Lapierre Prorace

[Test] Nuova Lapierre Prorace CF

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Ancor prima della presentazione abbiamo provato la versione di punta della nuova Lapierre Prorace, esattamente la CF 9.9, con il telaio top di gamma Prorace USD Sli Team.

Allestimento componentistico che pur non essendo un top di gamma nel gruppo sacrifica solo qualche grammo di peso, senza intaccare efficienza ed affidabilità.

Dettagli

La grande novità della nuova Prorace è il 3D tubolar, cioé il separare il tubo piantone dai foderi verticali.  Lapierre dice così addio al sistema ad elastomeri SAT (che purtroppo non abbiamo mai potuto provare) e si affida ad una relativamente semplice idea per dare più comfort a questa front.

Inoltre il reggisella ha un diametro da 27.2mm per assicurare un minimo di flessibilità verticale, e per questo motivo non è telescopico.

Interessante la lavorazione del carbonio. Riportiamo quanto dice Lapierre.
Nuove fibre di carbonio unidirezionali Torayca più leggere e resistenti compongono questo telaio progettato con più di 300 parti in carbonio. Grazie a queste fibre è possibile ridurre lo spessore dei tubi ove possibile e necessario per risparmiare peso.

Questo nuovo livello ottenuto nella progettazone dei telai in fibra di carbonio, chiamato UD SLI, diventa ora la massima espressione della gamma Lapierre.

Oltre alle nuove fibre, il processo è accompagnato da un nuovo mandrino in polipropilene rigido che conferisce maggiore stabilità durante la fase di drappeggio delle tele di carbonio (lay-up) e una migliore compressione delle tele di carbonio nello stampo.

Peso rilevato della bici in test in taglia L, senza pedali né portaborraccia e gomme (TLR) con camera: 10,150 kg.

Geometria Lapierre Prorace

Se da un lato 455 mm di reach in taglia L sono piuttosto corti e conservativi, dall’altro i 68° di angolo sterzo strizzano l’occhio ai desideri del biker smaliziato. L’agilità è comunque assicurata dai foderi bassi corti (420mm).

Geometria Lapierre Prorace

La prova sul campo

Appena montata e settata, è stato immediato trovare la posizione corretta e sentirsi a proprio agio, partendo da altezza e arretramento sella di riferimento. Segno di un complesso geometrie senza soluzioni estreme o fantasiose.
La trasmissione wireless era impostata a cambiata singola, ma è stato facile ed immediato scaricare la Sram AXS app e settare la cambiata in modalità multishift facendo riconoscere tramite bluetooth il comando e il cambio dallo smartphone.

Sin dai primi colpi di pedale, la Prorace si è subito dimostrata per quel che è: una front pura dal comportamento abbastanza classico. Reattività ai massimi livelli nei cambi di ritmo, eccellente predisposizione alla salita anche molto pendente purchè liscia. In queste condizioni la resa sembra quasi quella di una bici da corsa.

Sullo sconnesso invece la Prorace è molto impegnativa, nonostante gli accorgimenti di un tubo sella da 27.2, che nelle intenzioni Lapierre dovrebbe garantire maggiore flessibilità e comfort, e l’allestimento di copertoni da 2.35″, utilizzabili con pressioni inferiori a quelli di sezioni minori e dunque in grado di smorzare le sconnessioni,

La Prorace restituisce ogni ostacolo di rilievo incontrato, rendendo la pedalata più stancante e meno proficua nel momento in cui si perde di aderenza al terreno. In discesa questa reattività la si avverte meno, trovandosi generalmente in piedi sui pedali e ammortizzando con le gambe, ma anche qui è necessaria in ogni caso maggiore lucidità per mantenere velocità e traiettorie corretta. Una forcella con setup piuttosto sostenuto, la Rock Shox Sid SL Ultimate da 100mm, non aiuta a facilitare la guida, che invece su tratti flow è molto precisa e divertente.

I copertoni Maxxis Recon Race da 2.35 sono molto scorrevoli, hanno una buona tenuta laterale, soprattutto progressiva, non dando la sensazione di cedere di botto in tenuta, mentre in trazione e in frenata, soprattutto sul viscido, sono sempre in grossa difficoltà.
La trasmissione Sram AXS, seppur non nella versione top di gamma, da cui acquista solo pochi grammi in più senza perdere in efficienza, funziona veramente come un orologio in termini di prontezza della cambiata anche sottosforzo.

I tasti del comando sono molto sensibili e se non si vuole inavvertitamente cambiare è bene non tenere appoggiato il dito sui comandi, ma impugnare a tutta mano la manopola. Nessun problema di durata della batteria che ancora al termine del test di quasi un mese, è ancora ben carica.

I freni Sram Level TLM accoppiati a dischi Sram Centerline da 180/160, non brillano per potenza frenante, ma questa non è una novità. Quantomeno dischi diversi, magari più esigenti in termini di consumo pastiglie, potrebbero sicuramente migliorarne la resa, che non è comunque pensata per una bici da DH.

Il manubrio da 740 mm come quello montato, come su ogni front in genere, appare la soluzione migliore e più coerente all’uso per cui la bici è pensata.

Manca un accessorio molto importante a giudizio di chi scrive, ossia un blocco della rotazione del manubrio che sarebbe oltremodo utile, visto che in entrambi i lati di rotazione, comando e leve del freno, ruotando oltre 90 gradi, vanno ad impattare sull’orizzontale. Una protezione, anche solo con una vecchia camera d’aria nel punto di impatto, è una soluzione quanto mai consigliata.

