10 anni di mountain bike e 10 anni di forum

10 anni di mountain bike e 10 anni di forum

06/11/2013
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06/11/2013

Prefazione

Il bambino pedalava. A 10 anni aveva avuto per regalo una nuova bicicletta, era una Wilier azzurra. A lui piaceva tantissimo, anche perché gli ricordava il nome del suo eroe preferito dei fumetti, Tex Willer. Non era una mountain bike, correva l’anno 1969 e le mountain bike non esistevano ancora. Forse aveva tre marce, a quei tempi sembravano già tante. Il bambino continuava ad andare avanti e indietro per il cortile per gran parte del suo tempo libero. Non aveva tanti amici e quando aveva finito i compiti gli piaceva leggere libri o fumetti oppure andare in bicicletta. Anche quel giorno si stava divertendo da solo nel cortile, curva, controcurva, accelerazione, sgommata, frenata all’ultimo secondo e via di nuovo. Ormai aveva preso pienamente confidenza con la sua nuova bici, andava velocissimo e conosceva alla perfezione quanto poteva inclinarsi in curva e lo spazio necessario alla frenata.
Il breve rettilineo era finito, era arrivato il momento di frenare. Cosi, all’ultimo secondo. Ma quel giorno il freno anteriore non funzionò. La leva fece tutta la sua corsa senza opporre la minima resistenza e si appoggiò alla manopola del manubrio. E quel giorno, non succedeva quasi mai, il cancello era chiuso. Non fece praticamente in tempo ad accorgersene. Si risvegliò in ospedale, stava bene ma aveva 5 punti di sutura fra labbro e naso.

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E la mountain bike non era ancora stata inventata!
Il ragazzo continuò ad usare la bicicletta, anche se con più calma, per andare a scuola, poi all’università e infine ancora tutti i giorni, da adulto, per andare in ufficio. Fino all’età di 40 anni. Anzi 41 per la precisione.
Quell’anno il ragazzo….l’adulto….l’eterno ragazzo….un Peter Pan insomma, si ruppe il crociato anteriore. Sorvoliamo il come e il perché, questo non c’entra niente con la bici, fatto sta che il crociato si ruppe. E fu la fine per la maggior parte degli sport che gli piaceva praticare, estivi ed invernali. Il suo amico d’infanzia Alessandro (anche lui con il ginocchio malridotto) gli consigliò allora di comprarsi una bicicletta. Il ciclismo era uno dei pochissimi sport che si poteva praticare con soddisfazione anche con il crociato rotto, anzi rinforzava pure i muscoli del ginocchio. Cosi poco tempo dopo il nostro ragazzo che non voleva crescere usci dal negozio di bici con una fiammante bdc su misura.

Parte prima. Gli inizi: 2000-2003, la bici da corsa

marzo 2000: una giornata che sarà difficile da dimenticare, la prima uscita ufficiale su una vera bici della mia vita. Dopo pranzo i bimbi giocano tranquillamente in spiaggia e avviso mia moglie che starò via un’oretta. Povera donna, non sa che cosa l’ aspetterà per i prossimi anni, ma neanche io, perché il virus della bici non è ancora entrato dentro di me.
Inforco la bici e comincio a pedalare, da Jesolo alla punta del Cavallino, un lunghissimo rettilineo completamente piano di 10 km. Spingo sui pedali, la bici risponde prontamente alle mie sollecitazioni, sono sui trenta all’ora, l’aria mi arriva in faccia e mi scompiglia i capelli (quali?), arrivo in fondo alla penisola, vedo Venezia in lontananza, mi giro e ritorno in un attimo al camper. Sono stato via meno di un’ora, ma le sensazioni sono bellissime, potenza del gesto atletico e libertà soprattutto e probabilmente la prima, classica, faccia da sorriso ebete e compiaciuto si dipinge sul mio viso.
Per il resto dell’anno continuo a pedalare e lentamente la gamba migliora ad ogni uscita con mia grande soddisfazione

2001: Andare in bici mi piace cosi tanto che quest’inverno non mi sono mai fermato e in primavera sono già in buona forma. Ho voglia di andare lontano e uno strano pensiero comincia a frullarmi in testa: se io partissi da Merano e scalassi in ordine Stelvio, Gavia, Tonale e Palade ce la farei a tornare a Merano per sera? Mio padre mi da del matto ma mi dice anche che se non ce la faccio mi verrà a recuperare in auto! Mi preparo nel poco tempo a disposizione con un paio di giri “lunghi” e a luglio parto per la mia prima giornata “dall’alba al tramonto” , 250 km e 5500 m. di dislivello in solitaria
http://www.meranobike.it/htmlit/ortles.htm
Nel resto dell’anno comincio a scalare tutte le più sconosciute salite nei dintorni di Merano, la mia anima da esploratore comincia ad avere il sopravvento

