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[Test] Manitou Mezzer Pro

[Test] Manitou Mezzer Pro

25/09/2019
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25/09/2019

Presentata durante il bike festival di Riva, la Manitou Mezzer ci è arrivata da provare a fine giugno. Da allora è stata montata sia sulla Mondraker Foxy 29 che sulla Canyon Strive 29 usate per i test di questa stagione. È giunto quindi il momento di tirare le somme.

 

Presentazione
Vi rimando al dettagliato video girato presso lo stand Manitou ad inizio maggio, dove il product manager spiega nel dettaglio le particolarità di questa forcella (sottotitoli in italiano).

Cliccare per ingrandire

Dettagli Mezzer in test

  • Escursione: 160mm
  • Diametro ruota: 29″
  • Diametro steli: 37mm
  • Regolazioni separate compressione alle alte (4 click) e alle basse (11 click) velocità
  • Regolazione del ritorno
  • Camera IRT (Infinite Rate Tune)
  • Perno passante Hexlock SL 15mm
  • Parafango incluso nella confezione
  • Peso rilevato senza parafango: 2.07kg
  • Prezzo: 1050 Euro

A livello estetico Manitou si rifà alla sua tradizione di posizionare l’archetto dietro i foderi. Sulla Mezzer è stato limato ogni grammo possibile, come potete vedere dalla foto, oltre a creare spazio per le tre viti necessarie a fissare il parafango. A proposito del parafango, la sua forma protegge bene il rider e gli steli dagli schizzi di acqua e fango. I parapolvere ringraziano.

Si notano subito anche gli steli da 37mm, veramente massicci, così come tutto l’insieme della forcella. Un bel look aggressivo e roccioso che ben si abbina alle moderne bici da enduro.

Il perno passante HexLock SL da 15mm di diametro non è dotato di quick release e per il montaggio/smontaggio è richiesta una chiave esagonale da 6 mm.

Il perno è cavo sul lato opposto rispetto a quello di inserimento, e la cavità è filettata. Nel piedino della forcella troviamo un secondo perno, a sua volta filettato, molto più corto e non rimovibile, che tramite la chiave esagonale si avvita all’interno di quello principale. Le sezioni esagonali del perno passante, presenti su entrambi i lati, trovano alloggiamento in apposite sagomature offrendo un fissaggio bello solido che non soffre di giochi o allentamenti accidentali. La comodità non è quella di un QR, ma non è neppure molto più scomodo. Viste le generose dimensioni della filettatura, è inoltre ben difficile fare danni eccedendo con la forza di serraggio.

La valvola della camera principale si trova alla base del fodero sinistro, protetta da un cappuccio metallico che si avvita sulla valvola stessa . Quando si collega la pompa, camera positiva e negativa vengono caricate simultaneamente e si bilanciano da sole.

In cima allo stelo sinistro è presente la valvola dell’IRT, protetta da un tappo.

L’IRT funziona tramite un disco flottante il quale crea una seconda camera che lavora “in serie” a quella principale. Questa seconda camera andrà caricata con una pressione superiore rispetto a quella principale, secondo la tabella che trovate più sotto. In condizioni di riposo assumerà quindi il suo volume massimo, mentre al comprimersi della forcella, quindi all’aumentare della pressione della camera principale, andrà man mano riducendosi. In questo modo opporrà però una resistenza sempre maggiore, visto che la pressione dell’aria in essa contenuta andrà a sua volta aumentando. In sostanza è come avere un air spacer (token) il cui volume cambia al variare del travel usato: molto voluminoso inizialmente (e quindi agisce prima rispetto ad un token classico), ma che al comprimersi della forcella si riduce di dimensione evitando così un drastico incremento della progressività.

L’IRT da 34mm di diametro della Mattoc. Il funzionamento è identico sulla Mezzer.

