Nicolai e Ravanel vincono la combattutissima Dolcenduro 2017

Nicolai e Ravanel vincono la combattutissima Dolcenduro 2017

09/03/2017
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09/03/2017

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[Comunicato stampa] Probabilmente in questo momento gli analisti dei siti di previsioni meteorologiche si stanno chiedendo il perché di così tante ricerche fatte su Dolceacqua il weekend scorso. Da quattro anni a questa parte la gara è accompagnata dal brivido causato dal clima che in un paio di giorni spazia attraverso tutti i tipi di condizioni.

La domenica di gara è stata infatti preceduta da una bella nevicata sulle alture di Dolceacqua, il venerdì mattina e un forte acquazzone il sabato, indicato da Supernatural, gli organizzatori dell’evento, quale giornata ufficiale di prove libere.

Due le le speciali aperte su tre con l’ultima, un vero e proprio volo a picco sul castello del piccolo borgo medievale, aperta esclusivamente alle ricognizioni a piedi. Una scelta dettata dal fatto di contenere i danni al fondo del sentiero. 230 iscritti alla prima prova del circuito URGE 1001 Enduro Tour, l’unica tappa ad essere organizzata al di fuori della Costa Azzurra. Un prologo voluto dagli organizzatori come momento di confronto tra i piloti Italiani e quelli Francesi.

Nel tempo poi la Dolcenduro ha assunto connotati da competizione internazionale, un vero e proprio meeting per verificare la preparazione atletica e l’efficacia dei mezzi, con la presenza quest’anno di Tracy Moseley, Cecile Ravanel e tra gli uomini, Florian Nicolai, Adrien Dailly, Alex Cure, Thibaut Daprela, Kevin Miquel, Jose Borges, Dimitri Tordo, Premek Tejchman, Julien Camellini e Robin Wallner. Sulla linea di partenza anche il team ChainReaction Mavic, con Sam Hill, Mike Jones, Elliott Heap e Nigel Page.

Assenti purtroppo quasi tutti i piloti di punta italiani, con Nicola Casedei e Tommaso Francardo, direttamente dai campi di gara DH all’enduro a tempo pieno da questa stagione, in forza al team Supernatural Nukeproof.

A vincere è Florian Nicolai, seguito da campione del mondo in carica Adrien Dailly e dal giovane pilota della Costa Azzurra: Alex Cure. Il vincitore primeggia in tutte e tre le prove speciali, vincendo la seconda e la terza e guadagnando quindi l’onore di dare il nome all’ultimo sentiero (“Flying Flo”), creato proprio in occasione della Dolcenduro ed utilizzato come speciale cronometrata.

Tra le donne a vincere è Cecile Ravanel, seguita dall’inglese Tracy Mosley e alla giovane e promettente Julie Duvert.

Nella TOP 20 brillano Nicola Casadei (CMC Cycling Team) al 13° posto, Tommaso Francardo (Supernatural Nukeproof Cycles) e il toscano Giorgio Lazzoni (Team Maggi Off Road), rispettivamente 14° e 18°.

Archiviata la Dolcenduro 2017 riprende ora il lavoro di Supernatural nel territorio a cavallo tra il confine italo-francese, con le escursioni guidate, gli shuttle e la massiccia opera di trail-building in sei spots differenti, una vasta area che si espande dal Mar Mediterraneo alle Alpi.

Classifiche complete

      

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PaolinoWRC

altra gara da mettere nella lista dei “prima o poi la faccio” 😀

E
ecox

Ci sarebbero da dire tante cose, queste gare dovrebbero essere il terreno per confrontarsi con i fortissimi rider francesi, quindi bisognerebbe fare queste gare e non le gare dietro casa!

teoDH

eh ma vuoi mettere tra vincere la garetta tra gli amici e pigliarsi randellate dai cugini francesi…

zipo1967
zipo1967

Avete ragionissima!!
I nostri “top rider” fanno le garette di casa per vincerle, poi all’ EWS fanno 50esimi
( e se la menano pure… )
Mi sembra che gli Importatori che fanno da “sponsorizzatori ” preferiscano vincere a rive rosse così vendono qualche telaio….
così però i nostri piloti non miglioreranno mai…