2002: continuo a pedalare sulla mia fida fondriest e sento che il virus per la bicicletta mi sta attaccando. Preparo la mia sfida in solitaria per quest’anno, partire da Prato e scalare Stelvio, Mortirolo, Gavia e ancora Stelvio in giornata, per un totale di 220 km e 6500 m. di dislivello
http://www.meranobike.it/htmlit/mortirolo.htm
Verso l’autunno il virus sta entrando sempre di più in me e sento il bisogno di cambiare bici per avere un mezzo più performante, dopo tre anni è l’ora di mandare in pensione la mia prima, fida bici e prendere un mezzo leggero e con carro in carbonio, per natale fa perciò bella mostra di se sotto l’albero la nuova fondriest “carb level” , un nome che mi accompagnerà poi per tanti anni….

2003: esco come al solito durante tutto l’inverno, andare in bici mi piace sempre di più ma specialmente mi piace andare in salita e perciò esco spesso in solitaria, visto che i miei amici fanno i loro allenamenti prevalentemente in piano. Sto cercando strade sempre più difficili e scopro che da Bolzano parte una salita estrema, chiamata Edelweiss, ecco la mia sfida per quest’anno!
http://www.meranobike.it/htmlit/edelweiss.htm
E’ già un po’ di tempo, però, che la mia indole di esploratore è bloccata dal fatto che arrivo in cima alle salite con grande gioia per la conquista, ma anche con una certa amarezza perché finito l’asfalto, vedo la strada forestale continuare e addentrarsi nel bosco, dove andrà mai….?

Parte seconda. La luce: 2003-2013, 10 anni in mountain bike e 10 anni di forum

L’evoluzione è naturale e verso la fine dell’anno ordino la mia prima mountain bike, front, sempre fondriest e sempre “carb level”. Appena la bici mi arriva corro subito a provarla sulla neve. Nello stesso tempo scopro un forum che in quel periodo non aveva ancora tantissimi iscritti, ma già andava per la maggiore e mi iscrivo con il nick “carb level”, poi cambiato in “carb” e poi ancora, con la maturità in “nonnocarb”….

2004: E’ il primo anno in mountain bike e la alterno ancora molto con la bdc, ma intanto le esplorazioni nei boschi in fuoristrada possono ampliarsi.

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Dal forum mi arrivano notizie che a Besenello (tn) c’è una salita cementata che è considerata la più dura d’Europa, un’altra sfida che voglio vincere!
http://www.meranobike.it/htmlit/scanuppia.htm
Vado sempre più spesso in mtb e, affrontando i primi sentieri sconnessi, la front mi sembra insufficiente, cosi la cambio subito con la prima full, una giant nrs. Scopro che, oltre a salire, mi piace anche molto scendere (bella scoperta direte voi) e comincio a prendere qualche funivia che nei dintorni di Merano per fortuna abbondano.

2005: ormai la mtb ha preso il sopravvento sulla bdc, che comincio ad usare sempre meno. In febbraio mi arriva un messaggio del sommo diretur Marco, vuole venire a fare un reportage sulle funivie di Merano, itinerario che avevo annunciato sul forum qualche mese prima. A maggio guido lui e Daniel per un giorno e mezzo su (in funivia) e giù (per divertenti sentieri) intorno a Merano.

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Sono veramente contento, sia perché è la prima volta che esco con qualcuno in mtb, sia perché i due “tedeschi” mi fanno vedere la luce! Proprio cosi, io con la mia lucente ma “povera” full xc, loro con le sporche ma performanti mtb che oggi possiamo definire da enduro, mi fanno vedere come ci si può divertire in discesa e mi fanno abbassare per la prima volta la sella di una mtb.
Al termine del giro li saluto e corro in negozio a prendere una scott genius da 130+130, con la quale mi diverto sia a salire che a scendere, scoprendo sempre nuovi sentieri. A luglio partecipo anche alla mia prima granfondo, la Cortina-Dobbiaco.
L’anno finisce anticipatamente, perché il 30 ottobre devo fare l’operazione di ricostruzione del legamento crociato anteriore (prenotata proprio per il periodo più freddo, sarà un caso? ;-)).
L’operazione riesce alla perfezione, mi impegno nella riabilitazione e dopo tre settimane do già il primo giro di pedale sui rulli mentre dopo due mesi posso già uscire con la bdc

