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[Test] Commencal Meta Hip Hop 2

[Test] Commencal Meta Hip Hop 2

14/01/2014
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14/01/2014

 

Vi siete mai chiesti come potrebbe andare una bici con le geometrie tipiche di un modello da enduro ma con l’escursione di una trail bike? Noi sì, motivo per cui non ci abbiamo pensato due volte a chiedere in test la Meta Hip Hop di Commencal quando l’abbiamo vista comparire nella linea 2014 della casa di Andorra.

E chissà che una bici di questo tipo non possa aggiungere ulteriori elementi di discussione in questo recente articolo di Daniel Naftali…

La Hip Hop 2 inviataci è quella con l’allestimento di livello inferiore fra i due disponibili, speriamo quindi di soddisfare anche chi lamenta un’eccessiva presenza di modelli top di gamma nella sezione test (approfittiamo però per ribadire che quasi mai siamo noi a scegliere gli allestimenti).

 

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Analisi statica

Cominciamo dando un’occhiata a quanto anticipato nell’introduzione, vale a dire ai valori di travel ed a quelli geometrici (taglia L): 140 mm di escursione anteriore, 120 mm al posteriore, seat tube da 470 mm/73°, 615 mm di top tube, interasse di 1176 mm, 430 mm di chainstay ed angolo sterzo di 66°. Se a tutto ciò aggiungiamo che standover e movimento centrale sono piuttosto bassi, due considerazioni vengono immediate: la prima è che, eccezion fatta per la quota di chainstay abbastanza contenuta, geometricamente la Hip Hop è la classica bici da enduro; la seconda che è una bici “bassa e lunga”.

Per apprezzare la linea filante della Hip Hop non servono in realtà troppi numeri, trattandosi di una caratteristica che colpisce anche visivamente. Ciò che però colpisce la vista ancor più intensamente è il colore, un verde fluo che di certo non passa inosservato.

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Il telaio della Hip Hop, realizzato in lega di alluminio 6066 a triplo spessore, rivela in modo evidente una strettissima parentela con quello della Meta AM testata circa un anno fa. Oltre a ricalcarne le linee generali ed adottare il medesimo schema di sospensione denominato Contact System EVO (sostanzialmente un monocross di tipo float, dove l’ammo viene compresso da entrambi i lati), anche in questo caso ci troviamo infatti di fronte ad un telaio generosamente dimensionato, che non fa troppa economia di materiale e molto rigido. Il rovescio della medaglia è il peso elevato, dichiarato in ben 3.47 Kg senza ammortizzatore (non viene specificata la taglia).

 

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La scelta di posizionare l’ammortizzatore Fox Float CTD a ridosso del movimento centrale è vincente in termini di abbassamento del baricentro, ma il punto è esposto agli schizzi di fango e sporcizia provenienti dalla ruota posteriore. Per ovviare all’inconveniente viene fornito un parafango in neoprene, che però non siamo riusciti a fissare in alcun modo dal lato inferiore, dato che uno degli occhielli dell’ammo nel quale è previsto venga inserita la molletta di fissaggio è cieco.

 

Interessante è il posizionamento della biella di rinvio, al pari del resto generosamente dimensionata, la quale è inclinata ed infulcrata in modo da non determinare un angolo troppo chiuso fra i foderi inferiori e superiori del carro con conseguenti problemi di rigidità.

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toniolo-commencal_011Altre caratteristiche del telaio sono lo sterzo conico, l’attacco ISCG 05, l’attacco diretto di tipo post mount per dischi da 180 mm, il perno passante 142X12 mm con chiusura quick release ed il passaggio cavi interno (addirittura doppio per quanto riguarda il cavo del telescopico, per stealth e tradizionale!). Sui foderi del carro lato catena troviamo delle protezioni plastiche integrate, mentre il lato inferiore dell’obliquo ed il lato esterno dei foderi della forcella sono protetti da una spessa pellicola gommosa trasparente.

 

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Passando al montaggio – che trovate nel dettaglio a fine articolo – cominciamo con una considerazione riguardante il reggisella: mentre la bici inviataci era dotata di un telescopico KS Lev da 125 mm di corsa, l’allestimento standard prevede un normale reggisella in alluminio a testa dritta da 350 mm. Al di là dell’evidente handicap in termini di comodità e funzionalità rispetto al telescopico, vale la pena segnalare che un reggi da 350 mm abbinato al corto tubo sella potrebbe creare qualche problema di eccessivo fuorisella alle persone con il cavallo alto.

 

Non solo le geometrie, ma anche le scelte a livello di componentistica toniolo-commencal_009rivelano come la Hip Hop sia stata concepita con un occhio di riguardo alla discesa.

