Carbonio riparare

Carbonio: si può riparare?

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Si può riparare un telaio o un componente in carbonio? Sì, si può fare, ma bisogna valutare bene se ne vale la pena sia a livello economico sia strutturale, anche perché la rottura di un telaio può finire male per lo sfortunato proprietario.

Nel video vi faccio vedere la rottura dei foderi bassi del carro di un telaio in carbonio. Si tratta di una rottura critica, perché va ad interessare anche la sede del perno posteriore. In quel caso il proprietario della bici, che aveva appena dieci giorni di vita, ha deciso di optare per il crash replacement della casa madre.

In altre situazioni, ad esempio quando la rottura è meno drammatica o il telaio non è più in garanzia, si può optare per un artigiano che ripara la parte interessata. Non sempre è possibile, ovviamente, perché se il telaio è spezzato di netto, è da buttare. Però se si tratta di crepe o di danni limitati, si può imboccare la strada della riparazione.

Mettiamoci comunque l’animo in pace: il telaio non avrà più le stesse proprietà meccaniche, perché le fibre di carbonio sono interrotte e la riparazione andrà semplicemente a fasciare la parte rotta, ma non a sostituire le suddette fibre. Ciò non toglie che rimanga perfettamente funzionale.

La domanda che spesso mi sento rivolgere riguarda l’acquisto di un telaio in carbonio usato: come fare a vedere se è stato riparato? Non è così facile, perché se il lavoro è stato fatto bene il rigonfiamento di rinforzo si noterà appena. Meglio dunque andare a vedere le grafiche: è lì che si notano le differenze dei dettagli, come colori meno lucidi o tonalità diverse.

Se invece il telaio è stato completamente riverniciato, chiedete al venditore perché l’ha fatto riverniciare. Alla fine conta l’onestà della controparte.

In collaborazione con Bike Lab.

Meglio un telaio in carbonio o uno in alluminio? Ne parliamo qui.

 

Commenti

  1. albatros_la:

    Questo è chiaro: la fibra non può lavorare a compressione. È facile resistere a carichi a compressione per la matrice, non ci vuole chissà che proprietà meccanica (la fibra ovviamente va in instabilità per la sua estrema snellezza). Il problema è che la flessione di un tubo in composito riparato con la sola resina va a mettere in trazione quest'ultima soltanto. Questa è pure bella elastica per scongiurare la delaminazione, ma ha un modulo elastico ridicolo proprio perché normalmente è la fibra a sopportare il carico. Quindi non si apre più la crepa, ma il tubo può cedere facilmente perché non c'è più continuità nella componente che regge il carico di trazione.
    certo, infatti dipende da dove si è creata la frattura: in alcuni punti una semplice "incollata" risolve, in altri no.
    io volevo solo difendere la resina, che quando si parla di telai in carbonio viene sempre dimenticata a favore di fibre e moduli.
    poi, che sia facile gestire i picchi di compressione è tutto da dimostrare, basta vedere come vengono dimensionati i nodi sterzo e i foderi alti dei carri in carbonio rispetto a come erano quelli in alu.
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