La migliore innovazione del decennio su protezioni e accessori

La migliore innovazione del decennio su protezioni e accessori

Staff, 26/12/2019

Secondo appuntamento con la serie di sondaggi con i quali votare gli elementi per il quale verrà ricordato il decennio che si sta per concludere. Dopo aver votato per l’innovazione più eclatante del decennio per quanto riguarda la mountain bike e i suoi componenti, dove ha vinto con netto vantaggio il reggisella telescopico, ora vi chiediamo di eleggere l’innovazione più importante che ha coinvolto il mondo delle protezioni e degli accessori per la MTB.

Tra le opzioni di voto abbiamo inserito i caschi scomponibili, il sistema MIPS, i materiali morbidi usati per le protezioni derivati da fluidi non newtoniani come D3O e Sas-Tec, la protezione spinale integrata negli zaini, i vari sistemi di cinghie portaoggetti per fissare attrezzi e camere d’aria al telaio, i multitool da integrare all’interno dei componenti della bici (cannotto di sterzo, manubrio o perno delle pedivelle).

La migliore innovazione del decennio su protezioni e accessori

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Commenti

  1. Fluidi non newtoniani perché penso che tra non molto potremo fruire di protezioni estremamente performanti.
  2. pk71:

    Io ho votato il MIPS, tre anni fa l’ho provato sulla mia pelle e posso dire che ha funzionato.
    andy_g:

    Ho votato il MIPS,, perché aumenta davvero la sicurezza, anche se ci sono alcuni sistemi simili che lo hanno preceduto e vengono utilizzati tuttora da alcuni marchi.
    Anch'io ho votato Mips che però non vincerà perché molti biker non sono consapevoli della differenza in termini di sicurezza.
    Io l'ho scoperto tempo fa grazie ad un intervento del mitico @Hot
  3. frenk:

    Tutte innovazioni utili e intelligenti, ma quella che ritengo veramente un miglioramento rispetto al passato riguarda i fluidi non newtoniani. Prima di questi "nuovi" materiali che permettono di creare delle protezioni snelle e funzionali, si utilizzavano ingombranti gusci in plastica rigida che sistematicamente si spostavano durante il riding (ginocchiere e gomitiere che scendevano, paraschiena che rimbalzavano sulla schiena) e a volte anche in caso di caduta, oltre a essere veramente scomodi per pedalare, quindi o si mettevano nello zaino o si legavano sulla bici, restando spesso senza protezioni nei saliscendi. Ora si possono indossare a inizio giro e dimenticarsi di averle addosso per tutto il giorno, assicurando un ottimo livello di protezione costante senza impacciare e limitare nei movimenti. A mio avviso è l'innovazione degna di rappresentare l'evoluzione delle protezioni di questo decennio, determinante nel cambiare il modo di andare in bici e quindi nel delineare la moderna MTB.
    Concordo su tutto.
    E credo che gli studi in corso tra breve miglioreranno ancora di più questa tecnologia (leggerezza e protezione).