Corone ovali: cosa cambia rispetto ad una corona tradizionale?

Corone ovali: cosa cambia rispetto ad una corona tradizionale?


Chi pedala da molti anni sicuramente ricorderà il boom delle corone ovali con le Shimano Biopace. Sembravano la rivoluzione mondiale, poi queste corone sono passate di moda per tornare di moda negli ultimi tempi.

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In realtà, mode a parte, le corone ovali sono sempre esistite sin da inizio novecento ed, anche nel periodo in cui sono finite nel dimenticatoio, esistevano comunque diversi produttori che continuavano a proporle.

Ora, nell’epoca delle tramissioni 1×11, questo tipo di corone sono tornate alla ribalta, sfruttando soprattutto il fenomeno monocorona che elimina ogni tipo di problema relativo alla cambiata. Quali sono però i vantaggi delle corone ovali? Sono veramente meglio di quelle rotonde?

Corone ovali: cosa sono

Sulle biciclette di ogni genere e tipo siamo abituati a vedere le corone rotonde. E’ una cosa piuttosto normale, d’altronde tutti gli ingranaggi di qualsiasi macchinario sono rotondi, in modo da trasferire il moto o la rotazione in maniera uniforme.

Le corone ovali stravolgono questo concetto.

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Con una forma ovale, questo tipo di corone nasce per differenziare la forza e la velocità trasmessa dalla corona alla catena in modo da meglio adattarla alla resa muscolare delle varie fasi della pedalata. In pratica in alcune zone della corona è come avere alcuni denti in meno, in altre come averne qualcuno in più. Vediamo nel dettaglio come funzionano.

La pedalata non è mai rotonda

A differenza di un motore elletrico ed analogamente ad un motore a scoppio, quando pedaliamo non applichiamo  una coppia costante alla nostra guarnitura.

Tralasciando questioni biomeccaniche legate all’angolo di lavoro dell’articolazione del ginocchio, anche se noi applicassimo una forza costante sui pedali dall’alto verso il basso, questa non si trasformerebbe in una coppia torcente omogenea durante il ciclo di rotazione della guarnitura.

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Nel disegno viene spiegato meglio il perchè di questo fenomeno. Se nella configurazione 2 (pedivella ad ore 3) la forza applicata (Fa) coincide con la forza effettiva (Fe) diverso è il comportamento ad altre angolazioni.

Quando noi applichiamo la forza Fa sul pedale, non tutta questa forza viene trasmessa alla pedivella. Solo la sua componente perpendicolare alla pedivella (Fe) viene effettivamente trasmessa alla corona, il resto viene dissipato. Il risultato è che la Fe, la forza effettivamente trasmessa alla guarnitura, varia da un minimo pari a zero (ore 12 e 6, configurazione 4) ad un massimo (ore 3, configurazione 2) secondo un andamento sinusoidale.

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La forza che viene trasmessa alla pedivella e da qui alla corona insomma non è costante sul ciclo di pedalata, ma segue un andamento sinusoidale con dei massimi e dei minimi piuttosto marcati. Si parla insomma di zone di picco (ore 3 e 9, pedivelle orizzontalo) in cui tutta la forza scaricata sui pedali (Fa) viene trasferita alla corona e di zone di punto morto in cui la forza trasferita alla corona è nulla.

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Ovviamente le cose nella realtà si complicano e questo andamento sinusoidale viene ridotto da fattori come i pedali a sgancio, la bravura del rider a mantenere una pedalata rotonda ed a “tirare” i pedali nel punto morto, ma quello che conta è che comunque la forza che va a scaricarsi sulla corona non è mai costante e segue un andamento ciclico sinusoidale, con dei massimi e dei minimi.

Perchè le corone ovali

Perchè quindi non andare a sfruttare questo andamento sinusoidale con un qualcosa che trasmetta più forza nella fase di picco e riduca lo sforzo nella fase del punto neutro? Ecco a cosa servono le corone ovali.

