[Test] Wilier 101 XN 29” vs 101 XB 27.5”

[Test] Wilier 101 XN 29” vs 101 XB 27.5”

03/03/2014
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03/03/2014

Non capita spesso di effettuare una prova comparativa di due biciclette “gemelle” che differiscono tra loro per il solo diametro ruota. Wilier Triestina ha messo a nostra disposizione la 29er 101 XN, già in catalogo da fine 2012, e la neonata sorellina 101 XB, con telaio sostanzialmente identico ma geometria studiata per ruote da 27.5”. Due macchine dedicate al Cross-country più pepato, giunte a noi nell’allestimento base – ma pur sempre “race ready” – tra i quattro previsti dalla Casa vicentina.

Tecnologia

Telaio materialmente uguale, per la cui costruzione Wilier si è ispirata ai contenuti tecnologici della sua specialissima stradale Cento1 SL, con cui le due mtb condividono la tipologia di fibre. Dunque carbonio nipponico Mitsubishi unidirezionale ad alto modulo, lavorato monoscocca, con resistenza pari a 60 tonnellate per mm2.

Numerosi gli spunti tecnici telaistici. Tubo sterzo conico THT (Tapered Head Tube) a sezione differenziata 1.5”-1.1/8”, passaggio cavi interno IC (Integrated Cables), protezione integrata IFP (Integrated Frame Protection) nel trave obliquo, scatola del movimento centrale “press-fit” da 92 mm con piastrina metallica protettiva lato guarnitura, foderi posteriori bassi del carro asimmetrici, attacco disco posteriore “postmount” integrato, pendino cambio sostituibile, forcellini convertibili in grado di ospitare quick-release standard (135×10 mm) oppure asse passante.

La 101 XN 29" e, sulla destra, la 101 XB 27.5"

La 101 XN 29″ e, sulla destra, la 101 XB 27.5″

Zona sterzo visibilmente robusta, trave obliquo poligonale generosamente dimensionato, orizzontale a sezione differenziata, rastremato in prossimità del tubo piantone e armoniosamente abbracciato ai foderi obliqui posteriori dal profilo schiacciato, così diversi dai massicci foderi bassi, asimmetrici per offrire un migliore tiro catena. Notevole la dimensione della scatola del movimento centrale, di tipo Press Fit, larga ben 92 mm.

Wilier_101XN_foto13 Wilier_101XB_foto22Zona sterzo a confronto: la 101 XN (a sinistra) è più massiccia e allungata in virtù della differente sagomatura dell’obliquo

Elegante e funzionale il passaggio interno dei cavi, che si innestano ai registri situati sulla parte superiore del trave obliquo e fuoriescono da quella inferiore, generando quindi un tiro cavo dal basso per i due deragliatori. Una soluzione che non contempla fermaguaine al telaio, strizzando l’occhio ai gruppi elettronici, ancora non previsti di serie sulle mountainbike ma pur sempre attuabili in modo “custom”.

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Alcuni dettagli della 101 XN (sopra, si noti nella foto a destra il piantone ricurvo) e della 101 XB (sotto)
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101 XN 101 XB Geometrie a confronto: a sinistra la 101 XN, a destra la 101 XB

Le geometrie di questi due telai sono molto simili, con angoli indubbiamente racing. Carro posteriore e orizzontale risultano un pochino più lunghi sulla 29er XN, che presenta anche il tubo piantone leggermente curvo per ospitare la grande ruota posteriore mantenendo una buona compattezza del carro.

Molto curato il livello di finitura dei telai, verniciati a regola d’arte per garantire la migliore protezione, dotati di numerosi dettagli grafici per sottolinearne l’indole racing.