2006: Dopo un mese che esco con la bdc per riabituare la gamba in piano, all’inizio di febbraio sono pronto per la prima uscita in mtb, che bella sensazione ricominciare! Da quando ho iniziato ad andare in bici, questo è stato l’unico periodo in cui ho smesso di pedalare, e spero proprio di non fermarmi più! Intanto in questi mesi ho raccolto tutte le mie esperienze e gli itinerari che ho fatto nei dintorni di Merano e, con l’aiuto di mio figlio che fa anche il webmaster, ho aperto il mio sito http://www.meranobike.it/
Dopo quasi un anno che scendo con la genius per sentieri sempre più difficili, sento il bisogno di avere fra le mani una bici più pesante e con più escursione, ma non vorrei neanche spendere tanti soldi per un mezzo che poi non so se userò tanto. Il mio meccanico ha giusto una bella scott nitrous usata, 170+170 per 17 kg, me la fa provare e ne rimango entusiasta. La prendo subito e con questo mezzo affronto sentieri finora per me impensabili e comincio ad affinare la mia tecnica in discesa, cominciando anche a fare i primi salti. A questi seguono tante discese su tutti i terreni e i primi bike park, sono veramente soddisfatto e mi accorgo che anche per lunghi giri pedalati con 2000 m. di dislivello uso sempre meno la genius e sempre di più la nitrous.
http://www.mtb-forum.it/community/fo…ad.php?t=47541
Si sale più lentamente, ma in discesa….In discesa comincio a sentire la voglia di osare di più, di superare passaggi ancora più difficili, di saltare in sicurezza e a fine anno decido di affiancarla ad una bike da freeride più pesante, con doppia piastra da 200 mm e 200 di escursione posteriore. Sul forum conosco Paul 185% che mi procura l’ ottima Norco shore 2005 usata ma praticamente nuova, peso 21 kg abbondanti, da usare solo in discesa (ma in un paio di occasioni l’ho anche pedalata) .

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2007: La norco mi da grandi soddisfazioni, dopo avere preso il casco integrale, acquisto anche tutte le protezioni necessarie e scendo con una facilità disarmante da ogni sentiero, affronto drop sempre più alti e conosco altri forumendoli con la stessa passione per la discesa.
Mi attrezzo e comincio a realizzare qualche video delle discese più belle della mia regione. Questo è stato il primo che ho fatto
http://www.mtb-forum.it/community/fo…d.php?t=119308
A maggio il mitico Simone Temperato, alias “magico Tempe”, mi viene a trovare chiedendomi di cercargli una salita dove poter effettuare un suo record mondiale, salita completa in impennata con bici in spalla, io naturalmente lo accompagno e passiamo una bella giornata in bike.

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Pedalare sempre e dovunque rimane il mio massimo piacere e organizzo la prima uscita “esagerata” in mtb, il giro del Similaun da Merano, sempre da una idea dell’esimio diretur
http://www.meranobike.it/htmlit/similaun.htm
Nella stessa estate partecipo anche alla mia seconda (e ultima) gara, la Dolomiti superbike di Villabassa

2008: Continuo a pedalare, esplorare, ormai ci sono pochissimi sentieri nel raggio di 30 km da Merano che non ho percorso con la mountain bike, ne ho catalogati più di 500, ognuno con le sue caratteristiche che lo rendono unico, continuo a prendere le funivie e ogni tanto qualche shuttle, mi spingo sempre più lontano per spegnere la mia sete di esplorazioni.
Quest’anno, visto che il diretur mi ha provocato dicendo che al mio giro del Similaun dell’anno scorso mancava il passo Gelato, decido di farlo completo e in solitaria, 115 km e 5000 m. di dislivello che di solito si fanno in tre giorni, ma a me piace cosi, in un giorno solo e con la bici da 170+170 per 17 kg
http://www.meranobike.it/htmlit/similaun%202008.htm

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Siamo verso la fine dell’anno, la nitrous comincia ad accusare qualche segno di precoce vecchiaia, perciò ordino quella che dovrà essere la sintesi di tutte le mie esperienze accumulate in questi anni, e che dovrà accompagnarmi per le future sfide, una bici leggera (tutto è relativo) da 160+160, la canyon torque es 9 con hammerschmidt.
http://www.mtb-forum.it/community/fo…d.php?t=124666