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Avevamo visto in un precedente articolo che la forza che viene trasmessa dalla guarnitura alla catena dipende dalle dimensioni della corona, ovvero dal suo diametro. Applicando un certo momento torcente al centro della pedivella, più è grosso il diametro della corona (braccio), maggiore è la forza trasmessa alla catena.

Nel caso di una corona ovale, a parità di momento torcente, la forza trasmessa alla catena non è costante ma varia ciclicamente a seconda che la corona si trovi orizzontale o verticale. Nel primo caso (corona con lato lungo orizzontale) il braccio b è più piccolo, quindi la forza trasmessa alla catena più bassa. Nel secondo caso (corona con lato lungo verticale) il braccio B è più grosso e quindi la forza trasmessa maggiore.

…e se facciamo combaciare la corona ovale in modo tale che trasmetta la massima forza nel punto di picco (pedivella ore 3 e 9) e che ammorbidisca la pedalata nella zona del punto morto (ore 6 e 12), non avremo una trasmissione della forza più costante? Ecco a cosa servono le corone ovali.

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In pratica insomma il segreto è di sincronizzare la sinusoide della forza trasmessa dalla corona ovale alla catena con la sinusoide della forza trasmessa dal pedale alla guarnitura in modo che siano sfasate di mezzo periodo e che quindi sommandosi si compensino, dando origine ad una retta.

Naturalmente non si raggiungerà mai una retta perfetta come quella del grafico, ma ad ogni modo si smorza in maniera piuttosto evidente l’andamento ondulatorio andando quindi ad avere una trasmissione della forza alla ruota più costante ed una pedalata più rotonda, meno impulsiva.

Oltre agli indubbi benefici in termini di trazione (una pedalata impulsiva rischia di far pattinare la ruota con più facilità) si ha un miglior sfruttamento della forza muscolare con una pedalata più rotonda.

Corone ovali e funzionamento della trasmissione

Tralasciando il discorso biomeccanico, ci viene spontaneo chiederci: come funziona la trasmissione con una corona ovale? Si ha perdita di efficienza nella cambiata posteriore? Possiamo mettere un tendicatena o un cambio? Ci possono essere problemi con la frizione dei moderni deragliatori posteriori dovuti al continuo allungarsi ed accorciarsi della catena?

Partiamo dalla ritenzione della catena: il principale limite di una corona ovale è la non possibilità di utilizzare un guidacatena a gabbia o un deragliatore anteriore. E’ quindi fondamentale utilizzare una configurazione monocorona con una corona a denti sincronizzati. Il continuo variare di diametro della corona rende infatti inefficienti i normali guidacatena a gabbia così come rende difficoltosa la cambiata di un deragliatore a causa della catena che cambia continuamente posizione.

Per quanto riguarda il deragliatore posteriore invece non ci sono problemi. Poichè la catena ingaggia sempre la stessa porzione di corona, non si ha alcun accorciamento del suo percorso ed il deragliatore posteriore non ne risente. Nonostante quanto si è portati a pensare infatti, il deragliatore non viene tirato ciclicamente avanti ed indietro, ma mantiene sempre la sua posizione naturale. Per questo motivo la frizione non risente assolutamente della presenza della corona ovale così come l’efficienza della cambiata.

Il video qui sopra scioglie ogni dubbio.

Insomma, che possano piacere o meno, le corone ovali sono comunque un componente interessante. Se forse non sono miracolose come qualcuno è portato a credere (se non sei allenato non basta la corona ovale per farti diventare un campione), dall’altro la possibilità di avere una pedalata più costante e di sfruttare al meglio la fase di picco alleggerendola spinta nel punto morto può essere un indubbio vantaggio durante la pedalata.

Corone ovali Absolute Black

  1. mi viene da pensare che e’ particolarmente indicata per chi usa i flat o sbaglio?
    l’unico inconveniente e’ che in discesa, con le pedivelle orizzontali si ha la corona esposta ai colpi, quindi e’ indispensabile un taco o un basch.