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Il triangolo principale della 101 XN (a sinistra) e quello della 101 XB (a destra). Nelle immagini sotto, alcuni dettagli della 101 XB
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Allestimento

Sia la 101 XN che la 101 XB ci sono giunte con forcella Rock Shox Reba (RL sulla 101 XB e RLT non di serie sulla 101 XN) e gruppo trasmissione Shimano XT. Una configurazione che rappresenta il livello base tra i quattro previsti da Wilier. Accanto a questo troviamo infatti gruppi SRAM X0, SRAM XX1 e Shimano XTR, tutte con l’opzione della forcella rigida in carbonio, forcelle Rock Shox Reba RL oppure SID RL, ruote Miche XM40 oppure Miche 966. Mentre queste ultime equipaggiavano la 101 XB, sulla 101 XN ci siamo trovati delle Fulcrum Red Power 29 SL, tra l’altro con quick-release anziché perno passante come previsto dal catalogo. Anche la sella in prova, una San Marco Aspide Racing open con carrello in “xsilite”, non era di serie (per tutti i dettagli si rimanda alla scheda tecnica a fondo pagina).

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Il triangolo posteriore della 101 XN (a sinistra) e quello della 101 XB (a destra)

Identikit

In ordine alfabetico le principali caratteristiche dei due telai riscontrate sul campo.

• Finiture molto curate.
• Notevole maneggevolezza e direzionalità.
• Reattività eccellente.
• Rigidità strutturale molto elevata.
• Telaio impegnativo sulle lunghe distanze.

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I foderi bassi del carro posteriore della 101 XN (a sinistra) offrono uno spazio più ampio al passaggio ruota

La prova

Abbiamo alternato sui medesimi percorsi la 101 XN, provandola per prima, alla 101 XB, in modo da avere un riscontro, per quanto possibile, tendenzialmente oggettivo.
In comune molte similitudini – il telaio ha il medesimo DNA – ma anche differenze di feeling e di guida. Se l’abito a volte “fa il monaco”, qui le ruote fanno altrettanto.

Settori scorrevoli
Nei settori scorrevoli e moderatamente accidentati, sia ascendenti che discendenti, queste due 101 sono perfettamente a loro agio. Rigide non solo lateralmente ma anche verticalmente consentono grandi accelerazioni. Tutta la potenza impressa sui pedali viene trasformata in moto rettilineo. Somigliano a specialissime stradali con le ruote grasse. La 101 XB è più svelta nello scatto iniziale, favorita dalle ruote più leggere, ma con la 29er 101 XN si recupera il terreno negli allunghi, annullando buona parte del gap cronometrico con la sorellina.

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In salita, entrambe sono chiaramente dei mezzi da gara, da spingere al massimo. In discesa, l’elevata rigidità telaistica si traduce in maneggevolezza, rispondendo immediatamente e con precisione ai comandi impartiti dal biker. Qui la 101 XB si fa preferire alla 29er 101 XN, reattività e maneggevolezza sono premiate dalle ruote più piccole, soprattutto alle alte velocità. Comunque la 101 XN non sfigura, cavandosela egregiamente anche nel misto stretto (le due bici in misura “L” presentano identico interasse) e garantendo precisione di guida anche grazie alla rigidità strutturale delle ruote Fulcrum (raggi a testa diritta, radiali sull’anteriore destro).

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Sullo sconnesso
Sullo sconnesso più ruvido la musica cambia. I telai non perdonano le sbavature, occorre occhio, polso e mestiere per indirizzarli dove la traccia è meno sporca, in modo da non perdere direzionalità, aderenza e trazione, guadagnando così sul cronometro.
In salita la 101 XN è più docile, le ruote grandi aderiscono maggiormente al terreno, offrendo più trazione e digerendo più facilmente gli ostacoli, anche se la loro rigidità non aiuta (ricordiamo che non erano ruote di serie). La forcella Reba RLT con escursione settata a 80 mm è perfetta per le salite, anche quelle più impervie, nelle quali si ha sempre l’assetto corretto. Aumentando l’escursione a 100 mm, valore consigliato anche dalla casa produttrice, si alleggerisce un pochino l’avantreno in salita, ottenendo però un polivalente buon compromesso ciclistico nelle altre situazioni. La Reba RLT può essere portata anche a 120 mm di escursione, francamente troppi per le geometrie corsaiole di questo telaio. Ribadiamo comunque che non si trattava della forcella di serie.
La 101 XB in salita è più nervosa, più suscettibile alle asperità del terreno, ma richiede sforzi minori per trarsi d’impaccio “sul brutto” e cambiare repentinamente le linee, grazie anche alla buona elasticità delle ruote Miche 966 di serie.

