09/10/2011
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09/10/2011

Fine settembre. E’ arrivato anche quest’anno il momento per effettuare il nostro classico giro di fine estate, giro che ci impegnerà per una giornata intera. All’ultimo momento rimaniamo solo io e robi, visto che il nostro compagno degli ultimi anni, Mirco, è impossibilitato a venire per problemi fisici.
Itinerario scelto per quest’ anno è la forcella di Montozzo, fra Trentino e Lombardia. Intanto io apro un topic sul forum per avere qualche consiglio sull’itinerario e vedere se qualcuno vuole partecipare. Mi risponde prontamente seby13, dicendo che verrà con l’altro bdb gfavier. Ci consiglia però di cambiare un po’ il giro e dal passo del Tonale non scendere a Pontedilegno e salire a Case di Viso e poi alla forcella Montozzo, ma salire direttamente dal Tonale al passo dei Contrabbandieri e poi andare verso la forcella Montozzo. Ci fidiamo del suo consiglio e sabato mattina alle 8.45 ci troviamo a Fucine in val di Sole, a 970 metri di altitudine, loro provenienti da Brescia e noi da Merano. Dopo la classica e rapida presentazione amichevole fra bikers si parte sulla lunga forestale che ci porterà fino al passo del Tonale, tanto avremo tempo di conoscerci strada facendo.
Saliamo lungo la bella ciclabile con pendenze abbastanza moderate, ma dopo due ore il passo è ancora lontano e ci concediamo una prima sosta ristoratrice.

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Ripartiamo, io intanto comincio a sentire che il mio corpo non è perfettamente a posto, mi sembra infatti di avere lo stomaco un po’ in subbuglio, continuo comunque a pedalare e un’oretta dopo siamo al passo del Tonale

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Ci fermiamo alla fontana per fare acqua e mangiare ancora qualcosa

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Ripartiamo adesso verso il passo dei Contrabbandieri, la prima parte della salita è facile e pedalabile, mentre seby ci avverte che la seconda parte sarà molto molto ripida. Saliamo allora verso malga Valbiolo, con bella vista verso la Presanella imbiancata di fresco

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Salendo però sento di essere sempre meno a posto, anche se per fortuna le gambe reggono ancora.

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Dopo le ultime dure rampe arriviamo alla malga Valbiolo, dove sento il bisogno di sdraiarmi al sole per riprendermi un po’, sintomo anche questo non buono, è infatti una cosa che non mi succede mai.
Per fortuna che la giornata è splendida, e anche se siamo sopra i 2200 metri, il sole scalda bene e la temperatura è ottima.
Con la sosta mi riprendo un po’ e ripartiamo verso i 2681 m del passo dei Contrabbandieri. Si riesce a pedalare solo il primo tratto, poi si sale lungo la pista da sci (nera, suppongo dalla notevole inclinazione) e bisogna spingere duramente.

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Si sale molto lentamente, la pendenza è veramente elevatissima, si fa fatica anche solo a spingere la bici e questo mi dà il colpo di grazia.

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Ho lo stomaco veramente scombussolato, che sia un virus o un colpo di freddo non lo so, fatto sta che procedo sempre più lentamente, le pulsazioni mi si alzano subito e faccio fatica a respirare. Per fortuna seby con la sua bici pesante è ancora più lento di me cosi ogni tanto posso fermarmi a riposare, per poi ripartire per un altro tratto. Robi intanto con la sua agile pedalata è qualche centinaio di metri avanti. La salita spiana per un breve momento e si riesce a pedalare per un po’.

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Arriviamo alla stazione a monte della seggiovia, da qui mancano ancora circa 130 metri di dislivello da fare con la bici in spalla. Faccio sempre più difficoltà a salire, il respiro è sempre più affannoso.
Ogni passo resta una fatica sovrumana. La grande conquista psicologica, certo non facile da raggiungere, è trovare un ritmo in quelle condizioni, liberare la testa e non pensare che si è compiuto solo uno delle centinaia di passi che restano da compiere. Se si parte con l’atteggiamento psicologico che in poche ore tutta la faccenda è finita, si è spacciati fin dall’inizio. In imprese di quel genere penso sempre al momento, senza andare tanto in là con la fantasia. Guardo la luce, tutti i colori intorno a me, i tornanti sotto di me che aumentano ogni minuto. In quelle condizioni la cosa più importante è concentrarsi per cancellare passato e futuro e vivere solo il presente, l’essere in movimento in quell’attimo. Senza la nozione del tempo, come su un altro pianeta. Solo cosi riesco finalmente ad arrivare al passo dei Contrabbandieri, appoggio la bici e mi siedo per cercare di riprendermi. Robi e gfavier sono già su da un po’ e si godono lo splendido panorama,

seby invece deve ancora arrivare. Mangio qualcosa, mi cambio e nonostante non sia per niente freddo, devo indossare la giacca a vento perché ho i brividi. Per fortuna il grosso della salita è ormai alle spalle.