Ci riferiamo in particolare alla piega da 780 mm di larghezza abbinata allo stem da 50 mm, entrambi marchiati Alpha ed entrambi una piacevole sorpresa per ergonomicità e fattura; al funzionale guidacatena MRP 2X; all’ottima Maxxis High Roller II da 2.4″ montata anteriormente ed alle solide ruote (hanno tenuto molto bene la centratura nonostante le abbiamo strapazzate per bene).

 

toniolo-commencal_016La trasmissione è affidata a SRAM con una guarnitura S1000 24/38T ed il gruppo X5, mentre i freni sono i Formula C1 con rotori da 180 mm.

Veniamo ora agli unici due componenti a nostro giudizio non all’altezza della situazione: il primo è la copertura posteriore, ottima per quanto riguarda la combinazione scorrevolezza/tenuta ma dalla struttura troppo fragile per l’uso che questa bici consente. In termini pratici ciò significa dover tenere pressioni alte a discapito di tenuta e comfort. Trattandosi di un “componente di consumo” è tuttavia una pecca marginale.

toniolo-commencal_013Meno trascurabile è invece la scelta di montare la Fox Float CTD con steli da 32 mm, forcella che svolge  bene il suo lavoro ma che, su una bici con questo montaggio, geometrie e struttura, rischia di essere il classico anello debole della catena. Sulla top di gamma Hip Hop 1 viene montata una Float34, scelta decisamente più azzeccata che varrebbe la pena adottare anche sulla versione 2 di questo test. Si parla di inezie, ma la 34 comporterebbe anche una leggera variazione delle geometrie, essendo da specifiche Fox 7 mm più alta della 32.

Apetto marginale dal punto di vista pratico, ma che per alcuni potrebbe avere la sua importanza, la 32 stona un po’ anche dal punto di vista estetico, dato che mal si abbina alla struttura massiccia del telaio.

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Il peso complessivo della bici con reggi telescopico è di 14.95 Kg a fronte dei 13.7 Kg dichiarati, risultato abbastanza mediocre per un mezzo che, almeno sulla carta, dovrebbe introdurre una nuova concezione di enduro che punta molto sul fronte della pedalabilità e della “giocosità”. D’altro canto, partendo da un telaio già pesante di suo, solamente un montaggio di alto livello avrebbe permesso un buon risultato su questo fronte.

Il settaggio delle sospensioni è semplice e veloce, non essendovi doppie camere da bilanciare o alte/basse compressioni da settare. Entrambe le unità sono in realtà dotate dei registri di compressione CTD a tre posizioni (Climb, Trail, Descend), ma si tratta di “macrosettaggi” da giocare in base alle situazioni, più che registri da regolare di fino. La misurazione del SAG della sospensione posteriore non è delle più agevoli per via della posizione incassata dell’ammo, così come poco agevole è intervenire sui registri una volta in sella. Presa l’abitudine, entrambe le operazioni sono tuttavia fattibili senza eccessivi contorsionismi.

 

Salita

Impostando il registro CTD di forcella ed ammortizzatore su “Climb”, la bici risponde quasi come una rigida, per quanto sono frenate le sospensioni. Grazie a questa caratteristica ed alla già citata rigidità del telaio, la dispersione di potenza indotta da eventuali oscillazioni delle sospensioni o flessioni laterali del carro è pressochè nulla. Posizione di guida favorevole e buona scorrevolezza della copertura posteriore sono gli altri due elementi che rendono la Hip Hop piuttosto redditizia in rapporto al peso, il quale comincia a farsi sentire in modo evidente solamente sulle forti pendenze.

Sui fondi accidentati diventa ovviamante improponibile procedere con le sospensioni sostanzialmente bloccate, ma anche la posizione Trail mantiene una frenatura piuttosto marcata. Al vantaggio di una dispersione di potenza che resta minima, si aggiunge quindi quello del mantenimento di un buon assetto, con la sospensione posteriore che non insacca nel superamento degli ostacoli e l’avantreno che resta ben caricato anche sul ripido non richiedendo eccessivi spostamenti in punta di sella.

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Le sezioni tecniche e tortuose vengono superate con un’agilità inaspettata per una bici che in fin dei conti ha le geometrie di una enduro. Efficacia della frenatura in compressione dell’ammo e ridotta escursione posteriore riducono il rischio di toccare il terreno con i pedali e limitano il pedal kickback, fenomeno da cui la Hip Hop non è esente. Non poter sfruttare appieno le doti di trazione della Maxxis Ardent a causa dell’elevata pressione di gonfiaggio è un peccato, e costituisce un ulteriore buon motivo per sostituirla con qualcosa di più robusto (approfittando magari per una bella conversione in tubeless contenendo così anche l’aggravio di peso).

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Al netto del peso elevato, la Hip Hop se la cava quindi molto bene in tutte le situazioni riscontrabili in salita, ma l’aspetto ponderale non è trascurabile e si manifesta in modo evidente quando la pendenza diventa sostenuta o le sezioni tecniche costringono ad una andatura con frequenti rilanci.

