Il ciclismo è veramente verde?

Il ciclismo è veramente verde?

Marco Toniolo, 10/01/2021

Chi va in bici, me compreso, spesso è convinto di fare qualcosa di buono per il pianeta. La bici non inquina, non fa rumore ed è un ottimo modo per muoversi e rimanere in salute, rinforzando le barriere immunitarie, quindi graviamo meno sul sistema sanitario per le classiche malattie da primo mondo dovute alla vita sedentaria.

Il bilancio ecologico diventa però più negativo se guardiamo alcuni aspetti della nostra passione, cominciando proprio dalle biciclette stesse. Innanzitutto dove vengono prodotte. La stragrande maggioranza proviene dall’Oriente, dove il rispetto per l’ambiente e per il lavoratore non vengono al primo posto nelle priorità delle aziende. Il processo produttivo non è però di quelli impattanti a livello ambientale, sui salari e orari di lavoro è meglio soprassedere, ma non è una prerogativa dei produttori di bici. Si può invece storcere il naso sul trasporto del prodotto finito tramite navi container che vanno a nafta.

Il problema maggiore è però un altro: cosa succede alle bici che arrivano a fine vita, soprattutto a quelle con telaio in carbonio e alle ebike? Ad oggi non siamo a conoscenza di programmi di riciclo della fibra che tanto apprezziamo, e ad una nostra richiesta a diverse grosse aziende ciclo su cosa succede alle batterie usate, nessuno ha voluto esporsi. “Chiedete a Bosch“. Scaricabarile insomma. La verità è che non ci sono programmi di ritiro e riciclo delle batterie. Lasciamo poi da parte il problema dell’estrazione del litio, materiale fondamentale per le batterie stesse.

Ora veniamo all’impatto che noi stessi abbiamo sull’ambiente a causa della bici, premettendo che usarla negli spostamenti urbani è quanto di meglio uno possa fare. Purtroppo però chi pratica mountain bike spesso e volentieri si sposta in auto per raggiungere i sentieri, contribuendo ad inquinamento, traffico e rumore tanto quanto gli altri utenti della strada che non vanno in bici. Da questo punto di vista, inquina meno di noi uno che va in palestra o in piscina.

Tornando alla domanda del titolo, il ciclismo diventa veramente verde solo se le bici vengono prodotte in prossimità di dove si usano, non sono in carbonio ma in metallo o leghe riciclabili, non hanno batterie, e soprattutto si parte da casa in sella per i propri giri (e le si usa al posto dell’auto per i trasferimenti di tutti i giorni).

Facile, no?

 

Commenti

  1. tarcy:

    Sicuramente il processo è avviato.
    Ma devi anche calcolare che probabilmente si devono sostituire i macchinari che producono questi imballaggi, ed anch'essi sono causa di inquinamento, sia per la produzione di quelli nuovi, che per lo smaltimento dei vecchi.
    E' un pò il cane che si morde la coda insomma.
    Piu che sostituire, direi adeguare...nemmeno tanto oneroso, se le aziende avessero voglia di investire...
  2. E' una riflessione interessante, che spesso faccio.
    Mai in vita mia, se non per errore, ho gettato un involucro per terra mentre andavo in bici o a piedi nei boschi, se trovo qualcosa la raccolgo.
    Faccio la differenziata, vado nell'area ecologica a smaltire il possibile, uso la macchina quando necessario e viste le mie necessità molto poco.
    Faccio ciò che é in mio potere, ciò che riesco a fare.
    Lo faccio non perché me lo dice il pensiero corrente, ma perché, fin da piccolissimo, ho sempre amato la natura e chi con essa e in essa sa vivere. La rispetto perché mi sembra normale farlo.
    Ho visto la mentalità consumistica crescere e crescere, ed elevarsi a potenza con l'apertura del mercato alla Cina. Ogni cosa ha perso sempre di più il suo reale valore, e ogni cosa viene prodotta con qualità sempre più bassa, a basso prezzo e a ritmo vertiginoso per accontentare un po' tutti. Cineserie appunto, cineserie che soffocano il pianeta e costano poco...così ci pensi anche meno a buttarle. E poi a ricomprare altre cineserie.
    Non mi pongo il problema se la passione per la bici mi porta ad inquinare di più, perché la risposta è no. E' una passione a basso impatto in confronto ad altre (a parte quando mi schianto sulle rocce).
    Una cosa che mi ha meravigliato delle e-bike invece, é proprio come siano state subito abbracciate e osannate dal mondo del ciclismo che ho sempre creduto vicino alla natura. Il discorso batterie, circuiti elettrici da smaltire, nuove ed enormi risorse per produrre questo nuovo gioco non viene proprio preso in considerazione. Gliene frega una sega a tutti.
    Ma da un lato lo capisco, mentre noi stiamo attenti al capello, c'è chi sta radendo al suolo chilometri e chilometri di foreste, massacrando ogni tipo di animale, vuotando il mare a furia di pesca intensiva.
    Città di milioni di abitanti che scaricano tutto nei fiumi, senza filtro alcuno. Asfalto e supermarket anche negli angoli più reconditi della siberia, del Canada etc.
    Discariche grandi come città in Africa, in Asia e in sud America, alimentate dalle stesse aziende che nei paesi ricchi si riempiono la bocca di certificati, ecologia e quaquaraquà.
    Ma poi vengono a raccontarci la storia dei prodotti bio, della filosofia green delle varie aziende e altre puttanate.
    Noi possiamo fare qualcosa, ci mancherebbe, ma in fondo sappiamo benissimo che è solo una questione di tempo...

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