Set up

Il settaggio della Mezzer è piuttosto semplice: prima si gonfia la camera IRT, poi quella principale, infine si fanno le regolazioni di ritorno e compressione alle alte e alle basse. Personalmente mi sono trovato molto bene con i valori indicati da Manitou. Pesando 70 kg svestito ho preso i valori relativi ai rider di 73kg. Ho gonfiato la camera IRT ad 84 psi e poi quella principale a 52 psi. Questo è il setting che Manitou definische “enduro”, mentre per quello più trail consiglia di diminuire la pressione dell’IRT di 10 psi e per quello più discesistico di aumentarla di 10 psi. Giochicciando con l’IRT alla fine la regolazione che ho preferito è stata proprio quella da enduro, un buon compromesso fra sensibilità iniziale e forcella sostenuta sul ripido. Dovevo anche trovare il giusto bilanciamento con la sospensione posteriore, sia sulla Strive che sulla Foxy decisamente enduro e non trail o DH.

Il ritorno è a 5 click dal tutto chiuso, la compressione alle alte è rimasta su 1 click dal tutto aperto, quella alle basse a 4. Il sag è di circa il 25%.
Una nota: sono solito lasciare la HSC molto aperta per evitare di arrivare a fine discesa con gli avambracci gonfi. Preferisco delle sospensioni dal comportamento “compliant”, anche perché raramente giro in bike park con salti.

 

Sul campo

La Mezzer non è dotata di una chiusura rapida della compressione, perciò l’ho sempre lasciata aperta in salita. Devo anche dire di esserci ormai abituato, perché nè la Fox 36 né la Rock Shox Lyrik RC2 ne hanno una. È una questione di abitudine, alla fine, basta pedalare composti senza pretendere di fare sprint in salita su asfalto, cosa per cui le bici da enduro non sono state pensate.

La caratteristica che salta per prima all’occhio è l’alta sensibilità della Mezzer alle piccole asperità, grazie alla ridotta pressione di esercizio. Il carico di stacco iniziale è veramente basso, ed il feeling “burroso”. 52 psi per la camera principale sono proprio pochi e questo è un valore raggiungibile solo se dall’altra parte si ha un sistema come l’IRT, che si prende carico di quando sia sostenuta la forcella a metà corsa. Non solo, sempre l’IRT è il responsabile di un’elevata progressività a fine travel, tanto che non sono mai riuscito fare un vero bottom out. Ci sono arrivato vicino, ma in più di un caso la Mezzer mi ha salvato da qualche impatto troppo violento causato da traettorie sbagliate o qualche sorpresa su sentieri che non conoscevo (e dagli scherzi dei temporali estivi che trascinano via la terra).

Malgrado lo chassis della Mezzer appaia così roccioso, non ci troviamo di fronte ad una forcella che alla fine di lunghe discese fa male alle mani, anche perché spesso la “comodità” di una sospensione è comandata dalla sua idraulica e da come la compressione alle alte velocità si comporta. Parlando delle regolazioni della compressione, le ho trovate poco incisive, cioé la differenza fra tutto aperto e tutto chiuso non è facile da sentire. C’è da dire che vi ho messo raramente le mani, perché una volta regolato l’IRT ero più che soddisfatto del comportamento della Mezzer, in particolare sul ripido ed in staccata, quando il peso del rider è tutto sull’anteriore.

Parlavo della sensibilità alle piccole asperità: la sensazione di trazione e grip è veramente ottima, la ruota sta incollata al terreno ed è facile impostare e mantenere le traettorie. A ciò si aggiunge anche la rigidità complessiva della Mezzer, che contribuisce alla precisione di guida. In più di un’occasione mi sono trovato a scegliere linee dirette su rocce e gradoni, al posto di evitarli, proprio per la sensazione di sicurezza datami dalla forcella.

Durante il test l’ho usata anche per giornate in bike park, dove si è letteralmente mangiata via le braking bumps. Malgrado usi ed abusi in questi tre mesi di test, non ci sono accenni a sboccolamenti vari. Fa ancora il suo lavoro come il primo giorno.