Chiudiamo il capitolo salita con una nota di merito all’insieme cambio/trasmissione, i quali hanno confermato una volta di più che non serve svenarsi con componentistica top-end per ottenere un funzionamento fluido e preciso.

Discesa

Se sulla carta da una bici di questo tipo ci si potrebbero attendere una spiccata propensione alla giocosità, nella pratica la posizione di guida ben caricata sull’anteriore e le geometrie lunghe e distese ne condizionano il comportamento. Per alzare la ruota anteriore serve infatti decisione, e paradossalmente la Hip Hop da il meglio di sè quando si sfrutta questa propensione a stare incollata al terreno. Condotta con una posizione di guida aggressiva e volta alla ricerca della velocità, la Hip Hop è stabile e precisa, un autentico rasoio sui tracciati filanti e veloci dove, aiutata anche dalla ridotta altezza del movimento centrale e dall’ottimaMaxxis High Roller II, sembra correre sui binari.

Per chi ne sentisse la necessità, scaricare un po’ di peso dall’anteriore non sarebbe un’operazione troppo complicata o costosa, dato che basterebbe sostituire stem e piega montati di serie (rispettivamente 0° e 0.75″ di rise) con componenti dal rise maggiore. Aggiungere spessori sotto lo stem non è invece possibile, essendo l’unico presente già posizionato al di sotto di esso.

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Che la Hip Hop sia più propensa a correre che a “giocare” emerge anche nelle sezioni lente e tortuose, dove richiede una iniziale fase di assuefazione prima di lasciarsi giostrare con facilità. Basta comunque prenderci le misure (anche alla piega da ben 780 mm) per trarsi d’impaccio senza troppi problemi. Diciamo che potrebbe trovarsi in difficoltà solamente chi ha una guida troppo passiva, magari attendendosi il comportamento di una trailbike.

Ad inizio test abbiamo scritto che, su una bici con queste caratteristiche, la Fox32 rischia di essere l’anello debole. La considerazione rimane valida, soprattutto sul ripido sconnesso dove un po’ più di rigidità e sostegno non guasterebbero, ma dobbiamo anche riconoscere che le prestazioni si sono rivelate molto meno penalizzanti di quel che temevamo.

Altra sorpresa in positivo è venuta dai freni Formula C1, sempre all’altezza della situazione sia per potenza che per resistenza a fatica nonostante appartengano alla fascia bassa nella gamma della casa toscana. Per completezza di informazione dobbiamo tuttavia dire che, a fine test, la corsa della leva del freno posteriore era diventata un po’ irregolare. Probabilmente uno spurgo ne avrebbe ripristinato il perfetto funzionamento.

Nel test della Meta AM avevamo evidenziato una non eccelsa sensibilità della sospensione posteriore, imputandola però al tuning dell’ammortizzatore più che ad una caratteristica intrinseca dello schema. Provando la Hip Hop abbiamo avuto conferma dei nostri sospetti, dato che la minore frenatura in compressione dell’ammortizzatore ha reso il carro nettamente più sensibile (quando parliamo di tuning dell’ammortizzatore ci riferiamo ovviamente alla posizione Descend, di norma utilizzata in discesa). Per contro si paga qualcosa dal punto di vista del bobbing, presente ad ammo aperto ma, anche grazie alla limitata escursione posteriore che impedisce alla bici di “insaccare”, non al punto da infastidire nelle fasi di rilancio.

Commencal indica come ottimale un valore di SAG del 25%, prevedendo tuttavia la possibilità di muoversi entro un range che va dal 10% al 30% a seconda che si voglia privilegiare reattività o assorbimento. Abbiamo trovato queste indicazioni valide finchè non ci si spinge oltre i piccoli drop o salti che di norma si possono trovare lungo i sentieri naturali, mentre su drop più consistenti o salti “critici” per landing o esecuzione il finecorsa arriva facilmente anche con il SAG al 10%. Se da un lato questa linearità della sospensione permette di utilizzare al meglio la poca escursione disponibile, e sullo sconnesso la Hip Hop è molto meno nervosa di quanto sarebbe lecito attendersi, dall’altra tende ad assorbire anche gli input che vengono dal pilota. Un comportamento più progressivo gioverebbe quindi anche in termini di reattività rendendo la bici più “giocosa”, oltre che ampliarne il range di utilizzo verso ambiti più “aerei”.

Le discese in stile “vert” non intimoriscono la Hip Hop, che anche in questo ambito ha poco da invidiare alle migliori enduro. D’altro canto gli ingredienti necessari per eccellere ci sono tutti: standover basso e seat tube corto per un’ottima mobilità, angolo sterzo relativamente aperto per un elevato limite di ribaltamento e perciò sicurezza sulle forti pendenze gradonate. Come già rilevato in ambiti meno estremi, un po’ più di rigidità e sostegno da parte della forcella sarebbero la ciliegina sulla torta, ma nuovamente dobbiamo ammettere che ci saremmo attesi un handicap ben maggiore a causa di essa. Mentre la cosa sarebbe poco proponibile in altre situazioni, sui tracciati iper-tecnici e lenti ci si può inoltre giocare la carta “trail” (la posizione intermedia del registro di compressione), ottenendo un avantreno molto preciso e poco incline all’affondamento.