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In discesa richiedono entrambe impegno fisico e attenzione nella scelta della traiettoria più proficua. Le asperità non vengono affatto assorbite dal telaio, che trasmette qualsiasi cosa passi sotto le ruote. Nessuna fastidiosa vibrazione, intendiamoci, ma colpi secchi ai quali rispondere con gambe e braccia. La forcella lavora bene, ma il carro posteriore non concede nulla al comfort. Nel misto stretto, tipicamente tecnico e lento, la ciclistica di entrambe garantisce precisione di guida, a patto di sapere dove mettere le ruote. Sul veloce sconnesso serve invece una buona dose di polso. La 101 XN è un pochino più stabile, la 101 XB più intuitiva e facile. Restano comunque due mezzi molto specialistici. L’elevato furore telaistico può essere addolcito solo adottando ruote e pneumatici più indulgenti, anche se in tal modo si potrebbe perdere verosimilmente qualcosa in termini di reattività.

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Panoramica su alcuni componenti. Sopra la 101 XN, sotto la 101 XB
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Valutazione componenti

La 101 XN non aveva un allestimento strettamente fedele a quello di serie. Ruote, forcella e guarnitura erano infatti differenti dal catalogo. Le ruote Fulcrum Red Power 29 SL (peso dichiarato 2.050 grammi, raggi a testa dritta, radiali lato anteriore destro) si sono dimostrate ottime sullo scorrevole, dove assicurano una precisione di guida veramente elevata. Un po’ penalizzanti invece sullo sconnesso. Tra l’altro il quick-release anteriore della 101 XN ha mostrato di mal sopportare le forze torsionali, che sulle 29er sono sempre elevate, flettendo oltre misura e allentandosi in più di una occasione. Di serie è comunque previsto il più rigido perno passante, come sulla 101 XB, ben equipaggiata dalle ruote Miche 966, più leggere (1.550 grammi dichiarati) e assorbenti in virtù del classico incrocio raggi in terza.

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Su telai di questa rigidità occorre un set-up forcella molto preciso, perché basta un piccolo margine di errore per compromettere la risposta ciclistica, o per ottenere risposte differenti da quanto atteso.

La guarnitura Shimano XT tripla (42-32-24) della 101 XN assicura una gamma di rapporti fin troppo completa per una 29er. Con un pacco pignoni a 10 velocità 11-36 sarebbe più che sufficiente una guarnitura doppia, tanto più che il plateau anteriore da 42 viene sfruttato molto di rado. Per contro la FSA Afterburner doppia (36-22) che equipaggiava la 101 XB è parsa un po’ corta per una mtb 27.5”. Ad ogni modo questi componenti possono – anzi devono – essere scelti dall’utente in base alle proprie attitudini.

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Medesimo reggisella e cambio posteriore per le due mtb. I cavi di cambio e deragliatore scorrono internamente al trave obliquo, uscendo sotto alla scatola del movimento centrale (foto a destra), dando luogo a un tiro dei cavi dal basso

Reparto trasmissione sempre efficiente e affidabile, freni buoni entrambi, migliori sulla 101 XN, dove i rotori “Ice-tech” sono apparsi più modulabili rispetto ai “wave” della 101 XB, dalla risposta più legnosa e dal suono talvolta stridente sul bagnato. Cosa che può comunque dipendere dalle pastiglie in uso.

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Le coperture Geax Aka da 2.2 sono generose nella sezione ma avare nei tasselli, piccoli e poco pronunciati. Eccellenti sui fondi scorrevoli o smossi ma prevalentemente asciutti, se la cavano benino anche nel fango liquido, andando però in crisi nel fango adesivo – dove i tasselli non hanno alcun grip – e denunciando imbarazzanti limiti di mescola sugli ostacoli viscidi come erba, radici e sassi. Da questi frangenti ci si trae d’impaccio solo moderando la velocità. Va da sé che gli pneumatici sono scelta personale del biker, in funzione delle situazioni da affrontare, e la loro sostituzione rappresenta qualcosa di ordinario.

