Pastiglie freno contaminate? No problem!

Pastiglie freno contaminate? No problem!

22/08/2012
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22/08/2012

di Daniel Naftali

Una bomboletta di olio spray puntata male, una perdita di olio dai freni o dalla forcella: sono tante le cause che possono far venire in contatto le pastiglie dei freni con oli e lubrificanti di vario genere.

Quando questo si verifica le pastiglie assorbono la sostanza lubrificante con un risultato disastroso: invece di frenare, la pastiglia scivola sul disco rendendo inefficace la frenata. Impossibile usare la bici in queste condizioni, bisogna fare qualcosa. Quest’oggi vedremo alcuni trucchetti per recuperare delle pastiglie contaminate.

Il problema
A causa di una guarnizione consumata sul piede del fodero, l’olio della forcella è trafilato, colando inesorabilmente sul disco e sulla pinza freno. Il risultato è che il freno davanti non funziona più a dovere. Una contaminazione non da poco: l’olio per sospensioni è veramente duro da togliere.

L’olio, contaminando le pastiglie, ha reso inefficace il freno anteriore: anche pinzando in maniera decisa la ruota rallentava a malapena. Difficile girare in queste condizioni…

La prima cosa che bisogna valutare è se vale la pena intervenire: se le pastiglie sono quasi finite, tanto vale cambiarle direttamente con un paio nuovo. Se però, come nel nostro caso, le pastiglie sono nuove o ancora in buone condizioni è un peccato buttarle via e vale la pena provare a pulirle.

Dico “provare” perché non sempre è possibile recuperare una coppia di pastiglie contaminate. Bisogna innanzittuto intervenire subito per evitare che l’olio venga assorbito dal ferodo. Più si aspetta peggio è. Capita comunque che alcune volte la contaminazione sia tale da non permettere un recupero delle pastiglie: in tal caso la sostituzione è l’unica alternativa.

Al lavoro: smontaggio e pulizia.

La perdita di olio è stata importante ed ha sporcato tutta la zona del fodero basso sinistro. Pinza freno, adattatore e disco sono tutti unti e l’olio ha fatto attaccare la polvere che in questa stagione abbonda sui sentieri: un vero disastro!

1) Smontaggio ruota e rimozione pastiglie: cominciamo con lo smontare la ruota e con il rimuovere le pastiglie dalla pinza freno.

Per la rimozione delle pastiglie, ogni modello ha la sua procedura. Nel caso dei formula The One le pastiglie si rimuovono svitando il perno di fissaggio e tirando le pastiglie verso la parte posteriore della pinza.

2) Pulizia disco: rimossa la ruota, provvediamo a pulire il disco. A differenza del ferodo, l’acciaio del disco non assorbe l’olio. Tuttavia con il calore e lo sporco è facile che si formi una patina untuosa di colore nerastro incollata sulla superficie frenante: questa patina di olio bruciato e sporco va rimossa. Inoltre l’olio tende a rimanere intrappolato nei fori di raffreddamento, con il rischio che vada poi a ricontaminare le pastiglie una volta che le abbiamo pulite. E’ quindi importante pulire il disco accuratamente.

Per la pulizia utilizziamo alcool isopropilico, un prodotto specifico per la pulizia dei dischi o in alternativa alcool etilico. Se ce l’abbiamo una bella passata con un detersivo sgrassatore e l’idropulitrice male non fa: aiuta a rimuovere l’olio dai fori di raffreddamento. Utilizziamo per la pulizia uno straccio di cotone robusto e leggermente ruvido: ci aiuterà a rimuovere la patina dal disco.

3) Pulizia pinza: l’olio ha sporcato anche tutta la pinza freno. L’olio, mischiandosi con la polvere, crea un impasto che può bloccare i pistoncini. Dobbiamo pulire quindi tutto con cura.

Sempre con l’alcool isopropilico, prodotto per la pulizia dei freni o in assenza di questi due alcool etilico, puliamo accuratamente sia l’esterno che soprattutto l’interno della pinza. Puliamo anche i due pistoncini, facendoli uscire alternativamente: in questo modo elimineremo ogni residuo di olio che farebbe attaccare sporco e polvere, creando un impasto dannoso per lo scorrimento dei pistoni.

A questo punto non ci resta che cercare di recuperare le pastiglie. Ci sono diversi metodi, partiamo da quelli meno invasivi ma anche meno efficaci.

Metodo 1: lavaggio

Il primo metodo è molto semplice e prevede semplicemente di lavare la pastiglia.

Il lavaggio va bene se la pastiglie è stata contaminata da poco e l’olio non è ancora stato assorbito.

Per prima cosa con un pezzo di carta assorbente tamponiamo la superficie cercando di assorbire quanto più olio possibile.