Conclusioni

A nostro giudizio Commencal propone con la Hip Hop un concetto di bici vincente, che però necessita di un montaggio leggero per essere sfruttata al pieno delle sue potenzialità. Con un peso inferiore ed una maggior propensione della sospensione posteriore ad assorbire grossi impatti, nelle mani di biker dal buon bagaglio tecnico la Hip Hop 2 sarebbe di una polivalenza difficilmente eguagliabile.

 

Problemi riscontrati nel corso del test

_Allentamento snodo principale del carro lato destro

_Allentamento mozzo posteriore

_Allentamento dei bulloni di fissaggio del tendicatena all’attacco ISCG

 

 Montaggio

montaggio_hiphop

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Pesi e geometrie rilevati (tg. L)

Interasse: 1177 mm

Angolo sterzo: 66°

Corsa anteriore: 143 mm

Corsa posteriore (valore dichiarato): 120 mm

Interasse/corsa ammortizzatore: 190 x 51 mm

Altezza movimento centrale: 328 mm

Peso senza pedali: 14.950 kg

Peso telaio senza ammortizzatore (dato dichiarato): 3.47 Kg

Peso ruota ant completa*: 2160  g

Peso ruota post completa*: 2490 g

* = ruota in ordine di marcia, quindi incluse coperture, dischi e pacco pignoni. Sono esclusi i perni di fissaggio.

 

Prezzi

Bici completa: 3225 €

Telaio completo di ammortizzatore: 2015 €

commencal-store.it

 

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monorotula
monorotula

“Con un peso inferiore ed una maggior propensione della sospensione posteriore ad assorbire grossi impatti, nelle mani di biker dal buon bagaglio tecnico la Hip Hop 2 sarebbe di una polivalenza difficilmente eguagliabile”

Con un telaio da 3,5kg non è facile alleggerire, considerato che la bici meriterebbe una forcella da 34 o 35. A metter mano a ruote e componentistica ne verebbero fuori costi tali da indurre, a mio parere, il biker dal buon bagaglio tecnico a scegliere altro.

Maurizio Deflorian
Maurizio Deflorian

azz…15 kg senza pedali per una 140 e 3225€ con quel montaggio? mi sembra un pò fuori da certi parametri attuali, perlomeno dai miei!

Tomislav
Tomislav

Da possessore di Commencal, ripeto per l’ennesima volta quanto questo marchio sia ‘strano’…
15kg di bici, piega da 780mm, 66 di sterzo, stem da 50mm e……

………Fox32!!! Mah….

Davide19
Davide19

non mi piace … o meglio non mi convince l’idea di spender così tanto per una bici che si è polivalente ma che comunque non mette nulla di nuovo in campo ,qui sul forum c’è gente che ha bici con gli stessi montaggi fatti in casa quindi … non mi attrae per nulla … è ottima l’idea di una bici completa ma parer mio a quel prezzo doveva montare una talas regolabile o comunque una forca da 34 e un gruppo cambio migliore , spendendo meno altre case offrono gruppi xt/slx

giundino1984
giundino1984

sul sito commencal il telaio è dichiarato a 3.97 kg…

è molto bella l’idea della bike e alla fine non ne è uscita neanche male dal test…difficile renderla leggera…partendo da oltre 2000€ per il telaio ne servono altri 3000 per arrivare sui 13kg abbondanti…a quel punto meglio altro…sarebbe bello magari un paragone con la nukeproof mega tr che potrebbe essere una rivale di categoria

Barista
Barista

Linea e colore stupendi
Forca da AM
Esc. Post. da trail
Geometrie da Enduro
Peso da Freeride
Prezzo ……
Si è la bici totale!
Ma non ci aveva pensato già Gt con la Distorsion?????
Comprerei molto più volentieri una Meta AM

cit
cit

Peccato che la distortion da noi non ci sia!

The_Farmer
The_Farmer

Pero’.
Tre cose allentate in una bici data in prova a una rivista.
Che cura nel montaggio. 🙁

p.s. il colore e’ imbarazzante…

baffosardi
baffosardi

Secondo me la bici che esprime questo concetto al meglio è la Devinci Troy.
Questa Commencal è improponibile come peso del telaio ( ed io mi lamentavo dei 3,5 kg CON ammortizzatore della mia Transition Covert) oltre che per il prezzo in rapporto ai componenti veramente base..anche il prezzo del telaio è eccessivo..con 2000 euro in alu c’è di meglio secondo me..