2009: Faccio le ultime pedalate con la nitrous e finalmente a marzo arriva la bici dei miei sogni che si rivelerà perfetta in tutti i sensi, per salire, per scendere, da tenere in spalla e camminarci anche per mille metri di dislivello, veramente una ottima bici.
Marzo, una data fatidica per me, compio il mio (primo) mezzo secolo e decido di festeggiarlo alla grande offrendo agli amici del forum una giornata di freeride sui “miei” sentieri intorno a Merano
E mai scelta fu più azzeccata, gli amici biker mi hanno fatto passare quella che senza dubbio è stata una delle più belle giornate della mia vita e che farò molta difficoltà a dimenticare
http://www.mtb-forum.it/community/fo…d.php?t=123936

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Durante l’estate continuo con le mie uscite all’alba e riesco ad uscire molto spesso, sia al mare che in montagna, facendo circa 80000 metri di dislivello in un paio di mesi.
http://www.mtb-forum.it/community/fo…d.php?t=151464
Ripeto anche quella che nel 2004 era stata una sfida vinta, la salita della Scanuppia, e per non farmi mancare niente questa volta la scalo con la torque da 15 kg insieme all’amico scratera.

2010: Nel forum ho sempre più amici e, un po’ alla volta, esco sempre meno da solo e sempre di più con dei compagni ai quali piace condividere il mio stesso modo di vivere la montagna in mountain bike. A marzo ripeto il “nonnocarb invitational”, appuntamento freeride che rimarrà fisso negli anni a venire, per il resto la canyon torque mi spinge ad osare imprese sempre più al limite, come il Sella Ronda in giornata (naturalmente doppio e senza impianti), insieme a Scratera, gepp1 e aisman
http://www.mtb-forum.it/community/forum/showthread.php?t=168382

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e lo Stoneman Gold insieme a Samuelgol e Morgan
http://www.mtb-forum.it/community/forum/showthread.php?t=169008

[img]http://fotoalbum.mtb-forum.it/image.php?id=44891&s=576&uid=1523[/img]

In autunno, insieme ad altri forumendoli provenienti da tutto il nord Italia, organizziamo un w.e. sull’Etna, una due giorni memorabile che rimarrà per sempre impressa nella mia mente, sia per la bellezza del posto, sia perché è la prima volta che lascio la famiglia per più di un giorno per andare in bici e anche perché conosco dei compagni di viaggio formidabili, che da li in avanti rincontrerò sempre più spesso, come dariuz, seby13, compagigi, jag, lisabike, nomad 42.
http://www.mtb-forum.it/community/forum/showthread.php?t=176676

2011: le imperdibili uscite del sabato mattina con gli amici robi-one e mirko si spingono ormai al limite del possibile. Abbiamo 4-5 ore prima di dover rientrare? E allora facciamo tutto quello che si può fare in questo tempo, anzi di più. 2000 metri di dislivello in una mattina sono ormai la normalità, allora ci spingiamo bici in spalla fino alle forcelle più alte, il tempo di mangiare una banana e giù verso la città per sentieri tecnici arrivando sempre trafelati ma puntualissimi.
Intanto cambio bici, la nuova canyon strive, ancora più leggera e performante, è perfetta per quello che voglio fare, e mi seguirà fedelmente per i prossimi tre anni.
A luglio decido di mettere a frutto l’esperienza di scopritore di sentieri accumulata in questi anni e divento guida di mountain bike con l’Accademia nazionale di mtb, organizzare tour e guidare gruppi alla scoperta delle bellezze della montagna mi piace veramente tanto.
Insieme al grande amico Scratera organizziamo il giro per fuori di testa dell’anno, Pasubio, Carega e Zugna, 5000 metri di dislivello in un solo giorno
http://itinerari.mtb-forum.it/tours/view/4854

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2012: Pedalare con gli amici del forum mi piace sempre di più, decido allora di organizzare un raduno a giugno sui sentieri intorno a Merano: due giorni di pedalate, divertimento, cene e amicizia, grazie a tutti quelli che hanno partecipato e che, con i loro commenti positivi, mi hanno incitato a ripetere l’iniziativa anche per il futuro. Intanto vedo che pedalare e scoprire sentieri sempre nuovi mi piace tanto, ma mi piace sempre di più anche fotografare. Il tempo a disposizione è sempre poco, perciò le mie foto non sono quasi mai studiate o ripetute se vengono male ma sono, diciamo cosi, “rubate” con una compatta durante i giri seguendo il famoso motto ”cogli l’attimo”. In più la maggior parte sono fatte, ahimè, in autoscatto, visto che molte volte sono costretto ancora ad uscire da solo. In ogni caso spero di essere sulla strada giusta, visto che è molto piaciuta un mio autoscatto nel concorso “foto dell’anno” sul forum.

