Catena che cade? 5 soluzioni per risolvere il problema

Catena che cade? 5 soluzioni per risolvere il problema

02/11/2011
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02/11/2011

di Daniel Naftali

La catena che cade dalla guarnitura, nei tratti di discesa più sconnessi, è un problema che assilla numerosi biker. Sebbene spesso basti riportarla sulla corona piccola con le mani, o semplicemente forzarne la salta con il deragliatore, si tratta comunque di un inconveniente decisamente fastidioso.

A parte gli inevitabili danni al telaio, che viene grattato e sverniciato dallo sfregamento della catena, anche da un punto di vista ciclistico è poco piacevole doversi fermare, spezzare il ritmo, farsi passare da tutti, per rimettere a posto la catena… Per non parlare se ci si trova in gara, o se la catena decide di cadere in un tratto tecnico, dove magari è necessario dare un colpo di pedale… Le conseguenze sono facilmente intuibili…

Nell’articolo di oggi vedremo alcuni trucchetti e soluzioni, per ovviare, o per lo meno ridurre, la frequenza con cui questo inconveniente si presenta, andando a cercare le possibili cause ed analizzando le diverse soluzioni.

Cosa causa la caduta della catena?

Per combattere questo problema, dobbiamo innanzitutto capire qual è la causa che determina la caduta della catena.

Non tutti sanno infatti che la catena non cade mai quando si pedala in avanti, ma cade quando si girano i pedali all’indietro.

Quando si pedala in avanti infatti il deragliatore anteriore guida la catena sulla corona, impedendo movimenti laterali eccessivi ed evitando che possa scendere o cadere. Non dimentichiamoci poi che nella parte superiore, quando si pedala la catena è sotto tensione e quindi i suoi movimenti laterali sono molto limitati. E insomma difficile che pedalando in avanti la catena possa deragliare accidentalmente, specialmente se il deragliatore è regolato correttamente.

Diverso è invece il discorso per quanto riguarda la parte inferiore della catena, quella che ritorna verso i pignoni… La tensione in questo caso è garantita solo ed esclusivamente dalla molla del deragliatore posteriore, che tirando all’indietro la gabbia tende la catena, ma più di tanto non può fare. Di conseguenza la catena risulta maggiormente lasca e soggetta a molte oscillazioni laterali.

Risulta quindi intuibile che, specialmente se non è presente alcun dispositivo che guidi la catena al di sotto della guarnitura (comunemente detto tendicatena), pedalando all’indietro la catena possa deragliare dalla corona su cui era posizionata, scendendo su quella più piccola o peggio cadendo sul telaio.

Quando mai si pedala indietro, vi chiederete? Beh, in realtà è un movimento molto comunque durante le discese… Pensiamo ad esempio a quando si entra in curva. Spesso, per posizionare la pedivella esterna in basso (posizione ottimale di piega), non si riesce a dare il colpo di pedale in avanti (magari perché c’è un rapporto troppo duro, non c’è abbastanza tempo prima della curva, la ruota posteriore è bloccata, ecc) e si rimedia con un colpo di pedale all’indietro. Solo sforzandosi si riesce a ovviare in parte a questo problema, ma capita sempre l’imprevisto.

E’ proprio quando si pedala all’indietro che la catena, non guidata da alcun dispositivo, oscillando a destra e a sinistra per le vibrazioni, può cadere dalla corona.

Naturalmente per ovviare a questo inconveniente, le soluzioni sono due:

Aumentare la tensione della catena, riducendone quindi le oscillazioni laterali.
Utilizzare un sistema che guidi la catena quando rientra sulla guarnitura.

Le soluzioni che analizzeremo in seguito seguono una od entrambe queste due strade.
Partiremo dalle soluzioni meno invasive, più semplici e meno costose da mettere in pratica, per poi passare gradualmente a quelle più drastiche ma efficaci. Consiglio quindi, nel tentativo di risolvere il problema di caduta della catena, di seguire l’ordine con cui vengono presentate le varie soluzioni. E’ facile che soluzioni semplici possano risultare sufficientemente efficaci.

La lunghezza della catena

La prima cosa che dobbiamo controllare è la lunghezza della catena. Inutile dire che se la catena è troppo lunga, il deragliatore non riuscirà a tenderla a sufficienza e questa sarà soggetta a forti oscillazioni laterali, con il conseguente rischio di caduta.

Al contrario una catena troppo corta può causare gravi danni al deragliatore che, specialmente sugli incroci più estremi, potrebbe torcersi o strapparsi.

E’ quindi importante impostare correttamente questo parametro.

La lunghezza catena si determina nel seguente modo:

Analizziamo qui solo il caso di corona tripla, analizzando in seguito la configurazione di doppia.
Si posiziona la catena sul pignone più grande e sulla corona più grande. Si tende la catena con le mani, in modo da avvicinare il più possibile le due estremità. Alla misura ottenuta si aggiungono ancora 2 maglie ed ecco la corretta lunghezza della catena.