Adri26
Adri26

Ma, secondo me il messaggio di commencal è: Guarda che con le giuste geometrie ti diverti anche con 140 di escursione, non necessariamente con 160 0 180, visto che poi, in quanti li sfruttano? Se risolvessero il problema del peso si rivelerebbe una superpolivalente!!!

Saleen95
Saleen95

io di Commencal ne ho avute 4 (una ce l’ho ancora), sono stato fedele al marchio per diversi anni e ne ho seguito l’evoluzione.

fino a 2 anni fa proponevano bici che come allestimento, pesi e prezzi erano in buona concorrenza con altri marchi, e i colori e le grafiche a mio gusto insuperabili me le facevano preferire a tutte le altre.

poi qualcosa è cambiato, hanno alzato molto i prezzi e azzerato il margine ai distributori (vendendo direttamente sullo Store del loro sito il negoziante non può che farti lo stesso prezzo e non ci guadagna un euro), oltre al fatto che non si sono saputi evolvere lavorando sul contenimento dei pesi o proponendo modelli in carbonio.
morale: ho da poco abbandonato questa marca per la mia bici da enduro, e come me penso faranno in tanti, quantomeno chi come me la bici la pedala e non fa solo discesa.
mi spiace ma la concorrenza è passata di livello, non possono pretendere che uno compri bici pesanti, montate discretamente e decisamente fuori-prezzo solo perchè hanno linee e verniciature stupende…

Antonino Cappella
Antonino Cappella

I prezzi erano già altissimi prima del cambio di modello di business, solo che senza la vendita diretta i negozianti avevano scontistiche molto più elevate. Ora hanno scelto di tagliar più o meno fuori i rivenditori, ma i prezzi sono ancora altini (anche se si risparmia abbastanza, oltre 30% di sconto, comprando a settembre/ottobre le bici dell’anno passato).

A parte questo dire che la concorrenza è passata di livello e loro no basandosi solo su questo modello mi sembra eccessivo. A me pare un esperimento, migliorabile ma non per questo meritevole, su un segmento nuovo di geometrie ed escursioni. Stessa cosa che hanno fatto sulle hardtail con la Supernormal (secondo me la bici che tutti dovrebbero prendere a modello per i telai entry-level del futuro) e la Ramones/Meta HT. Anche i modelli da città, Uptown e Acid, hanno quell’azzardo in più, nei colori, nelle dotazioni, nelle geometrie.

Sul carbonio se non sbaglio aveva detto qualcosa in un intervista il fondatore, tipo che dopo aver visto le condizioni in cui lavorano le fibre in Cina ha preferito non entrare nel segmento.

Antonino Cappella
Antonino Cappella

*non meritevole

Mauro Franzi
Mauro Franzi

Il lato commerciale non lo conosco e perciò non metto becco, ma per quanto riguarda il resto concordo con te.
Chiaro che dal punto di vista realizzativo si poteva fare meglio, ma a me pare che con questo esperimento C’cal sia tutt’altro che “rimasta al palo”. Si tratta al contrario di un concetto abbastanza innovativo, anche se probabilmente non sarà mai una tipologia di bici che spopolerà (un po’ come le front da enduro piuttosto che le fixed, anche se in questo caso il concetto è meno “estremo”).

Odin13
Odin13

Perchè dici che probabilmente non sarà mai una categoria?
Io penso che la Spectral (che ho visto assomigliare molto geometricamente tra l’altro), la Nukeproof TR piutosto che la Transition Bandit passando dalla Rose Granite, alla fine si assomiglino molto.
Ma sopratutto vadano verso questo concetto di bike.

O No?

Mauro Franzi
Mauro Franzi

Non ho detto che non sarà mai una categoria, ma che si tratta di una tipologia di bici che probabilmente non farà mai grandi numeri (ed alcuni dei commenti al test rafforzano questa mia convinzione).
Le tre bici da te menzionate non le inquadrerei nella stessa categoria della Hip Hop, dato che nessuna delle tre ha geometrie tanto distese a fronte di un’escursione posteriore così contenuta. Quella che più gli si avvicina è la Nukeproof, ma anche in quel caso hai comunque lo sterzo di un grado più verticale ed un’escursione posteriore leggermente maggiore (anche davanti regge forche fino a 160 mm).

Saleen95
Saleen95

si sulla parte dei costi concordo perfettamente.

riguardo alla concorrenza che è passata avanti, io non mi riferivo alla Meta Hip-Hop in test, ma all’intera gamma, che conosco abbastanza bene.
sono sicuramente bici “con quel guizzo in più” per quanto riguarda le geometrie, le linee e i colori (Commencal dopotutto è sempre dichiaratamente orientata al divertimento e non all’agonismo), ma ribadisco che per pesi e montaggi il rapporto qualità/prezzo oggigiorno non è più al passo con molti altri produttori.

