Il Dolomiti Paganella Bike Park compie 10 anni

Il Dolomiti Paganella Bike Park compie 10 anni

Staff, 28/06/2021

[Comunicato stampa] Andalo, giugno 2021. Fino a 10 anni fa per girare nei bike park bisognava spostarsi in Francia o in pochissime altre località. Oggi, la Paganella Bike Area è diventata un riferimento per gli italiani e il centro Europa. Ma qual è stato il segreto che ha permesso alla bike area di costruirsi una così alta reputazione in così poco tempo?

Ezio Cattani, Project Manager di Dolomiti Paganella Bike e titolare di Trail Zone, azienda di Trail Building che cura la realizzazione e la manutenzione dei trail del territorio ci racconta in un’intervista il “segreto” del successo della Paganella Bike Area.

Quali sono stati gli elementi fondamentali che hanno portato al successo del bike park?
“È un insieme di fattori, una ricetta difficilmente replicabile, che va dalla location al management, dal periodo storico, ai trail builders. La Paganella è composta da tre aree limitrofe con peculiarità diverse, un buon numero di impianti di risalita, una quota media piuttosto bassa ed una posizione vicina alle primarie vie d’accesso.Inoltre, è fondamentale essere un gruppo variegato, motivato, critico e preciso, con una strategia e una visione unica: questo sicuramente ci ha permesso (e ci sta permettendo) di muoverci in maniera sincrona con tutti i partner del progetto.
Infine, siamo in un momento in cui le attività outdoor sono in crescita esponenziale, e tra questi la mtb ne è il primo rappresentante.”

Com’è cambiato il mondo del bike park negli ultimi 10 anni?
“In questi 10 anni è cambiato veramente tutto. Le mtb sono totalmente diverse, sono molto più performanti e permettono velocità ben diverse anche ai bikers dal basso livello tecnico. Inoltre è aumentato il numero di praticanti, e la tipologia del praticante. 10 anni fa, era uno sport per appassionati (di alto livello tecnico, di basso livello tecnico, poco importa), ora è sicuramente uno sport di massa e di moda. I bikers “chiedono” e pretendono cose completamente diverse, sono molto più esigenti a volte non conoscendo perfettamente le loro necessità o limiti. Poi c’è il discorso della sicurezza, che è estremamente complesso. I bikers tendono a percorrere qualsiasi tracciato (facile-medio-difficile- tecnico o flow), ed hanno la curiosa aspettativa che il tracciato dovrebbe modificarsi seguendo le loro aspettative e non il contrario. Pertanto oggi, vengono fatte molte scelte costruttive che permettano l’approccio dello stesso tracciato ad un numero molto vasto d’utenza, ed a velocità e capacità tecniche completamente diverse.”

Quanti erano i passaggi il primo anno, e quanti sono quelli odierni?
Nel 2011 durante la prima stagione sono stati poco più di 2.000 primi ingressi, oggi sono ben oltre 35.000 a stagione (probabilmente se non avessimo perso Aprile e Maggio, nelle ultime due stagioni avremmo potuto superare quota 40.000).

Come ti immagini il futuro del Bike Park nei prossimi anni?
L’idea di fondo è quella di tenere alta uno dei nostri punti di forza principali: la diversità nell’offerta. Quindi trail e proposte differenziate, però sempre integrate nel concept DPB. Trasversalmente, la strategia che ci guiderà è anche quella di realizzare infrastrutture che siano veramente funzionali all’ offerta sostenibili nel tempo e che si integrino sempre di più nell’ambiente naturale.

Luca D’Angelo, direttore dell’Azienda per il Turismo Dolomiti Paganella, fin dall’inizio ha creduto e sostenuto molto questo progetto. Alla domanda: Cos’è oggi il Dolomiti Paganella Bike, risponde:
“Oggi DPB è una Bike destination di livello europeo, un modello per tanti altri territori. Un modello tuttavia non semplicissimo da replicare perché si fonda su una visione ed una strategia chiara, in cui i diversi attori che lavorano insieme, coordinati dell’Azienda per il turismo Dolomiti Paganella, hanno compreso come lo sviluppo delle aree alpine nella stagione estiva (anzi, più correttamente, primavera, estate ed autunno) possa rappresentare una prospettiva di sviluppo importate in grado di arricchire l’offerta invernale legata allo sci alpino. I cambiamenti climatici ci impongono riflessioni complesse e scelte a volte difficili, per andare verso un concetto di una “montagna senza stagioni” in cui i flussi turistici possano essere gestiti e spalmati in maniera più diffusa, equilibrata e regolare durante i 12 mesi dell’anno”