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Inconvenienti riscontrati nel corso della prova

101 XN: ripetuto allentamento quick-release anteriore sui terreni sconnessi.

Conclusioni: quale delle due?

Fratellanza di telai, discordanza di ruote. La 27.5” 101 XB è più rapida e maneggevole da condurre, la 29er 101 XN è meno fisica, ma il peso delle ruote la penalizza un pochino in salita rispetto alla sorella. Probabilmente con il medesimo tipo di wheelset andrebbe a pareggiare le prestazioni anche sullo scatto e nei rilanci, dove invece paga dazio proprio per il maggior peso delle masse rotanti.
Sono comunque entrambe due macchine per gare brevi e intense, da pedalare alla “soglia”, per intenderci. Ottime per Cross country e Granfondo non eccessive, meno indicate per le Marathon, dove occorre un fisico ben allenato per fronteggiare la rigidità strutturale del telaio.

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Scheda tecnica

(Tra parentesi i dati della 101 XB differenti dalla 101 XN)

Telaio: carbonio unidirezionale ad alto modulo 60 ton, monoscocca, tubo sterzo conico THT, passaggio cavi interno ICS, protezione IFP interna al tubo obliquo, attacco disco posteriore integrato postmount, carro posteriore asimmetrico, pendino cambio sostituibile
Forcella: Rock Shox Reba RLT 29”, escursione 80-100-120 mm (Reba RL 27.5” SoloAir, escursione 100 mm), cannotto conico 1.5”-1.1/8”, lock-out al manubrio, forcellini per quick-release (perno passante 100×15 mm)
Serie sterzo: FSA gravity SX Pro (Ritchey Pro), integrata, 1.1/5”-1.1/8”
Curva manubrio: Ritchey Pro Rizer (Ritchey Pro 2X), allumino, 31.8 mm, larghezza 670 mm (720 mm)
Attacco manubrio: Ritchey Pro, inclinazione 6°, diametro conchiglia 31.8 mm, estensione 90 mm (100 mm)
Manopole: Ritchey Force
Comandi: Shimano XT trigger I-spec “2 way release”, 3×10 speed (2×10 speed)
Freni: Shimano XT Ice-tech (wave sulla 101 XB), rotori 180 mm ant, 160 mm post
Deragliatore: Shimano XT dual pull, fascetta alta
Cambio: Shimano XT Shadow RD Plus, gabbia lunga
Guarnitura: Shimano XT, corone 42-32-24 (FSA Afterburner, corone 36-22), pedivelle 175 mm
Movimento centrale: Shimano XT BB-92 Press Fit (FSA BB-92 Press Fit)
Pacco Pignoni: Shimano XT 10 speed, 11-36
Catena: Shimano XT 10 speed
Reggisella: Ritchey Pro, diametro 31.6 mm, morsetto fissaggio sella a doppia vite
Sella: San Marco Aspide Racing open, carrello in “xsilite”
Ruote: Fulcrum Red Power 29 SL quick-release (Miche 966, perno passante anteriore 100×20 mm, posteriore quick-release)
Coperture: Geax Aka 29×2.2 (27.5×2.2) kevlar pieghevole
Portaborraccia: Elite Paron
Pedali: non inclusi
Misure disponibili: S, M, L, XL
Colorazioni disponibili: nero/rosso, verde fluo (101 XB solo rosso fluo)

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Prezzi

101 XN: 3.249 euro (allestimento di serie con forcella Reba SL, guarnitura FSA Afterburner e ruote Miche 966), solo telaio 1.499 euro
101 XB: 3.249 euro, solo telaio 1.499 euro

I prezzi delle altre configurazioni sono consultabili nelle relative schede prodotto: 101 XN101 XB
Sito web Wilier Triestina

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Andre27
Andre27

@xtrncpb sicuro che i pp siano da 20 e non invece da 15mm?