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  2. Cmq sarebbe interessante approfondire come reagiscano i muscoli, cioè il cinematismo pedivella ginocchio, con questa soluzione. Se non ricordo male le corone Biopace furono abbandonate perchè sembrava che alla fine il muscolo lavorasse meglio “on-off” che con uno sforzo “continuo”, anche perchè, l’obbiettivo di queste corone era quello di usare qualche dente in più dove la forza era maggiore a parità di sforzo nei punti morti e quindi di caricare la muscolatura con uno sforzo più costante nell’arco della rotazione.

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  3. Se qualcuno ha esperienza nel utilizzo della corone ovali vorrei capire se rendono più flessibili le trasmissioni 1×11. Mi spiego meglio. Estremizzando mi piacerebbe capire se una corona da 34 ovale in pianura si comporta come una corona normale da 34 in pianura e come una corona normale da 30 in salita.

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  4. ma per chi come me usa i flat e comunque non è capace a tirare pedalando, la corona ovale ha lo stesso un senso??? inoltre funziona allo stesso modo anche su corone piccole. tipo 28 o 30 ??
    sarei curioso di provarla, ma costando tanto non vorrei poi doverla rivendere.

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  5. Io avevo due vecchie Olympia, una con le corone biopace, l’altra con corone “regolari” tonde.
    Nei tratti piani la pedalata con le biopace era veramente fastidiosa, non si riusciva a mantenere un ritmo costante. MA biopace trasmetteva la massima forza nel punto di picco (pedivella ore 3 e 9) o nel punto morto (ore 6 e 12)? Non ricordo… la seconda mi pare, ragion per cui il sistema è andato in disuso.

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  6. Ogni tre per due esce una novità che ci fa sperare di poter fare meno fatica ed essere più competitivi sostituendo un componente, ovviamente questo componente non esiste ma noi ci facciamo “fregare” tutte le volte…..
    i venditori di “pozioni miracolose” sono sempre esistiti e sempre esisteranno finché l’utente finale non capirà che per avere risultati serve solo impegnarsi di più perdendo meno tempo in queste soluzioni poco credibili.

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    1. Dovresti dircelo tu se 30 equivale a 34, da quel che capisco tendono a diminuire il punto morto superiore e inferiore, su bdc non sento la differenza, su mtb le biopace mi fanno venire il voltastomaco nei rulli, su strada le avverto poco.

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  7. Ciao inanzi tutto volevo complimentarti per la qualità dell’articolo. Veramente ben scritto, semplice e molto interessante. Tuttavia, vorrei fare qualche appunto. Nulla da dire sulla bontà delle tue conclusioni. Una corona ovale serve per eliminare l’irregolarità ciclica della forza sulla catena ( e quindi coppia trasmessa alla ruota posteriore) dovuta al fatto che, come giustamente hai riportato, anche con una pedalata perfettamente ciclica la coppia esercitata dal piede non è costante. Fino a qui tutto chiaro. Tuttavia, ( cito il testo in virgolettato) ” Avevamo visto in un precedente articolo che la forza che viene trasmessa dalla guarnitura alla catena dipende dalle dimensioni della corona, ovvero dal suo diametro. Applicando un certo momento torcente al centro della pedivella, più è grosso il diametro della corona (braccio), maggiore è la forza trasmessa alla catena.” questa affermazione non è corretta. A parità di momento applicato, la forza trasmessa alla catena diminuisce con il raggio della corona ( M=F*r). Anche quest’altra motivazione a mio avviso non è del tutto corretta “Nel caso di una corona ovale, a parità di momento torcente, la forza trasmessa alla catena non è costante ma varia ciclicamente a seconda che la corona si trovi orizzontale o verticale. Nel primo caso (corona con lato lungo orizzontale) il braccio b è più piccolo, quindi la forza trasmessa alla catena più bassa. Nel secondo caso (corona con lato lungo verticale) il braccio B è più grosso e quindi la forza trasmessa maggiore.” La cosa che bisogna tenere sempre in mente in un accoppiamento con catena è che ogni dente ingranato trasferisce coppia. Quindi, non puoi fare un discorso il singolo dente. Il reale vantaggio di queste corone è che viene rotta la simmetria circonferenziale quindi durante la pedalata il numero di denti ingranati non è costante. Questo unito ad una ottimale posizione circonferenziale della pedivella porta al risultato evidenziato da questo articolo. Saluti e continuate così!