Kinxif
Kinxif

Peccato per l’eccessiva propensione all’anteriore.
Trovo che questo tipo di bici sia una grande idea. Ne citerei un altro paio, la GT DISTORSION e per molti versi il PLAYER di MDE.
115/120 dietro e 140/160 davanti sono una combinazione splendida per l’utenza un pelo smaliziata e fisicamente a posto. E forse anche per chi cerca “la bici unica”.
Quanti veramente usano i 160/180 scendendo e di questi quanti non cambierebbero idea se gli si ponesse questa domanda durante la salita?
Io ho un mezzo molto simile (120/160) e sui normali giri pedalati l’ho trovata un gran risparmio di fatica salendo e molto giocosa scendendo. L’ho anche portata per una settimana a Port de soleil. Beh, non ho il fisico per guidarla tutto il giorno ogni giorno (le divanose dh hanno in questo il principale fascino sui pantofolai panzoni come me) ma nelle giornate fatte, ogni salto con queste vale 10 di quelli fatti con la DH in termini di soddisfazione.
E’ un po’ il piacere di un’auto a trazione posteriore che non sia una ferrari, che ne so un BMW degli anni 90. Non puoi correre se non sai farlo e comunque ci sono condizioni in cui non puoi “aprire”. Ma ti si apre comunque QUEL sorriso sulle labbra.

Mauro Franzi
Mauro Franzi

@Moser: Esatto! Che poi dietro i mm di escursione sono 120, neppure 140!

Molte delle critiche che ho letto sino ad ora sono condivisibili ed in sostanza sono le stesse evidenziate nel test. Mi pare però che molti non abbiano capito lo “spirito” di questa bici: che a pari peso vi siano delle enduro con più escursione, o che a pari escursione vi siano trail bike di gran lunga più leggere è pacifico, ma la Hip Hop sfugge in un certo senso ad entrambe queste categorie. Al di là del peso, indiscutibilmente penalizzante, è comunque una bici che ho utilizzato molto volentieri e con la quale mi sono divertito molto.
@giundino1984: 3.97 Kg è il peso del telaio con ammo, quello riportato nel test è invece il peso del telaio “nudo” (comunque era specificato).

markxxx79
markxxx79

con un peso del genere , quell’allestimento …c’è molto di meglio in giro …non mi convince per niente ….mi prenderei piuttosto una giant trance sx 27.5 …con una forca da 34 160-140 , un allestimento superiore e un peso decisamente inferiore , con le stesse quote geometriche da trail bike , spinta verso l’enduro ….

Mauro Franzi
Mauro Franzi

Conosci il peso esatto della Giant? Sul sito non è riportato. Io ho il sospetto che non sia una piuma neppure lei, per quanto più leggera della Hip Hop.
Altro piccolo dettaglio: monta una trasmissione monocorona 1X10 con corona da 34T e ruote da 27.5″. Personalmente avrei qualche difficoltà nei giri con salite lunghe e ripide…

Gianluca.marras
Gianluca.marras

13.4 senza pedali trovato sul web in Francia

Gianluca.marras
Gianluca.marras

D’accordissimo con te!!

gaios73
gaios73

Il concetto è davvero bello è interessante, personalmente ho sempre pensato che mi sarebbe piaciuto avere una bici da enduro/AM come geometrie, ma senza tutti quei (inutili) millimetri in più di escursione – quindi, massimo 140 appunto.
Peccato che pagare passa 3000 sveglie per questo montaggio e un peso che è superiore di mezzo chilo alla concorrente in casa DECATHLON, tanto per dire un esempio eclatante… mette un po’ ansia 🙁 …

EmilianoNF
EmilianoNF

Scusate ma il modell base della cube stereo da 27 160 + 160, quella nera in carbonio, il ciclista che conosco la vende a 3090 euro
data a 13 kg senza pedali.
Ora va tutto bene e ben venga poter scegliere SEMPRE, ma se ho la fortuna di potermi ancora sudare questi soldi per una bici….
cerco di ottimizzare la spesa, compatibilmente con altri parametri, estetica, utilizzo…
Quindi che ognuno compri quel che vuole, percarità, ma se io pensassi di mettere una bici sul mercato, questa o non la metterei, o lo farei con le migliorie che il test evidenzia, sennò credo che a mio modesto parere ne venderanno ben poche.
Ed è un po’ la stessa cosa che ho pensato per la NProof -penultimotest- :costose e pesanti.
Poi magari sbaglio.
Ma diametro ruote a parte, che sicuramente prende parte al prezzo in quanto innovazione sui modelli aggiornati, la mia Mde del 2011 è molto più competitiva per prezzo e allestimento.
Ed quindi chiaro che facendo un paragone, tutta una serie di bici le scarto a priori, e forse non solo io a giudicare dai commenti….
Quindi che le costruiscono a fare?
Zero polemica solo una mia riflessione.

