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Canto I: dopo la fine del cammin di nostra vita

Canto I: dopo la fine del cammin di nostra vita

31/03/2016
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31/03/2016

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Guglielmo “Imbriaego” Testadimaglio camminava su e giù per i Campi Elisi, unico tra i beati, colmo di vino e tormento.
L’antica impresa, la conquista di Gerusalemme, lo rese il più gettonato vip tra i crociati Genovesi, ma la sua gloria andava scolorando come il suo ritratto sulla facciata di Palazzo San Giorgio.

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Anche il Sacro Catino, che portò via con sé dalla Città Santa e che tutti ritennero il Sacro Graal, riposa rassegnato nel duomo di San Lorenzo, da quando alcuni studiosi gli attribuiscono qualche secolo in meno dell’ultima cena di Gesù.
Una soluzione emerse tra le nebbie fitte della sua mente: convincere l’antico compagno d’imprese e gozzoviglie, Goffredo Buglione, che invece beato lo era davvero, ad inseguire di nuovo la leggenda e ad appropriarsi del Sacro Graal.

Orsù, ritorneremo in imperitura memoria!”

Ma cosa mi importa della memoria, Testadimaglio! Son qui beato per l’etternale in questo imperituro Pareiso…”

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Guglielmo tuttavia sapeva come inserirsi con la spada dietro lo scudo e colpirlo:

Ti sei de lo ‘ntutto rammollito! Coraio, infingardo! Scegli amantinente un corpo dal catalogo dei vivi! C’è d’ogni cosa! Grassi, biondi, mori, kamikaze, cattocomunisti, scimpanzuomini… Se scegli qualche gentil giovine, potresti attirare il desìo di una dama del terzo millennio o concederti qualche femmina da conio… Orsù, sono dieci secoli che non…!”

Goffredo aveva già impugnato il catalogo:

Cosa dici di questo? Ha poderosi polpacci!“

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Io scelgo questo ardimentoso giovine!…

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…Mira quanti dipinti di loro col proprio cavallo! Ma cosa accadde ai cavagli in codesti secoli?! Son pelle e ossa!“

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E fu così che la reincarnazione avvenne e Sergio e Mauro divennero rispettivamente Guglielmo “Imbriaego” Testadimaglio e Goffredo Buglione. Non fu difficile per i due beati ritrovarsi nell’aldiquà, visto che i malcapitati prescelti avevano appena iniziato il consueto giro al Tracciolino con discesa a San Giorgio.

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La destinazione dei posseduti, secondo il piano di Guglielmo, è invece la discesa da Codera, itinerario inusuale e periglioso anche per gli amanti del Tracciolino. Queste rocciose lande custodiscono infatti nel proprio grembo, secondo la leggenda, l’autentico Sacro Graal! Nella sua mente la leggenda è diventata certezza: “Là troveremo la coppa che raccolse il vino e il sangue di Cristo!”

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Il primo cruccio sono i cavalli. Non nitriscono, non obbediscono. Si fanno guidare passivi e, anziché avere briglie, montano strane staffe roteanti.

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Guglielmo, dopo tanto faticare, porge del fieno al cavallo malnutrito. In pieno stile Pannella, l’animale muto risponde con un eloquente digiuno al goffo tentativo del morto di spacciarsi per il padrone.

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Occorre quindi rassegnarsi a pedalate alternate a pause esplorative.

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Possedere di nuovo un corpo (… e che corpi!) fa riprovare dopo secoli, sulle braccia, lungo la schiena e sulle gambe, caldo, freddo, dolore e fatica; sulla retina, luce e buio.

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Un’altra sensazione li fa sentire vivi più delle altre: sulla loro pelle scorre l’aria, quel fiume di libertà che sgorga dalla scelta di una via, ponendoci come guide al posto del destino. A Goffredo, ancora una volta esploratore, dell’idea di Guglielmo piace soprattutto questo: la libertà.

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Intanto al passare dei metri crescono destrezza e confidenza coi nuovi cavalli.

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In un momento senza tempo Goffredo entra nella galleria, mentre un devoto ne sta uscendo per arrivare al muro del pianto e alla sua preghiera.

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Esiste un’unica galleria che unisce luoghi e tempi distanti. Gli imbocchi e gli sbocchi sono infiniti e diversi, come i pensieri e le culture di chi la attraversa, fantasmi gli uni con gli altri. Quando la galleria unirà le culture, sarà chiamata Via della Pace.

