[Test] RockShox Super Deluxe Coil RT Remote

[Test] RockShox Super Deluxe Coil RT Remote

Ian Collins, 27/12/2017
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Ian Collins, 27/12/2017

A seguito dell’introduzione dello standard metrico, RockShox ha rinnovato completamente il catalogo dei suoi ammortizzatori. Al nuovo standard i biker hanno risposto con reazioni discordanti, ma noi siamo convinti che tutto sommato si tratti di un miglioramento. Escursioni maggiori e camere positive più grandi portano a rapporti di leva più bassi, pressioni più basse e permettono regolazioni più ampie e facili da eseguire. Chiaramente, all’inizio c’è stata un po’ di confusione per via del maggior numero di formati in circolazione, ma è un aspetto che andrà a sparire mano a mano che lo standard metrico prenderà piede definitivamente. I vecchi formati andranno fuori corso e i produttori di sospensioni avranno meno prodotti in commercio di cui occuparsi.

Per quanto ci riguarda, siamo rimasti positivamente colpiti dal RockShox Super Deluxe RC3 e volevamo capire come si comporta invece il fratello a molla. Dato che avevamo a disposizione una Cannondale Jekyll, che ha un passaggio cavo interno per il comando remoto a manubrio del bloccaggio, abbiamo deciso di dotarla di un RockShox Super Deluxe Coil RT Remote da testare. Questo ammortizzatore ha disponibilità limitata e inoltre è presente di primo montaggio sulla Commencal Meta AM V4.2, sulla Giant Reign e su alcune altre bici. A ogni modo, con questo test cercheremo di dare un’idea generale di come si comporti questo ammortizzatore.

Caratteristiche

• Frenatura in estensione regolabile esternamente
• Comando OneLoc al manubrio che controlla le posizioni “Open” o “Threshold”
• Peso: 1001 grammi (l’esemplare testato, 230x60mm con molla da 500lb)
• Peso del comando OneLoc: 55g senza cavo e guaina
• Indicatori del sag sul pistone

Analisi statica

Abbiamo deciso di montare il comando remoto OneLoc sul lato destro del manubrio, rivolto verso l’alto perché eravamo appena passati al comando Reverb 1X. Se fossimo rimasti al comando remoto standard per il Reverb, probabilmente avremmo montato il OneLoc a sinistra e sotto il manubrio. Il OneLoc esiste con due altezze diverse.

Abbiamo comunicato al nostro contatto di SRAM il nostro peso e stile di guida e loro hanno fatto il resto. L’ammortizzatore ci è stato spedito con una molla di 500 lb: il nostro tester da 84 kg ha settato il sag al 28% circa con poco più di due giri di precarico. Notiamo, nella foto a sinistra qui sotto, le istruzioni stampate per la regolazione del sag. L’ammortizzatore era montato con uno spessore dietro il gommino del finecorsa.

Regolazione e prime impressioni

Uno dei motivi per cui ci interessava provare il Super Deluxe Coil RT proprio sulla Jekyll è la curva particolarmente progressiva del carro, che la rende un’ottima candidata per l’utilizzo di un ammortizzatore a molla, facendo così contenti i lettori che criticavano la scelta della molla sulla Yeti SB5.5.

Non stiamo comunque dicendo che la Jekyll lavori male con ammortizzatori ad aria: con il tune specifico e il corretto volume dell’aria, si possono avere ottime performance in entrambi i casi. Per esempio Jerome Clementz e altri atleti Cannondale usano ammortizzatori ad aria o a molla a seconda delle condizioni del tracciato. In ogni caso, a giudicare dal breve giretto di prova nel parcheggio, appena montato l’ammortizzatore a molla, abbiamo l’impressione che la sospensione posteriore sia ancora marcatamente progressiva.

Le regolazioni sono facili da eseguire. Il comando remoto OneLoc è facile da montare viene chiuso da un piccolo tappo filettato, così che la parte terminale del cavo non si sfilacci. I click del pomello della frenatura in ritorno sono ben distinguibili e facili da contare. Vediamo come si comporta sul campo.

In azione

Ciò che abbiamo notato sin da principio è che l’ammortizzatore è molto sensibile, che si traduce in molto grip e in una guida morbida. È sicuramente questo il maggior vantaggio degli ammortizzatori a molla rispetto a quelli ad aria, che perdono sensibilità per via delle guarnizioni che devono resistere alle alte pressioni in gioco. Questa è stata la prima volta per il nostro tester alla guida di una bici con comando remoto del blocco dell’ammortizzatore al manubrio ed è un tipo di utilizzo sul quale ha dovuto prendere la mano capendone pregi e difetti.

Da un lato è pratico perché evita di dover togliere la mano dal manubrio, piegandosi a cercare una piccola levetta tra il telaio. Inoltre l’ammortizzatore si può bloccare anche dopo essersi già alzati in piedi sui pedali. Ci sembra particolarmente utile per chi corre spesso in gare enduro. Gli svantaggi invece stanno in un manubrio un po’ affollato e nella mancanza di una modalità Trail, dato che il remoto comanda esclusivamente le funzioni blocco (Threshold) e sblocco (Open). A dirla tutta, la modalità Threshold ci è sembrata molto meglio in salita rispetto al bloccaggio completo di gran parte degli ammortizzatori ad aria. Garantisce un’ottima tenuta e una piattaforma molto stabile sia sulle salite scorrevoli che su quelle tecniche. Inoltre l’ammortizzatore perdona abbastanza quando ci si dimentica di sbloccarlo.

Per quanto riguarda le prestazioni, il Super Deluxe Coil RT fornisce molta trazione e sensibilità nella prima parte di corsa mentre garantisce un ottimo bilanciamento tra sostegno e assorbimento degli urti nella parte centrale della corsa, chiudendo con una considerevole resistenza al fondocorsa. Considerando che comunque il comportamento dell’ammortizzatore dipende molto dal cinematismo sul quale è montato, abbiamo potuto comunque constatare un ottimo comportamento relativo proprio all’ammortizzatore stesso. Abbiamo provato questo ammortizzatore in condizioni diverse e su diversi tipi di trail e anche in discese molto lunghe, non abbiamo mai notato un calo di prestazioni dovute a surriscaldamento. Per finire colpisce l’estrema silenziosità dell’ammortizzatore.

Conclusioni

Ammettiamo di essere un po’ combattuti riguardo al comando remoto, ma in sostanza crediamo che sia adatto soprattutto alle gare. Detto questo, ergonomia e funzionalità del comando remoto sono eccellenti. Ciò nonostante, molti biker potrebbero preferire la regolazione esterna della compressione a basse velocità e un manubrio più libero, come garantirebbe il Super Deluxe Coil RCT: un ammortizzatore dotato anche della modalità Trail tra la Open e la Threshold. Con il Super Deluxe Coil RCT o con la versione RT Remote è possibile affrontare fondi tecnici mantenendo una pedalata molto efficiente in salita.

Un ammortizzatore con bloccaggio su una bici da Enduro è fantastico sia che lo si blocchi con comando remoto sia dall’ammortizzatore stesso, perché permette di pedalare bene anche bici con molta escursione, che in discesa si avvicinano maggiormente alle capacità di una bici da DH. Il prezzo da pagare è un incremento di peso di circa mezzo kg rispetto a un ammortizzatore ad aria. Ma a giudicare dalle bici che vengono usate in EWS, i biker più forti senza dubbio ritengono che ne valga la pena. In particolare, per quanto riguarda il Super Deluxe Coil RT Remote dal punto di vista delle prestazioni è ineccepibile.

www.rockshox.com

 

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