Test di durata Rose Beef Cake SL8: il punto della situazione dopo sei mesi di utilizzo

Test di durata Rose Beef Cake SL8: il punto della situazione dopo sei mesi di utilizzo

09/10/2011
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09/10/2011

Giorno più giorno meno, sono ormai sei mesi che utilizziamo abbastanza intensamente la Rose Beef Cake SL8. Un tempo sufficientemente lungo per tirare le prime somme.

Cominciamo col dire che quanto scritto nel test iniziale in termini di prestazioni ed attitudini è sostanzialmente confermato. Di seguito un riassunto molto stringato:

_Salita scorrevole: nonostante l’azione del propedal non sia molto marcata, con un po’ di gamba la si porta su quasi al pari di una classica enduro da 160 mm di travel. Sul ripido la bici tende a sedersi, ma la forcella abbassabile  mitiga l’inconveniente.

_Salita tecnica:  si soffre, sia a causa del movimento centrale troppo basso che delle geometrie eccessivamente discesistiche (e non corrispondenti a quelle dichiarate).

_Discesa veloce e/o sconnessa: un missile, sia per merito delle geometrie spiccatamente discesistiche che della sospensione posteriore molto “plush”.

_Discesa guidata con rilanci: in curva richiede una guida abbastanza aggressiva. In fase di rilancio il mov centrale troppo basso costringe a grande attenzione per non colpire il terreno con i pedali.

_Discese “vert”: al top grazie alle geometrie . Trasmette una grande sicurezza ed abbiamo chiuso passaggi che con altre bici ci sarebbero probabilmente costati qualche dente (non della corona…).

 

Veniamo ora agli aggiornamenti dell’ultimo periodo:

Alla rottura del forcellino ha fatto seguito un periodo durante il quale hanno cominciato a rompersi raggi come fossero di burro. Fatta controllare e ritensionare  la raggiatura presso Mister Bike di Bressanone, il giorno stesso il cambio è stato risucchiato fra ruota e telaio con conseguente rottura di un raggio e crepatura del forcellino (e mi è pure andata di lusso, dato che sono riuscito a bloccare la ruota quasi istantaneamente limitando così i danni).

Un’analisi precisa di come e perchè possa essersi verificata questa moria di raggi e forcellini non è semplice, quindi prendete quanto segue come un’ipotesi tutta da confermare. Il mio sospetto è che a seguito della rottura del primo forcellino il cambio si sia stortato e la sostituzione dei raggi e relativa ritensionatura sia stata eseguita un po’ alla buona. Le due cose hanno portato alla moria di raggi ed al felice epilogo del cambio risucchiato.

Al di là di tutto, l’impressione è che l’XO 10V a gabbia lunga non sia sufficientemente solido e stabile per un utilizzo gravoso come quello permesso dalla Beef Cake (si parla ovviamente di sollecitazioni in discesa). La riprova non ce l’ho, ma sono abbastanza convinto che un cambio a gabbia media avrebbe evitato molte noie.

Venendo alla forcella, la leggera perdita d’olio dal fodero sx non si è arrestata. Evidentemente il paraolio si era irrimediabilmente danneggiato. La perdita non è comunque di grossa entità, quindi basterà rigenerare di tanto in tanto l’olio di lubrificazione per non avere ulteriori inconvenienti.

Altri problemi nel periodo non se ne sono verificati, e gli unici interventi sono stati di normale manutenzione e sostituzione di pezzi usurati (pastiglie freno).

 

Alcune brevi impressioni sui componenti principali:

_Ammortizzatore Fox DHX: non ha smentito l’ottima fama di cui gode, lavorando a dovere senza accusare alcun tipo di malfunzionamento.

_Forcella Fox Talas: l’usura del paraolio è avvenuta per negligenza mia, dato che l’ho fatta lavorare senza olio di lubrificazione in condizioni difficili (acqua e fango) per due giorni. Nulla da dire quindi per quanto riguarda affidabilità, solidità e qualità realizzativa. La risposta elastica però non è esaltante: poco sensibile alle piccole asperità ed eccessivamente lineare su quasi tutta la corsa.

_Freni Formula The One: non siamo mai riusciti a metterli in crisi, neppure sulle discese più ripide e lunghe. Ad ora non sono ancora stati spurgati e funzionano perfettamente. L’unico appunto riguarda i dischi, i quali si stortano con una certa facilità e, complice la scarsa luce fra le pastiglie, costringono a convivere con fastidiosi “zing zing”. Rimango dell’idea che al posteriore sarebbe bastato un disco di diametro inferiore, meno esposto e meno soggetto a deformazioni.

_Ruote DT Swiss EX1750:  dei problemi alla ruota posteriore è già stato detto. Non avendo però avuto il minimo inconveniente sino al giorno del fattaccio, supponiamo che il tutto sia nato da lì e non ci sentiamo di imputare la colpa alle ruote. La conferma ci viene dal fatto che da tempo usiamo altre due coppie in condizioni analoghe con totale soddisfazione.

_Coperture Big Betty: buone coperture per utilizzo al posteriore anche su terreni impegnativi. All’anteriore emerge qualche limite di tenuta sui fondi inconsistenti o allentati, mentre non danno problemi sui fondi rocciosi.

_Reggisella telescopico RS Reverb: ha sempre funzionato a dovere senza mancare un solo colpo in sei mesi di utilizzo ininterrotto (vedere anche qui)

_Trasmissione: sull’inopportunità di montare una tripla e relativo cambio a gabbia lunga si è già detto ampiamente. Entrando nello specifico, mentre la guarnitura si è dimostarata precisa ed affidabile, il cambio X0 a dieci velocità non ci è parso un mostro di precisione e di solidità.

 

A breve monteremo delle Mavic SX 2012 ed un cambio a gabbia media (probabilmente un X7 o un X9).

 

Con la Beef Cake SL8 sulla Plose, la “montagna di Bressanone”:

[img]http://fotoalbum.mtb-forum.it/albums/20/thumbs_576/34804.jpg[/img]

 

Ecco il video della giornata:

[VIDEO=1277]Una giornata a Bressanone[/VIDEO]