Conclusioni

È da qualche anno che Manitou ha introdotto il sistema IRT: sulla Mezzer questo fa veramente la differenza, permettendo alla forcella di lavorare a basse pressioni, favorendo la sensibilità alle piccole asperità e al tempo stesso prendendosi carico della curva di progressione. Le regolazioni della compressione alle alte e basse velocità non sono incisive, ma onestamente non si sente il bisogno di toccarle molto, perché proprio grazie all’IRT la Mezzer è molto sostenuta a metà corsa e molto progressiva quando ci si avvicina ad un bottom out. La sua struttura massiccia dà confidenza sullo scassato e conferisce quella rigidità che si apprezza quando si impostano le curve.

Non resta che fare una comparativa con Fox 36 e Rock Shox Lyrik…

Manitou

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fafnir
fafnir

Con i pacchi lamellari poco precaricati come in questo caso, per sentire i click alle basse velocità è necessario chiudere anche le alte, vanno aumentate progressivamente tutte e due.
Infatti se sulla mezzer si tengono HSC completamente aperte le LSC sono praticamente uguali sia da aperte che da chiuse. Chiudendo HSC inizia ad indurire anche con affondamenti manuali, fino ad arrivare a HSC e LSC entrambe chiuse dove fa una bella resistenza.
Sulla mattoc accade la stessa cosa ma li addirittura è quasi bloccata chiedendole entrambe, sulla mezzer il range è piu ristretto come hai fatto notare, non si arriva ad una durezza esagerata.
Il motivo è che se chiudo il circuito LSC l’olio riesce comunque a passare per il pistone quasi indisturbato se non lo chiudo con HSC!

Invece HSC tutte chiuse in discesa si sentono, almeno io ho notato la differenza !

Pitaro
Pitaro

Ciao Marco, nell’articolo ho visto che elogi molto l’IRT mentre non nomini mai il bottom out idraulico, dici che il primo è comunque molto più importante del secondo anche in caso di fine corsa?

Pitaro
Pitaro

[QUOTE=”marco, post: 8736464, member: 1″]
devi arrivarci prima al fine corsa….
[/QUOTE]

Da quel che ho letto interviene negli ultimi 30mm, non mi pare così irraggiungibile come corsa

Pitaro
Pitaro

Come rigidità torsionale/frontale si sente la differenza con una 36 o Lyric ad esempio?

fafnir
fafnir

[QUOTE=”Pitaro, post: 8736530, member: 20692″]
Da quel che ho letto interviene negli ultimi 30mm, non mi pare così irraggiungibile come corsa
[/QUOTE]
È un controllo che funziona senza rendersene tanto conto. Ci sono 3 cose che lavorano insieme per evitare fine corsa irruenti: IRT, tampone in gomma e HBO.
Se non ha notato fine corsa pur mantenendo una forcella molto sensibile vuol dire che hanno funzionato bene! È difficile capire le % di merito :mrgreen:

BIKEBROS
BIKEBROS

Ho sempre apprezzato le fork manitou, ottima qualità costruttiva, …..sin dai tempi delle “skareb”….purtoppo sono sempre poco distribuite all’ acquisto…..io le ho sempre prese da l estero….

D-Lock
D-Lock

[QUOTE=”marco, post: 8736577, member: 1″]
No. Ho alternato Lyrik, 36 e Mezzer su Strive e Foxy e ti posso dire che non sono riuscito a notare differenze sostanziali di rigidità fra le 3. Ho in programma di fare una prova più serrata, cioé cambiando forcella dopo ogni discesa lasciando trascorrere il minor tempo possibile per tenere le sensazioni fresche, vediamo.
[/QUOTE]

Sarebbe interessante aggiungerci anche una Selva ed avere un mega-test comparativo!

