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Mountain Bike: una prospettiva femminile

Mountain Bike: una prospettiva femminile

21/03/2018
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21/03/2018

Molte volte mi è capitato di dover rispondere alla domanda: “Come fa una ragazza ad appassionarsi a uno sport così pericoloso?” Effettivamente per molte persone, soprattutto se estranee a questo sport, è difficile pensare che una donna possa trovare la motivazione per salire su una mountain bike e girare nei boschi a tutta velocità lungo sentieri spesso sconnessi e impegnativi. La risposta è per me semplice e naturale: la sensazione di benessere che provo mentre sono in bici e la voglia di migliorare mi spingono a superare i miei limiti facendo fronte ai rischi e alle varie complicazioni, consapevole che come donna posso affrontare tutte le difficoltà di questo sport con forza, coraggio e determinazione al pari di un uomo.

Ogni uscita in mountain bike è per me un momento di condivisione. Con il gruppo di amici ma soprattutto con le altre ragazze è possibile consigliarsi e confrontarsi, imparando reciprocamente da punti deboli e punti di forza. I compagni di pedalate però non sono sempre presenti e questo costringe ad affrontare alcune uscite in solitaria.

Ricordo l’ansia che provavo durante le prime uscite da principiante, da sola nel bosco, quando mi assaliva la paura di farmi male seriamente in una delle numerose cadute, tanto da non riuscire più a rialzarmi. In poco tempo ho dovuto imparare a gestirmi e a cavarmela da sola, riparando la bici quando necessario, rialzandomi dopo le cadute e ritrovando sempre le energie, sia fisiche che mentali, per proseguire. Ora quelle uscite da sola con me stessa hanno un sapore differente e cerco sempre di godermele al massimo.

La natura dona una sensazione di libertà assoluta. In simbiosi e in perfetta sintonia con la mia bici mi sento immersa nel silenzio del bosco, rotto solamente dal suono dei copertoni sul terreno. I pensieri si azzerano e nella mia testa risuonano il respiro e il battito del mio cuore che scandisce il ritmo sui pedali o tra le curve di un trail.

A proposito di rischi, tutti noi biker, donne e uomini, siamo consapevoli di quanti ne riservi la MTB. Non è detto sia sempre così ma, geneticamente, le donne risultano più prudenti e meno propense al rischio rispetto agli uomini ed è probabilmente per questo che il numero di donne in mountain bike, seppure in crescita, è comunque inferiore a quello degli uomini. Quelle che si avventurano in questa emozionante disciplina, devono fare i conti con lividi, cicatrici e purtroppo anche con qualche infortunio di più seria entità. Per chi conosce cosa offre la MTB sull’altro piatto della bilancia, le cicatrici non rappresentano un problema, ma molte ragazze, che alle conseguenze estetiche sono spesso più attente degli uomini, non si avvicinano alla mountain bike proprio per questo timore… e non sanno cosa si perdono!

Per quanto la situazione in generale stia migliorando in diversi ambiti, nel mondo della MTB esistono ancora numerosi pregiudizi e stereotipi sessisti che relegano la donna in secondo piano, come un’eterna principiante. Sta a noi dimostrare il contrario ma sta soprattutto agli uomini dimostrare maggiore apertura nei nostri confronti. Molti non sono in grado di accettare che la donna possa essere atleticamente preparata o abile nella guida oppure competente a livello tecnico.

Se la biker ha del talento, molti ragazzi vedono minato il loro predominio maschile mentre altri si prodigano in complimenti infilandoci sempre in mezzo un “per essere una donna”. Nel caso in cui la donna sia invece una principiante, all’interno di un gruppo di ragazzi viene vista come l’anello debole che lo rallenta, intralciandone il divertimento, forse più di quanto non si faccia con un principiante uomo. Così facendo non la si stimola a migliorare. Oppure le si sta addosso con esagerata attenzione e/o preoccupazione, che non si avrebbero per un compagno di uscite maschio. In realtà tutto ciò che vorremmo è poter uscire in compagnia, condividendo una passione con entusiasmo e divertimento, come farebbe chiunque, a prescindere dal fatto che sia uomo o donna, senza essere guardate con occhi diversi.

Alcuni risvolti sessisti riguardano anche le aziende e il modo di alcune di loro di porsi verso il mercato femminile. Secondo voi, è giusto creare dei prodotti specifici per le donne? A mio parere lo è quando vengono realmente studiati e progettati per migliorare le prestazioni di una donna, che per alcuni aspetti ha caratteristiche anatomiche diverse da quelle maschili.