Lo stesso vale per i ponti.

C’è un ultimo ponte prima di giungere a Codera costruito da un concittadino, probabilmente loro coscritto. Sembra di essere tornati ai tempi in cui erano valorosi crociati.

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Poco prima di arrivare, sono accolti da una piacevole sorpresa:

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Le cavre non son mutate!” Guglielmo, il primo vegetariano della storia, osserva sollevato il capretto covando in cuor suo la speranza che le antiche tradizioni Pasquali, quelle sì, siano cambiate.

Arrivati al paese inizia una cavalcata impazzita tra le vie alla ricerca della preziosa reliquia.

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Alla sera nella locanda del paese accadono cose più sovrannaturali dei nostri eroi. La criptozoologia degli scimpanzuomini ed eloqui di controcultura li sommergono facendo rimpiangere i Campi Elisi.

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Riusciranno i nostri eroi a trovare l’oggetto più leggendario e prezioso della storia?

Intanto godetevi la pace di questo meraviglioso angolo di mondo, che poco ha da invidiare ai Campi Elisi… Perché c’è sicuramente una cosa che distingue chi ama la vita da chi la distrugge: noi il paradiso lo troviamo qui.

Alessandra

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SPAZIO PUBBLICITARIO:

La meravigliosa discesa che da Codera conduce al lago e tutta la verità sul sacro Graal vi attendono nel prossimo canto! La verità storica sui due personaggi la trovate invece qui

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spiri
spiri

“Quando la galleria unirà le culture, sarà chiamata Via della Pace.” Sai che forse ho capito dove si trova la galleria? E’ la scuola! Ogni mattina mentre accompagno il mio cucciolo e ci immergiamo in un ambiente multietnico, mi rendo conto che l’unico modo per vivere in pace e’ l’insegnamento che la scuola puo’ dare.
Ti faccio i complimenti, perche’ oltre alla foto bellissime, sai descrivere ed impaginare un racconto in maniera sublime! Dovresti pensare di fare un libro! 🙂
Brava!

Ale Di Pezza

@spiri Sicuramente la scuola, con la conoscenza e l’incontro delle culture, può essere LA via! Quanto ai libri ne iniziai diversi, ma non ne conclusi uno. Forse non sono proprio portata… 🙂 Oppure raccolgo tutti gli inizi e lo chiamerò “inizi senza fine”. Ma credo che lo comprerebbe solo la mamma 🙂

Paulento
Paulento

spiri mi ha anticipato…a quando un libro? brava, I tuoi report sono uno più bello dell’altro, idem per le foto!

spiri
spiri

prendi questi report e li metti su carta ed amen. Inizi senza fine mi sembra un bel titolo per la raccolta! 🙂

Ale Di Pezza

Dai bene! Almeno tre che mi comprano “inizi senza fine” ci sono! Tu ( @spiri ), @stilgar e mamma (grazie…)

Vittorio86
Vittorio86

Fantastico! E mi è venuta anche fame…

jomark
jomark

90 minuti di applausi per l’inconfondibile capacità di fotografare e descrivere di Ale !!!

narkos78
narkos78

Beh…..come va questa soul fire? Si fa pedalare a quanto pare……

Rose Italia
Rose Italia

Come va? Mi hanno mandato la bici dalla casa madre poco tempo fa per delle foto, penso proprio che non tornerà più in Germania 🙂 .
In salita non fa molto rimpiangere le classiche enduro…. in discesa invece non c’è storia, è una enduro dopata.
ciao
Sergio

vito e alloggio
vito e alloggio

Incarna l’eredità della beef cake…. che è ancora una gran bici…

Odin13
Odin13

Fantastico Ale, complimenti !!!

mountaindoctor
mountaindoctor

Masterpiece! @Ale di Pezza, in un Mag dove (a volte) puoi indovinare gli articoli delle settimane a venire leggendo PB, tu e @Claudio Olguin siete spiragli di sole. Good job!

Ale Di Pezza

@mountaindoctor Beh essere accostata al nome di uno che le foto sa farle davvero… Grazie!

Domingosh
Domingosh

Brava! Brava! Brava!
Ale come va la spalla?

Ale Di Pezza

@Domingosh maluccio… per me è stata una trail running anziché riding 🙁 purtroppo sono ancora fuori dai giochi!

