La prima bici stampata 3d

La prima bici stampata 3d

David Roilo, 14/02/2014
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David Roilo, 14/02/2014

E’ un po’ ormai che si sente parlare di stampanti 3d. Quelle più popolari permetto di di partire da disegni in cad per produrre oggetti in plastica, ma non tutti sanno che esistono stampanti 3d che permettono di produrre oggetti in metallo.
Il produttore di bici inglese Empire in collaborazione con Renishaw ha quindi prodotto una bici in titanio con una stampante 3d.
La base è quella della MX6, già presente (in alluminio) nel catalogo di Empire.

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La stampa 3d ha dei vantaggi nel senso che non ci sono i limiti imposti dagli stampi che si usano attualmente nella forma che si vuole dare ai tubi. Ad esempio, tutti i componenti del telaio Empire stampatp hanno spessori nominali di 1mm, compreso il castelletto della sella, anche se sembra pieno.
D’altra parte, la stampante 3d usata non permetteva di disegnare il telaio intero, ma bisognava farlo stare tutto in un parallelepipedo con base quadrata del lato di 25cm e altezza non superiore ai 30. Si sono divisi quindi i tubi in più parti stampate contemporaneamente, che poi andranno incollate.

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Il telaio così prodotto pesa 1400g, 700 in meno rispetto a quello della empire in Alluminio.

La tecnica usata si chiama laser melting (fusione laser) e funziona più o meno così: il progetto in CAD viene innanzitutto affettato in strati dello spessore tra i 20 e i 100 micron  che verranno poi depositati uno sull’altro durante la stampa. La stampa consiste nella stesura di un sottile strato di polvere di metallo finissima su un substrato. Un laser incide a questo punto sulla polvere, facendola fondere nelle zone in cui si intende depositare il metallo. Il tutto avviene in atmosfera controllata, con ossigeno in quantità più possibile ridotte, così si evita la formazione di ossido.
Dopo il primo strato si procede con la stesura di altra polvere, un’altra laserata e così via. Fino ad avere l’oggetto completo.

Renishaw sta lavorando per fare una cosa simile sull’Alluminio. La difficoltà principale sta nel fatto che l’alluminio riflette il laser molto di più, quindi ci vuole un laser molto più potente (e una macchina molto più costosa) per stampare il telaio.

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Al momento questo progetto non è applicabile su larga scala per via dei costi, ma nulla impedisce che si possa usare in futuro, se non per telai completi, per alcune componenti.