Sicuramente non lo è quando i brand, per creare una linea femminile, reputano sufficiente colorare di rosa o fucsia un prodotto entry level. Lo stereotipo della Barbie e del binomio donna/rosa è diventato ormai un cliché banale che non ci appartiene. La necessità di avere prodotti performanti invece, siano questi bici, componenti, abbigliamento o protezioni, non è affatto banale. Considerando che sono ben pochi i marchi artigianali che realizzano articoli su misura, ben vengano le aziende che si focalizzano sul settore donna con la stessa cura e attenzione che rivolgono al resto della gamma, offrendo prodotti di qualità e congrui con le nostre caratteristiche anatomiche.

Dovrebbero essere consapevoli che in alternativa, piuttosto che comprare un articolo da donna mediocre e poco performante, saremo sempre più orientate verso un prodotto unisex di qualità. D’altra parte questa attenzione specifica verso il mondo femminile è una faccenda piuttosto recente che speriamo continui a evolversi nella giusta direzione.

Insomma la dimensione femminile della MTB amatoriale, quella delle uscite tra amici e del tempo libero trascorso in bicicletta, sta crescendo sempre di più, non solo in quei paesi esteri dove la mountain bike è largamente diffusa, ma anche in Italia. Incontrare delle ragazze biker ormai è molto frequente e negli occhi di ognuna brillano le stesse emozioni di qualunque rider: la voglia di divertirsi, di mettersi alla prova ed emozionarsi in sella godendosi la natura, il sole (quando possibile) e il vento sulla pelle. Enjoy the ride!

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dott_djalemario
dott_djalemario

“Come fa una ragazza ad appassionarsi a uno sport così pericoloso?”
Allo stesso modo in cui ci si appassiona un ragazzo..
Brava Simona ottima riflessione!

eliografo
eliografo

citazione “le si sta addosso con esagerata attenzione” chissà come mai… soprattutto se è carina

Comunque: più quote rosa in mtb fanno solo bene, complimenti per l’articolo, Simona.

v99716
v99716

Brava Simona
Ti aspettiamo presto a Sestri

Pan-Bagnat
Pan-Bagnat

Grazie per questo articolo. Sto portando mia figlia di 7 anni alla scuola di MTB e la tua esperienza mi sarà utile per accompagnarla al meglio in questa esperienza.

pk71
pk71

Solo una parola, Brava!
Da marito di una donna che ha molte preoccupazioni durante i giri in mtb spero anche che questi articoli possano aumentare in lei è in tutte le altre quella consapevolezza che gli permetta di fare quel passetto in più verso questo sport. Donne in bici c’è ne vuole di più perché girare con la moglie/compagna è veramente una bella esperienza.

Pietro.68
Pietro.68

spero che sia come dici tu e che le ragazze che vanno in MTB siano sempre di più.
Per quello che vedo io sono come la mosca bianca, più unica che rara…

albatros_la
albatros_la

L’ISTAT ci dice che le donne che vanno in bicicletta (non solo MTB…) sono aumentate del 9 % dal 2006 al 2015. Nel contempo, però, è aumentato anche il numero totale di ciclisti e il divario tra uomini e donne. Infatti nello stesso lasso di tempo i ciclisti maschi sono aumentati del 24 %. Quindi sì: la presenza femminile è aumentata, ma rispetto al numero totale di cicliste ne vediamo, in proporzione, meno di prima.

DIRT RIDER
DIRT RIDER

vai all’estero a vedere và….

papito51
papito51

forse il miglior articolo letto nel forum finora! bravissima, anche se non ti conosco traspare che dimostri una forza di carattere che TANTI maschietti se la sognano…

