[First ride] Nuova Transition Scout

[First ride] Nuova Transition Scout

Simon Silver, 13/02/2020
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Simon Silver, 13/02/2020

 

Transition presenta oggi la nuova Scout, che abbiamo potuto già toccare con mano e provare sui nostri sentieri. Si tratta di una trail bike in carbonio con 140mm di escursione posteriore e 150mm anteriore. Vediamone i dettagli. Se preferite il formato video cliccate qui sopra, ci sono i sottotitoli in italiano. Lì potete vedere anche un po’ di sano riding.

Dettagli

  • Telaio completamente in carbonio
  • Ruote da 27.5
  • Escursione: 140mm post / 150mm ant
  • Viti per fissare gli accessori al tubo orizzontale
  • Passaggio interno cavo deragliatore posteriore, guidato
  • Due colori: Matte Olive Green & Matte Midnight Blue
  • Garanzia a vita per il primo proprietario
  • Programma di crash replacement per chi acquista usato
  • Prezzo bici provata: 5.999€ (gamma completa in fondo all’articolo)

La nuova Scout ha forme più spigolose rispetto al modello precedente. Un link più massiccio del vecchio congiunge triangolo anteriore e carro. Il sistema di sospensione è il classico giugnto Horst.

Transition ha fatto molta attenzione ai dettagli, per esempio con un batticatena silenzioso e una guida del cavo della trasmissione posta sul perno del carro. Le due viti sotto il tubo orizzontale sono pensate per fissarci un porta attrezzi come questo.

Nella forcella RockShox Lyrik Ultimate ho messo 3 tokens, ma probabilmente ne aggiungerò uno, visto che mi piace saltare. 3 volume spacers inside, but as we like to jump deep sometimes, we’ll likely add one more. Al posteriore troviamo un ammortizzatore RockShox Super Deluxe Ultimate, che dà una sensazione di travel infinito malgrado i “soli” 140mm di escursione.

Il cockpit Anvl cockpit è bello esteticamente, ma bisogna fare attenzione al disegno laserato sulla serie sterzo e alla corrispondente linea sul manubrio per trovare la posizione esatta.

La scelta dei freni, dei Code RSC, è azzeccata, anche se avrei preferito un disco da 200mm all’anteriore, visto cosa si riesce a fare con la nuova Scout.

Mi è piaciuta un sacco l’ergonomia della leva per il reggisella telescopico, oltre che il reggi in sé, con molto travel e una lunghezza complessiva ridotta.

Geometria

Dalla geometria si vede come la Scout sia diventata più aggressiva, con un angolo sterzo più aperto, un reach più lungo, più spazio per i pneumatici e un sag settabile in un range più ampio. Transtion dice che con il 25-30% di sag si ottiene il supporto migliore a metà corsa. A proposito di corsa, anche questa è aumentata di 10mm rispetto al modello precedente.

In prova

Non avevo provato una 27.5″ per tanto tempo, e la Scout mi ha fatto vedere quanto si guadagna in agilità e divertimento rispetto alle 29″. In salita, però, non c’è paragone: il formato ruota più grande arrampica meglio. Confrontandola con altre bici del suo formato, la Scout sale veramente bene. L’angolo sella di 77.2° in taglia M e il reach lungo aiutano molto a sedersi centralmente sulla bici, acquistando una posizione molto redditizia.

La Scout è stabile, cosa che aiuta nei salti. Una volta settate le sospensioni come mi piacciono, ho notato che è facile pomparla, semplicemente tirando il manubrio verso l’alto, anche su salti dove normalmente non mi alzo molto.

La sensazione è che la sospensione abbia più di 140mm di escursione: mi sono sempre sentito in controllo della bici, anche sul ripido ed in presenza di impatti notevoli. Senza poi parlare del divertimento a farla girare in curva, per questo vi rimando al video che trovate ad inizio articolo.

Insomma, la Scout è una bici votata al divertimento più che al cronometro: formato ruote e travel azzeccati per lo scopo. O forse lo scopo ultimo è farci ricordare perché andiamo in mountain bike, cioè per divertirsi? Scegliete voi, in ciascuno dei due casi Transition ha fatto centro.

Prezzi e montaggi

6999€

5999€

4999€

3199€

Transition

Commenti

  1. ci-clo:

    Io invece sulle curve e la maneggevolezza ho trovato differenze e non mi sono piaciute. Poi mi hanno detto che devono essere guidate un po diversamente e quindi ci ho messo una pietra sopra. Tanto le 27,5 non spariranno.
    Ascolta me che ho avuto diverse 29 e diverse 27.5: ogni bici fa storia a sé.
    Ci sono autoarticolati da 27.5 e 29 agili, non è bello scartare qualcosa per una generalizzazione
  2. DoubleT:

    io invece mi sono rotto le palle di vedere ‘sti spot sempre tutti uguali del grillo di turno che salta di qua e di là per un sentiero memorizzato centimetro per centimetro e tirato come una pista di bmx, nel classico ambiente selvaggio, sicuramente a poche centinaia di metri da un mega centro commerciale, perché voglio vedere chi prende la briga di mantenere ‘na roba del genere in fanculandia
    ed è per questo che chi comincia oggi dopo aver provato che la cosa è un po’ diversa, dopo due mesi vende tutto e si prende l’elettrica, con la scusa di raddoppiare i percorsi per poi alla prova dei fatti dimezzare la fatica
    poi le bici... con quelle che ci sono oggi non le fanno più chi ci sale, ovvio no? si è capito cosa intendo, vero? ma vi ricordate con che cosa andava giù il mitico tomac?
    p.s. ricordo poi che per due min. di video del cacchio c’hanno girato su anche un intero week end
    Alzato bene stamattina eh ! Meno male che è Sabato e comincia il WE e vedo che tu sei dell' umore giusto...ti sei fatto il caffè con la polvere da sparo ?




    ...va beh, buona giornata anche e a te, ora scappo che devo mettere la bici in macchina per andare a divertirmi !

  3. marco:

    quel "grillo" è un redattore di mtb mag, cioé l'autore dell'articolo che stai commentando.
    Il sentiero è nella foresta dietro ad Aptos, è mantenuto da chi si sbatte a mantenerlo, e necessita di una sana pedalata per arrivarci (l'ho fatto piû volte). E no, nessuno ha voglia di farlo con una gravel in memoria di Tomac e dei bei tempi andati quando si girava con bici di merda.
    puoi anche avere ragione, ma ricordiamoci di rispettarli quei bei tempi... perchè se non ci fossero state quelle bici di merda correremo ancora con bici di merda