teoDH

E ti dirò di più, quelle due o tre stagioni in cui l’enduro avevaqualche rider (Bruno e Sottocornola) che riuscivano a stare davanti a gente come Clementz, Barel, Vouilloz, Lopes, era perchè per molte stagioni hanno corso insieme ai francesi, come Amour, e a forza di prendersi mazzate sono arrivati poi a darle loro, le mazzate…
Dopo quel breve periodo, l’enduro italiano è tornato ai livelli in cui è ora… e la creazione di mille circuiti poco più che casalinghi non aiuterà certo a risalire nelle classifiche internazionali.
In quello, la DH si sta organizzando molto meglio, con tanti giovani che vanno a confrontarsi all’estero, a far gare, ma siamo sempre punto a capo, la DH è una disciplina organizzata che ha un tecnico e una nazionale, l’enduro è e rimane una disciplina poco più che amatoriale, anche se qualcuno si autodefinisce “PRO”

G
Giocody

Bravo Nico!

lollo72

Personalmente penso che il problema non sia il fatto dei pro nazionali che non vogliano confrontarsi con i transalpini, ma piuttosto che ci sia stata una concomitanza nelle date degli eventi ; probabilmente ci dovrebbe essere più collaborazione da parte dei vari organizzatori nello stilare i calendari per non “rubarsi” a vicenda gli atleti top , ma purtroppo ultimamente l’organizzazione dei vari eventi enduro è forse un pò troppo lasciata allo sbando e manca una vera “regia” nazionale.
Nel DH le cose sembrano essere migliori dal punto di vista organizzativo ad esempio con il circuito Gravitalia , ma anche qui se poi guardiamo a livello internazionale non è che vediamo i nostri atleti spopolare nelle parti alte delle classifiche !
Comunque va dato atto alle varie organizzazioni di cercare di promuovere l’enduro in Italia ( e a vedere il numero di inscritti superiori ai 200 in entrambe gli eventi del 05-03-2017 fa capire che il fenomeno enduro è ancora apprezzato ) , certo che ognuno cerca di tirar acqua al proprio mulino e alla fine si possono creare situazioni di concomitanza , ma come ripeto non credo che siano decisioni prese dagli atleti ma piuttosto dai loro sponsor .

A
anet80

le concomitanze non fanno bene a nessuno, ma nessuno lo capisce, la Federazione se ne sbatte tanto a loro i soldi da organizzatori e atleti nell’immediato arrivano comunque, e questo accade ancora più spesso nell’XC e nelle GF dove ogni domenica ci sono concomitanze ridicole a distanza di un ora e mezza di macchina una dall’altra… risultato? l’anno dopo si perdono gare anche valide perchè con 150 partenti, di cui 100 di categorie agonistiche che non pagano (ridicolo), non si rientra nemmeno delle spese, salvo eccezioni… e allora via con gare a costo zero e impegno zero che non fanno altro che abbassare il già scarso livello della mtb italiana!

verderame
verderame

Ciao a tutti! mi permetto di scrivere in quanto uno degli organizzatori della Dolcenduro. E’ vero, purtroppo quest’anno sono venuti a mancare tutti i TOP riders Italiani, cioè quelli che avrebbero potuto confrontarsi realmente con i forti piloti della Costa Azzurra. Penso che la concomitanza di data sia nata in modo del tutto causale, nel senso che di certo da parte nostra non c’è il benché meno interesse a portare via atleti da altre gare. Chi ci conosce infatti sa bene che per noi vige il motto: “Chi c’è c’è e chi non c’è amen…” Non abbiamo sicuramente stress se c’è o meno la partecipazione di qualcuno. Certo, il fatto di non avere avuto italiani di quel calibro ci è dispiaciuto, ma solamente a livello sportivo, in quanto per noi l’enduro e la MTB in generale sono la nostra quotidianità. In realtà, a parte gli inviti degli scorsi anni, che ci è sempre parso doveroso fare in quanto pensiamo sia giusto supportare i “nostri” nel modo che possiamo, l’ago della bilancia ha sempre puntato verso la Francia, forse perché la gara è troppo dura, troppo diversa dal format al quale gli italiani sono abituati, al fatto che ci sono tanti “Signor Nessuno” che menano come dei tamburi…non so…è difficile a dirsi. Forse tutto di queste cose, forse altro…Quello che ci è sempre interessato invece e che tutti, Italiani soprattutto, venissero qui per avere il massimo che possiamo offrire e per tornare a casa con una bella esperienza in tasca ricordandosi… Read more »