    Davide

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    1. Mi hai anticipato..
      Io ho preso la 34 ovale e devo dire che non va male, prima avevo una 36 tonda.
      penso dipenda dai raggi di curvatura e dalla sincronizzazione con i propri punti morti. io mi ci trovo, se vai piano ti aiuta se spingi ti frega come la 36, perché come è stato detto non si spinge sempre con gli stessi angoli specie con i clips…

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    2. Concordo. Nel solito schemino, la pedivella è il braccio “p” (potenza), mentre il diametro della corona è il braccio “r” (resistenza), Quindi va a denominatore nel calcolo della leva e pertanto più la corona è piccola, più moltiplico la forza trasmessa al pedale.

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  8. Argomento interessante e meno semplice di quanto sembri. Alla fine il problema è che c’è la variabile umana di mezzo. Pensiamo solo alla capacità di adattamento dei nostri muscoli e in generale di tutto il cinematismo della gamba. Senza contare che non è semplicistico pensare che la gamba spinga solo verso il basso e che il movimento di pedalata sia solamente una questione di forza. È di fatto un movimento estremamente dinamico, e perciò l’inerzia gioca un ruolo fondamentale (la base su cui Shimano sviluppò il BioPace, praticamente il contrario di quanto fanno le corone ovali di oggi).
    Sono stati scritti molti articoli scientifici in merito, pubblicati su riviste accreditate. Questo ne è un esempio a favore (comunque la si pensi, ha il pregio di avere una corposa bibliografia): http://www.rotorbikeusa.com/images/science/pdf/sscivol06no01paper04.pdf
    In generale, se è il risultato quello che conta, buona parte degli articoli scientifici sanciscono che su medie e lunghe distanze non ci sono differenze apprezzabili in termini di tempi di percorrenza (e dunque di energia espressa dal ciclista). Se è così per dei professionisti, dubito ci siano risultati diversi per degli amatori, al di là del buon vecchio effetto placebo (che ha certamente maggiore influenza di quel 2 % scarso di guadagno osservato sulle gare di sprint).
    Infine, nessuno mi dice che cercare di rendere lo sforzo costante – ammesso che ci si riesca – sia più “sano” per il muscolo che mantenerlo oscillatorio (dopotutto il nostro apparato di locomozione è intrinsecamente alternativo).
    Certo è che le corone ovali hanno sempre conservato il fascino della soluzione esotica e fuori dal coro. Quando le fece Shimano avevano proprio l’aria di essere l’uovo di Colombo: la soluzione semplice ed efficace tipica del pensiero laterale nipponico. I motivi per cui le levarono dal mercato possono essere molti: pedalata spiacevole, complicazioni con il deragliatore, risultati inferiori alle aspettative (come prestazioni e come mercato). Se Shimano non ci è tornata sopra in tutti questi anni un motivo ci sarà…
    Personalmente rimango piuttosto scettico.

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    1. EDIT: ci ho infilato un “non” di troppo.
      Errata corrige: “Senza contare che è semplicistico pensare che la gamba spinga solo verso il basso e che il movimento di pedalata sia solamente una questione di forza”, come dice giustamente Bedoni

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  9. “Nel caso di una corona ovale, a parità di momento torcente, la forza trasmessa alla catena non è costante ma varia ciclicamente a seconda che la corona si trovi orizzontale o verticale. Nel primo caso (corona con lato lungo orizzontale) il braccio b è più piccolo, quindi la forza trasmessa alla catena più bassa. Nel secondo caso (corona con lato lungo verticale) il braccio B è più grosso e quindi la forza trasmessa maggiore.”
    relativamente alla seconda parte di tale affermazione io direi l’esatto contrario. perché: il momento torcente dovuto al peso del ciclista moltiplicato per la lunghezza della pedivella (Mt=Pc*Lp) è lo stesso di quello dovuto alla trazione della catena per il raggio della corona (Mt=Tc*Rc). per cui Tc=Mt/Rc, che vuol dire trazioni sulla catena più grandi quando i raggi corona sono più più piccoli, e viceversa.

