[Test] Ruote Spada Tananai ENX SuperStrong

[Test] Ruote Spada Tananai ENX SuperStrong

Mauro Franzi, 02/11/2016
Whatsapp
Mauro Franzi, 02/11/2016

[ad3]

IMG_1779_res

Le Tananai sono uno dei bestseller di Corrado Spada, l’artigiano valtellinese delle ruote. La formula che ha determinato il successo di questo modello da all mountain/enduro è abbastanza semplice: robustezza ed affidabilità ad un peso relativamente contenuto ed un prezzo abbordabile, con il plus di poter interagire in prima persona con chi le ruote le ha progettate e le costruisce. Partendo da queste basi, Spada ha realizzato una versione denominata ENX SuperStrong la cui caratteristica principale è quella di adottare cerchi da 30 mm di canale interno, in grado quindi di ospitare in modo ottimale i sempre più diffusi pneumatici di sezione molto generosa. Le Tananai ENX, sia in versione standard che SuperStrong, sono disponibili nei diametri 27.5” e 29”.

Ricevute per un test di durata in formato 27.5″, da inizio febbraio fino a luglio hanno lavorato come set principale sulla Rose Uncle Jimbo che utilizzo abitualmente. Da luglio in poi si sono invece alternate ad un altro set.

IMG_0332_res

Caratteristiche tecniche

A dispetto del nome e del fatto che ne siano la derivazione, le nuove Tananai presentano numerose e significative differenze rispetto al modello originale.
Vediamo di seguito le principali caratteristiche:

I cerchi sono in alluminio, a profilo asimmetrico per una distribuzione più uniforme delle forze. La larghezza esterna è di 34 mm, mentre il canale interno misura 30 mm. Per una maggiore resistenza allo strappo, la gola del cerchio presenta uno spessore maggiorato ed occhielli di rinforzo nei punti di inserzione dei nipples. Spessore maggiorato che troviamo anche nelle pareti per incrementare la resistenza alla deformazione, aspetto particolarmente critico sui cerchi di queste dimensioni a causa del maggiore sbalzo rispetto ai cerchi di larghezza tradizionale.

Collage cerchio1

I raggi, 32 per ruota, sono a testa piegata e spessore variabile. La raggiatura è differenziata e si affida a prodotti Sapim. Sulla ruota anteriore lato disco e posteriore lato pacco pignoni sono impiegati dei D-Light da 2.0-1.65-2.0 mm, i restanti raggi sono dei Laser da 2.0-1.5-2.0 mm. A richiesta è possibile montare dei Sapim Force da 2.18-1.8-2.0 mm in sostituzione dei Laser (consigliato per i più pesanti).
I Nipples sono in Ergal ed adottano un sistema frenafiletti meccanico. La maschiatura anche posteriore non solo facilita il montaggio (cosa che all’acquirente importa relativamente), ma risulta utile nel caso in cui il quadro giranipples andasse spanato. Da questo punto di vista è raccomandabile utilizzare giranipples a tre lati, meno “pericolosi” per i nipples in Ergal rispetto a quelli a due lati. L’utilizzo di grasso in fase montaggio previene la formazione di ossido ed infiltrazioni di sporco.

Collage mozzi

La meccanica dei mozzi riprende quella ben collaudata delle Tananai originali, rispetto alla quale è però stata alleggerita. La ruota libera, realizzata con tre denti che lavorano in contemporanea, ha un angolo di ingaggio di 11°. Un valore non esaltante, che punta più all’affidabilità che alla prontezza di risposta (più l’angolo di ingaggio si abbassa e più i dimensionamenti si riducono). Spada dichiara orgogliosamente chefinora nessuno ha mai fermato un corpetto di questi se non chi ha lasciato svitare cappucci ruota o simili”.

Le ruote vengono consegnate tubeless ready, quindi complete di flap e valvole, e sono disponibili per tutti gli standard più diffusi: anteriore per perno passante da 15 o 20 mm, anche con battuta Plus da 110 mm e per Lefty. Posteriore per perno passante da 12 mm con battuta 135/142/150 mm e 148 mm (Plus). Nel caso le si richiedesse per QR, i bloccaggi da 85 g la coppia con leve forgiate e perno cavo sono inclusi.

Collage corpetti

Le Tananai ENX possono montare sia corpetto Shimano che SRAM XD, corpetti che abbiamo dovuto scambiare. L’operazione non ha riservato sorprese, anche se siamo dovuti ricorrere ad un piccolo trucchetto, dato che i dentini quando totalmente aperti non permettono l’inserimento nella sede della ruota libera. Il trucco è semplice: si prende un elastico o un pezzetto di filo e lo si avvolge attorno al corpetto facendo chiudere parzialmente i dentini. Si infila in sede il corpetto per qualche millimetro, si toglie il filo e poi lo si spinge in sede del tutto. Più veloce farlo che dirlo.

Per il montaggio delle coperture in modalità tubeless è stato necessario utilizzare il compressore, mentre per quanto concerne la tenuta della pressione non abbiamo mai avuto problemi.

Di seguito i pesi da noi rilevati:
_Ruota ant. PP 15 X 100 mm con kit tubeless completo: 896 g
_Ruota post. PP 142 X 12 mm con corpetto Shimano e kit tubeless completo: 1014 g

Il peso massimo consigliato per il rider è di 110 kg.