Mostro
Mostro

[QUOTE=”BIKEBROS, post: 8736573, member: 19307″]
Ho sempre apprezzato le fork manitou, ottima qualità costruttiva, …..sin dai tempi delle “skareb”….purtoppo sono sempre poco distribuite all’ acquisto…..io le ho sempre prese da l estero….
[/QUOTE]
Ordinata a fine Agosto dal mio negoziante “sotto casa” ed è arrivata in una quindicina di giorni, al pari prezzo delle migliori offerte via web del momento..

FeO
FeO

[QUOTE=”Mostro, post: 8736619, member: 3769″]
Ordinata a fine Agosto dal mio negoziante “sotto casa” ed è arrivata in una quindicina di giorni, al pari prezzo delle migliori offerte via web del momento..
[/QUOTE]
Mi fai sapere, anche in privato se vuoi, quanto ti ha fatto di prezzo? Sono tentato di comprarla ma 1000 e passa euro non li spendo.

lollo72

Manitou al pari di Ohlins, Formula, SR Suntour, Bos , Dvo , ecc. producono ottime forcelle , ma la parte del leone ( in ambito race ed alta gamma ) la fanno Fox e RockShox con il vantaggio, per questi ultimi due marchi, di avere una buona rete di vendita ed assistenza inoltre essendo le più utilizzate sui campi gara si possono avere più esperienze e pareri sul loro utilizzo e settaggio

fafnir
fafnir

[QUOTE=”lollo72, post: 8736864, member: 111500″]
Manitou al pari di Ohlins, Formula, SR Suntour, Bos , Dvo , ecc. producono ottime forcelle , ma la parte del leone ( in ambito race ed alta gamma ) la fanno Fox e RockShox con il vantaggio, per questi ultimi due marchi, di avere una buona rete di vendita ed assistenza inoltre essendo le più utilizzate sui campi gara si possono avere più esperienze e pareri sul loro utilizzo e settaggio
[/QUOTE]
Quindi?? Non ho capito dove vuoi arrivare

lollo72

Volevo più che altro affermare che Manitou fabbrica buoni prodotti , ma per vari motivi (riportati anche da te ) difficilmente ritornerà ad avere larga diffusione ; ricordo che negli anni 90 RocK Shox se la giocava propio con Answer Manitou ( e in parte Marzocchi ) piuttosto che con Fox ; sarà difficile ritornare alla posizione di mercato di quei periodi .

Andrea321
Andrea321

[QUOTE=”lollo72, post: 8736864, member: 111500″]
…. di avere una buona rete di vendita ed assistenza inoltre essendo le più utilizzate sui campi gara si possono avere più esperienze e pareri sul loro utilizzo e settaggio
[/QUOTE]
Fanno la parte del leone, secondo me, perchè sono le più usate in gara (= la uso anch’io e mi sento un campione anche se a volte scendo a piedi) ma sinceramente vorrei sapere chi utilizza, nel quotidiano, i settaggi dei pro.
Per non parlare dei costi di manutenzione e della facilità di manutenzione…

lumerennù
lumerennù

Fox e rock shox fanno la parte del leone perché, almeno fino a pochi anni fa, erano le uniche a fare ottime forcelle, dato che Marzocchi aveva fatto una brutta fine e sulle manitou, santour ecc.. caliamo un pietoso velo. Almeno così era leggendo le migliaia di post sul forum riguardanti l’argomento. La Formula Selva non esisteva ancora. Poi sono aziende globali. Io sono un soddisfatto possessore di una Pike e non la cambierei mai con manitou. Con la selva forse, ma con le altre no.

fafnir
fafnir

È il mercato OEM e le sponsorizzazioni che decidono chi fa il leone, credo che al momento solo fox e rockshox (e suntour potenzialmente ma in pratica non lo fa per la gamma medio/alta) siano in grado di equipaggiare ogni modello venduto.
Per questo motivo si vedono quasi solo questi due marchi in giro, perché la stragrande maggioranza degli amatori compra bici gia assemblate e trova quello. E a ruota segue il service, essendo alta la richiesta quasi tutti sono principalmente preparati a mettere le mani su fox e rockshox, sia come manutenzione che come tuning.
È vero che in pochi amatori sentono la necessità di cambiare e se per caso sono scontenti della loro forcella è economicamente preferibile farci mettere le mani da qualcuno (pur con risultati altalenanti).

