Rock Shox Pike: la nuova contro la vecchia

Rock Shox Pike: la nuova contro la vecchia

Marco Toniolo, 22/05/2017
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Marco Toniolo, 22/05/2017

Circa un mese fa vi avevamo presentato la nuova Rock Shox Pike. Ci è arrivata in redazione, ed è giunto quindi il momento di montarla su una delle nostre bici test e di provarla sui sentieri “di casa”.

Dettagli

Modello: RCT3 Solo Air, 29 (nella foto, è quella in basso)
Escursione: 140mm
Boost: sì
Perno passante: 15x110mm
Offset: 51mm
Token presenti di fabbrica: 1
Attacco per disco da 180mm. Per il 200mm c’è bisogno dell’adattatore.
Peso rilevato, con cannotto tagliato e ragnetto inserito: 1.880 grammi.

Pike usata per il paragone: RCT3 Solo Air, 29, Boost.
Bici su cui entrambe le forcelle sono state montate: Stoll T1.

Il risparmio di peso, rispetto alla vecchia, è di 160 grammi esatti. Quella pesava infatti 2.040 grammi, nella stessa configurazione e con il cannotto della stessa lunghezza. A ciò si aggiungono i pochi grammi dell’adattatore per il disco da 180mm e relativa viteria. Come potete vedere dalle immagini, lo chassis è cambiato ed è stato risparmiato materiale là dove si è potuto, a cominciare dall’archetto, meno “pieno” del precedente.

La forma della piastra, così come quella dell’archetto anteriore, sono cambiate, diventanto più spigolose.

Altro materiale è stato risparmiato nella parte inferiore dei foderi.

Il pomello con cui regolare la compressione delle tre posizioni “open, pedal, firm” è stato rivisto anch’esso, così come il tappo che nasconde la valvola per l’inserimento dell’aria.

A questo proposito, vale la pena notare che per mettere i token ora è sufficiente usare la chiave con cui smontare il pacco pignoni, non rischiando così lasciare segni sulla piastra.

Il montaggio della pinza del freno avviene ora direttamente sulla forcella, se si usa un disco da 180mm. Oltre al risparmio di peso, visivamente è più pulito.

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Sul campo

La prima impressione è quella che conta di più.

Con questa frase in testa, questa mattina, sono partito per uno dei miei soliti giri con la Stoll T1 e la nuova Pike. Si tratta della traversata San Lucio – Monte Bar, un mix fra salite sterrate, lunghi sentieri con continui saliscendi anche tecnici, e due discese che vanno dal veloce al trialistico, per un totale di 1700 metri di dislivello e 60km. Visto che l’avevo percorsa alla fine della scorsa settimana, sempre con la Stoll T1, ma con la vecchia Pike, le impressioni sono facilmente confrontabili.

Il set up è stato molto semplice, anche perché le tabelle con le pressioni consigliate sono piuttosto precise. Per me che peso 71 kg svestito, ho messo 72 PSI, ben 12 in più rispetto alla vecchia Pike. Questo è dovuto alla camera più grande, in particolare quella negativa, come spiegato nell’articolo di presentazione. Ho lasciato completamente aperta la compressione alle basse velocità, e mi sono concentrato così sui tre livelli di blocco: open, pedal e firm. Quest’ultimo non è un blocco totale, ma è piuttosto solido, e viene molto comodo sulle salite asfaltate o lisce.

Più interessante la posizione pedal, perché è meno marcata in chiusura rispetto alla vecchia Pike, e si riesce di conseguenza ad utilizzare di più. Mi sono trovato ad usarla anche nel tratto trialistico in discesa, con dei gradoni piuttosto alti. In questo modo la forcella affonda di meno.

A proposito di affondamento, la nuova Pike è più sostenuta della vecchia. Non stiamo parlando di una differenza abissale, perché già la precedente era molto buona sotto questo aspetto, ma la sensazione è quella di una forcella bella “piena” anche a metà corsa. Con un solo token non ho avuto alcun problema di fine corsa, e al termine del giro mi sono trovato con l’O-ring a circa 1 cm dalla piastra.

Più marcata la differenza nella sensibilità ai piccoli urti. Anche da nuova “parte” subito sui piccoli impatti, dando grande confidenza sul veloce scassato. Oggi sono sceso con un po’ di sicurezza in più rispetto alla scorsa settimana, e non per i 5mm di escursione di differenza. Infatti la vecchia PIke aveva 135mm di travel, la nuova 140. La cosa interessante: la distanza fra perno e piastra è stata ridotta di circa 5mm, quindi alla fine le due forcelle sono alte uguale. Cosa piuttosto importante, su un itinerario come quello di oggi, perché sono presenti diverse rampe velenose dove è fondamentale che l’anteriore stia incollato al terreno per evitare di perdere il grip.

Il peso ridotto di 160 grammi rispetto al modello precedente non ha portato ad una variazione della rigidità, o perlomeno non sufficiente da essere notata quando si è in sella.

Conclusioni

Rock Shox ha lavorato bene migliorando un già ottimo prodotto come la Pike. Rispetto al modello precedente, la nuova è più leggera, più sensibile ai piccoli impatti e più sostenuta a metà della corsa. Queste ultime due caratteristiche rendono il riding più sicuro e controllato sul veloce e sul ripido, ci sentiamo dunque di consigliarla senza riserve.