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[Test] Ginocchiere Troy Lee Design Raid

[Test] Ginocchiere Troy Lee Design Raid

26/07/2016
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26/07/2016

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Qualche mese fa Troy Lee Designs ci ha mandato un paio di ginocchiere Raid perché le provassimo: abbiamo così cominciato ad usarle tutte le volte che il giro in bici contenesse seggiovie, furgonate o comunque discese veramente scassate. Sono chiaramente orientate a DH ed enduro e noi non ci aspettavamo molto dal punto di vista della pedalata. Alla fine però siamo rimasti sorpresi dalla loro comodità e traspirabilità.

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Detttagli

• D30® CE certificato
• Chiusura in PU “Fit-Lock” per evitare scivolamenti
• Neoprene per il miglior confort
• Pannello posteriore traspirante in rete
• Rivestimento resistente all’abrasione
• Imbottitura laterale resistente all’abrasione
• Elastici di chiusura con inserti in silicone
• Prezzo: 115.99 Euro
• 3 taglie – XS/SM, M/L , XL/2X

Prime impressioni

Ad una prima occhiata, queste ginocchiere si mostrano adatte per DH leggera, oppure per i trail molto tecnici. Dopo un’analisi più attenta però ci siamo resi conto che potrebbero essere usate anche in gara o per freeride. Non a caso Luca Shaw le usa in gara e Kyle Jameson ci fa salti di 20 metri senza problemi. Il merito della loro flessibilità sta nel materiale. Il D30 è morbido quando maneggiato ma si indurisce subito durante un impatto.
Potete informarvi più dettagliatamente qui, oppure fidarvi quando vi diciamo che è veramente un materiale interessante ed una buona scelta da parte di TLD.
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Sulla parte posteriore si nota subito il “Fit Lock” dietro il polpaccio. Nella parte alta c’è un inserto gommato che, insieme alla fascia elastica singola, aiuta a tenere ferme la protezioni. Nella parte inferiore, si lega subito sotto il ginocchio, dove la rete da sola potrebbe non tenere a sufficienza.
Oltre alla protezione principale in D30, ce ne sono altre per proteggere altre zone critiche. La taglia provata da noi è la M/L ed il nostro tester, che spesso si trova a metà tra le due taglie, vi si è trovato benissimo._DSC5170

Prova sul campo

Abbiamo cominciato ad usare le Raid in inverno, con pantaloni lunghi. Sono rimaste ferme dove dovevano, non è stato necessario riaggiustarle ad ogni discesa e soprattutto non hanno dato fastidio in alcun modo, quasi si trattasse di abbigliamento intimo! Lasciano libertà di movimento e non pizzicano.
Abbiamo così deciso di provarle un po’ di più anche per trail.

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Probabilmente, le Raid sono un po’ esagerate per il trailriding, ma ciò non toglie che siano molto molto comode in pedalata. Anche la gestione del calore funziona benone, probabilmente grazie alla rete posteriore. Per le pedalate più lunghe, queste protezioni sono molto leggere e piccole abbastanza da poter essere legate allo zaino.

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Usando queste protezioni, alcune cadute veramente grosse le abbiamo fatte. In una di queste non ci ricordiamo bene cosa sia successo, nell’altra abbiamo riportato più problemi alla schiena che al resto. Abbiamo preso qualche colpo diretto sulle ginocchia ed un sacco di volte siamo scivolati di lato in curva. In tutte queste occasioni le protezioni si sono comportate molto bene e sono rimaste ferme al loro posto. Abbiamo usato altre protezioni in D30 in passato ed adesso le preferiamo a quelle con guscio rigido. Alcuni rider preferiscono un più rassicurante guscio di plastica ed è comprensibile, ma la nostra esperienza con il D30 è decisamente positiva, e le Raid non fanno eccezione.

Conclusioni

Si tratta di protezioni eccellenti per il gravity. Vestono molto bene ed il prezzo è giusto: se ne trovano di più care, oppure se ne trovano di meno care che però probabilmente farebbero rimpiangere di non aver speso un po’ di più per comprare un prodotto della qualità delle Raid. Se dovessimo cercare dei difetti, potremmo dire che ci piacerebbe se l’imbottitura fosse rimovibile. Ad ogni modo, le abbiamo lavate qualche volta e non abbiamo niente da segnalare. Le Raid sono il tipo di protezioni che ogni rider dovrebbe tenere addosso nei giorni di bikepark o su sentieri tecnici e sconosciuti, anche se non è un downhiller. Per i racer DH o enduro sono un’ottima scelta perché offrono una gran protezione in un pacchetto piccolo e leggero. Uno degli aspetti migliori di queste protezioni è che quasi non ci si accorge di portarle.

www.troyleedesigns.com

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downhillark
downhillark

Bello notare che sul sito Troy Lee Designs il materiale si chiama D30 (zero finale) mentre sul sito ufficiale del materia viene chiamato D3O (lettera finale).
Esiste da un mucchio di anni (io avevo comprato delle 661 nel 2010 che lo avevano già), ma ancora c’è enorme confusione sul nome esatto, persino da parte delle grosse aziende che lo usano nei loro prodotti. Segno che il nome non è stato scelto molto bene! 🙂

Gabriele Zaffagnini

Fluido non newtoniano?

capocchione
capocchione
downhillark
downhillark

Non è un fluido, ma il senso è quello…

luke1975
luke1975

Esiste anche una versione più lunga verso la caviglia? La parte bassa dello stinco rimane un po esposta in questi modelli per i miei gusti.. nessuno ha mai avuto problemi li in basso?

Cecio

Anche io uso le 661 col D3O da qualche anno. Ottime! Peccato che col tempo il velcro tenda a cedere… difetto di tutte le protezioni credo. E quindi sei costretto a sostituirle ?

hannibal
hannibal

Dopo un esperienza personale di una brutta caduta a Canazei con lievi danni al ginocchio, solo perché indossavo delle ginocchiere con questo materiale, sono passato ad altre ginocchiere che integravano anche il guscio in plastica. In DH ed enduro il vantaggio è notevole perché nelle cadute dove il ginocchio impatta e rimane li’ con il guscio in plastica scivola via e quindi l’ impatto viene un po’ più diluito sia nella zona d’ urto ma anche in quella articolare.