In seguito procediamo alla pulizia utilizzando alcool isopropilico e/o uno sgrassante come lo Chante Claire. Personalmente preferisco passare prima l’alcool, poi con sgrassante, uno spazzolino ed abbondante acqua cerco di togliere eventuali altri residui strofinando con cura, per poi passare nuovamente l’alcool isopropilico e rimuovere eventuali tracce di detersivo rimaste. Funziona molto bene come metodo e lo sgrassatore non rovina assolutamente la pastiglia: in fondo è sempre un detersivo. Attenzione invece ad utilizzare sgrassatori industriali che potrebbero contenere agenti lubrificanti: il rischio è di peggiorare ulteriormente la situazione!

Metodo 2: diamogli fuoco!

Può sembrare una pazzia, ma in realtà il fuoco è un ottimo sistema per pulire le pastiglie. Se ci pensiamo bene infatti gli oli lubrificanti sono spesso composti da idrocarburi e questi sono un ottimo combustibile. La pastiglie è di un materiale refrattario molto resistente al calore, quindi alla fine questo sistema non è poi così assurdo.

Poiché comunque il calore di una fiamma è elevato, sconsiglio di utilizzare questo metodo con le pastiglie organiche. La resina che compone il ferodo di queste pastiglia infatti tende a cristallizzare alle alte temperature ed il rischio è che la pastiglia si indurisca, perdendo potenza frenante. Personalmente quindi utilizzo questa tecnica solo su pastiglie semi-metalliche e metalliche.

Il metodo è semplice: prendendo la pastiglia con una pinza, la posizioniamo con il ferodo rivolto verso la fiamma. Avviciniamo la pastiglia alla fiamma, facendole fare alcune passate su di essa. Cerchiamo di non tenere la pastiglia nel fuoco per più di un paio di secondi, per evitare che si surriscaldi eccessivamente e si vetrifichi. 2-3 passaggi sulla fiamma e l’olio dovrebbe bruciare completamente.

Finita la procedura, appoggiamo la pastiglia e facciamola raffreddare all’aria: sarà molto calda, quindi è bene aspettare che si raffreddi prima di prenderla con le mani.

Con buona probabilità sulla pastiglie si formerà una piccola crosta di materiale lucido: questo significa che il ferodo si è vetrificato superficialmente. Nessun problema: nel passaggio successivo provvederemo a rimuovere questo strato.


Pastiglia prima e dopo il passaggio sulla carta vetro: si noti che lo strato lucido viene completamente rimosso. A sinistra è possibile vedere ancora i residui di olio bruciato.

Metodo 3: carta vetro

Poiché solitamente l’olio viene assorbito solo dagli strati superficiali del ferodo, se noi rimuoviamo questi strati riporteremo alla luce del materiale non contaminato e la pastiglia tornerà come nuova.

Allo stesso tempo una passata di cartavetro è consigliabile se si è utilizzato il metodo precedente della fiamma: servirà a rimuovere lo strato superficiale che si è vetrificato.

Bene dunque, procuriamoci un foglio di carta vetro a grana fine (120) ed appoggiamolo su una superficie piana e liscia, come ad esempio un tavolo, il pavimento o un asse di legno. E’ molto importante che la superficie sia liscia per assicurarci che il ferodo si consumi uniformemente.

Posizionando due dita sulla pastiglia, senza però esercitare pressione, facciamo compiere alla pastiglia dei movimenti circolari sulla carta abrasiva. Non serve premere: la carta consumerà abbastanza velocemente il ferodo e noteremo il depositarsi di una polvere nerastra, ferodo consumato.

Se dobbiamo solo rimuovere lo strato vetrificato, ci bastano pochi passaggi, ma se invece dobbiamo rimuovere lo strato contaminato (ad esempio se stiamo lavorando su pastiglie organiche su cui non possiamo usare il fuoco per bruciare l’olio), allora dobbiamo insistere maggiormente.

Una volta finito il risultato è il seguente:

A sinistra notiamo la pastiglia dopo il trattamento: come vediamo l’olio contaminante è stato rimosso ed il ferodo si presenta pulito. A destra invece vediamo la pastiglia che, nonostante l’accurata pulizia, è ancora intrisa d’olio.

Bene, siamo arrivati al momento della verità! Rimontiamo le pastiglie nella pinza e rimontiamo il disco.

Andiamo in un posto tranquillo, come il cortile di casa o una strada in piano poco trafficata e verifichiamo che le pastiglie funzionino correttamente. Alcune volte è necessario fare alcune frenate di “rodaggio” prima che le pastiglie riprendano a funzionare al meglio, ma se anche dopo alcune brusche frenate le pastiglie non migliorano, allora c’è poco da fare: o proviamo a pulirle di nuovo con maggiore accuratezza (ricordiamoci di pulire di nuovo anche il disco!), o dobbiamo sostituirle.

Concludiamo con un piccolo suggerimento: per lubrificare la catena è sempre meglio utilizzare l’olio in boccetta. Con le bombolette spray è molto facile che l’aerosol vada a contatto il disco. Va bene che adesso sappiamo come pulire le pastiglie, ma è sempre meglio che oli e lubrificanti stiano lontani dai nostri freni!