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Anche quest’anno organizzo il mio “tortour” personale, spingendomi sempre un po’ più in là, se possibile
http://www.mtb-forum.it/un-giorno-sullalta-via-di-merano/
Come ormai succede da quando ho iniziato ad andare in bici, non smetto mai di pedalare: due uscite alla settimana, solitamente il sabato mattina e il mercoledì pomeriggio per tutto l’anno, inverno compreso: uscire sulla neve è veramente una goduria!

2013: quest’anno è stato fantastico e pieno di novità: a cominciare dalla indimenticabile settimana passata sui sentieri della Liguria, da Sanremo a Sestri Levante, ogni giorno in un posto diverso e sempre accompagnato da local simpatici e disponibili, Boavista69, modoloale, wild, robobo, enry le fou, i ragazzi di deep bike e tanti altri che ringrazio
http://www.mtb-forum.it/una-settimana-in-liguria-parte-prima/
Fra l’altro il penultimo giorno cadendo mi sono anche rotto un mignolo, ma è un pegno che ho pagato volentieri!

[img]http://fotoalbum.mtb-forum.it/image.php?id=372704&s=576&uid=1523[/img]

Appena torno a casa il diretur marco mi organizza per aprile una settimana in Tunisia guidata da Coast2Coast! Avuto il beneplacito dal megapresidente siderale, mia moglie Laura, che ringrazierò sempre perché mi sopporta in bici da più di dieci anni, e per tutte le altre cose da quando ci conosciamo, faccio appena in tempo a togliere il gesso alla mano e parto per una fantastica settimana nel deserto, altra esperienza indimenticabile sia per i luoghi, sia per i nuovi amici bikers. Un grande ringraziamento anche a Zergio di Rose che ha creduto in me fornendomi una ottima Rose 29”
http://www.mtb-forum.it/7-sud-della-tunisia-in-mtb-da-matmata-a-ksar-ghilane-fra-deserto-e-canyon-pietra-e-mistero/
Intanto continuo a guidare bikers, che poi diventeranno amici, per tutto l’Alto Adige con grande soddisfazione reciproca.
In luglio è venuto il momento di concretizzare una sfida personale che studio da più di due anni: una 24 ore in solitaria con 12000 metri di dislivello
http://www.mtb-forum.it/24-h-in-mountain-bike-una-sfida-personale/
E poi in giro per le Dolomiti, il lago di Garda e Merano, con vecchi e nuovi amici oppure in solitaria, arrivando quest’anno 7 volte oltre i tremila metri con la mtb.
E come finale dell’anno e di questi dieci anni, il 11/11/2013, a 10 anni esatti dalla mia iscrizione al forum e dalla mia prima pedalata su una mtb, sarò in Marocco, ancora nel deserto con Coast2Coast, a cercare di allargare i miei orizzonti.

Epilogo

Ho cercato di mettere giù qualche pensiero e qualche foto, senza entrare troppo nello specifico, giusto per condividere con voi alcuni bei ricordi. Spero di non essere frainteso, il mio non è un modo o la volontà di auto incensarsi, ma se mai di condividere una passione per uno sport fra i più belli di quelli che si praticano al’aria aperta.

“A ben rifletterci noi non sappiamo chi siamo. E quando ci raffiguriamo, disegniamo immagini ideali
Indossiamo maschere. L’uomo mostra la sua anima soltanto attraverso il suo agire
Dunque racconto quello che faccio perché gli altri possano capire chi sono”
(R. Messner)

Ritengo che ogni uomo, nel corso della propria vita, cerchi di nascere, voglio dire di conoscersi totalmente, di illuminarsi.
In questo senso il ciclismo per me è il mezzo per sperimentarlo, poiché mi ha permesso di vivere le emozioni più intense, le più belle e le più difficili, quindi i momenti più significativi.
L’avventura: scelgo un itinerario difficile e forse pericoloso. Un viaggio che non so se riuscirò a concludere. Se ci riuscirò, sarò cambiato. Non ho intenzione di cercare qualcosa, bensì di indagare dentro di me. La mia avventura è rivolta a me stesso. E’ questo che mi preme. Scandagliare i propri limiti, le proprie forze, superare le proprie paure e i propri dubbi: questa naturalmente è una risposta che va più in la del semplice divertimento del pedalare in montagna. Ma perché scandagliare i propri pensieri? Probabilmente per nascere veramente!

Grazie a tutti per quello che mi avete insegnato in questi primi dieci anni di forum che festeggio in questi giorni e grazie per il vostro sostegno a continuare. Nel forum ho sempre più amici e il mio sogno è, prima o poi, poter fare un giro in bici con ognuno di voi, grazie ancora.