11/02/2011
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11/02/2011

Io mi considero un privilegiato.
Privilegiato perchè abito in uno dei luoghi più belli d’Italia, e ce ne sono tanti.
Privilegiato perchè ho la possibilità di godermi i miei monti quando voglio, mi basta uscire di casa e sono lì per me.
Privilegiato perchè grazie alla mia due ruote posso permettermi giornate come quella che vi sto per raccontare.
Dopo un Autunno meteorologicamente infame, ultimamente siamo decisamente viziati da condizioni fuori dalla norma ma che permettono di andare a pedalare in posti che di solito raggiungiamo tra un paio di mesi.
Onestamente la decisione di andare a fare questo giro, comportava qualche perplessità, perchè la quota massima raggiunta è di 1570 Mt., e di solito al 5 Febbraio ciò è sinonimo di neve,ciaspole e pelli.
Però ce ne siamo fregati, abbiamo ragionato nell’ottica del proviamo e vediamo cosa ne viene fuori.
E se è vero che la fortuna aiuta gli audaci, oggi siamo stati decisamente fortunati.
Il giro è lungo, e quindi anche questo Sabato mattina la sveglia suona presto, ma il belle di alzarsi all’alba il Sabato è presto riassunto in questa immagine della mia splendida città.

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La partenza è fissata per le 8 da Argegno, e, incredibile ma vero partiamo con addirittura 2 minuti di anticipo…non mi era mai capitato.
Purtroppo la prima parte della salita coincide con la statale della Val d’Intelvi, quindi ci sorbiamo una buona dose di smog mattutino; meno male che non saranno tanti i Km. da percorrere su questa trafficata strada, giusto il tempo di arrivare Castiglione Intelvi che una deviazione ci permette di lasciare macchine e smog alle nostre spalle.
Saliamo in direzione di Pigra sempre su asfalto,

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e, con pendenze contenute, in solo un’ora arriviamo al piccolo paesino che sovrasta il lago.
Da quì in poi la salita si fa decisamente più ripida, ma i tanti splendidi scorci del Lario ci ammaliano al punto da non farci pensare più di tanto alla strada che ci manca da percorrere.

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Dopo l’ennesima curva, compare alla nostra vista il primo gran premio della montagna della nostra lunga giornata, l’Alpe di Colonno.

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Raggiungerla vuol dire innanzitutto avere davanti un paio di Km. di discesa fino al Rif.Boffalora, e soprattutto che 1000 dei 1500 Mt. di dislivello preventivati, sono ormai alle nostre spalle.
Passiamo via veloci dal Boffalora, ovviamente chiuso, senza fermarci perchè essendo in una zona d’ombra, la temperatura è decisamente poco indicata a chi come noi è diciamo “leggermente” accaldato.
Ci mancano ancora circa 5 Km. di salita con i tratti più ripidi ancora da affrontare…

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Grazie a Dio, l’ultimo pezzo spiana quel tanto che ci permette di assaporare il gusto della vittoria.
Difficile spiegare cosa si prova in questi momenti, ma sarà stata la giornata splendida, sarà il luogo a dir poco unico, sarà che il profumo di salsicce alla brace ci ha annunciato che contro ogni previsione il rifugio era aperto…sarà quello che volete, ma gli ultimi metri di salita ci sentivamo in Paradiso.

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Che figata!!!!!
Presenze al rifugio:3 umani, 1 cane e noi!!!!!!

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Alla fine è stato impossibile resistere ai profumi provenienti dalla cucina, ma stoicamente ci siamo concessi solo un paio di taglieri…coglioni dico io, quelle salamelle avevano un profumino!!!!

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Inutile dire che da lì non ci saremmo più alzati.
La cosa bella di questa situazione è che adesso ci aspettava quello per cui abbiamo tanto faticato stamattina…una delle più belle discese del nostro lago.
Io non l’avevo mai fatta, ma adesso che ci sono passato non ho nessun problema a definirla La Discesa più bella del nostro lago.
Purtroppo la prima parte, che sarebbe un traverso in leggera discesa, è ancora coperto dalla neve e ci costringe ad un’ora abbondante a piedi.