xtrncpb
xtrncpb

Vero, il PP anteriore è da 15 mm e non da 20 come avevo erroneamente riportato nella Scheda Tecnica.
Ora ho corretto.
Grazie per la segnalazione.

pacidavi
pacidavi

bella recensione ma… quindi? tra le due, nell’ambito di utilizzo XC cui le hai destinate, quale consiglieresti a chi e come?

cmq reputo troppa la disparità nel reparto ruote per essere confrontabili, non dico di farle pesare uguale, ma almeno nello stesso segmento “race”… in test con delle 29″ sopra i 2kg, per quanto siano buone le fulcrum, su di un test di breve durata si nota troppo la differenza con delle 27.5″ da 1.6kg scarsi
(segmento peraltro molto cruciale per la valutazione di una 29”)

xtrncpb
xtrncpb

Sono due telai adatti a chi sa guidare bene, nel senso che sa dove far scorrere meglio le ruote, sia in salita che in discesa.
La loro rigidità è veramente elevatissima, rendono al meglio se guidati di forza, con vigore e decisione. In tal caso si riescono a portare al limite, ma occorre un bel dispendio fisico. Ecco perchè non li ho consigliati per gare di durata, sopra le 3 ore diventano impegnativi e stancanti, serve una condizione atletica di prim’ordine.
E’ logico che l’inerzia e il maggior peso delle ruote da 29″ in prova (circa mezzo chilo) si faccia sentire nelle partenze da fermo e nei rilanci, però poi la maneggevolezza e le prestazioni si equivalgono.
Medesimo intereasse, peso totale simile… con ruote omologhe i riscontri cronometrici sarebbero pressochè identici anche nei brevi tratti in cui occorra rilanciare costantemente la pedalata. Invece con i due wheelset in prova, la 27.5″ guadagna subito un certo margine, che la 29″ riesce a colmare solo nei settori più veloci, dove le ruote grandi regalano alla pedalata un certo “effetto turbina”.

spflipper
spflipper

bell’ articolo, come sempre, molto dettagliato
ma non so perché ma ho l’ impressione di aver risolto tutto e niente allo stesso tempo:
te giustamente e dettagliatamente ci hai illustrato in quali condizioni ognuna da’ il meglio di se
pero’ io per esempio non guido solo in salita o solo in discesa o solo nello sconnesso ecc.
quindi se tu dovessi comprarne una sola delle due quale sceglieresti?

xtrncpb
xtrncpb

Beh… se non guidi solo in salita (scorrevole o no che sia), solo in discesa e solo sullo sconnesso… ti rimane l’asfalto pianeggiante e la pista indoor in parquet. Due ambiti nei quali queste mtb farebbero veramente scintille, data la loro rigidità strutturale.
Non ce n’è una oggettivamente meglio dell’altra, dipende dal feeling di chi le guida, se percepisce di trovarsi meglio con una piuttosto che con l’altra. L’acquisto è pertanto una scelta del tutto personale e inopinabile.

sunsetdream
sunsetdream

Boh? Un articolo banale che dice banalmente le differenze fra due ruote diverse. Cose che di fatto si sanno già.

ozzap73
ozzap73

Prezzo troppo alto peso troppo alto pesa di meno la mia full in alluminio da 120…dai dai…

eltano77
eltano77

A fine 2012 quando dopo 1 prova in test day mi sono azzardato a dire ad un “SiVende!” che secondo me era troppo rigida per utilizzarla a 360°, mi sono preso anche male parole perchè m’ha detto che uno non può valutare una bici con un solo test. Nemmeno confrontandola direttamente con altre front in carbonio durante lo stesso test… Quindi, o sono il migliore tester del mondo, oppure una vocazione marcata alla rigidezza come quella di questo telaio si nota anche senza volerla…

xtrncpb
xtrncpb

Infatti, questi sono telai estremi, senza compromessi. Vocazione 100% Cross Country.
La loro rigidità emerge fin dal primo colpo di pedale, quando li senti schizzare veloci come saette.
Non a caso li ho paragonati a specialissime stradali, il livello di rigidità strutturale è quello.
Sulle salite abituali, con la 27.5″ ho staccato i miei migliori tempi. Buonissima comunque anche la prestazione con la 29″, ma 500 grammi in più sulle ruote si sentono tutti, occorrono salite molto lunghe e progressive per colmare il gap con la 27.5″.
Ribadisco comunque che le ruote Fulcrum in test non equipaggiano i modelli di serie della 101 XN, per cui credo che la differenza tra ruote da 27.5″ e da 29″ sia nell’ordine di una sessantina di grammi ciascuna (ruota “nuda”, esclusi pneumatici e quant’altro).

