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[Test] Nuova Devinci Spartan Carbon 29

[Test] Nuova Devinci Spartan Carbon 29

28/09/2018
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28/09/2018

Autore:  Francesco Mazza

Devinci ha dotato la Spartan di ruote da 29″ e l’ha rifinita con diversi dettagli che ne fanno un’arma da enduro race aggressiva e moderna, pronta a gareggiare sulle PS più toste dell’EWS oppure a sfidare gli amici sui trail di casa. Dopo diversi prototipi in alluminio realizzati lo scorso inverno direttamente nella sede canadese di Chicoutimi, seguiti da alcuni prototipi in carbonio, i tester Devinci, tra i quali Damien Oton, hanno approvato la versione definitiva della Spartan Carbon 29 che sarà in gara questo weekend alla finale EWS di Finale Ligure e in commercio a partire dai prossimi giorni. Ne abbiamo ricevuto un esemplare in allestimento GX Eagle direttamente dal Canada per testarla in anteprima per voi.

Dettagli

Materiale telaio: fibra di carbonio unidirezionale
Formato ruote: 29”
Geometrie variabili:
Corsa ant/post: 170/165mm
Mozzo posteriore: 157×12
Mozzo anteriore: 110×15
Interasse ammortizzatore: 205x65mm Trunnion
Trasmissione: 1×12 (32t / 10-50)
Attacco per deragliatore: no
Attacco portaborraccia:
Disponibilità del solo frameset:
Colorazioni: Tectonic Red / Gloss Green / Black Blue
Garanzia: a vita
Peso: dichiarato 13,86kg – verificato con bilancia Park Tool 14,08kg in taglia M

Analisi statica

Fatta eccezione per la biella che comprime l’ammortizzatore, l’intero telaio è realizzato in fibra di carbonio unidirezionale con la tecnologia proprietaria di Devinci, denominata Devinci Monocoque Carbon Gravity (DMC-G). Questa tecnica di costruzione basata su stampi con anime in EPS, prevede particolari incroci di pelli di carbonio di diverso modulo per ottenere rigidezza e/o robustezza in base alle necessità dei diversi punti del telaio, mentre la resina è addizionata di nanoparticelle in grado di aumentare la resistenza diminuendo al contempo il peso. La nuova Spartan 29 è disponibile anche con telaio in lega di alluminio Optimum G04. Il sistema di sospensione è lo Split Pivot brevettato da Dave Weagle e ormai marchio di fabbrica di Devinci. Un sistema già di per sé molto valido nel fornire ottime quote di antirise che sulla Spartan 29 in particolare è stato ottimizzato per ottenere un comportamento davvero valido anche in merito all’antisquat.

Ben 165 i millimetri di corsa a disposizione delle ruota posteriore della Spartan 29, gestiti da un ammortizzatore metrico con attacco di tipo trunnion, nello specifico un RockShox Super Deluxe RC3 DebonAir con un Token installato di serie. La frenatura in compressione nella posizione Pedal non è molto marcata e stabilizza la sospensione senza ridurne sensibilmente la capacità di assorbire gli ostacoli, fornendo una trazione notevole quando si affrontano salite su fondo sconnesso, anche particolarmente tecniche. In posizione Firm la frenatura è maggiore e la sospensione diventa adeguatamente stabile per le salite scorrevoli, anche scattando in piedi sui pedali, ma continua a conservare una buona capacità di assorbimento degli urti. Il cinematismo della Spartan 29 ha una curva di compressione adatta a utilizzare anche ammortizzatori a molla.

Devinci resta in casa RockShox per tutte le sospensioni di ogni allestimento della nuova Spartan 29, sia in versione Carbon che nella versione in lega di alluminio. Sull’allestimento GX Eagle in prova troviamo una Lyrik RC DebonAir con cartuccia Charger2 da 170mm di escursione, con un Token installato di serie al suo interno. Tutti gli allestimenti prevedono forcelle con offset da 51mm tranne la versione GX Eagle LTD, che dispone di una Lyrik con offset da 42mm. Il funzionamento della nuova Lyrik, sostenuta e molto plush grazie rispettivamente alla cartuccia DebonAir e all’idraulica Charger2, si abbina molto bene con il comportamento della sospensione posteriore.

La trasmissione è interamente SRAM GX Eagle a 12 velocità, come si intuisce chiaramente dal nome dell’allestimento. Il mozzo posteriore della Spartan 29 è un SuperBoost da 157mm quindi per ottenere la corretta linea catena, nell’attesa che SRAM consegni le sue corone dedicate al SuperBoost, Devinci è dovuta ricorrere a corone OneUp Components per questa prima serie di montaggi. La corona di serie è da 32 denti, fondamentalmente adeguata alla destinazione d’uso della Spartan 29 che comunque, per chi volesse maggiore spinta, accetta corone fino a 38 denti. Il movimento centrale è di tipo DUB filettato. Le pedivelle sono da 170mm di lunghezza, fortunatamente dato che il movimento centrale molto basso, unito alla lunga escursione, porta a urtarle spesso sulle pietre. Se si desidera utilizzare un guidacatena, il telaio è dotato di attacco ISCG.

Le ruote scelte da Devinci per questo allestimento sono assemblate con mozzi Novatec, anteriore Boost e posteriore SuperBoost, uniti tramite 32 raggi per ciascuna ruota a cerchi asimmetrici RaceFace AR35, dove 35 indica i millimetri di larghezza interna del canale. In abbinamento a un canale così largo troviamo la versione Wide Trail dei copertoni Maxxis Minion, nello specifico un DHF da 2.5″ all’anteriore e un DHR II da 2.4″ al posteriore, entrambi in mescola 3C e con cascassa EXO. Le ruote sono predisposte con nastro e valvole per essere utilizzate in modalità Tubeless. Il carro della Spartan 29 può ospitare copertoni fino a 2.5″ di larghezza.

