[First ride] La nuova Scott Genius

[First ride] La nuova Scott Genius

16/06/2017
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16/06/2017

Scott ha presentato la nuova Genius in quel di Aosta, località ricca di sentieri perfetti per questa tipologia di bici, cioé le trailbike. Con 150mm di escursione anteriore e posteriore, e la possibilità di montarci gomme da 27.5 Plus o 29 senza dover cambiare alcun componente, se non spostare un flip chip per adattare l’altezza del movimento centrale e la geometria, Scott mette sul mercato una bici molto polivalente e dalle caratteristiche interessanti.

In sintesi

Materiale telaio: carbonio o alluminio
Formato ruote: 27.5 Plus e 29
Geometrie variabili: sì
Corsa ant/post: 150/150mm
Mozzo posteriore: 148×12
Mozzo anteriore: 110×15
Interasse ammortizzatore: 185x55mm
Trasmissione: varie, dal monocorona 1×12 alla doppia
Attacco per deragliatore: sì
Attacco portaborraccia: sì
Colorazioni disponibili: varie
Disponibilità del solo frameset: no
Peso dichiarato Genius 900 Tuned: 12.4 kg

Geometrie

Scott ha rivisto le geometrie della Genius, ammodernandole secondo i trend del momento, vale a dire aprendo l’angolo di sterzo, rendendo più verticale quello del tubo sella, e accorciando i foderi posteriori.

Analisi statica

I più attenti avranno notato un cambio sostanziale nella cinematica della Genius: Scott ha infatti abbandonato il monocross per passare al giunto Horst. Solo a prima vista la Genius è identica alla Spark, visto che quest’ultima è ancora un monocross. Nella foto qui sotto potete vedere chiaramente il giunto posto a ridosso del perno posteriore, sul fodero basso.

Con il nuovo sistema di sospensione, Scott ha cambiato il rapporto di leva, rendendolo alto all’inizio della corsa e basso verso la fine. In questo modo il comportamento è molto sensibile ad inizio travel e progressivo alla fine. L’ammortizzatore è un Fox Evol Nude Trunnion, vale a dire con attacco “più corto”, per renderlo più compatto e meno ingombrante.

Non poteva mancare il Twinlock per regolare dal manubrio la forcella e l’ammortizzatore contemporaneamente. Questo è ormai un marchio di fabbrica del marchio svizzero, e anche uno dei motivi per cui ha tanti clienti affezionati. Nel caso della Genius, il Fox Nude ha due camere, che sono entrambe aperte nella posizione open (150mm), mentre in quella Traction l’inferiore viene chiusa, lasciando solo 110mm di escursione. Di conseguenza diminuisce anche il sag, modificando l’angolo sella e quello delle sterzo di circa lo 0.4%, mentre il movimento centrale sarà di 5mm più alto.

Una piccola modifica è stata fatta al suo attacco a manubrio, ora integrato con il comando remoto del reggisella telescopico Fox Transfer.

Un altro marchio di fabbrica di Scott è la ricerca della leggerezza nella costruzione del telaio in carbonio, cosa che si capisce molto bene dal peso della taglia M con ammortizzatore e hardware: 2.249 grammi. Ciò è stato reso possibile dalla nuova forma del telaio che a sua volta è una conseguenza del nuovo sistema di sospensione, permettendo di risparmiare rinforzi di carbonio in diversi punti, e di riprogettare il carro posteriore, a cui sono stati tolti diversi inserti in metallo. Nella foto potete vedere il vecchio e il nuovo carro.

Per quanto riguarda le ruote, la nuova Genius permette di cambiare il formato dal 27.5 Plus al 29 senza dover modificare alcun componente. Per adattare la geometria alla diversa altezza da terra, è sufficiente girare il flipchip che si trova presso l’attacco superiore dell’ammortizzatore.

Scott, ormai da anni, è convinta che le ruote dalla sezione generosa portino dei vantaggi a tutti i rider, non per niente la dotazione di base prevedere delle Maxxis Rekon da 2.6″ per le 29 pollici, e da 2.8″ per le 27.5 Plus. Il cerchio è lo stesso, vale a dire un DT Swiss con canale interno da 30mm.

La luce fra gomma e telaio è abbondante, e anche se si montano le 29 più che sufficiente anche in caso di fango.

Molto interessante il manubrio integrato Synchros Hixon IC. Si tratta di una piega in carbonio con attacco integrato, in cui la lunghezza dell’attacco stesso viene gestita dagli angoli del manubrio. Quello standard, che vedete in foto, equivale ad uno stem di 50mm, mentre sono disponibili altre due versioni da 40 e 60mm.

Il risparmio di peso della costruzione è notevole, infatti l’Hixon pesa solo 290 grammi, con una larghezza di 780mm.

Sempre di casa Synchros è il parafanghi avvitato alla Fox 36. Questi è disponibile anche separatamente per la modica cifra di 14 Euro, per Fox 36 e 34 Boost. A proposito di forcelle, la 36 trova posto solo sulla Genius Tuned per una mera questione di colore: Fox non riusciva a fornire la 34 in arancione. 34 che trovate su tutti gli altri modelli di Genius.

Gamma

I prezzi non sono al momento disponibili.

La Genius 700 Ultimate dal vivo:

E il suo telaio.