Bike.man
Bike.man

Dai dai non fare la piangina !!!
Fai qualche tecar, fatti massaggiare dallo Sceriffo e vedrai che torni come nuova !!!
Y

Ale Di Pezza

@yura Se mi faccio messaggiare da @muldox vado all’altro mondo!

Mancinale
Mancinale

da soddisfatto possessore di bici Rose, anche io sono curioso di sapere come si pedala la Soul Fire che tra l’altro, per me, è di un colore meraviglioso. Mi piacerebbe inoltre che l’autrice chiarisse, possibilmente con esempi concreti, i concetti di “cattocomunista” e “scimpanzuomo”………:)

Rose Italia
Rose Italia

per la bici risposto sopra e anche qui: http://www.mtb-forum.it/community/forum/showthread.php?t=334810

per i concetti … attendiamo la scrittrice 🙂
ciao
Sergio

daniele0511

Applausi come sempre per i testi e le foto 😉

Ale Di Pezza

@Mancinale: Un esempio di cattocomunista concreto: @muldox (autocondanna di morte annunciata 🙂 ). Sugli scimpanzuomini non ne sapevo davvero nulla prima di entrare in quella locanda… Secondo la criptozoologia esistono davvero. E’ geneticamente possibile l’accoppiamento tra uomo e scimpanzè. L’esempio concreto, in tutta onestà, con tutto il mio amore per gli scimpanzé, sono contenta di non trovartelo…

Mauro Franzi
Mauro Franzi

@Ale Di Pezza Ti hanno mai detto che la grappa a colazione gioca brutti scherzi?

Mancinale
Mancinale

….e io che pensavo vi si nascondesse una velata invettiva politica contro Renzi (cattocomunista) e Salvini (scimpanzuomo)…..:)

Ale Di Pezza

@Mancinale E cosa ne dici invece di Trump?

Mancinale
Mancinale

Presbyterian Monkey Businnessman? 🙂

Bike.man
Bike.man

Stading ovation as usual !!!
😉

giancazaza
giancazaza

Nello scoprire che non solo il mio è un cavallo anoressico … mi sono commosso.

Complimenti Ale … per le foto e per il racconto 🙂

Deroma
Deroma

solo applausi!!!!

biker 69
biker 69

Bravi i Raiders per il percoso penso non facile, visto quei passaggi, grande Ale x il racconto e le foto super come sempre

Mauro Franzi
Mauro Franzi

@biker 69 La parte rognosa (e faticosa!) viene alla prossima puntata 🙂

biker 69
biker 69

@Mauro Franzi Intendi x la salita di n. metri di dislivello? O per passaggi tecnici ancora piu’ difficili? A proposito quanto dislivello avete fatto?

Mauro Franzi
Mauro Franzi

@biker 69 Da Codera in poi i metri di dislivello in salita sono pochi e quasi tutti con la bici sulle spalle. La discesa però è tutta a gradoni rocciosi e molto fisica. Il dislivello totale non è molto, credo sugli 800 m, ma credimi che quando si arriva in fondo si è abbastanza stanchi.

Jacopo m.
Jacopo m.

Il giro quando è stato fatto? Sapevo che per il periodo invernale avevano “vietato” la percorrenza del tracciolino!
La discesa da Codera provata la scorsa estate ma dire rognosa è dir poco…quella da San Giorgio è il paradiso a confronto 😀

Mauro Franzi
Mauro Franzi

@fededsm L’abbiamo fatto la settimana scorsa. Anche ora viene “suggerita” una deviazione per evitare un ponte su cui è caduto un grosso masso, ma si passa con estrema facilità. Credo si tratti del classico divieto per pararsi il deretano in caso di incidenti.
La discesa da Codera è in effetti molto più faticosa rispetto a quella di S.Giorgio.