cacio79
cacio79

cavolo che angoli chiusi che hanno davanti!

nitta87
nitta87

Come sempre si è evidenziato in questi test comparativi tra i vari formati ruota, nessun formato è risultato migliore dell’altro in tutti i campi. Solo una gran confusione dettata dalle regole imposte del commercio.

Andrea Sicilia
Andrea Sicilia

Interessante comparazione. Mi par di capire, al di là del classico “la bici migliore per tutto non esiste” (o quasi, a meno di non spenderci 10000 euro), una cosa della quale ero abbastanza persuaso. Vero il vantaggio di un diametro rispetto all’altro nelle varie situazioni elencate anche da xtrncpb, ma stante le situazioni in cui le 27.5 rendono meglio, mi sento di poter dire che per xc pure, più strette, tortuose, con più rilanci ma meno tratti filanti, e forse anche per le Gf brevi, intorno alle 2 ore scarse per i migliori, possa essere più indicata una 27.5, in cui pregi (rilanci e agilità) sono meglio sfruttabili di quelli di una 29 che forse in questo tipo di competizioni non trova il terreno più adatto alle proprie caratteristiche positive.
Personalmente ho provato tutti i tipi di bici da gara ad eccezione delle full 27.5. Mi sento pertanto di dire, che di base (poi bisogna vedere il singolo percorso), per gare under 2 ore si possa pensare ad una front 27.5, tra le 2 e le 2h 40 ore ad una front 29, oltre le 2 ore e 40, quindi marathon e gf lunghe, di certo ad una full 29. Lasciando in sospeso, appunto il giudizio sulle full 27.5. Questo valutanto solo l’aspetto tecnico.
Non so cosa ne pensi di questa mia affermazione xtrncpb.

xtrncpb
xtrncpb

@andrea sicilia : in linea di massima la tua classificazione è corretta (fermo restando che le 26″ non sono ancora del tutto defunte come vorrebbero farci credere). Però la scelta tra 27.5″ e 29″ è soprattutto funzione del percorso, più che della durata.
E’ chiaro che poi, nella fattispecie, con telai rigidi come questi non si può pensare di pedalare una marathon di 4 ore e più, a meno di affrontare un percorso liscio come un biliardo (utopia).
Con queste 101, senti anche i granelli di sabbia sotto le ruote, arriva tutto al telaio e alla schiena.
E sullo sconnesso devi guidare in modo fisico, agendo con le braccia e spostando continuamente il busto per cercare la traiettoria migliore, quella più pulita, che ti consente di guadagnare sul cronometro.

Andrea Sicilia
Andrea Sicilia

Le 26 non sarebbero defunte se così non avessero decretato le case costruttruici. Ma sono sempr meno quelle che ancora le fanno. Parlo della media/alta gamma, roba da gara vera. Riguardo alla mia classificazione del percorso, l’ho messa in funzione della durata, perchè generalmente i percorsi brevi come tempo hanno delle caratteristiche e quelli lunghi ne hanno altri. Spiego. E’ ovvio che un percorso xc, largo, liscio, pressappoco pianeggiante sia più adatto ad una 29. Ma tendenzialmente i percorsi xc da 1h e mezza non son così, ma stretti, nervosi e con rilanci. Pertanto associo al tempo ridotto percorsi del genere. Così come non è scritto che un percorso da oltre 3 ore abbia grossi tratti filanti, può anche essere tutto in st, mangiaebevi, brevi rampe assassine ecc.ecc. Però di norma percorsi più lunghi come tempo di percorrenza son caratterizzati da meno ST, salite più lunghe da fare più o meno di passo e tratti anche consistenti piuttosto veloci sia pianegguianti che in discesa. In tal senso associavo la scelta di una bici al tempo di percorrenza assimilando quest’ultimo al tipo di ntracciato che solitamente caratterizza percorsi lunghi o brevi……e fermo restando che, come avevo già specificato nel post precedente, questa è una tendenza di base, ma che poi può essere smentita dal singolo percorso. Mi è capitato di fare xc tutte stradoni o quasi, quindi roba da 29 front, così come marathon, fortunatamente non infinite, in cui sembrava di fare xc da un giro lungo 60 km, tutte o… Read more »