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  10. Ciao,
    io da due settimane ho montato sulla mia MDE carve 7 la modifica absolute black, corona ovale da 32, pignone one cup da 42t e il leonardi da 16 eliminando il 15 e il 17.
    Ho fatto quattro uscite e mi trovo benissimo, anzi non si nota nemmeno che si pedala con corona ovale, sulle salite la differenza è sostanziale è come se si è sempre in trazione perfetta, non so spiegarlo bene, in termini di prestazione non ho migliorato sicuramente, ma la sensazione pedalando è ottima, anche sul piano.
    Inoltre, tutta la modifica sembra darmi quel rapporto che mancava sui rilanci che non avevo con il 2×10 SRAM o almeno era da cercare con qualche cambiata.
    Insomma io lo consiglio e da montare è una cavolata, in un pio d’ore ho fatto tutto, compresa manutenzione cuscinetti e corpetto ruota libera.

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    1. Concordo pienamente…io ho montato una 32 ovale e la differenza pedalando è notevole ed ho trovato beneficio soprattutto sui tratti tecnici in salita dove sono sempre in trazione e riesco a salire meglio….poi ci vogliono comunque le gambe!

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  11. io ho montato proprio l’ovale nelle foto la oval di bionicon da 30 con 11v sram
    c’è da dire subito che si può tranquillamente montare un guidacatena
    basta che abbia capacità superiore di due denti alla corona montata
    nel mio caso ho un guida+taco MRP da 28/32 e va benissimo
    sulla resa in freddi numeri non so dire perchè non ho nessun accessorio elettronico attaccato alla bici
    pedalo una 160mm 26″ e devo dire che “a senzione” si avverte subito una migliore rotondità della pedalata (io vado di flat anche su catramone) e una migliore trazione in situazioni di aderenza precaria in salita
    sulle distanze (tipo 40/50 km di strada asfaltata) secondo me si riesce a matenere una cadenza + regolare e a tenere velocità “stabili” con + facilità
    sono tornato a corona tradizionale dopo una 20ina di giorni causa stop forzato della bici con ovale
    e devo dire che i primi km mi sembrava di non riuscire a pedalare rotondo tanta era la differenza
    poi la cosa si è attenuata…
    io mi sento di consigliare la oval a cheicome me usa i flat
    si può provare al momento di cambiare la corona… tanto il prezzo non è diverso che una corona normale
    intendiamoci non è una differenza abbissale non si fanno 10Km/h di più
    io la differenza l’ho avvertita in meglio soprattutto nella rotondità della pedalata e nella trazione in salite sporche

    my two cent 😀

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  12. Non è vero che la porzione di catena ingaggiata dalla corona è sempre uguale… un variazione c’è sempre, e se la gabbia è in posizione “distesa” piuttosto che verticale (pignoni estremi) questo comporta un angolo di oscillazione della stessa considerevole.

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  13. Vi riporto la mia esperienza: montato corona ovale ARI BIKE 32 mod. race con sram 11v e ho rilevato una miglior pedalata in salita più omogenea e rotonda. Dove prima salivo con fatica con l’ovale salgo con più facilità.

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  14. Io continuo a pensare che quello che guadagni da una parte lo perdi dall’altra , per cui il risultato è invariato.. ovvero una 30/34 equivale ad una 32 tonda.
    Altrimenti mi dovete spiegare perchè un concetto così datato non si è mai usato in pista o nelle crono dove non serve il deragliatore ma contano i centesimi, e un vantaggio anche irrisorio farebbe la differenza

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        1. I denti sono gli stessi ma il diametro medio quando hai i due punti più larghi della corona in alto e in basso è maggiore, quindi la catena starà più tesa.
          Il video è fuorviante, intanto la telecamera è in movimento… per il resto un occhio attento nota una leggera oscillazione ciclica di pochi mm.
          Andate meglio a notarlo se cercate un video con scatto fisso e corona ovale… si nota chiaramente che la tensione catena cambia di continuo (pericoloso).

