[Test] Giro Manifest con Spherical MIPS

[Test] Giro Manifest con Spherical MIPS

Marco Toniolo, 29/05/2020
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Marco Toniolo, 29/05/2020

Presentato ad inizio mese, il nuovo Giro Manifest ha la particolarità di essere uno dei primi caschi in commercio con il sistema Spherical Mips. La settimana scorsa Francesco Mazza ha scritto un articolo esaustivo riguardo questa nuova tecnologia. Riassumendo, il sistema MIPS, acronimo di Multi-directional Impact Protection System, è un dispositivo di protezione del cervello costituito da una sottile calotta collocata tra la testa e la calotta interna del casco, in grado di smorzare l’energia rotazionale che si genera nella maggior parte degli impatti e che viene trasferita dal casco al cranio, evitando quindi che si ripercuota sul cervello provocando una commozione cerebrale o danni anche maggiori.

Con il Flex Spherical è la calotta stessa a svolgere la funzione del MIPS. Questo è possibile perché i caschi con Flex Spherical MIPS sono dotati di due calotte, una sovrapposta all’altra come in una sorta di giunto sferico. Nella foto seguente si possono distinguere con chiarezza, anche per il colore diverso.

La calotta grigia/nera gira in quella superiore.

Questo è quanto si muove lo Spherical MIPS in caso di impatto, da indossato il casco non si muove:

 

Al di là del MIPS, il Manifest è dotato del sistema AURA, un arco in policarbonato che migliora la rigidità e la robustezza della calotta esterna del sistema Spherical.

La ventilazione resta comunque abbondante grazie ai 19 passaggi di generose dimensioni. L’inclinazione della visiera è regolabile su un range di 15° ed è in grado di alzarsi sufficientemente per ospitare la maschera quando non è indossata.

Il sistema Roc Loc Trail Air gestisce tramite una comoda rotella la chiusura del casco e grazie al morbido rivestimento in gomma risulta confortevole sulla zona occipitale. La parte posteriore ospita un inserto in gomma che fornisce grip all’elastico della maschera evitando che possa scivolare. Due bande riflettenti aiutano a farsi vedere quando cala l’oscurità.

Le fibbiette invece si allacciano in modo sicure ed estremamente semplice tramite il sistema magnetico Fidlock.

Le imbottiture in XT2 sono anti-microbiche. Rivestono buona parte della calotta interna e non lasciano punti della calotta scoperti che potrebbero risultare poco confortevoli. Nella foto qui sotto potete anche notare degli inserti in gomma che avrebbero lo scopo di tenere più ferme le asticelle degli occhiali quando risposti nelle feritoie.

Sul campo

Il Giro Manifest in taglia M ferma l’ago della bilancia a 372 grammi (contro i 346 dichiarati) e, una volta indossato, mi ha colpito subito per come mi “stesse bene”. Esatto, per una volta ho in testa un casco che veste bene, senza farmi sembrare un fungo trasudante.

L’altra nota molto positiva è che, finalmente, esiste un casco con MIPS senza avere quello strato di plastica gialla a contatto con il cuoio capelluto. Sarà stato anche fenomenale a livello protettivo, ma fra effetto plastica e aereazione limitata, mi ha sempre fatto sudare molto. Ok, il Manifest non ha lo stesso effetto rinfrescante di una ventolina sopra la testa, perché anche con esso ho sudato abbondantemente, ma meno rispetto ad altri caschi. “Strizzandolo” ogni tanto, il sudore cade dritto negli occhi. Se invece non lo si strizza, la brodaglia tende a cadere di lato, consiglio però di togliere gli occhiali in entrambi in casi, perché le gocce andranno sulle lenti.

Inoltre l’idea protettiva delle due calotte a mò di giunto sferico è molto più facile da recepire che non lo strato di plastica giallo. A livello emotivo fa la differenza, speriamo anche a livello pratico, anche se non ho potuto constatarlo durante il test.

Non ho avuto punti di contatto dolorosi con il Manifest e, malgrado i giri molto lunghi che ho fatto nell’ultimo periodo, non mi ha mai dato fastidio. La rotellina con microregolazione è facile da usare e dosare anche con i guanti o con le mani sudate, inoltre mi piace molto la sua posizione seminascosta. Una volta stretto il casco, non si muove neanche sui trail più accidentati.

Non ho ben capito il senso dei due inserti in gomma che dovrebbero tenere fermi gli occhiali, visto che l’unico modo in cui riescono a farlo è se si incastrano fra testa e casco, con le asticelle che diventano molto fastidiose. In ogni caso, si possono inserire in due delle feritoie durante la salita senza perderli, anche se le asticelle non poggiano sugli inserti.

Potete vederlo indossato qui, dal minuto 5:35:

 

Prezzo: 270€
Giro

 

Commenti

  1. Il sistema sembra efficente ma preferirei la calotta esterna che copra l'interna non a metà come in questo modello.
    Il prezzo poi sembra un pò eccessivo-