Canto II: Ad perpetuam rei memoriam

Canto II: Ad perpetuam rei memoriam

27/04/2016
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27/04/2016

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Nel canto I i crociati Guglielmo “Imbriaego” Testadimaglio e Goffredo Buglione si sono incarnati nei malcapitati Sergio e Mauro, durante la consueta pedalata al Tracciolino. Vogliono impadronirsi dell’antica fama e del sacro Graal, nascosto, secondo la leggenda, nel cuore della Val Codera. Potete già dedicarvi al seguente canto, ma se vi sono sfuggite le medievali e folli peripezie dei nostri eroi, io vi consiglio di non perdervelo!

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Si svegliano madidi di sudore e sconcerto in una stanza sconosciuta all’interno della locanda di Codera. Sui loro corpi e teste, come gradoni, sono scese centinaia di bici e sul petto poggia la loro (im)probabile lettura serale, la Bibbia. Si guardano increduli, una volta alzati dal sacro suolo in boxer, con al loro fianco i letti intatti e un catino pieno di pipì.

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Sembrano trascorsi molti secoli dall’ultimo ricordo, la pedalata al Tracciolino.
La locandiera e lo shock li prendono a braccetto:
“Prego, Guglielmo, Goffredo, la colazione è servita! Scegliete il tavolo che più vi garba. Ieri è stata una memorabile serata…”
Mauro pensa di essersi ubriacato al punto di aver perso il senno e teme il momento in cui dovrà fare i conti con l’iraconda Ale Di Pezza. A preoccupare Sergio, che ha più margine per evitare diverbi, è il sovrannaturale di cui si imbeve tutta la vicenda.

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Ma cosa è successo? Lascio che i nuovi protagonisti si arrovellino nei loro turbamenti. Da narratore esterno mi diverte lasciarli così, torvi e aggrondati, mentre a voi concedo qualche verità.
Nella sera precedente Guglielmo e Goffredo, prima di rinunciare all’impresa e concedersi un pasto dopo centinaia di anni, hanno pedalato all’impazzata per ogni via del paese. Il Sacro Graal era proprio lì, a pochi centimetri dalle loro ruote implacabili e alla realizzazione del loro progetto…

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Al momento dell’addio, Guglielmo e Goffredo pensano che la libertà ritrovata sui sentieri ha travalicato in bellezza i loro sogni, colmi di gloria e privi di felicità.

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La serata trascorsa alla locanda, tra brindisi, discorsi fuori da ogni mondo, terreno e ultraterreno, sorrisi e risate, è stata una dedica di amore ai piaceri della vita.

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Di tutto questo i poveri malcapitati hanno ereditato solo la stanchezza. Presto la visione di qualcosa scatena ciò che succede al magnete vicino al ferro, all’elettrone quando incontra un positrone e ad un ubriacone davanti ad una bottiglia di vino.

Eccole! Le loro bici!

Basta poco per non farsi più domande, anche quando dal cielo piovono insieme gocce d’acqua e raggi di luce…

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…anche quando sulla facciata della chiesa qualcuno da molto lontano ha scritto per loro:

Ciò che fummo noi un dì voi siete adesso. Chi si scorda di noi, scorda se stesso.”

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Vengono sopraffatti dal desiderio di avventura, più impellente dei pensieri.

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La meravigliosa via che da Codera porta a Novate è molto impegnativa e mette a dura prova anche i biker più esperti, sia in discesa…

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…che negli sporadici tratti di risalita.

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Una pausa è dunque irrinunciabile per chi vuole godersi la bellezza del lago…

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…e per chi desidera tornare bambino a cavallo di un trattore.

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In una tela perfetta, su cui i monti e il lago si sono lasciati dipingere per donare a un luogo la sua migliore rappresentazione, Mauro e Sergio scendono in sella guidati dall’adrenalina e colmi della pace che questo angolo di mondo è in grado di offrire in una splendida giornata di marzo.

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Li raggiungo al loro arrivo. Con stupore di Mauro non chiedo alcuna spiegazione per un silenzio lungo due giorni. Sarebbero loro ad averne bisogno, ma so che non potrebbero mai credermi.

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Ho con me qualcosa che sa spiegarsi più di mille parole. Lo scaglio davanti a me, con tutta la mia forza, più lontano che posso e attendo pochi istanti prima che l’acqua lo inghiotta con il suo segreto.

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Ogni leggenda conserva la sua aura fascinosa se non è svelata in ogni sua verità e se continua ad essere raccontata con la complicità di chi vuole renderla eterna.

E fu così che il lago e la sua pace divennero la nuova dimora di una leggenda che ha più anni del tempo.

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