Kinxif
Kinxif

Sul lato prezzo in effetti mi sento di dar ragione a Emiliano. 3000€ per 15 kg di bici sono parecchi, anzi perdonate, 2000€ per il solo telaio sono tanti. Tanto per rimanere con la più volte citata MDE con gli stessi soldi puoi farti un telaio con misure personalizzate colore personalizzato e mezzo kg di peso in meno assicurato. E, possono piacere o meno, ma si tratta di un prodotto semiartigianale fatto in italia con relativi costi del lavoro. Possono piacere o meno, ma un telaio industriale che di innovativo (se proprio vogliamo passarla per innovazione) ha tutto sommato solo un minimo di geometria dovrebbe costare di meno. Siamo a livello di prezzi da Santa Cruz, che perlomeno ha la scusa di essere un prodotto extracomunitario. La GT Distorsion che mi sento di assimilare serenamente pesa buon mezzo chilo di meno e costa 250e in meno (prezzo cycles evans visto ora).
Sì sì, il prezzo va ben che ritoccato se si vuol venderla.

luca the man
luca the man

Sfrutto abusivamente il nik del collega, il mio non funziona!

Ma perchè sui siti commencal italia ed austria la forca è indicata da 34 ed invece CRC e usa indicano 32?

Mauro Franzi
Mauro Franzi

Se ti riferisci alla lista della componentistica con il dettaglio dei vari componenti credo si tratti di un errore, infatti il montaggio riportato alla fine della stessa pagina indica correttamente che la forcella è la 32.

Tira la careta
Tira la careta

Ciao,
si, in effetti la prima parte pare più una descrizione generale, Poi nelle specifiche risulta coerente con quella che ti han fornito.

Marco Toniolo
Marco Toniolo

OT: ma ti funziona l’account!

pablos
pablos

È una 27.5 con geometrie che grosso modo si avvicinano e 140 di corsa posteriore, ma la trance 1 che di listino fa 2700 la danno per 13.15Kg telescopico compreso, tutta fox e gruppo xt/lx….

Mauro Franzi
Mauro Franzi

Però si torna sempre lì, cioè a bici più “classiche” della Hip Hop. La Trance che hai segnalato non mi pare faccia eccezione: più travel posteriore, geometrie meno distese e montaggio tutto sommato un po’ meno votato alla discesa (tanto per dirne una: la Hip Hop ha una piega da 780 mm, la Trance da 725 mm).

Fabio Sana
Fabio Sana

Ho avuto commencal 5.5 e ora am, fantastiche entrambe, commencal è innovativa; mi piacerebbe provare l’hip hop, mi baso sulle sensazioni di Muldox che ha esperienza da vendere e credo che il concetto sia quello di una tipologia ibrida interessante, non esattamente per tutti però, devi guidarla, la tecnica viene fuori, dico bene Muldox?

Mauro Franzi
Mauro Franzi

Sì, dici bene ed è il motivo per cui a fine test specifico che le massime soddisfazioni le avrebbe chi possiede un buon bagaglio tecnico.
EDIT: comunque provala se puoi, e se ti è possibile portala su qualche tracciato filante ma guidato, poi dimmi come ti è sembrata.

pablos
pablos

Per Mauro Franzi
Premetto che il mio ideale di bici è proprio come questa hip hop, corsa sospensioni limitata, geometrie orientate alla discesa e telaio abbastanza robusto da sopportare gli strapazzi, quindi l’ idea mi piace, ma il peso di questo è quasi da dh!Il paragone con la trance l’ ho fatto per sottolineare la differenza di peso/componentistica/prezzo, oggettivamente è montata con componentistica un filo più costosa ad un prezzo nettamente più basso, per cui viene a mio avviso viene vanificata la bontà del progetto.Senz’ altro come dici tu è un altra bici.

Mauro Franzi
Mauro Franzi

Su questo non posso che darti ragione, il rapporto fra peso e prezzo non è certamente l’arma migliore della Hip Hop.

sunsetdream
sunsetdream

Resto perplesso e stupito..oltre 3000 euro per un cancellazzo di 15 kg borraccia compresa? Da qualche parte lessi una volta che una bici era al limite della pedalabilita’ ai 14 kg. Commencal fa belle bici, solide e con un non so che di ruspante che a me piace molto. Ma qui proprio non capisco il genere, o meglio il peso. Le bici (secondo me) devono essere pedalate e non caricate su un furgone puzzolente e poi buttate giù da un sentiero. Complimenti a chi ha il fisico da pedalarsi una bici del genere anziché caricarla sul furgone, io non ce l’ho. Faticosi saluti

Mauro Franzi
Mauro Franzi

Appurato che il peso elevato è il grosso limite di questa bici, definirla un cancellazzo impedalabile è del tutto fuori luogo.
Il più delle volte io l’ho pedalata, pur non essendo un campione xc. Tieni conto che non è solamente il peso ad influire sulla pedalabilità di una bici, per quanto sia un parametro molto importante. Un mucchio di gente si pedala bici con lo stesso peso della Hip Hop, molto spesso con geometrie ben più sfavorevoli.