È altrettanto vero che queste forcelle di brand meno diffusi/piu piccoli non sono tanto per l’amatore classico che si trova benissimo con la sua pike trovata sul montaggio da negozio, ma per chi cerca qualcosa in più, su cui metterci le mani da solo oppure vuole semplicemente qualcosa di diverso.
E per fortuna che ci sono alternative valide!! In questo caso estremamente valide secondo me.

La concorrenza che apporta miglioramenti obbliga in qualche modo anche i due colossi a stare al passo e ne guadagnano tutti.

FeO
FeO

Infatti adesso fox sembra che esca con la nuova 36 con steli da 38 (o sarà la 38?)…

lollo72

Volevo più che altro affermare che Manitou fabbrica buoni prodotti , ma per vari motivi (riportati anche da te ) difficilmente ritornerà ad avere larga diffusione ; ricordo che negli anni 90 RocK Shox se la giocava propio con Answer Manitou ( e in parte Marzocchi ) piuttosto che con Fox ; sarà difficile ritornare alla posizione di mercato di quei periodi .

pheel1
pheel1

E all’utente finale che gli frega se il marchio della sua forcella è il leone del momento piuttosto che l’agnello?

Pitaro
Pitaro

L’OEM è anche un bel rischio, passare da produrre 100 pezzi a produrne 1000 non è banale, servono investimenti e si entra in un mercato che può portare a grandi guadagni o grandi buchi nell’acqua…

stefano86
stefano86

Ho una Dorado da 2 anni, non ho avuto nessun problema a comprarla in negozio ne per fare le revisioni periodiche, va da paura e la ricomprerei 100 volte, se questa Mezzer ha ereditato la tecnologia della dorado non può sicuramente andare male!!

orso64
orso64

Salve a tutti volevo segnalarvi che ho fatto da un anno un’upgrade alla RS Pike montata sulla mia Specialized Enduro 2015 con il Chickadehill AWK con performance riconducibili al test della Di cui sopra.

orso64
orso64

Salve a tutti volevo segnalarvi che ho fatto da un anno un’upgrade alla RS Pike montata sulla mia Specialized Enduro 2015 con il Chickadehill AWK con performance riconducibili al test della Di cui sopra.

marcone72
marcone72

ciao, sarei interessato alla tua stessa modifica, mi potresti dare qualche informazione in più. Io ho la lyrik rct3 2108…..grazie

marcone72
marcone72

ciao, sarei interessato alla tua stessa modifica, mi potresti dare qualche informazione in più. Io ho la lyrik rct3 2108…..grazie

orso64
orso64

Ciao Marcone72 quello che posso dirti dalla mia esperienza con l’AWK CHICKADEHILL e’ la possibilità di settare il comportamento della forcella tra’ sensibilità ai piccoli urti e progressività fine corsa in modo indipendente e preciso.Questo ti permette successivamente di regolare hsc,lsc e rebound in modo p

orso64
orso64

Ciao Marcone72 quello che posso dirti dalla mia esperienza con l’AWK CHICKADEHILL e’ la possibilità di settare il comportamento della forcella tra’ sensibilità ai piccoli urti e progressività fine corsa in modo indipendente e preciso.Questo ti permette successivamente di regolare hsc,lsc e rebound in modo p

orso64
orso64

…..in modo più personale e attinente ai percorsi che abitualmente percorri.Personalmene trovo questa soluzione nettamente migliore rispetto all’uso dei token.
Ciao

orso64
orso64

…..in modo più personale e attinente ai percorsi che abitualmente percorri.Personalmene trovo questa soluzione nettamente migliore rispetto all’uso dei token.
Ciao

marcone72
marcone72

ok grazie! Sai anche dove posso trovarla?

marcone72
marcone72

ok grazie! Sai anche dove posso trovarla?