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Sul campo

Ho avuto 3 giorni di tempo per provare la Genius sui sentieri di Aosta, che sono stati una vera sorpresa in quanto a qualità e dislivelli. Molto flow e divertenti, richiedevano una certa attenzione a causa del terreno molto secco e polveroso, che offriva poco grip e tenuta laterale. Il clou è stato arrivare fino ai 2600 metri della Punta Chaligne per poi scendere fino ai 500 metri di Aosta, per di più insieme a gente come Nino Schurter, Remi Absalon e Thomas Frischknecht. Altri, come Brendan Fairclough, non sono saliti fino in cima, ma hanno dato spettacolo in discesa, come potete vedere dal video qui sotto. Il tutto guidato alla grande dai ragazzi di Aosta Valley Freeride.

Veniamo quindi alla bici e al suo comportamento. In tre giorni e su sentieri nuovi non sono riuscito a fare un test completo, ma ho comunque capito il carattere della Genius. Si tratta di una trail bike a tutti gli effetti, da non confondere con una bici da enduro, soprattutto “a causa” delle sue grandi doti di arrampicatrice. La posizione in sella è bella centrale e, grazie ad un tubo sella verticale, molto redditizia in fase di pedalata. Scordatevi quegli angoli sella molto arretrati tipici di Scott in passato, qui stiamo parlando di un mezzo che va su bene dappertutto, dalle strade sterrate lisce ai sentieri tecnici. Il Twinlock conferma la sua praticità per quanto riguarda il controllo delle sospensioni, anche se aggiunge due cavi al cockpit.

Il nuovo sistema di sospensione non è più così dipendente dalla chiusura dell’ammo affinché diventi efficiente ed annulli il bobbing presente sulla versione precedente. Il quadrilatero studiato da Scott non è esente completamente dagli infussi della pedalata, ma si infossa poco sul ripido ed è molto efficace nella posizione Traction.

In discesa la nuova Genius non ha niente più a che vedere con il vecchio modello: sensibile ai piccoli urti, diventa progressiva su quelli grossi, ma soprattutto ha una geometria che la rende agile nello stretto (con ruote da 27.5 Plus, ma su questo torno a breve) e stabile sul veloce. Insomma, una trail bike al passo coi tempi, con una particolarità: la sezione generosa delle gomme.

Personalmente non sono un fan delle gomme plus, perché le ritengo impacciate, pesanti e/o troppo soggette a forature. Così, i primi due giorni, ho preferito girare con le ruote da 29 pollici e i copertoni da 2.6″, una misura “non proprio Plus”, ma che vi si avvicina, e che comunque supera di molto quella con qui giro di solito quando sono in sella ad una 29, cioé il 2.3″. Durante la prima giornata ho faticato molto a trovare la pressione giusta, in particolare perché il terreno era molto polveroso e scivoloso. Durante i primi 5 minuti di discesa facevo molta fatica a trovare le linee giuste in curva, e ho deciso di abbassare la pressione. Tempo 200 metri, e ho forato all’anteriore: la classica pizzicatura da cerchio largo, vale a dire due buchi, uno sulla spalla della gomma presso il cerchio, ed uno fra i tasselli. Grazie al Dynaplug ho riparato il pneumatico (e quello di un redattore spagnolo, che ha subito il mio stesso destino, ma al posteriore) e ho proseguito la discesa con cautela. Nella foto potete vedere i due vermicelli spuntare dalla gomma nei punti della foratura.

Il secondo giorno ho gonfiato il posteriore a 1.5 e l’anteriore ad 1.3 bar. Visto che Aosta si trova a 500 metri, e la cima della giornata a 2600m, le gomme si sono indurite non poco, con conseguente perdita di trazione e tendenza a rimbalzare. Ho dovuto abbassare la pressione, ma poco, memore del giorno precedente. Non ho comunque trovato il feeling per questo formato, perché l’ho trovato impacciato nello stretto e troppo saltellante sullo scassato. In parole povere, centrare l’equilibrio fra grip e resistenza alle pizzicature diventa un’impresa, ed in discesa sarei andato meglio con una gommatura normale.

Il terzo giorno ho optato per le 27.5 Plus: la gommatura è identica a quella delle 29, cambia solo la larghezza dei pneumatici, da 2.6 a 2.8. In questo caso devo dire di essermi trovato meglio, con una bici più reattiva e più facile da controllare nello stretto, ma che al tempo stesso dava sicurezza sul veloce. Le pressioni erano un 1.3 davanti e 1.4 dietro.  La trazione in salita è molto buona, ma mi domandavo se con delle ruote da 29 gommate normali non avessi ottenuto lo stesso effetto, con meno sindrome da trattore sui pezzi asfaltati e migliore tenuta in curva in discesa.

Insomma, Scott crede molto nelle gomme extralarge, il sottoscritto un po’ meno. Il lato positivo di tutto ciò è che cambiare pneumatici è un’operazione semplice e poco costosa, e che si presta anche ad esperimenti in sè divertenti ed interessanti. Al momento dell’acquisto la mia scelta andrebbe per ruote da 29 pollici, su cui poi io cambierei le gomme per scendere ad un 2.3/2.4. Non è un caso che Remy Absalon montasse proprio questa combinazione sulla sua bici.

Scott