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          1. Apro Google e cerco immagini, martin si vede con su le normali nella maggior parte delle foto. Vado alla crono del giro e vedo solo corone normali. Apro catalogo shimano, campagnolo fsa e ancora di ovali non se ne vedono..ribadisco la domanda: sarano tutti fessi?

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    1. in effetti me lo son sempre chiesto anche io.
      oppure come mai se ci sono solo vantaggi i pidù grandi costruttori di trasmissioni, shimano, sram, campagnolo, non producono corone ovali.
      Le ho usate spesso in inverno dal 2013, strada e MTB, ma non ci ho mai capito granchè.

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  15. Nei primi ’90 le ho usate, nel piano e in discesa erano fastidiose, come pedalare una rapporto troppo leggero con corona tonda, in salita erano buone ma solo con gli rpm bassi che si usavano all’epoca, oggi che la tendenza è ad alzare gli rpm, sono certo che il problema si ripresenterebbe.

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  16. Le uso da un anno e mezzo,sia su strada Rotor qrings sempre Rotor su enduro e Garbaruk su xc.
    Sono soddisfatto della mia scelta proprio perchè da quando le uso ho smesso da subito di avere problemi al ginocchio sx,lassità dei legamenti accentuata in seguito ad incidente.
    Avendo cominciato tardi a pedalare seriamente ho sempre avuto una pedalata a “stantuffo” cosa che le ovali hanno subito attenuato e per me questo è stato un ulteriore beneficio.
    Fondamentale è stato il periodo di adattamento,nel mio caso circa 800 km.
    Per questioni tecniche durante la prima metà di questo rodaggio ho avuto modo di alternare ovali a tradizionali e ogni volta che tornavo sulle rotonde riapparivano i fastidi al ginocchio oltre ad una sensazione di minor rotondità ma si era aggiunta anche la sensazione di spingere meglio rapporti più pesanti credo per una maggior sollecitazione di determinati distretti muscolari dovuto all’utilizzo delle ovali.
    Ho scelto Rotor proprio per la possibilità di regolarle su più posizioni per capire quale si adattava meglio a me.
    Una volta capito ho scelto prodotti con le stesse caratteristiche di ovalizzazione.
    Sulla questione del numero dei denti io ho scelto gli stessi rapporti delle rotonde;un 52 rotondo resta un 52 anche se ovale e lo stesso un 32 sulla mtb rimane sempre un 32.
    Quello che cambia è la fase di richiamo che con le ovali è decisamente meno faticosa,questo diventa molto evidente in mtb quando si sta superando un ostacolo ostico a velocità ridotta.
    Ovviamente non vado più veloce con le ovali semplicemente sento che le mie articolazioni non soffrono più come prima e mi sembra di essere più efficace nel gesto.
    Un consiglio se potete provatele,stessa rapportatura che usate attualmente ,datevi un poco di tempo per abituarvi.
    Per me in mtb c’è voluto veramente un attimo,dopo 5 minuti non mi rendevo più nemmeno conto che la corona fosse ovale mentre su strada è stato decisamente più lungo il periodo di adattamento questo per dire di non avere fretta a cestinarle dato che si tratta di un cambiamento importante per la muscolatura quindi ,come tutte le modifiche,bisogna avere un minimo di attenzione e pazienza.
    Fabio

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    1. Grazie, molto gentile.
      Su una doppia come funziona? Ha senso/é possibile cambiare entrambe le corone nel caso in cui una persona faccia percorsi in cui le usa molto entrambe? BDC intendo. Grazie ancora.

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      1. Su bdc le ho cambiate entrambe e solitamente ho visto fare così;ho letto che qualcuno ha fatto prove con ovale per la corona più grossa e tonda la piccola ma non so che vantaggi dia non avendolo provato personalmente.
        Metti in conto qualche rumorino in più a carico del deragliatore anteriore specialmente se fai incroci assassini coi rapporti.
        Nulla di che solo qualche sfregamento che dipende anche dal deragliatore ant che monti.
        A me ad esempio shimano dava qualche problemino di regolazione in più rispetto a sram,penso dipenda dalla gabbia più stretta del durace.