Conclusioni

La Lapierre Prorace è la classica front da gara. Resiste alla tentazione telescopico, non essendo un modello pensato per grosse e soprattutto prolungate difficoltà in discesa, in salita è il terreno dove meglio esprime le proprie caratteristiche. Per dare un riferimento dei percorsi, sarebbe l’ideale su un tracciato come quello di Monaco che ha recentemente laureato campione europeo Thomas Pidcock. Con un buon manico brevi tratti molto tecnici non sono ovviamente un problema, ma alla lunga la guida è più impegnativa e dunque più stancante. Con il 52 posteriore, una bici del genere potrebbe anche azzardare una corona da 36, sebbene già col 50 e poi col 51, il 34 sia diventato uno standard su bici da xc

Condivisibile, a giudizio di chi scrive, proporre una versione di punta non top per gamma dei componenti, ma top per funzionalità che possa mantenere prezzi meno suscettibili di immancabili critiche.

Prezzi e montaggi

Lapierre

 

Commenti

  1. picca:

    Non metto assolutamente in dubbio i pareri derivanti dalle sensazioni alla guida del tester.

    Mi sembra solo strano che nella prova di una front non si menzioni almeno il fatto che è dotata di un sistema di sdoppiamento del tubo orizzontale. Poi si può dire che funziona, che non funziona, o che neanche se ne avverte la presenza.
    aggiunto il testo sopra la foto che pensavamo parlasse da sè

  2. samuelgol:

    Come ti ha detto @marco non avendo provato la versione precedente, dire che un singolo dettaglio funzioni o non funzioni è impossibile. Due cose per paragonarle devi averle provate entrambe, non trovi?
    Nel caso specifico i dettagli del telaio, molto difficilmente stravolgono la bici il cui comportamento diverso è un insieme di tutto e non solo di un accorgimento. Provare due telai diversi con componenti diversi e voler dire che quel telaio è meglio di quell'altro è presuntuoso o truffaldino (se lo si fa artatatamente). Qualsiasi componente, dal telaio, alle ruote, alla forcella, al reggisella, ecc. (fanno un pò eccezione a questo il confronto dei copertoni) andrebbe confrontato in perfetta identità di tutto il resto, per cui se avverti un comportamento diverso della bici sai che è esattamente quel componente che ti dà quella diversa sensazione.
    Viceversa il test deve prendere in esame il complesso della bici e cercare di esporre come la stessa si comporta, rispetto al complesso di bici di quel tipo, mantenendosi cauti sul perchè si comporta così, che potrebbe derivare persino solo da un diverso copertone che abbia una spalla più rigida (e quindi renda la bici più nervosa a parità di pressione) o morbida. Poi come una forcella ammortizza, lo si può dire anche montandola su bici diverse, così come un copertone che tiene o non tiene lo si capisce anche su bici diverse. Ma una reattività o meno di una bici, potrebbe dipendere tanto dal materiale del telaio, quanto da un tipo di copertone, dal tipo di ruote, persino da quanto queste sono tensionate.....più spesso dipende da un insieme di alcune o tutte queste cose messe assieme.
    Le descrizioni delle caratteristiche che si leggono nei comunicati dei vari produttori ad ogni nuova uscita, non sono necessariamente solo promozionali, questo no, ma sono quantomeno frutto di uno studio matematico che gli dice che facendo la tal cosa in una certa maniera, il componente rende (o dovrebbe) in una conseguente maniera. Credere al "15% più reattivo o più rigido" (per fare un esempio) come una cosa che si senta in bici, per giunta con componenti diversi, è credere a cose che non sono.
    Intanto ti ringrazio per la riposta...
    Diego982:

    Personalmente ho invece apprezzato un test dove non si vuol far passare una front, seppur con geometrie moderne ed accorgimenti vari, comoda come una full come si legge da altre parti...
    Concordo perfettamente. Elastometri, geometrie, sistemi vari, non faranno mai il lavoro di un ammortizzatore da 10 cm.

    Detto ciò io non metto assolutamente il valore e le conclusioni del test. Anzi mi fido molto delle impressioni di @samuelgol (del quale in questo campo mi fido ciecamente). Dico solo che mi è parso strano che non si dedicasse un paragrafo al sistema di sdoppiamento del tubo orizzontale, caratteristico di Lapierre. A mio modo di vedere è un pò come si parlasse di una C'dale senza dedicare il giusto spazio alla Lefty.
  3. federic000:

    io la vedo così, secondo me c'è ben poco da dire di questo sdoppiamento, è già stato detto tutto dal 2012 https://www.trekbikes.com/it/it_IT/inside_trek/isospeed/

    penso che l'unica innovazione in quest'ambito l'abbia introdotta lee cougan con la nuova front "innova", che ha 30mm di escursione vera.
    ma non se ne è parlato sul mag, manco da lontano... :nunsacci:
    Gira e rigira, a differenza di questa Lapierre, le varie soluzioni come l'isospeed fanno perdere alla bici la denominazione di "front". Sono quelle che un tempo si chiamavano "soft tail". Sono a tutti gli effetti delle biammortizzate con il posteriore a elastomeri, o a olio come la Lee Cougan. È probabile che prima o poi spariscano come sono sparite già una volta negli anni 90. Questa volta, però, non mi stupirebbe se sparissero portandosi appresso anche le front, che apprezzo e utilizzo, per cui mi dispiacerebbe non poco.
    Quanto a Lee Cougan: le ho sempre sentite nominare, ma ne ho viste ben poche in giro. Marchio dalla storia curiosa, nato negli States e ora ormai italiano a tutti gli effetti.
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