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Panorama dal passo verso Case di Viso, mooolte centinaia di metri più in basso

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Un po’ alla volta il respiro si normalizza e ripartiamo verso il rifugio Bozzi.

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La pausa mi ha fatto bene e riesco a godermi lo splendido sentiero che scende verso il rifugio.

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Si passa su rimasugli di neve

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e poi si affrontano un paio di tornanti ripidi ed esposti, ma mai troppo pericolosi,

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il resto del sentiero è una goduria

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tutto in leggera discesa e completamente ciclabile.

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Arriviamo cosi al rifugio Bozzi, con sullo sfondo il passo dei Contrabbandieri

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Nonostante la discesa dal passo sia stata abbastanza breve, decidiamo di fermarci un attimo al rifugio per una sana birra, io invece mi devo accontentare di un tè caldo per cercare di rimettermi a posto lo stomaco, anche se vanamente, come si vede dalla mia faccia sconvolta.

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Ripartiamo cosi per l’ultima fatica della giornata, la salita alla forcella di Montozzo, 150 metri da fare in gran parte a spinta. Solo robi, fresco come una rosa per il gran numero di pause che non è abituato a fare, riesce a salire pedalando per lunghi tratti.

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Ecco finalmente la forcella, anche qui arrivo con il fiatone, mentre robi fotografa lo splendido panorama della val Montozzo

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saltando fuori e dentro dalle trincee. Anche io approfitto della trincea del passo per ripararmi dall’aria e cambiarmi per la discesa, anche se come si vede chiaramente non sto per niente bene.

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Arriva anche seby, mangiamo le ultime riserve e ci facciamo fare la foto di rito da un altro biker che è salito da Pontedilegno.

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Comincia adesso la splendida, ultima discesa verso il lago di Pian Palù e poi verso la val di sole

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Sono ormai passate le 16 e il sole si sta abbassando in fretta, creando belli effetti fotografici

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La parte alta della discesa è molto flow

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E si vede che il divertimento della discesa ha buoni effetti su di me, perché più scendo e più sento che mi sto riprendendo

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Arriviamo cosi in vista del lago di Pian Palù e il sentiero si fa più tecnico

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Con qualche tornante stretto e qui seby è naturalmente sempre in prima posizione con i suoi famosi “nose press”

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Anche se ormai all’ombra, la discesa verso il lago ha un suo fascino particolare

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Arrivati al bivio, prendiamo a destra il 111b, con qualche tratto in salita e qualche bel ponticello in legno da passare in pedalata

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Eccoci al lago. Qui seguiamo a destra del rio il sentiero 110, e dobbiamo dare fondo alle nostre ultime forze, perché è un bel sentiero in falsopiano, da pedalare spesso con tante radici e sassi e un finale a spinta in salita fino ai ruderi del forte Barba di Fior. Si scende adesso sul una bella mulattiera in erba e si arriva a Pejo fonti.

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Da qui su asfalto fino a Cogolo, dove si prende la ciclabile per la val di Sole.
Ormai è tardi, la discesa è stata molto lunga e dopo i 2000 metri di dislivello accumulati la stanchezza si fa sentire. Percorriamo gli ultimi km senza quasi parlare e finalmente, alle 18.30 facciamo ritorno a Fucine, dopo 53 km caratterizzati da lunghi tratti a piedi ma anche discese molto divertenti, il tutto immerso in un panorama favoloso, anche grazie alla splendida giornata di fine estate che abbiamo trovato. Io purtroppo ho dovuto lottare più del normale per riuscire a continuare in quelle condizioni, ma sono contento di essere riuscito a trovare la forza di volontà per concludere il giro. Grazie a robi che mi ha sostenuto nei momenti di maggior difficoltà, a seby che ci ha fatto scoprire lo splendido passo dei Contrabbandieri e a gfavier, un’altra nuova e come sempre ottima conoscenza grazie al forum

foto di robi, gfavier e nonnocarb