Passaggio alla doppia

Se anche con la corretta lunghezza della catena non avete risolto il problema, allora forse è meglio pensare di passare ad una guarnitura doppia, anche solo rimuovendo il 44 e sostituendolo con un bash.


Guarnitura tripla trasformata in doppia

Nelle guarniture triple infatti il miglior pensionamento si ottiene con la corona più grossa, che tuttavia è difficilmente utilizzabile in discesa, a causa dell’elevato sviluppo metrico. Ci si ritrova quindi a scendere quasi sempre con la corona intermedia, su cui però la catena risulta essere lunga (il deragliatore non la tende a sufficienza), in quanto la lunghezza catena è calibrata per supportare la corona più grande.

Per passare ad una configurazione di corona doppia, ci sono due soluzioni:

Si può eliminare la corona più grossa, sostituendola con un bash ed eventualmente adattando la rapporta tura alle proprie esigenze
Passare ad una guarnitura doppia nativa in cui la corona grande abbia un numero di denti tale per cui rimanga utilizzabile anche in discesa (un 36 o un 39 ad esempio).

Passando ad una configurazione di corona doppia si riesce infatti ad accorciare la catena, facendo in modo che la massima tensione si ottenga sulla corona che si utilizza in discesa e non su una corona da 44 che si usa solo nei trasferimenti in piano…

Non da trascurare è poi il fatto che con una guarnitura doppia, spesso è possibile montare un deragliatore a gabbia media, soluzione che migliora la tensione della catena.

La lunghezza della catena ottimale, nel caso di guarnitura doppia, si ottiene nel seguente modo:

Si monta la catena facendola passare nel deragliatore. Si posiziona la catena sul pignone più piccolo e sulla corona più grande. La lunghezza corretta della catena si ottiene quando le due pulegge del deragliatore posteriore risultano allineate su di un asse ortogonale rispetto al terreno. Non potendo ovviamente ottenere sempre il perfetto allineamento, in caso di incertezza è sempre preferibile posizionare la puleggia inferiore leggermente in avanti, ovvero verso la guarnitura.

Un altro sistema, più empirico, ma di comprovata efficacia, prevede di posizionare la catena, (sempre dopo averla fatta passare nel deragliatore) sull’incrocio più estremo, ovvero corona grande-pignone grande. A questo punto si aggiusta la lunghezza della catena in modo che il deragliatore sia il più teso possibile, ma non si strappi.
In caso di bici full occorre anche controllare cosa succede al deragliatore comprimendo la sospensione posteriore. La distanza pignoni-corone potrebbe infatti aumentare per la cinematica del carro, provocando un aumento di tensione che il deragliatore potrebbe non supportare. Questo è spesso una delle cause principali della rottura di cambi e forcellini.

Il tendicatena

Quando anche con il passaggio alla doppia non si è risolto il problema, l’unica soluzione è montare un tendicatena.

Il tendicatena, da non confondere con i sistemi di guida catena o antideragliamento per corone singole, è una puleggia che, posizionata sulla parte inferiore della guarnitura dove esce la catena, ha il compito di guidare la catena quando si pedala all’indietro, impedendo che possa svincolarsi dalla corona.

Tendicatena per doppia
Le funzione del tendicatena sono molteplici:

Da un lato evita che pedalando all’indietro la catena possa cadere. La puleggia infatti svolge una funzione di guida, alla pari del deragliatore anteriore. Quando si pedala all’indietro la puleggia “raddrizza” la catena in entrata, facendo si che ingaggi correttamente la corona senza deragliare.
Riduce le oscillazioni della catena: il guida catena costituisce un ulteriore vincolo alla catena che quindi si trova meno libera di oscillare lateralmente e risulta più stabile e più silenziosa.
Aumenta la tensione del deragliatore posteriore: la puleggia infatti, a bici scarica, vincola la catena a percorrere un giro più lungo. Quando la sospensione si comprime il percorso della catena si accorcia, ma intervengono fenomeni quali il tiro catena che aumentano la distanza dei pignoni dalla guarnitura. Le due cose si bilanciano, con la conseguenza che la tensione che il deragliatore deve esercitare è sempre costante, anche a sospensione scarica, facendo si che la catena sia sempre correttamente tensionata.

Gli svantaggi del tendicatena riguardano essenzialmente il peso, essendo di fatto l’attrito del dispositivo trascurabile, specialmente se la puleggia ruota su cuscinetti.

Chiaramente per funzionare al meglio, il tendicatena dev’essere montato correttamente. Ci eravamo già occupati del montaggio del tendicatena. Senza ripetere nuovamente tutto, in linea di massima potremmo riassumere che il montaggio ottimale si ottiene nel seguente modo:

La puleggia dev’essere posizionata il più vicino possibile alla corona (esiste un apposito binario sul tendicatena che permette di avvicinare o allontanare la puleggia a seconda del numero di denti della corona)
La puleggia dev’essere posizionata il più in alto possibile, evitando comunque che la catena strisci sul telaio.

Rispettando questi due parametri si ottiene la configurazione ottimale.