sunsetdream
sunsetdream

Certamente, il peso e la geometria rendono fruibile una bici. Prediligo la leggerezza, e ho visto e vedo un sacco di ciclisti pedalare come dici tu bici con geometrie più complesse, però più che “pedalare” li ho visti arrancare goffamente (a causa del peso e geometrie). Commencal ha sicuramente le capacità di produrre qualcosa di più leggero ed efficacie, anche in rapporto al prezzo che in questo caso mi sembra veramente esorbitante. Goffi saluti (arrancanti purtroppo anche sulla mia front).

kji
kji

decisamente fuori prezzo di mercato…per me questa bici al netto dei componenti e del peso non vale manco 2000 euro…per il resto bello solo il colore…il resto è noia

Varne
Varne

È una bici per pochi. Condivido che commencal abbia listini troppo cari ( e visti gli sconti generosi di fine stagione non capisco perché svenarsi per bici che dopo 10 mesi le trovi al 40% in meno). Viceversa non credo che il peso eccessivo sia da imputare alla loro incapacità costruttiva. Commencal crea bici per chi le sa spremere a dovere e non vuole ritrovarsi con il telaio spezzato. Insomma non grissini da competizione ma bici che durano e permettono di girare “prepotenti”. Questo però male si abbina al mercato italiano, dove il 70% di quelli che spendono cifre importanti badano di più alla chiacchiera al bar su quanto è leggera e figa la loro bici che a far urlare le ruote sui trail.
Non credo che le bici del principato di Andorra siano le migliori, ma per chi cerca mezzi con quelle caratteristiche sono un’ottima scelta ( a fine stagione con lo sconto).

Mauro Franzi
Mauro Franzi

Condivido alcune tue considerazioni, però non è che tutti i telai che non pesano come quello della Hip Hop si spezzano al primi masso. In ogni caso l’elevato peso globale del mezzo è imputabile solo in parte al telaio, anche se partire con qualche etto di troppo non è certamente un vantaggio.

scylla
scylla

Boh, a me le commencal son sempre sembrate bici pesantissime, montate pure male (in rapporto al prezzo), io ho avuto una meta 5.55, si andava bene ma nulla che non ho trovato in altre (per me in salita faceva schifo).
Ho visto anche (come dicevano altri nei commenti precedenti) che poi a fine stagione le trovi a -40% – 50% dal listino (sull’online store grossi), questo mi suona tanto da azienda alla frutta.
In giro si trova tanto di meglio e a molto meno.

KATARRUSO
KATARRUSO

citaz:

“bici che durano e permettono di girare “prepotenti”. Questo però male si abbina al mercato italiano, dove il 70% di quelli che spendono cifre importanti badano di più alla chiacchiera al bar su quanto è leggera e figa la loro bici che a far urlare le ruote sui trail.”

yo!

ragione.

come concetto la hip hop era interessante, appena era uscita avevo letto e visto un po come era.
ma una bici da trail fatta per giocare dovrebbe costare 1.500 o 1.700.
Dicevano che volevano mantenere basso il prezzo con componenti “base”.
Ora non mi ricordo se commencal fa parte delle mille aziende vendute, rivendute ecc…
…. ma mi pare di si…. se non erro…

se è così , siamo di fronte all’ennesimo caso di “riorganizzazione aziendale”
tagliamo di qua, risparmiamo di qua, ma i soldi per forza devono rientrare di là…
capisc?

panzer division
panzer division

praticamente hanno quasi riproposto il concetto espresso sulla meta AM 29, portandolo sulle ruote più piccole.

megia62
megia62

io non scrivo mai ma questa volta voglio dire la mia :
Questo modello non lo provato ma ho una commencal meta 1 27.5 del 2014 presa a dicembre in sostituzione della mia fidata mondraker dune del 2012
Devo dire che ero molto scettico nel sostituirla appuno con una bici leggermente piu pesante di quella che avevo ma devo dire che sul campo e ben bilanciata e scorrevole nonostante pesi quel qualcosa in piu’; e’ molto rigida e da proprio l’idea di rubustezza……
Ottima in salita validissima e divertente in discesa….
Il sistema zero sulla dune era buono ma questo va molto bene ed e’molto comodo col sitema ctd della fox da bloccare in salita …..
Io la consiglierei specialmente a chi come me pesa 100 kg da proprio il senso di rubostezza non per niente danno 5 anni di garanzia sul telaio

sambofoto
sambofoto

C’cal io la apprezzo: è innovativa, fa bici divertenti da guidare ( adoro la supreme) e con colorazioni molto belle…
Avere messo su uno store diretto credo faccia parte del gioco a cui prima o poi si arriv x stare a galla: esempi di canyon, rose insegnano!
Mi piace l’analisi fatta da Muldox x la oggettività dei pro e dei contro.