24/11/2015
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24/11/2015

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Siamo andati a visitare il quartier generale di Lapierre a Dijon, in Francia, come si poteva già capire dalla nostra recente intervista a Nico Vouilloz.

Lapierre è stata fondata oltre 60 anni orsono e viene ora gestita dalla terza generazione dell’omonima famiglia. Solo recentemente il marchio francese ha cominciato a vendere i suoi prodotti anche in Nord America, anche grazie all’aiuto finanziario di un investitore.

I telai vengono prodotti in Oriente, mentre in Francia viene effettuato l’assemblaggio delle bici complete.

Abbiamo cominciato la visita negli uffici marketing.

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Il classico showroom accoglie il visitatore. Notare che in prima fila ci sono le bici elettriche, sulle quali Lapierre crede molto.

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Come spesso accade in aziende del genere, chi ci lavora è un appassionato di bici, e ama pedalare durante la pausa di mezzogiorno.

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Non ci hanno fatto entrare nel reparto ricerca e sviluppo, dove si intravvede Nico al telefono.

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L’ufficio vendite internazionali.

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Un magazzino con pezzi di ricambio degli ultimi 10 anni.

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Ogni singolo pezzo di ogni bici Lapierre.

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La parte del magazzino dedicata alle riparazioni.

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Gomme pronte per il montaggio.

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Ora ci addentriamo nel reparto di assemblaggio, cominciando dalle ruote.

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Lapierre monta le ruote a mano, non disdegnando l’aiuto di una macchina.

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I raggi e il mozzo vengono montati a mano.

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La macchina serve a tensionare i raggi.

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E questa controlla che le ruote siano diritte.

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I setting sono in questo computer.

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Ruota pronta!

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Ruote pronte.

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Gomme e dischi montati.

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Lapierre assembla circa 120 bici al giorno.

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Magazzino componentistica.

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Montaggio freni.

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Ogni parte della bici viene montata in diversi stadi.

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Ogni lavoratore conosce l’80% dei processi di montaggio totali.

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Bici da corsa.

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Telai in attesa del montaggio definitivo,

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Manubri.

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Forcelle.

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I telai attraverso i diversi stadi di montaggio.

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Ora tocca agli ammortizzatori.

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E-Bikes.

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Il sogno nel garage di ogni biker.

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Dopo il montaggio, segue l’imballaggio.

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Montando l’intera bici, Lapierre vuole essere sicura che questa arrivi perfetta nelle mani del cliente finale.

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Con queste targhette si può risalire al responsabile di ogni stadio di montaggio.

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Qui vengono montate bici con componenti custom richiesti dal cliente.

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Reparto customizzazioni.

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Le bici che poi vedete sui media come il nostro, destinate ai test.

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Il laboratorio dei test controllo qualità. Non ci hanno fatto entrare.

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Alla fine del giro, abbiamo intervistato Nico Vouilloz, qui potete leggere quello che ci ha raccontato.

Lapierre
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spiri
spiri

120 sole … ? pochine … se confrontate agli 80 trattori che escono al giorno dalla SAME di Treviglio … 😀
scherzo!
bell’ambiente lavorativo.

emml
emml

sarebbe interessante sapere qualcosa di più sull’area top secret….
immagino che i controlli riguardino fondamentalmente i telai provenienti dall’oriente….e questo immagino che valga per tutti quei produttori che di fatto risparmiano con queste modalità….
ovvio nessuna critica….(da possessore di marchio tedesco che utilizza telai made in china….) mi piacerebbe capire come vengano effettuati questi controlli: sicuramente prima della produzione ma poi anche random durante l’assemblaggio del mezzo?
grazie ciao

dott_djalemario
dott_djalemario

Una super officina da invidia.. pezzo importantissimo il timbro!

Cadricar
Cadricar

Bell’articolo, da fan del prodotto francese ho apprezzato. Mi piace un casino la nuova zesty am

sunrider88
sunrider88

Assemblatori non certo costruttori,ormai l’unica differenza è il prezzo.