albatros_la
albatros_la

Ottimo articolo, con un punto di vista interessante anche perché… competente! Pienamente d’accordo sull’idiozia del “telaio rosa”, piuttosto scettico – invece – sulla necessità di un telaio ad hoc. Le bici e la componentistica del giorno d’oggi sono così varie da marchio a marchio, da modello a modello e di anno in anno che una corretta permutazione del trittico e delle pedivelle fa coprire – molto probabilmente – alle bici “maschili” tutte le quote di una bici “femminile”. Forse è sufficiente un allestimento ad hoc, più che un telaio ad hoc. L’unica cosa che vedo come necessariamente specializzata – per ovvi motivi – è la sella, anche se è probabile che anche in questo caso ci siano molte selle “unisex” che sono perfettamente idonee anche per una donna (dopotutto, anche per l’uomo la sella deve avere un buono scarico centrale e un adeguato appoggio ischiatico). Esco anch’io da solo nel bosco, anche se è un bosco molto frequentato (e comunque sempre tracciato in real-time, con link consegnato a chi può buttaci un’occhiata se non mi vede tornare…). In generale, però, penso sia meglio se posso uscire con un altro ciclista, soprattutto in zone poco frequentate e magari per diverse ore. D’altro canto le escursioni in montagna a piedi in solitaria sono sconsigliate per il rischio di non avere un supporto immediato nel caso succeda qualcosa. È una questione di sicurezza piuttosto che una questione di genere o di tipo di sport. Basta un malore, un banale svenimento, e le cose,… Read more »

ddg

complimenti per questo bellissimo articolo, purtroppo è vero che di donne bikers come me ce ne sono poche e che ci sono molte più stradiste sulla bici da Corsa…
Io ho entrambe le bici e mi diverto! [emoji2]

ddg

Riguardo il telaio secondo me vanno bene quelli unisex però devono avere attacco manubrio, sella e pedivelle apposite

tylerdurden71
tylerdurden71

In Italia sono poche, cultura retrograda per quanto riguarda le donne. Basta girare in Slovenia o Austria e il numero cresce di molto.

lumerennù
lumerennù

La mountain bike è pericolosa? Dal punto di vista dell’escursionista del WE, direi molto meno di tanti altri sport, calcetto in primis, dove gli infortuni, specie tra i praticanti di mezza età, sono molto frequenti.
Dalle nostre parti di donne ce ne sono veramente poche e tutte – o quasi – praticano l’XC. In ambito AM non ce ne sono proprio. Da un lato è meglio, perché così le mogli non hanno alibi per rompere le scatole e ci lasciano liberi con maggiore tranquillità (qualcuno potrebbe brontolare per questa affermazione, ma è la realtà), da un altro punto di vista è peggio perché quando gli uomini stanno da soli regrediscono allo stato di Neanderthal… la presenza femminile costringe a tornare civili e sicuramente dona maggiore allegria (ricordo che quando arrampicavo c’erano anche alcune ragazze e tutto sembrava più “colorato”).

ddg

non tutte le mogli rompono le scatole ai ciclisti, anzi c'è chi è come me e vuole pedalare insieme al compagno e spingerlo a pedalare di più di quanto faccia, cioè pedalare quanto me…

lumerennù
lumerennù

il senso di quello che ho detto è che se una moglie sa che il marito va in bici con soli uomini sta più tranquilla. Non ho detto che brontolerebbe se con noi ci fosse una donna, come non brontolava quando nel gruppo di arrampicata c’erano alcune ragazze, ma sicuramente sta più tranquilla. E’ umano.

makihl
makihl

Io e il mio compagno siamo una coppia fortunata perchè possiamo condividere questa nostra passione e non c’è niente di più bello. Consiglio a tutte le ragazze di lanciarsi e provare perchè le emozioni che da la mtb sono impagabili.

marco82kg
marco82kg

A proposito del dualismo ragazze=anello debole, vi garantisco che quando la mia ragazza esce con noi, siamo noi l’ anello debole!!! E tutto con un quarto dell’allenamento nostro e fregandosene di telai rosa e geometrie al femminile!!!

delobo

Bell'articolo:prost:

BAILARò
BAILARò

brava Simona finalmente qualche voce femminile io vado in bici da tanti anni e non ho mai sentito la necessità di avere prodotti “dedicati”. per quanto riguarda la mia esperienza posso dire che la maggior parte delle volte che ho avuto modo di girare con gruppi di uomini ho visto sguardi preoccupati o scettici della serie: ecco ora questa ci rallenta, ci tocca fare sentieri facili ecc ecc, non penso che questo atteggiamento cambierà mai

