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[Video] Come affrontare i tratti rocciosi in MTB

[Video] Come affrontare i tratti rocciosi in MTB

03/12/2018
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03/12/2018

I tratti scassati fanno parte di ogni giro in mountain bike che si rispetti. Potete chiamarli “rock garden” se volete, ma altro non sono che distese di pietre conficcate nel terreno che rendono difficile la scelta di una linea su cui non impuntarsi. Oggi vediamo come affrontarli in scioltezza.

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MauroPS
MauroPS

I consigli ci sono tutti. l’unico che non riesco a seguire è quello di scendere dalla bici e controllare il terreno a piedi, ma dovrò imparare a farlo.
ps. bella la camicia da boscaiolo.

F
Friz one-eye

Anch’io mi faccio prendere da quella stupida ansia del non fermarsi, qualsiasi cosa mi trovi davanti.

Etien
Etien

Grazie.. come sempre 🙂

D-Lock
Friz one-eye

Anch'io mi faccio prendere da quella stupida ansia del non fermarsi, qualsiasi cosa mi trovi davanti.

Strava? 🙂

Deroma
Deroma

è questo il bello…. la parte teorica la so tutta… 🙂 ma poi in pratica….

Chinaski033
MauroPS

I consigli ci sono tutti. l'unico che non riesco a seguire è quello di scendere dalla bici e controllare il terreno a piedi, ma dovrò imparare a farlo.
ps. bella la camicia da boscaiolo.

Forse perché pensi che sia un po' come "barare" e che quelli bravi non si fermano a esaminare la linea ma improvvisano? [emoji23]

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MauroPS
MauroPS
Chinaski033

Forse perché pensi che sia un po' come "barare" e che quelli bravi non si fermano a esaminare la linea ma improvvisano? [emoji23]

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no. è solo pigrizia. preferisco scendere lentissimo…

Chinaski033
MauroPS

no. è solo pigrizia. preferisco scendere lentissimo…

Peccato, speravo di non essere l'unico scemo. [emoji23]

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30x26

tranquilli, siete perfettamente sani e normali. c'e' ancora gente che si diverte a fare tutto in sella piu' lentamente ma al primo colpo.
in questo caso il percorso era tutto a vista, le ricognizione era utile solo per scendere rapidamente. cosi' come il consiglio di passare dove passano gli altri implica l'idea moderna di mtb secondo la quale ci si diverte principalmente con la velocita' su percorsi ad alto passaggio.
mi sarei aspettato di sentir parlare di guardare lontano e di scegliere la traiettoria valutando quale sia la difficolta' media di tutta la linea prevista, non solo dell'ingresso o del prossimo ostacolo.
purtroppo la scelta della linea credo sia una mancanza delle nuovissime generazioni che vanno fortissimo sul conosciuto ma calano esageratemente di livello sullo sconosciuto (oppure cadono tanto)

C
cheyax

Io sinceramente mi rivedo abbastanza in quello che hai detto sul guidare nello sconosciuto (si, se non conosco il sentiero vado molto lento). Ma credo che più una questione di nuove generazioni credo sia dovuta alla minore esperienza rispetto a uno che gira da vent’anni.

M
MaurizioA

Me lo vedo farmi una paio di km a piedi per ispezionare la discesa magari seguendo una traccia su un luogo sconosciuto per poi salire per rifarla un bici
Personalmente se un passaggio in discesa mi da un minima suggestione preferisco scendere che cadere per fare il pirla.

30x26

l'esperienza conta ma secondo me e' proprio una interpretazione diversa della mtb. anni addietro mediamente si prendeva, si andava in montagna a pedali e si scendeva da dove salivano i pedoni. era impensabile fare ricognizione di ogni passaggio sconosciuto (la gran maggioranza) come pure sarebbe stato ridicolo il consiglio si seguire le tracce di altre bici, semplicemente perche' non ce ne erano.
come filosofia c'e' la stessa differenza che passa tra il motocross e l'enduro motociclisto, mezzi simili ma motivazioni e ricerca di senzazioni ben diverse.

ant
Chinaski033

Forse perché pensi che sia un po' come "barare" e che quelli bravi non si fermano a esaminare la linea ma improvvisano? [​IMG]

beh, non vorrei dire una scemenza, ma mi pare che in altre nazioni la PS di enduro sia "a vista", o sbaglio?