xtrncpb
xtrncpb

Infatti ho scritto prima che la tua classificazione temporale delle gare era corretta, e con questo tuo post hai perfettamente puntualizzato l’argomento, centrandone i contenuti.

luca.pejrani
luca.pejrani

Mi stupisce che tra le due bici ci sia una differenza di peso di soli 150 g a favore della 27.5, quando le ruote di questa pesano quasi mezzo chilo meno di quelle della 29″ (non di serie).
Dove riprednde circa 350 grammi?

xtrncpb
xtrncpb

Forcella, guarnitura e qualche grammo sul manubrio.

enricodg
enricodg

Personalmente ho avuto occasione di provare 2 volte la 29 in questione, montata praticamente con lo stesso allestimento.
La prima volta 2 anni fà, appena presenta al test bike di Padova il venerdì. La sensazione era di una bici molto rigida, forse troppo. In quel periodo non ero però molto allenato.

Ho avuto poi occasione di riprovarla quest’autunno quando ero in buona forma (in uno dei periodo migliori) è al contrario del primo test mi è piaciuta molta, probabilmente il maggior allenamento e il maggior numero di km sotto il “culo” non mi hanno fatto vedere quell’eccessiva rigidità, trovandomi bene con lei.

A mio parere però questa test bike (la 29) non è montata come dovrebbe e sicuramente sfalsa il risultato. Oltre alle ruote già citate che pagano il confronto diretto con la 27,5, c’è di poco sensato la guarnitura (quella provata 2 anni fà aveva la doppia) ma anche il manubrio rise che su una 29 penalizza molto alzando l’anteriore.

bikecafe
bikecafe

Bello il test e la descrizione delle bici, però è difficile fare un paragone tra 2 bici con 500 gr. di differenza sulle ruote, e tale differenza non è data dal diametro maggiore ma dalla ruota diversa…2 cose devono essere uguali…telaio e ruote…proprio perchè il confronto era sulle differenze tra i 2 diametri non è possibile farlo con 2 tipi di ruote così differenti nel peso, per di più una ruota tublesizzata e l’altra no.

xtrncpb
xtrncpb

Si, purtroppo le bici erano reduci da un lungo periodo di test precedente, e ci sono giunte con una commistione di componenti un po’ bizzarra.
Camera d’aria posteriore della 27.5″ degna di una bici da discesa, però l’anteriore era latticizzato…
Guarniture non proprio azzeccatissime per ciascuna bici (sarebbe stato meglio il contrario, a parer mio).
Ruote non standard sulla 29″, che alla fine incidono un po’ sui rilanci, però più rigide e quindi più precise nelle traiettorie.
Comunque i due telai si somigliano moltissimo, la maneggevolezza è praticamente identica, nel misto stretto si portano con una semplicità sorprendente. Stesso interasse, movimento centrale più basso sulla 29″, angoli e geometrie votate al Cross Country puro. Micidiale la resa in salta.

pirpa
pirpa

Telai in carbonio made in……………….. ?

xtrncpb
xtrncpb

Taiwan, però il carbonio è un alto modulo Mitsubishi, non il più diffuso Toray.
Verniciatura e assemblaggio vengono invece eseguiti in Italia.