Dolomiti Paganella Bike

 

Commenti

  1. fafnir:

    Centro commerciale Paganella adatto alle famiglie nel weekend!! Serve obbligo di mascherina ffp2 vista la densità di popolazione, altro che ginocchiere
    Mi aspetto la corsia vip come a Gardaland a breve
    Per fortuna che ci sono i centri commerciali e che le famiglie possano girare sui trail adeguati. Altrimenti che cosa suggeriresti?

    Il problema della paganella (ma forse anche di altre aree) é che i trail builder non riescono a star dietro al deperimento inevitabile dovuto ai migliaia di passaggi durante il wend. Il fatto é che se noi bikers arriviamo a mach 3 dal primo rettilineo di willywonka e piantiamo frenate al limite, dopo un mese di apertura (e con il secco+monsoni estivi) invece delle brake bumps ci sono delle voragini... Quindi il problema non sono le famiglie ma quelli che lo stile_di_come_si_guida_con_stile lo hanno dimenticato a casa.

    Non so se io sono diventato piú schiappa, ma ho la sensazione che il livello medio si sia alzato di due asticelle, e l'etá si sia abbassata... Anche questo é un segno indicatore che il PBP funziona.
  2. ymarti:

    Forse faccio qualche giorno con la famiglia; per capire anche come organizzare i trasporti...la dh la vorrei usare che è ferma dal 2018 ma occupa più spazio ahaha
    C'e' una pista che ti puoi spassare con il dh, e' quella d'italiano...non ricordo se bade runner oppure apocalipse now... (ma si fanno anche con l enduro !!) le altre ti diverti piu con l enduro... poi se ti piace anche pedalare e la tua bici si fa portare in salita ci sono dei megagiri fantastici (al di fuori dei tracciati sotto le risalite)
  3. ymarti:

    Forse faccio qualche giorno con la famiglia; per capire anche come organizzare i trasporti...la dh la vorrei usare che è ferma dal 2018 ma occupa più spazio ahah
    risposta breve: si dh
    risposta lunga: ogni bici va bene.
    punto di vista di uno che va piano:
    in paganella ci sono 3 aree:
    A fai -> piú orientata al downhill/northshore: arancia meccanica ed apocalypse now sono le linee lavorate piú cattive (ne parlo per sentito dire visto che non le ho mai fatte)
    hanno appena finito di sistemare la easy rider che é la piú facile, poi ci sono un paio di trail "classici". Malghette e Giada. A Fai fai tutto con la enduro ma anche con la dh_doppiapiastra perché non ci sono mai curve strette o passaggi stretti che mettono a disagio le macchine da gravity.
    Da pedalare in su c'é zero quindi dh machine approved.

    Ad andalo ci sono linee piú umane (ma da rispettare IMHO) perché se vai piano sono divertenti, se apri il gas devi saper guidare.
    I trail sono un po scassati ma a parte certi punti del secret, del bus del giaz, di cartoon e di giada con le enduro da 140 ok. Con la dh passi sempre, ma in certi punti forse devi anticipare un po le curve perché c'é qualche switchback peperino. Qui poco da pedalare in su. forse giusto il secret che per andare a prenderlo ha qualche rampa un po bastonatrice ma se non cerchi il tempo da kom si lascia spingeer facilmente per 20 min
    A molveno ci sono i trail piú facili... quelli che con la dh forse ti sembra di essere in ciclabile perché hanno tracciato con pendenze minime e curve non cattive. Sono linee per principanti o chi vuole prendere le misure... Io principalmente giro li.
    Per fare il bear trail o il from top to lake 80% meglio la enduro.

    ovviamente con l'asciutto.
    Col bagnato... diventa tutto piú difficile: enduro si, dh non so dirti

    In ogni caso ci sono un sacco di info sul sito e puoi chiedere nei tre negozi di bike che sono in area impianti.
    ciao



    -