Cmq anche io penso che scendere a studiarsi le linee possa andar bene in casi limite o situazioni didattiche, ma quando giri no, scendi e basta cercando di interpretare il terreno più velocemente che riesci.

Chiaramente la "modalità KOM" o quella "Trail a criceto" impongono più studio del terreno, ma non lo trovo un modo affascinante di girare
Ovviamente, IMHO

amadvance

Bah. Per me questi video sono controproducenti….

Che senso ha fare video "How to" dove scendi a cannone su un percorso che straconosci ? Un principiante vede il video e fa uguale ? Per me si schiantano tutti…

Ho capito che lui è bravo e deve farlo vedere, ma se si vuole insegnare qualcosa e meglio mostrare che scendi piano piano cercando di non far impiantare la ruota davanti.

MauroPS
MauroPS
amadvance

Bah. Per me questi video sono controproducenti….

I video didattici mi tornano utili, li guardo volentieri e sta a me capire cosa imparare e cosa è al di fuori della mia portata.

Le basi le ho imparate con i video di RCM, perché con la bici mica ti regalano il manuale su come usarla…

Corsi per adulti e principianti a prezzi abbordabili non ne fanno… personalmente, che per quanto riguarda l'intelligenza cinestesica sono davvero scarso, avrei bisogno di fare uscite settimanali con un istruttore dotato di molta molta pazienza… 😐

Quindi cerco di arrivare a casa vivo e tutto intero e di divertirmi.

Marco Toniolo
amadvance

Bah. Per me questi video sono controproducenti….

Che senso ha fare video "How to" dove scendi a cannone su un percorso che straconosci ? Un principiante vede il video e fa uguale ? Per me si schiantano tutti…

Ho capito che lui è bravo e deve farlo vedere, ma se si vuole insegnare qualcosa e meglio mostrare che scendi piano piano cercando di non far impiantare la ruota davanti.

per imparare vai con uno più bravo, non con uno scarso come te o più scarso. Vale nella scuola come in tutte le cose della vita.

G
GAMIRA

Resta sempre da vedere se quello più bravo con il quale vai fa i fenomeno o ti spiega … altrimenti alla prima curva lo perdi ed è come andare da solo e fare l’auto didatta 🙂

Marco Toniolo
30×26

l'esperienza conta ma secondo me e' proprio una interpretazione diversa della mtb. anni addietro mediamente si prendeva, si andava in montagna a pedali e si scendeva da dove salivano i pedoni. era impensabile fare ricognizione di ogni passaggio sconosciuto (la gran maggioranza) come pure sarebbe stato ridicolo il consiglio si seguire le tracce di altre bici, semplicemente perche' non ce ne erano.
come filosofia c'e' la stessa differenza che passa tra il motocross e l'enduro motociclisto, mezzi simili ma motivazioni e ricerca di senzazioni ben diverse.

Mi ricordo benissimo il sentiero che scene a Navene da Dosso dei Roveri sul Garda 20 anni fa. Aveva la traccia anche allora, anche se non marcata come adesso.
In ogni caso mi pare evidente che si dice di seguire la linea già tracciata se questa esiste. Se non c'è, ci si arrangia.
Il modo di andare in bici è cambiato, e io dico per fortuna. Il livello tecnico si è alzato, mediamente, così come le velocità. Personalmente i sentieri fatti a 2km/h non mi sono mai piaciuti, perché la velocità per me è una componente essenziale del divertimento nell'andare in bici. Altrimenti vado a piedi, ma nel senso che mi metto a fare escursionismo senza bici,

amadvance
marco

per imparare vai con uno più bravo, non con uno scarso come te o più scarso. Vale nella scuola come in tutte le cose della vita.

Concordo con te su questo. E' molto utile e ci sono bizzeffe di video di gente brava da guardare.

