare enduro per la tanta escursione posteriore che le fa perdere un po’ di reattività nei rilanci, rispetto alla Bronson. A parità di peso e di circa 3000 Euro meno costosa, la Scott ha però più escursione ed è dotata del Twin Lock che la rende molto performante in salita. La consiglierei a chi ama fare enduro per divertimento, senza competizioni, e predilige quel feeling da freeride che tanto era in voga qualche anno fa per divertirsi sulle discese cattive.

Prezzi (non definitivi)

Genius LT 700 Tuned:  6.400 Euro (telaio interamente in carbonio). Peso telaio con ammo: 2450 grammi.
Genius LT 710: 4.600 Euro (telaio in carbonio, carro in alluminio). Peso telaio con ammo: 2770 grammi.
Genius LT 720: 3.300 Euro (telaio interamente in alluminio). Peso telaio con ammo: 2880 grammi.

www.scott-sports.com

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In cima al Carega dopo 3000 metri di dislivello in salita.