Balandi
Balandi

cosa ne pensate dei dischi usati in prova? non quelli shimano ice, li possiedo e vorrei qualche confronto con gli ice xt da 160

xtrncpb
xtrncpb

Sulle due bici avute in test è difficile effettuare un confronto oggettivo, perchè la 101 XB aveva i dischi “wave” e pastiglie probabilmente un po’ usurate (da come stridevano, soprattutto davanti, e da quanto legnosa fosse la frenata), mentre la 101 XN montava gli “ice tech” e pastiglie in discrete condizioni.
Come ho scritto nella valutazione dei componenti, gli “ice tech” sono apparsi più modulabili. Però il paragone andrebbe fatto con pastiglie identiche, altrimenti le sensazioni possono cambiare, e anche parecchio.
La risposta alla leva era invece la medesima, gli impianti non necessitavano di spurgo o altre regolazioni.

Roberto Sinesi

Chiedo scusa per l’affermazione paradossale che sto per fare , oggi pomeriggio ho ritirato la mia wilier 101 xn ruote da 29 con forcella rigida anteriore copertoni fini ( tanto la uso su strada prevalentemente) peso kg 9,5 , l’amara sorpresa l’ho avuta scoprendo che la velocità che tenevo era uguale a quella con la mia Silver Star in alluminio kg 16 ruote da 26 biammortizzata , sono rimasto incredibilmente stupefatto e avvilito … qualcuno puo’ spiegarmi cosa sia successo ([email protected] grazie) non vorrei che il fato di avere con la silver star 3 rapporti x 9 contro i 2 x 10 della wilier abbia indotto a mettere delle cremaliere e dei rapporti che non siano veloci . quello che posso ancora dirvi è che la terza corona la piu’ grande della silver star è diametro 20 con 43 denti mi sembra , ho provato a misurare rozzamente con un metro flessibile il diametro della piu’ grande cremaliera antriore della wiler ed era un diametro 16 mi pare con 39 denti ..insomma non riesco a venirne a capo di questo mistero qualcuno puo’ aiutarmi anche telefonandomi al 3393447395

xtrncpb
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Ciao Roberto,
in pianura, la velocità di percorrenza diventa funzione della potenza espressa dal ciclista, che prescinde dalla massa bici+ciclista.
Una volta superato il momento di inerzia, che richiede tanta più forza quanto più grande è la massa da muovere, le velocità è molto simile per corpi aventi masse diverse.
Ciò che cambia è l’accelerazione, molto più rapida per masse inerziali più piccole. E in questo ambito, la tua Wilier sarà certamente migliore rispetto alla precedente bici. Partendo da fermo, avrai uno spunto più veloce con la Wilier. Idem in salita, dove il momento di inerzia è maggiore a causa della pendenza, ed è più difficile raggiungere il moto rettilineo (cioè quella condizione che consente a un corpo di spostarsi grazie alla sola energia cinetica accumulata, quindi senza pedalare).

Roberto Sinesi

Per contro in salita la differenza si sente

Roberto Sinesi

Ti ringrazio della risposta da cio’ deduco che ho sbagliato la scelta della bici ,facendo io cicloturismo. pensavo che magari visto che mi devo portare dietro sempre 7 kg di zaini avendo una bici con 7k in meno andassi piu’ veloce e facessi meno fatica ,ma quel tipio di ruote fini non mi sembrano adatte,e la forcella anteriore rigida anche , devi sempre tenere il manubrio ben stretto ,appena prendiuna buca rischi che ti slitta la mano dal manubrio come mi è già successo. Sto pensando seriamanete di rimettere i copertoni piu’ spessi ,anche s enon quelli da mountain bke e rimettergli la forcella ammortizzata davanti. MA almeno la ruota da 29 qualche effetto doveva produrlo in piu’ diamine , mi sono fatto torino avigliana 20 km alla media di 19,5 km/h non vi sembra un po poco? poi in salita alla sacra di san michele andavo sui 7 8 9 massimo 10 all’ora come l’altra bici in poche parole.Alcuni tratti in salita 5-6 km all’ora su pendenze di 10 11% . Premetto che la prova differenza tra wilier e vecchia silver star l’ho fatta a distanza di pochi giorni a parità di condizioni fisiche