mauru
mauru

La cosa che mi infastidisce di più di questo articolo è che se dovessi uscire con te cara Simona, mi dovresti aspettare ad ogni tornante… 😀
Detto questo condiviso in pieno quanto hai scritto, io ho due bambini (oddio uno è all’inizio della fase adolescenziale adesso) e non vedo l’ora di portarmeli in giro “seriamente” in bici, ma se devo essere onesto avessi anche avuto due bimbe la volontà sarebbe stata identica. Ovvio poi senza obblighi: se la disciplina non ti piace, vai a fare altro…sono sicuramente cresciuto in una generazione dove bambino=calcio e bambina=pallavolo, ma con il tempo ho capito che non c’è molta differenza tra uomo e donna, sullo sport conta applicarsi, avere passione poi i risultati, in molti frangenti fanno performare meglio un uomo di una donna, ma li è una questione di fisico. Personalmente non conosco molte signore che escono in MTB, nella mia squadra siamo 40/45 bei maschietti, ma nessuna donna, manco le consorti, ma non avrei alcuna remora ad avere come compagne di uscita, avrei solo delle “pare” dovesse aspettarmi, ma sono le identiche “pare” che ho quando esco con uomini che vanno il doppio di me (e non ci vuole poi molto).
Ecco, prendo una passaggio del tuo articolo “La risposta è per me semplice e naturale: la sensazione di benessere…” il benessere non è maschio o femmina, è benessere punto e basta!
Mauro

SilviBike
SilviBike

Ci vorrebbero più ragazze in giro per le montagne su una MTB

MauroPS
MauroPS

La mia compagna mi segue con la mia bici precedente, siamo alti uguali e siamo entrambi principianti. dalla sua il vantaggio di non prendersi mai il minimo rischio. e alla fine va dove vado io, anche se a velocità minore.

Comunque vedo spesso coppie andare in mtb insieme nei boschi.

ellenwager
ellenwager

lo scorso weekend cé stato un raduno a massa vecchia di solo donne in mtb

Alex59
Alex59

Leggendo l’articolo sembrerebbe che la mtb sia solo discese a palla su sentieri impervi e pieni di ostacoli. Detta così forse non induce una donna a iniziare la pratica di questo sport.
Credo che prima dell’adrenalina che parte nello scendere a velocità, ci sia la gioia e la serenità di pedalare in un bosco, senza i rumori della città, a stretto contatto con la natura e questo lo può provare chiunque decida di posare le terga su di una mtb e di togliersi dall’asfalto.
Il resto viene dopo, gradualmente, mano mano che si acquisisce la tecnica e di conseguenza, la sicurezza di condurre un mezzo a due ruote, giù per i pendii.
Questo, almeno, è il mio pensiero è la mia esperienza.

boliviano
boliviano

La mtb pericolosa? Conosco più calciatori infortunati che biker…

spiri
spiri

“Come fa una ragazza ad appassionarsi a uno sport così pericoloso?” una domanda senza senso! lo sport e’ sport.

Gianz

Articolo interessante, ma concordo con chi dice che MTB non è solo gettarsi a palla giù per strade scassatissime, sentieri mortali e salti assassini… c'è anche una MTB un pelino più tranquilla, abbastanza sicura e meno pericolosa, per esempio, del girare su certe piste ciclabili con incroci a raso per le auto. O della bici da corsa su statali alle 18.30, quando la gente esce dal lavoro, è velenosa e soprattutto ha tanta fretta.
Da queste parti donne in bici no tante. Ho visto un certo aumento con l'e-bike, dove solitamente lei sta sull'elettrica e lui sulla muscolare. Certo, conosco donne che vanno in bici, e solitamente son tutte abbastanza forti. Sembra quasi che ci siano poche vie di mezzo nel ciclismo femminile: o non si fa, o si fa in maniera decisa.
L'anno scorso ho incrociato una tizia che stava cercando la strada per una delle più toste salite della zona (per chi è vicentino e dintorni, la salita da Recoaro a Campogrosso). Era inverno, c'era la neve, e lei proveniva da Verona, tutto in bici! Una donna del genere, che ti confessa che non ha nemmeno la patente e si sposta solo in bici, ti fa innamorare da una parte, e autocriticare dall'altra (vedi, che scarso che sei? Zappa che non sei altro! Incapace, pedala!!! etc etc etc… :smile:). Insomma: speriamo nell'aumento di quote rosa in questo come in tanti altri sport.

ddg

per me la Mountain Bike è sano divertimento ed una bici multiuso per sterrati, strade bianche, single track, fango, spiaggia ed anche asfalto, oltre che sul ghiaccio invernale ma comunque percorsi non troppo difficili né troppo pericolosi