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  17. Allacciandomi a ciò che altri hanno puntualizzato riguardo alla relazione tra diametro della corona e coppia trasmessa, vorrei aggiungere due ragionamenti che ho elaborato sul funzionamento delle corone ovali intese come parte di un sistema. Spero che non ci siano grossolani errori (non sono un fisico!).
    Dunque, la coppia trasmessa è inversamente proporzionale al diametro della corona (in realtà al rapporto di trasmissione, ma considerando una situazione tipo con un dato rapporto ingranato, l’unica variazione è data dal diametro della corona). D’altro canto, la coppia che le nostre gambe possono esprimere con un movimento circolatorio come quello indotto dalla rotazione dei pedali è minore in prossimità dei punti morti e maggiore nella zona in cui le pedivelle sono circa orizzontali. E’ grazie a questo meccanismo che una corona ovale permette una trasmissione più omogenea della coppia: riducendo il diametro (=aumentando la coppia trasmessa) laddove il “motore umano” ne fornisce meno e viceversa.
    Ci sono però un paio di punti che ancora mi risultano poco chiari. Nel normale utilizzo del cambio di rapporto, aumentare la coppia (=ingranare un rapporto più leggero) a parità di potenza comporta una minor velocità di rotazione, e non a caso con una marcia più corta si va più piano; una corona ovale dovrebbe avere un comportamento analogo, aumentando -a parità di potenza- la velocità di rotazione delle pedivelle laddove riduce la coppia e viceversa. Come si rapporta questa cosa al funzionamento delle corone ovali? Si ha un andamento sinusoidale della velocità di rotazione delle pedivelle oppure questa variazione è compensata da un andamento naturalmente sinusoidale della potenza fisiologicamente espressa dalle gambe durante il movimento della pedalata?
    Sulla carta la risposta non è molto favorevole alle corone ovali, dato che se una variazione nell’erogazione di potenza c’è questa aumenta in prossimità dei punti di massima spinta, proprio laddove la demoltiplicazione della coppia favorisce un’ulteriore aumento di velocità di rotazione delle pedivelle. Insomma, se non ho ragionato male, mantenere la coppia trasmessa più costante possibile comporta un’inasprimento della variazione della velocità di rotazione e quindi una pedalata meno fluida…almeno sulla carta. Ho sbagliato da qualche parte?

    P.S.: anch’io ho di recente provato _sulla bici da gravel- una corona ovale, nel mio caso una vecchia BioPace 48t montata però secondo i dettami odierni. Le differenze che ho percepito sono state veramente minime, ma tendenti in effetti, come da molti riportato, ad una miglior rotondità della pedalata. Non posso però escludere che si tratti di effetto placebo…
    Colgo l’occasione anche per aggiungere che la corona ovale non mi ha dato alcun problema nella deragliata, ragione per cui non vedo che problemi possa avere un guidacatena.

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  18. Francamente mi sembra tutto molto teorico, per due motivi.
    La corona ovale dovrebbe compensare, molto parzialmente, la differenza di coppia trasmessa alla guarnitura, e quindi di forza alla catena, nelle fasi della pedalata, assumendo che la forza trasmessa ai pedali sia costante, cosa che è molto più difficile da calcolare data la complessità del sistema propulsore, il sistema osseo e muscolare delle nostre gambe. Infatti, solo dalla vvalutazione dell’interazione tra i due sistemi si potrebbero trarre conclusioni teoricamente valide.
    Anche ammettendo che qualcuno abbia tenuto in conto tutto ciò, questo tipo di schematizzazione funziona a cadenze molto basse e sforzi molto elevati, come nelle macchine da palestra, ma la sua reale efficacia alle cadenze tipiche del ciclismo è tutta da dimostrare.
    Più interessante sarebbe sapere se sono state effettuate prove in palestra misurando parametri come la potenza trasmessa, il consumo d’ossigeno e la frequenza cardiaca. Per quanto poi la pratica sportiva sia un’altra cosa ancora, già si potrebbero avere spunti interessanti.