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L’unica consolazione in questo caso è il panorama…non sappiamo più da che parte guardare.

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L’alto lago.

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Il ramo di Como.

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Il ramo di Lecco.
Finalmente arriviamo in un tratto sgombro di neve, non vediamo l’ora di iniziare a scendere.

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Ancora un ultimo pezzo al traverso e finalmente siamo all’inizio di una lunga serie di tornati che ci condurrà a valle.

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Si tratta di un single track da favola, che ripaga ampiamente della fatica fatta in mattinata, anche io che adoro fotografare ho difficoltà a fermarmi perchè è semplicemente troppo bello!

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Dai pendi brulli delle quote alte si passa poi a splendidi boschi di castano, in cui la prerogativa è lasciar correre le nostre bici su morbidissimi letti di foglie secche.

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Dopo un tratto ripido e leggermente tecnico, arriviamo alla famosissima galleria, dove proviamo ad imitare precedenti spettacoli di equilibrismo, ma stavolta con scarsi successi.

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Purtroppo quì commettiamo l’unico errore della giornata…sbagliamo strada.
All’inizio l’idea era di arrivare alla Bocchetta di Nava e scendere a Griante, ma invece ci siamo trovati a percorrere una forestale che dopo un pò di tornanti ci ha condotto alle case di Nava, da dove avremmo ancora potuto raggiungere la Bocchetta, ma il Gps di Blucas era convintissimo che dovessimo continuare a scendere.
Poco male, è sicuramente uno dei tanti motivi per cui a breve ci torneremo.
Iniziamo la seconda parte della discesa, dopo aver rimediato all’unica foratura della giornata.

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Nella prima parte il sentiero è largo ma molto smosso, solo che abbiamo fretta quindi si mollano ulteriormente i freni.

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Dopo aver affrontato una ripidissima e non pedalabile parte a piedi, arriviamo alle case alte di Tremezzo ed in poco tempo anche all’asfalto.
Peccato per l’errore, ma nel complesso comunque una gran bella cavalcata.
Che io sia un ritardatario cronico (quando sono in bici) ormai è risaputo, e anche oggi non mi smentisco, avevo promesso alla mia Signora di essere a Como per le 16…bene sono le 16.30 e ci mancano ancora 8 Km. di statale e mezz’ora di macchina, quindi metto da parte le mie voglie fotografiche e giù il dente tutti in fila come i bitumari.
Peccato che io i 30 Km/h in pianura non li tengo e dopo una prima parte al comando mi ritrovo dapprima in coda ed infine solitario all’inseguimento dei miei compagni di sventura.
Faccio un primo pezzo cercando di recuperarli, ma una volta che mi rendo conto che tanto non ci riesco, rallento, mi godo l’ultimo sole sul mio bellissimo lago, ritorno ai momenti indimenticabili di questa lunga giornata e mi gusto gli ultimi colpi di pedale fino alla macchina.
Di solito quando finisco un giro, mi rimane la grande soddisfazione di aver potuto visitare un posto, o di aver conosciuto delle persone che con calma sono diventate amici veri; oggi senza ombra di dubbio l’unica cosa a cui riesco a pensare è che se domani mi chiedessero di tornare a farlo direi di si subito, nonostante adesso un pò le gambe mi facciano male, nonostante quei 27 Km. di salita che bisogna affrontare prima di poter iniziare a divertirsi.
Oggi ho scoperto il mio Giro con la G maiuscola, chi me l’ha consigliato la sapeva lunga.
Ce ne saranno sicuramente altri altrettanto belli, ma questo sarà sempre speciale.
Grazie agli Amici che mi hanno accompagnato.
Alla prossima.

Ga.

Testo e foto di Pes de Lac