Jacopo m.
Jacopo m.

la gradinata con la capra in spalla la sogno ancora la notte! ahahaha

Mauro Franzi
Mauro Franzi

@fededsm Intendi quella da percorrere in salita? Va beh, almeno non è tanto lunga 🙂

Jacopo m.
Jacopo m.

si quella salita…quel giorno ero andato anche fino al rif Brasca e me la ricordo lunghissima! e ricordo anche tanti gradini in discesa cmq 😀

Mauro Franzi
Mauro Franzi

@fededsm La discesa direi che la ricordi benissimo 🙂

Jacopo m.
Jacopo m.

lo “scopo” del giro era arrivare al Brasca e tornare o da S.Giorgio o dalla mulattiera… il mio socio con la mappa sul cellulare iniziò a dire “guarda , c’è anche questo sentiero,proviamo a farlo così non dobbiamo risalire da Codera al tracciolino”…li mortacci sua! ha ancora le orecchie che fischiano! ahahah

wsurfista.saltuario
wsurfista.saltuario

Bellissima la storia e le foto….bella l idea della paglia alla bici….complimenti per la fantasia…..
Roberto f.

edimarco
edimarco

Ho capito il segreto: per raidare con stile come voi ci vogliono quantità industriale di fagioli 🙂

Mauro Franzi
Mauro Franzi

@acost Certo, anche se più utili per andare a tuono che per migliorare lo stile 🙂
Quelle nel piatto però sono lenticchie, e la locandiera ci ha spiegato che il 2016 è l’anno del legume (immagino assieme ad altre ennemila cose).

giorgiocat
giorgiocat

Ale sempre spettacolare, stavolta ti sei cimentata con il girone dei ciclo beati ( o ciclo dannati?)…
Novella Beatrice, aulica Poetessa!

Ale Di Pezza

@giorgiocat la botta di Beatrice me la prendo con il sorriso… Una Beatrice è po’ atipica. Chiedi a Dante @muldox quante poesie mi ha scritto… 🙂 🙂 🙂 🙂 🙂 è un mondo al contrario… (grazie…)

giorgiocat
giorgiocat

Beh un Dante della bicicletta, che fa poesia con i nosepress, chissà quanti te ne ha dedicati. Ma qui la poetessa sei tu. Complimenti ancora !

gotto
gotto

Brava e bravi! Proprio quel che mi ci voleva, un bel racconto dell’ Alessandra 🙂

gotto
gotto

Oh!! sia ben chiaro..nciò capito una mazza ma le foto son micidiali!

Bike.man
Bike.man

ahahahahah…che bello non sentirsi soli Gotto !!!
Io l’ avevo letto stamattina di fretta, poi l’ ho riletto con calma stasera ma il risultato non oè cambiato…sono una Capra !!!

Ale Di Pezza

@yura, @gotto lo preferivate in latino? :):) Non vi credo!

petronilla
petronilla

Che racconto avventuroso…. Porta indietro nel tempo ! Brava Ale!

Ale Di Pezza

@petronilla Domani ti tocca fare la musa ispiratrice.. Lo sai? Scalda braccia e gambe, e olia gli ammortizzatori! a domani

Pietro.68
Pietro.68

Ale, ma a Goffredo è spuntata la barba???

Ale Di Pezza

@pietro.68 moda fat senza fat!

Rothgar
Rothgar

Ale… Bravissima ! Tanto mi diverto in bici,e tantissimo mi son divertito a leggere ( e guardare) questo stupendo racconto. A quante copie sei arrivata di “Inizi senza fine” ? Fai pure una copia in piu’ ! 😉

Ale Di Pezza

@Rothgar e vai con 4! Settimo cielo!

Reiki85
Reiki85

@ale: …che dire, io ho fotografato il trecciolino svariati anni fa per l’allora TuttoMTB. Si parlava ancora di Velvia e di Provia. Però effettivamente le tue hanno una marcia in più. Complimenti!
Ps: peraltro se te la sei fatta tutta a piedi…bella scarpinata, non si arriva mai.

Ale Di Pezza

Molteplici grazie ad @azetaelle e a tutti! La parte più bella dei miei report, a parte il vissuto prima del racconto, sono i vostri commenti. Anche quando credi di aver fatto bene, hai bisogno di conferme, di saper di aver trasmesso le tue emozioni, o con le immagini o con le parole, a qualcuno. Grazie!!!!!!! Ci vediamo nel secondo canto!!!

Gianpaolo Carletti
Gianpaolo Carletti

Per me la Val Codera ha un significato particolare, un mio caro amico è rimasto lassù.

“Per me strada ha significato, e significa confrontarsi con gli altri, col mondo, cercare di sfruttarle al massimo le esperienze che ti capitano ed evitare che le cose ti scorrano addosso. Questo è l’unico modo per non aver rimpianti dopo.” – Luca Garofalo, 1975-1995

Pezzo