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Sua Maestà la Bassetta – Esplorazione invernale nella terra dei Cech

Sua Maestà la Bassetta – Esplorazione invernale nella terra dei Cech

03/02/2012
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03/02/2012

La sponda retica che fiancheggia l’Adda in bassa Valtellina è spesso ricordata nella tradizione locale per la bizzarria degli abitanti, i “Cech”. Sicuramente qualcuno obietterà che si tratta del solito campanilismo strisciante, ma va precisato che questa zona si differenzia da buona parte della vallata per l’esposizione decisamente più favorevole. E si sa, il sole dà spesso alla testa…
In una tiepida (beh, non esageriamo, meglio limitarsi ad un più modesto “soliva”) giornata del mese di gennaio del corrente anno, gli abitanti della “Costiera dei Cech” vedono transitare, lungo la strada che da Mantello sale sino a Cino, un inusuale terzetto bici munito. Fino alla località Prati Nestrelli, tutto sommato, i locali lasciano che i due energumeni e la gentil fanciulla guadagnino quota senza particolari allarmismi, annotando però, come di consueto, lo spostamento degli intrusi sul territorio.

Una bella giornata di sole e nessuno nei paraggi. Apparentemente...

 

È però raggiunta la località Prati Nestrelli che il tam tam di sguardi si intensifica e le espressioni si fanno sempre più cupe, sino a che qualcuno si fa forza ed esclama scuotendo la testa “oi mam! küsch i’è matt!” (che in poche parole significa “che ragazzi simpatici!”).

Lasciati alle spalle i Prati Nestrelli, i "simpatici ragazzi" partono di buona lena sul sentiero che conduce da Sua Maestà

 

...permettendosi persino il lusso di qualche scatto sui pedali. Ah, l'energia dei vent'anni!

 

Cosa abbia spinto la curiosa spedizione a percorrere il sentiero che si inerpica, in circa 500 m di dislivello, sino alla sommità del Monte Bassetta (1746 m), ai più non è del resto ben chiaro. Per quella via la bici si spinge, a tratti si porta, ma di certo non si pedala.. almeno non un granchè..
Per quanto possa suscitare perplessità, indubbiamente il trio un disegno in testa ce l’ha: raggiungere uno dei posti più panoramici della Valtellina e da lì godersi i single track che portano nuovamente al fondovalle, attraverso Prati dell’O e La Piazza. Ma anche scovare un itinerario che plachi la fame di emozioni che il periodo invernale inevitabilmente scatena ai bikers di queste parti, relegati nel comparto retico della vallata per molti mesi.

Fine delle velleità pedalatorie

 

Chiaro, gli imprevisti possono essere dietro l’angolo e la certezza che il progetto sia realizzabile allo stato di fatto è ancora un bel sogno, ma l’entusiasmo è alto e il cielo blu motiva come poche cose a proseguire verso la meta.

Un bel cielo azzurro e qualche diversivo lungo la via di salita tengono alto il morale della truppa

 

Qualcuno prende fiato scrutando carte escursionistiche oscure come Sibille…

Nord magnetico, nord geografico, declinazione magnetica, isoipse, il pendolo di Focault...Magda, Magda!

 

…altri approfittano per dare corso alle loro attività lavorative

E' un duro lavoro, ma qualcuno lo deve pur fare!

 

Il sentiero che conduce alla nostra meta attraversa il fianco della montagna con una lunga diagonale, il che significa dover attraversare numerosi dossi e vallette.

Talvolta oltre l'ennesimo dosso si può celare una piacevole sorpresa. Un breve ma divertente tratto pedalato, ad esempio

 

Quando la stanchezza inizia a farsi sentire, è la neve che rende il cammino ancora più faticoso, ma l’Alpe Bassetta è appena lì davanti, dopo (l’ennesima) valletta da attraversare.

Ormai si naviga a vista!

 

Quando essere dal lato giusto non è un dettaglio!

 

E se la fatica di spingere la bici nella neve non bastasse, ecco che ci si mette un bello zoccolo a complicarci la vita (nome tecnico che indica il malloppazzo di neve appeso sul lato destro della ruota!).

 

E poi eccolo, finalmente a portata di mano, un 360 che abbraccia il lago di Como, la bassa Valtellina, la Valchiavenna, includendo la bella parete rocciosa del Sasso Manduino e la sagoma innevata del Monte Legnone. Un insolito punto di vista per scoprire la morfologia articolata di Val Codera e Val dei Ratti e per meglio capire la geografia di questi bei posti.

Chiaramente non ci facciamo mancare nulla, nemmeno un supplemento di bici a spinta nella neve per raggiungere il crinale che dà sulla Val dei Ratti (quella dell'ormai famoso Tracciolino, assieme alla più nota Val Codera)

 

Se fossi il Monte Bassetta, ad ogni modo, avrei qualcosa da ridire sul nome che qualcuno ha scelto di appioppargli: non sarà certo un fusto, ma un posto così forse meritava un appellativo come dire.. più altisonante!
Sarà la luce, il panorama o la stanchezza, il trio si attarda più del dovuto, prima di capire che il buio non è poi così lontano e la discesa ancora tutta da scoprire. In gennaio, del resto, le giornate non sono così lunghe da permettere di gozzovigliare…

Sole, luce e temperatura più che accettabile. Difficile figurarsi che pochi giorni dopo il Generale Inverno si sveglierà dal torpore stringendo nella morsa del gelo mezza Europa

 

È il momento di aprire le danze!

Snowbiking!

 

L’adrenalina è subito a mille, ed è così che, superato il primo faticoso tratto innevato e qualche fastidiosa lastra di ghiaccio, il sentiero si snoda a curve e curvette sotto le affamate ruote dei bikers, in un’atmosfera che solo una giornata così sa regalare.

I regali della Costiera dei Cech: sole e temperature miti hanno fatto giustizia della già poca neve caduta in questo arido inverno, ridotta presto a poche chiazze

 

Comincia il divertimento con la "D" maiuscola!

 

Il bosco risucchia le ultime luci della giornata, mentre i due energumeni e la gentil fanciulla, totalmente appagati, sorridono agli ultimi Cech che li osservano da dietro gli scuri, dimostrando che anche le avventure più stravaganti, talvolta, valgono la pena di esser vissute!

Gli ultimi raggi di sole ce li godiamo nella suggestiva cava abbandonata che si trova lungo la discesa

 

Riders: Muldox, Zergio, (Marzia)
Testo e foto: Marzia
Road-book (il GPS non è ancora arrivato nella parte retica della valle, dovete accontentarvi delle parole di Muldox)
Con la compagnia e la simpatia del curioso popolo dei Cech.
Un grazie speciale a Maurizio62 (che vive all’ombra della Costiera dei Cech) per averci suggerito buona parte dei sentieri percorsi.

 

 

 

 

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