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  19. Secondo alcuni studi il calabrone non può volare perché la sua larghezza alare non è proporzionale alla sua grandezza corporea.
    Ma il calabrone non lo sa, perciò lui continua a volare!

    Io cerco di imitare il calabrone prendo la mia 26 di tre anni e mi divertooo

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  20. Ti quoto in pieno, quelli che sostengono le ovali forse è perché ormai le hanno comprate…
    Voglio una prova scientifica, stesso biker,stessa biga e stessa salita ma sanza dirgli quale guarnitura usa, poi vediamo i risultati eh?

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    1. Guarda, sulla carta ed in teoria funzionano poi se cerchi e confronti i vari pareri ti rendi conto che tutto dipende dal modo di pedalare del ciclista. Infatti i pro vengono messi in bici e per quelli che usano le ovali servono dei set up di anticipi e ritardi e ovalizzazione delle corone studiati.
      Per cui, i poveri peones che le vogliono provare, sentiranno benefici solo se beccano qualcosa che si adatta alla loro pedalata questa è l’idea che mi sono fatto.

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  21. SRAM si è dimostrata sempre al Top nella ricerca e sviluppo dei materiali portando innovazioni senza precedenti, in particolar modo nel mondo dela MTB.
    Se a tutt’oggi non ha in catalogo corone ovali, un motivo dovrà pur esserci.
    Absoluteblack …ma chi è?

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  22. I benefici teorici di sono, quello pratici sono tutti da dimostrare.
    L ho avuta anche io la biopace sulla mtb mentre nello stesso tempo correvo in bdc, quindi la gamba c era (una volta), la differenza la percepivo come detto da qualcuno, nell affrontare ostacoli a velocità ridotta mentre frullando non sentivo benefici .
    Ora le moderne geometrie delle ovali sono differenti, quindi qualcosa potrebbe essere cambiato. Aggiungo un altro elemento, è vero che nei pro non la usa quasi nessuno ma Froome che la usa vince le crono , vince in salita, vince i Tour de France e pedala con un agilità impressionante.
    Vincerebbe così tanto anche con la corona tonda? Al 99% si, è quell 1% rimanente che fa pensare…
    Probabilmente i benefici , che ci saranno sicuramente visto che il Team Sky non lascia niente al caso è tra l altro usa la corona ovale bypassando Shimano che sarebbe lo sponsor tecnico , si vedono sul lungo periodo, con uno sforzo prolungato di giorni .
    Dato dal fatto che si usano più muscoli come sostiene absolute Black .
    È evidente che i vantaggi siano piccoli, ma nell arco di una competizione con 100 ore di corsa anche un vantaggio delle 0,1 % è apprezzabile .

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  23. …ci si dimentica una cosa quando si paragoanno le obsolete biopace con le nuove ovail dei giorni nostri…ovvero le ovelizzazioni non erano posizionate nello stesso punto….le biopace erroneamente avevono il diametro maggiore nel punto morto della pedalata perchè si pensava che in questa maniera lo si sarebbe superato più velocemente…le nuove ovali hanno il diametro maggiore nel punto di masima forza applicabile alla pedalata….

    …come nel caso dela doppia cam in foto in cui l'ovalizzazione risulta più accentuata…

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  24. Montate da poco su bdc e mtb entrambe Rotor
    Su bdc ho fatto due uscite e l'ultima (70 km e 450 mt di dislivello) è stata alla fine…distruttiva: muscolo della coscia sx (gamba che spingeva di più) dolorante per 3/4 giorni, in mtb una uscita di 35 km e 400 mt di dislivello e muscoli un po' indolenziti (niente in confronto alla bdc).
    La sensazione è di pedalare "leggero" e almeno a me e tendo a sforzare senza accorgermi, in salita la differenza la sento.
    Come già detto fondamentale l'adattamento che per Rotor indicano in circa 10 ore.
    L'unico "fastidio" in bdc lo percepisco usando i pignoni più grandi dove la catena tocca leggermente il deragliatore anteriore; in mtb invece usando una cassetta Ingrid 10/46 e corona 32 sugli ultimi 3 pignoni stesso fastidioso grattare (catena?), devo indagare meglio!

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