Prima di tutto…la famiglia!

Prima di tutto…la famiglia!

Maurizio Deflorian, 23/01/2013
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Maurizio Deflorian, 23/01/2013

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Pronto soccorso dell’ospedale di Merano, venerdì sera, ore 18.00. Tanta, troppa gente sta aspettando il proprio turno per essere visitata. Un piccolo omino è steso sulla barella, si vede che soffre, ma sembra rassegnato. Un padre cerca di intrattenere il giovane figlio, per i bambini la lunga attesa è ancora più difficile da sopportare. Una anziana signora, in un attimo di lucidità, apostrofa un’infermiera: io sono vecchia e non ci sto più tanto con la testa, ma lei mi deve trattare con rispetto! L’infermiera sembra quasi voler rispondere, poi si gira ed entra nell’ambulatorio, dal quale provengono gemiti e urla. Sembra quasi di essere in un girone dantesco. Il mio cellulare comincia a suonare. Due, tre squilli, poi finalmente esco dalla trance in cui ero caduto e mi riconnetto al mondo esterno. E’ Roberto che come ogni venerdì sera mi chiama per concordare il giro in mountain bike del sabato mattina. Gli spiego che sono al pronto soccorso, ho accompagnato mia moglie per una forte lombalgia, il classico colpo della strega insomma, e anche molto doloroso. Roberto mi dice che domani non sa se potrà venire, infatti è il compleanno di sua moglie e avrà a pranzo anche i suoceri. E Mirko, gli chiedo, lui va? Mah, non credo neanche lui, la moglie fino a ieri aveva 39 di febbre ed è qualche giorno che ha l’influenza, toccherà perciò a lui stare dietro ai suoi quattro figli. In quel momento mia moglie urla dal dolore, non riesce neanche più a stare seduta sulla sedia a rotelle trovata all’ingresso, ha bisogno di sdraiarsi sulla lettiga. “Robi ti saluto, ci sentiamo stasera cosi vediamo come evolve la situazione, ma domani mi sa che l’uscita salta.” Corro a prendere una lettiga, con fatica aiutato dal portantino aiuto mia moglie a sdraiarsi, ma ha ancora male. Esce l’infermiera e la blocco, per fortuna capisce la situazione e prende una flebo, ago in vena e pian piano gli spasmi cominciano a diminuire. So cosa prova, è successo anche a me l’anno scorso e, sdraiato sul letto, non riuscivo neanche a respirare dal male che avevo. Per fortuna so anche che, dopo la flebo, il male diminuisce e sembra di rinascere, anche se ci vogliono un po’ di giorni per la guarigione completa. Molto lentamente torniamo verso l’auto e poi a casa, lei si mette sdraiata e io preparo la cena per la famiglia. Verso sera il mal di schiena c’è naturalmente ancora, ma la situazione è un po’ migliorata. Telefono a Roberto e Mirko, convinto che anche loro ormai abbiano già gettato la spugna. Robi: “se riuscissimo a tornare un po’ presto, al massimo per le 11.30, riesco ancora a farmi la doccia e a essere pronto prima che arrivino gli ospiti”. Mirko: “mia moglie sta un po’ meglio, i figli vanno a scuola ormai da soli cosi lei può starsene la mattina a riposare in pace” “E tu?” mi chiedono entrambi. “E io? Adesso vedo e poi ci risentiamo” Mi avvicino a moglie un po’ melenso e chiedo con un certo timore: “cara, come stai, che ne dici se domattina esco con gli amici? Tanto torneremo presto, perche anche loro hanno impegni” E lei, inaspettatamente: “vai pure, tanto qui resta Davide (il secondo figlio, 22 anni) e se mi serve qualcosa mi aiuta lui”. Esco dalla stanza ostentando una finta calma, poi mi catapulto al telefono: “E’ andata, a che ora ci si vede domani?” Robi:”devo tornare alle 11.30 perciò si parte presto, ci vediamo da te alle sette, carichiamo le bici e alle 7.30, all’alba, siamo pronti a partire da Avelengo. Ah mi raccomando ruote chiodate che domattina farà freddo ed sarà tutto ghiacciato”. Ed è proprio per il giro che abbiamo pensato che nessuno vuole mancare. Un giro fra i più belli in assoluto che si possano fare nei dintorni di Merano e forse in tutto l’Alto Adige, il sentiero europeo E5 fino agli ometti di pietra. E per poter fare questo giro d’inverno si devono verificare alcune condizioni, non facili da trovare tutte insieme: che la neve sia dura e battuta, perché su quella fresca non si riesce a pedalare, che ci sia bel tempo, per il panorama e le foto, e che questi fattori si verifichino di sabato mattina, unico giorno che possiamo uscire tutti e tre insieme. E domani sono previste proprio queste condizioni. Preparo lo zaino, i vestiti, punto la sveglia e via a letto.
Sabato mattina, ore 6.55, scendo in giardino, comincio a caricare la mia bici in auto e subito dopo due ombre spuntano dalla strada, ecco Robi e Mirko. Alle 7.20 siamo ad Avelengo e alle 7.30 puntualissimi si parte. Ci sono 5 gradi sotto lo zero, ma pedaliamo subito in salita e un po’ alla volta ci scaldiamo. Ecco l’alba, ma il sole non è ancora spuntato

