Anteprima Cannondale Jekyll 27.5″ 2015

Anteprima Cannondale Jekyll 27.5″ 2015

27/03/2014
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27/03/2014

Dopo aver provato la Trigger 27.5″ 2015 nella giornata di ieri sui monti a ridosso di Gibilterra, quest’oggi ci siamo trasferiti a Ojén, un piccolo paesino tipico spagnolo, nelle splendide colline montuose andaluse, alle spalle di Marbella. Cannondale, in collaborazione con Big Ride, gli organizzatori del campionato Enduro spagnolo, ci ha offerto un evento estremamente divertente e ben riuscito per farci testare la Jekyll 27.5″ 2015 e la SuperMax da 160mm in ambito race, quindi proprio nelle condizioni per cui questa bici è stata progettata.

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Qui a Ojén, durante il prossimo weekend, si terrà la prima tappa di campionato Big Ride. Gli organizzatori hanno ricreato la gara, in versione ridotta, alla quale ha partecipato tutto lo staff Cannondale, il Cannondale OverMountain Team, tra cui il vincitore Marco Osborne e Jerome Clementz che ha concluso al secondo posto, e tutti noi giornalisti. Un’occasione insolita e decisamente divertente e adrenalinica per testare dei prodotti nuovi, a gas aperto su tracciati mai visti prima, rocciosi, polverosi e ricchi di strappi in salita. Due prove speciali con la Jekyill e una terza prova speciale bizzarra, su un breve anello pedalando a tutta in sella a una Tramount, la E-Bike da 29″ di casa Cannondale.

Ma torniamo alla Jekyll 27.5″. Si tratta di un modello molto atteso e ammirato, già dai primi spy shot della bici di Clementz, rubati nelle scorse settimane durante la Andes Pacifico in Chile. La versione Carbon Team che abbiamo testato oggi e che verrà distribuita ai negozi tra maggio e giugno 2014, è dotata inoltre della nuovissima Lefty SuperMax da 160mm, che già da diverso tempo sta stuzzicando la curiosità di molti biker.

Cannondale 15 Jekyll Carbon 1_C15_CM2423_01_GRN

La Jekyll 27.5″ 2015 gode di un elevata rigidità strutturale, grazie agli accorgimenti come la scelta dei perni da 15mm adottati su tutti gli snodi, con perno passante o con doppio cuscinetto su ciascun lato sullo snodo sopra il mozzo posteriore, per fornire la medesima rigidità anche dove non è stato possibile applicare un perno passante. La costruzione in carbonio BallisTec ha lo scopo di fornire rigidità strutturale e robustezza, disponendo le fibre con metodo in base al risultato necessario.

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L’ammortizzatore Dyad, vero cuore pulsante della Jekyll, come di tutte le OverMountain di casa Cannondale, è il responsabile della doppia personalità di questa Enduro americana: da arma da discesa a scalatrice, in un solo click di una levetta posta sul manubrio. In posizione Flow Mode fornisce ben 160mm di escursione alla ruota posteriore, con una curva di progressione lineare che diventa progressiva solo verso il fine corsa, mentre in posizione Elevate Mode dispone di 95mm di escursione con curva di progressione notevolmente progressiva. Il ritorno è regolabile separatamente in base alla due modalità, per settare a proprio piacimento la risposta dell’ammortizzatore in discesa piuttosto che in salita o nei brevi strappi pedalati. Le geometrie variano cambiando impostazione all’ammortizzatore, poichè passando in versione Flow la corsa aumenta e di conseguenza anche il sag, donando alla bici angoli più discesisitici e movimento centrale e baricentro più bassi.

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La SuperMax che ieri abbiamo provato in versione 140mm, sulla Jekyll è in versione 160mm, in perfetta sintonia con l’escursione posteriore. Con lo stesso principio costruttivo di tutte le Lefty Hybrid, dotate di incredibile rigidità in torsione e flessione, anche la SuperMax dispone di uno stelo a sezione quadra che scorre su piastre di cuscinetti ad aghi immerse nel lubrificante contenuto nei foderi, che bagna anche la boccola Glide Bearing posta prima delle tenute in fondo al fodero. Un pistone più largo e con bocche di passaggio dell’olio di dimensioni maggiori riesce a gestire la maggiore escursione della SuperMax da 160mm anche a fronte di un volume di olio idraulico inferiore, a vantaggio del risparmio di peso. La forcella è stata sviluppata con il costante supporto di Jerome Clementz e Mark Weir, che hanno fatto apportare numerose modifiche prima di approvare il prodotto come forcella dalle elevate prestazioni.

 lefty supermax 160

La Jekyll 27.5″ 2015 sarà disponibile in 4 versioni, 2 in carbonio e 2 in alluminio, con un range di prezzo al pubblico che va da €2.599 fino a €6.499 della versione Carbon Team che abbiamo testato oggi. Nel prossimo approfondimento vi presenteremo tutte le versioni disponibili e il loro allestimento.

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La prova sul campo di oggi è stata di difficile interpretazione. Trovarsi a gareggiare con una bici che non si conosce su un tracciato interamente a vista, mai percorso prima, significa disperdere un poco l’attenzione tra le reazioni del mezzo e tra le linee del percorso. Non è un segreto che per gareggiare occorra avere un minimo di confidenza con il mezzo, ma nonostante l’assenza di questo aspetto siamo riusciti comunque a divertirci e a goderci la nuova Jekyll da 27.5 pronto gara.

Assoluta rigidità del telaio, che combinata con la sua leggerezza rendono intuitivi gli spostamenti e i cambi di direzione in rapida sequenza. La Lefty SuperMax è dotata di altrettanta rigidità e fornisce una precisione di guida inaspettata sull’anteriore, continuando ad assorbire le asperità del terreno anche in condizioni di sforzo, come in curva o in frenata, dove molte forcelle tradizionali risentono dell’attrito causato dalla flessione e dalla torsione.

Posizione in sella e geometrie sono ottime e bilanciate sia in posizione Flow che in posizione Elevate dell’ammortizzatore Dyad, e donano ottimo feeling sia in discesa che in salita, dove non abbiamo faticato eccessivamente per raggiungere le partenze delle prove speciali, nonostante alcune salite con delle pendenze veramente assassine.

La componentistica è adeguata e di alto livello. Ruote WTB rigide e performanti, montate Tubeless Ready già di serie con gomme Schwalbe Hans Dampf. Trasmissione SRAM XX1 con pedivelle Cannondale, reggisella Reverb Stealth e freni Magura, che come sulla Trigger 27.5″provata ieri, ci hanno lasciato un po’ dubbiosi in quanto a prontezza.

La Jekyll 27.5 ci è piaciuta e ci ha fatto divertire durante il test/competizione di oggi. Approfondiremo la presentazione di questa bici e le impressioni di riding prossimamente in un articolo dedicato, con molti dettagli anche sulle scelte costruttive e sui componenti. Intanto gustatevi le cose che è in grado di fare la Jekyll 27.5″ con Lefty SuperMax 160 quando in sella c’é un certo Jerome Clementz!