TENDICATENA DA TRIPLA

Sul mercato cominciano anche a vedersi dei sistemi tendicatena per guarnitura tripla. Sebbene la loro efficacia non sia la stessa dei sistemi monocorona o per doppia, a causa dalla minore tensione della catena, possono essere comunque delle ottime soluzioni per tutti quelli che non vogliono rinunciare alla tripla.


E*thirteen Heim 3RS: uno dei pochi tendicatena da tripla

Monocorona

Se anche con il tendicatena non avete risolto, beh allora l’unica è passare al monocorona, da abbinare ovviamente ad un valido sistema anti deragliamento.

Il monocorona con apposito guida catena è infatti la soluzione più sicura, ma ha purtroppo un grosso svantaggio: si perdono numerosi rapporti rispetto ad una configurazione di guarnitura doppia.


Configurazione di moncorona con sistema anti deragliamento. Si noti come il guida ed il tendi catena impediscano completamente la fuoriuscita della catena, sia che si pedali in avanti, che all’indietro.

Per questo motivo il monocorona è diffuso prevalentemente per uso gravity, a parte qualche raro utilizzo in ambito enduro race. La gamma di rapporti necessari per la discesa ed eventuali brevi salite è unfatti copribile da una corona singola (generalmente di dentatura compresa tra i 32 ed i 40 denti), magari in abbinamento con pacco pignoni 11-36.
Questa soluzione però poco si addice a chi pedala, in quanto non riuscirebbe a coprire tutta la gamma dei rapporti necessari per la salita e per la discesa. Montando infatti una corona piccola si ottengono rapporti sufficientemente agili per la salita, ma ci si troverebbe rapporti troppo corti per la discesa. Viceversa montando una corona più grossa, ci si ritroverebbe con rapporti adatti alla discesa, ma troppo duri per la salita.

A parte questo, la soluzione monocorona è comunque molto apprezzata e molto diffusa. Per convertire il telaio a monocorona è necessario innanzitutto rimuovere il deragliatore anteriore, il relativo manettino, il cavo e la guaina. A questo punto si trasforma la guarnitura in monocorona, rimuovendo la corona piccola oppure utilizzando una guarnitura monocorona nativa. Attenzione però che, non essendo la corona protetta dal bash, può essere opportuno montare un “taco” (paracorona inferiore) oppure utilizzare delle corone specifiche più spesse, più difficili da piegare.

Convertita la guarnitura in singola, si deve montare il dispositivo anti deragliamento, comunemente detto guida catena:

Il dispositivo anti deragliamento è composto da due parti. Superiormente è presente il guida catena vero e proprio, una specie di gabbia con il compito di guidare la catena in entrata sulla guarnitura, svolgendo di fatto la funzione del deragliatore. Inferiormente è presente la puleggia tendicatena ed eventualmente un dispositivo di plastica per la protezione della corona, detto “taco”, qui non rappresentato.

L’Hammerschmidt

Una soluzione per chi vuole i vantaggi del monocorona, ma non vuole rinunciare alla gamma di rapporti di una guarnitura doppia, è l’Hammerschmidt di Truvativ.

L’Hammershmidt è una guarnitura monocorona da 22 o 24 denti, con un sistema di ingranaggi interno che permette di moltiplicare il rapporto di 1,6 ottenendo quindi un 36 o un 38.

Esternamente si presenta come un monocorona da 22 denti. Il sistema è protetto da 2 bash, che tra l’altro svolgono la funzione di guidare la catena ed evitare che deragli. Nella parte superiore troviamo un guida catena che avvolge completamente la catena, evitando che possa saltare fuori anche nelle condizioni più estreme.

Per come è realizzato il sistema, con doppio bash, il guida catena inferiore è superfluo, tanto che non è neppure prevista la possibilità di installarlo.

Posteriormente, come per tutti i moncorona, è possibile montare un cambio a gabbia corta. La lunghezza catena è sempre ottimale su tutti i rapporti, essendoci una sola corona: e quindi possibile utilizzare tutti i rapporti in ogni condizione.

Nonostante lo svantaggio del peso (superiore rispetto a soluzioni tradizionali) il sistema Hammerschmidt è ad oggi la soluzione migliore contro la caduta della catena per chi non vuole rinunciare alla guarnitura doppia.

Mettendo in pratica queste soluzione, il problema della caduta della catena dovrebbe essere completamente risolto. Chiaramente non c’è una soluzione universale adatta a tutti i tipi di utilizzo, per cui ognuno di noi deve scegliere, in base al proprio uso ed al proprio modo di andare in bici, la soluzione che meglio si adatta alle proprie esigenze. Ci saranno alcuni di noi per cui una catena della lunghezza corretta è sufficiente a risolvere il problema ed altri per cui l’unica soluzione è il monocorona.

In quest’articolo non abbiamo ovviamente trattato tutte le soluzioni possibili, ma ci siamo limitati a quelle da noi ritenute più efficaci. Se conoscete qualche altro sistema con cui vi siete trovati bene, non esitate a scrivere le vostre impressioni! Ogni integrazione o spunto di riflessione è come sempre benvenuto!