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Saliamo lungo la forestale innevata e finalmente il sole arriva a riscaldarci.

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Ormai siamo fuori dal bosco e oltre al sole cominciamo ad ammirare lo splendido panorama

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Se le previsioni meteo sono state rispettate, anche le nostre sullo stato del manto nevoso si rivelano perfette, infatti si pedala ottimamente sulla neve dura

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Il sole è ancora basso e le ombre molto lunghe

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La salita si fa adesso piuttosto ripida, ma il fondo è perfetto e le gomme chiodate hanno un’ottima aderenza sulla neve a tratti ghiacciata.

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Le Dolomiti ci fanno da fantastico sfondo

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Continuiamo a salire verso il giogo della Croce

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E finalmente possiamo concederci un paio di minuti di riposo sorseggiando un tè bollente.

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Non ci fermiamo troppo anche perché sappiamo che adesso ci aspetta una fantastica discesa sul panettone innevato e perfettamente battuto, perciò foto di rito e via.

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Lanciamo le bici ad alta velocità, questo è uno dei momenti di maggior divertimento della giornata e ce lo godiamo tutto!

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Saliamo e scendiamo lungo il sentiero Europeo E5 fino ad arrivare alla base della cima dove troveremo gli ometti di pietra

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Qui la salita è molto dura, ma ancora una volta il buon fondo e le ruote chiodate ci aiutano ad arrivare in cima pedalando.

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Il sentiero che passa in mezzo a queste costruzioni di pietra è veramente entusiasmante

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Il più delle volte esse fungono da orientamento nei sentieri di alta quota e vengono realizzate da escursionisti o pastori nei momenti di sosta. Ma le incisioni nella roccia e gli attrezzi di pietra focaia rinvenuti nella zona rendono altrettanto speciali gli “ometti di pietra” della Val Sarentino, le cui origini risalgono molto probabilmente all’età della pietra. Durante l’inverno, quando una nebbia fitta ricopre la vetta del monte, gli “ometti di pietra” sono come avvolti da una misteriosa atmosfera che rievoca antiche storie e leggende. Si narra infatti che il diavolo e le streghe erano soliti incontrarsi in questo luogo per compiere atti di cannibalismo, orge o per scatenare violenti temporali. Anche la strega “Pachlerzottl”, la più nota della Val Sarentino, era solita aggirarsi da queste parti.

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E’ un sentiero che percorro spesso, sia in estate che in inverno, ma ogni volta è diversa dalla precedente, oggi poi, con l’alta pressione e il cielo terso, lo spettacolo è veramente unico.

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Purtroppo il tempo comincia a stringere e dobbiamo cominciare la discesa

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La prima parte del sentiero è pedalabile e sempre con magnifico panorama.

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Ad un certo punto un incontro inaspettato: due sci alpinisti ci fermano e vogliono assolutamente scattare delle foto con noi, dicono infatti che dei matti cosi in bici sulla neve non ne avevano ancora visti, organizziamo allora un divertente gemellaggio!

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Riprendiamo a pedalare nel bianco assoluto

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Stiamo adesso per arrivare al limitare del bosco dove inizia un sentiero molto tecnico fino ad Avelengo.

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Nel bosco ci aspetta l’ultima sorpresa, qui la neve è ormai completamente ghiacciata, ma non ci facciamo certo intimorire, ormai conosciamo bene le nostre ice spiker con 360 chiodi l’una e scendiamo lungo il difficile sentiero alla stessa velocità di quando ci passiamo in estate.

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Arriviamo al parcheggio, ci guardiamo ancora una volta con lo stesso sorriso del biker felice che abbiamo avuto per tutta la mattina, carichiamo le bici e alle 11.30 in punto siamo a Merano. Roberto pronto per la doccia e il pranzo con i parenti, Mirko e io a vedere come stanno le mogli convalescenti. Solo poche ore fa sembrava che il giro fosse già saltato, invece alla fine abbiamo fatto una delle più belle uscite di tutto l’anno!
La famiglia prima di tutto?

Qui il video della splendida giornata https://vimeo.com/58223671

 

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