Le condizioni del test

Anteriore:
_Perno passante da 15 mm, battuta 100 mm
_Disco da 203 mm su forcella RS Pike e da 180 mm su Manitou Mattoc. Attacco disco a 6 fori.
_Copertura: Schwalbe Magic Mary 2.35” SnakeSkin montata in configurazione tubeless

Posteriore:
_perno passante da 12 mm, battuta 142 mm
_Disco da 180 mm con attacco a 6 fori
_Corpetto per pacco pignoni Shimano 11V
_Coperture Schwalbe Hans Dampf 2.35” SnakeSkin e Michelin
Wild Rock’R2 Advanced 2.35″

IMG_3151_res

Sul campo

Avendo preso il posto di una coppia di Bontrager Rhythm Pro, ruote in carbonio molto reattive con cerchi di larghezza relativamente contenuta, l’impressione iniziale è stata di una certa pigrizia, sia in fase di rilancio che di risposta ai cambi di direzione. Nonostante i raggi a testa piegata diano minore rigidità rispetto ad una raggiatura a testa dritta, è diffcile credere che delle ruote con un cerchio come quello delle Tananai e 32 raggi possano accusare flessioni in grado di pregiudicarne la reattività. Il motivo di questa sensazione, oltre al fatto di provenire da un set con carattersitiche sostanzialmente opposte, è quindi da cercare nelle coperture di maggiore diametro utilizzate a pressioni più basse e nel peso maggiore, sia delle ruote che dei pneumatici stessi. Per contro, da subito abbiamo apprezzato un ottimo confort ed una maggiore sicurezza sui fondi critici, nei passaggi tecnici ed in genereale nelle situazioni che solitamente costringono sulla difensiva. Pur disponendo anche di un set più leggero, le Tanani sono quindi diventate la scelta preferita per i fondi più difficili e le discese particolarmente tecniche.

Montate con coperture adeguatamente voluminose (le Schwalbe da 2.35” da questo punto di vista si sono rivelate adeguate), le Tananai costituiscono quindi una sintesi convincente fra una ruota tradizionale ed il formato plus: confortevoli e sicure, ma non troppo “pigre” o con i problemi di affidabilità che affliggono le coperture plus dal peso accettabile. Su quest’ ultimo aspetto non è però tutto oro neppure con le Tananai, perchè scendendo con la pressione di gonfiaggio inevitabilmente si finisce per far arrivare qualche colpo ai cerchi, che non si sono dimostrati particolarmente resistenti alle deformazioni. Se nei cerchi di larghezza tradizionale è solitamente la sola spalla a deformarsi (ovviamente per urti entro certi limiti), nelle Tananai abbiamo notato che anche la “base” viene interessata con maggiore facilità. Bisogna comunque dire che ogni volta siamo facilmente riusciti a ripristinare la situazione con qualche colpo di mazzuolo di gomma, e che la tenuta pneumatica non è mai venuta meno. Per metterci al riparo da questi inconvenienti senza dover salire più di tanto con la pressione, abbiamo in seguito sostituito la Hans Dampf SnakeSkin montata al posteriore con una più solida Michelin Wild Rock’R2. Le cose sono a quel punto migliorate, anche se il prezzo da pagare è stato quello di un incremento di peso di circa 200 g.

Discorso cerchi a parte, per quanto concerne affidabilità e solidità il giudizio è totalmente positivo. In mesi di utilizzo senza tanti riguardi, l’unica cosa da segnalare è una trascurabile decentratura della ruota posteriore verificatasi nel corso delle prime uscite (probabilmente per una questione di assestamento). Da rimarcare che non abbiamo effettuato alcun intervento di manutenzione, neppure quelli di routine come la lubrificazione della ruota libera, il ritensionamento di qualche raggio o il controllo del precarico dei cuscinetti. L’unico ad aver messo le mani sulle ruote per un controllo generale dopo cinque mesi di utilizzo è stato Spada stesso, operazione avvenuta sotto i nostri dopo e che si è limitata ad una controllo della tensionatura dei raggi.

Conclusioni

Le Tananai ENX SuperStrong sono ruote che trovano il loro impiego ottimale su bici da all mountain o enduro, specialmente se ci si muove spesso su fondi difficili o percorsi tecnicamente molto impegnativi. Se montate con coperture di sezione adeguata, in queste situazioni si apprezza il plus in termini di grip e confort che sanno dare rispetto ai set più convenzionali (leggasi cerchi più stretti). Se ci andate pesanti attenzione a non scendere troppo con la pressione dei pneumatici, pena qualche bozzo di troppo nei cerchi. Anche per questo motivo, riteniamo che le migliori prestazioni si ottengano con coperture dotate di una spalla ben sostenuta, cosa che giocherà a favore anche della risposta del pneumatico utilizzzato a pressioni basse. In ambito enduro race possono dire la loro sui tracciati più tecnici e lenti, mentre nel guidato non sono fra le più leggere e reattive. Sicuramente da valutare, infine, se spendere tempo in garage a fare manutenzione non è la vostra attività preferita.

Prezzo Tananai ENX SuperStrong: 590 Euro

spadabike.com

 [ad45]