Un altro conto è un video didattico. Hai presente i maestri di sci che esagerano i movimenti per mostrare cosa bisogna fare ? Per me un principiante, come sono io, ha bisogno di questo.

Gianz
Gianz

Uhm… manca però come affrontare la cosa in salita! 😀
Scherzi a parte: consigli interessanti, ma se dovessi fare una ricognozione a piedi del percorso… beh, i giri in bici sarebbero moooolto più lunghi! Mi immagino il tratto Passo Buole > Fraccaroli > Scalorbi… 4 ore a piedi!
Qui in zona comunque un tratto del genere è pure troppo lussuoso: i sassi mica stanno fermi, quando ci passi sopra si spostano facendoti cambiare la linea di guida. Per cui: meglio andare un pelino più piano, se non vuoi trovarti giù da un dirupo per sbaglio!

J

Per quanto mi riguarda, sulle pietraie non riesco a lasciare i freni, ho un blocco. So che dovrei frenare poco così da "galleggiare" sulle pietre mantenendo una traiettoria più o meno lineare, ma non ci riesco. Per di più a volte vengo sommerso da pensieri negativi, del tipo "perché correre? Per rischiare la pelle?" ed è la fine. Tendo a rallentare e diventa paradossalmente tutto ancora più ingestibile.
Qualcuno che ha o ha avuto lo stesso problema? Qualcuno che ha qualche consiglio in merito? (A parte la pratica, l'esperienza e l'allenamento) grazie!

fafnir
MauroPS

no. è solo pigrizia. preferisco scendere lentissimo…

Io se guardo un tratto impegnativo prima di farlo poi al momento di arrivarci mi blocco e se non mi blocco faccio comunque diversamente da quanto pianificato. se invece ci arrivo e basta lo faccio quasi sempre con meno problemi, l'istinto e i riflessi funzionano meglio del mio cervello, a quanto pare.

gargasecca
fafnir

Io se guardo un tratto impegnativo prima di farlo poi al momento di arrivarci mi blocco e se non mi blocco faccio comunque diversamente da quanto pianificato. se invece ci arrivo e basta lo faccio quasi sempre con meno problemi, l'istinto e i riflessi funzionano meglio del mio cervello, a quanto pare.

Dipende, a volte sì a volte no.
Nel particolare, ho notato la cosa quando NON conosci il percorso…e allora si fa di istinto e spesso la "prima" è quella buona.
Se invece lo si conosce…e si sanno con abbastanza precisione quando si incontrano i passaggi + tosti, se li ho metabolizzati li faccio, qualche volta meglio, qualche volta peggio.

Se invece non li ho ancora digeriti, si scende poco prima, si riguardano per bene e poi li proviamo…se escono bene una volta sola, se sono usciti male anche un paio di volte.

Ps…il tutto sempre nelle 6h / 6h e mezza / 7h di uscita…:-|

:prost:

F
fafnir

Io se guardo un tratto impegnativo prima di farlo poi al momento di arrivarci mi blocco e se non mi blocco faccio comunque diversamente da quanto pianificato. se invece ci arrivo e basta lo faccio quasi sempre con meno problemi, l'istinto e i riflessi funzionano meglio del mio cervello, a quanto pare.

idem. giusto in caso ci sia un passaggio particolarmente pericoloso, la cosa migliore è farlo con qualcuno davanti che conosce già il trail, per il resto vado e lo faccio, magari contenendo di più la velocità e studiando la prima volta.

ant
fafnir

Io se guardo un tratto impegnativo prima di farlo poi al momento di arrivarci mi blocco e se non mi blocco faccio comunque diversamente da quanto pianificato. se invece ci arrivo e basta lo faccio quasi sempre con meno problemi, l'istinto e i riflessi funzionano meglio del mio cervello, a quanto pare.

Idem e – nei limiti del biker medio – la considero anche un' "abilità" quella di guidare a vista.
ed in ogni caso le mie uscite sono frequenti ma durano un'ora e mezza, due massimo tre.
quindi le perlustrazioni varie mentalmente le considero perdite di tempo, anche se riconosco che non è sempre vero.