L’impianto frenante è uno SRAM Guide R con rotori Centerline da 200mm all’anteriore e 180mm al posteriore, dove l’attacco della pinza è PM 180 diretto. Come consuetudine per gli impianti Guide, anche questo esemplare ha sofferto di allungamento della corsa e di un leggero fading ma fondamentalmente ha mostrato potenza adeguata alla destinazione d’uso, anche se un freno più performante si sarebbe sposato meglio con le eccellenti prestazioni della Spartan 29. Viene da chiedersi quando i costruttori inizieranno finalmente a dare credito a freni dalle performance ineccepibili come i Formula Cura che purtroppo ancora non trovano lo spazio che meritano nel mercato OEM.

SDG ha realizzato una sella Fly Mountain personalizzata per Devinci. Il reggisella è un RockShox Reverb Stealth con comando remoto 1x. L’escursione prevista per la taglia M è di soli 125mm nonostante il telaio sia piuttosto slooped e il seat tube di conseguenza molto basso, difatti nel mio caso ci sarebbe stato abbondante margine per un reggisella da 150mm, che è la massima lunghezza compatibile per questa taglia. La compatibilità per la taglia S è invece di 125mm mentre per L e XL la compatibilità si estende fino ai modelli da 170mm di escursione.

Il cockpit prevede un attacco manubrio V2, il brand di componenti di Devinci, modello PRO con attacco da 35mm di diametro e 50mm di lunghezza. Il manubrio è invece fornito da RaceFace con un Aeffect R da 35mm di diametro, 780mm di larghezza e 20mm di rise. I due allestimenti top di gamma prevedono invece manubri da 800mm di larghezza.

Il passaggio dei cavi è completamente interno al telaio e al carro. I cavi si inseriscono nella zona di sterzo tramite apposite porte in plastica avvitate al telaio, dotate di fascette per bloccare i cavi in posizione. Escono nella parte superiore del tubo obliquo e proseguono verso il carro con un passaggio guidato da due fermi in plastica che si fissano tramite viti coassiali al perno di ancoraggio dell’ammortizzatore. Da qui proseguono all’interno del carro, il quale è protetto dagli urti della catena grazie a un guscio preformato in gomma dura che avvolge completamente il chainstay e da una protezione adesiva che ripara la parte del fodero alto più prossima alla cassetta. La parte inferiore del tubo obliquo è protetta da un guscio in carbonio rinforzato con fibre in Kevlar che è fissato tramite 3 viti e inglobato nel design del telaio.

Geometrie

La Spartan 29 offre la possibilità di modificare le geometrie su due posizioni tramite il classico flip chip che varia l’attacco del fodero alto rispetto alla biella e determina una differenza di circa mezzo grado sugli angoli e di quasi un centimetro sull’altezza del movimento centrale, che in posizione High risulta nella media rispetto alla maggior parte delle enduro da 29 dei competitor, mentre in posizione Low è davvero parecchio basso. La maggiore altezza del BB nei trail alpini, dove si rischia altrimenti di pestare molto spesso i pedali sulle rocce, è l’unico vantaggio concreto che ho riscontrato in posizione High mentre ritengo che la posizione Low rispecchi maggiormente il carattere deciso e aggressivo della Spartan 29.

In generale troviamo delle quote aggressive e ben equilibrate tra loro, con un chainstay piuttosto corto grazie all’adozione del SuperBoost, un angolo di sterzo ben disteso e un angolo sella molto verticale. Lo scopo principale del tubo sella così avanzato è ovviamente quello di fare spazio alla ruota da 29 pollici per tutti i 165mm di escursione, ma l’effetto collaterale della posizione più avanzata è apprezzabile sia in discesa dato che toglie la sella di intralcio che, soprattutto, in salita dove si ha un’ottima aderenza con una posizione decisamente dominante.

Salita

La Spartan Carbon 29 oggetto del test, in allestimento GX Eagle e in taglia M, oltrepassa di poco i 14kg ed è chiaramente una bici parecchio aggressiva e votata alla discesa, tuttavia sulle lunghe salite scorrevoli si lascia pedalare senza troppo sforzo, anche grazie alla posizione di guida ampia e piuttosto avanzata che non colloca il rider troppo verticale sulla bici. La scorrevolezza dei mozzi Novatec è molto buona e nel complesso si può macinare anche parecchio dislivello senza patire troppo la vocazione discesistica della nuova nata di casa Devinci.

Nelle salite tecniche invece la bici si trasforma in una divoratrice di ostacoli e fa dimenticare le quote geometriche piuttosto ingombranti di una enduro aggressiva, offrendo performance da trail bike. La trazione è impeccabile e la posizione avanzata permette di fare affidamento sul grip dell’avantreno che risulta sempre preciso e facilmente manovrabile, senza necessità di spostarsi in punta di sella. Nel tecnico e in generale nei rilanci si può pedalare in piedi anche in modo irruento senza che la bici si sieda o che oscilli eccessivamente anzi restituisce dinamicità e velocità, risultando agile e scattante.

Discesa

Bastano pochi metri verso valle per prendere confidenza con la Spartan 29, una bici nata per divorare i trail che fa sentire a proprio agio e in pieno controllo anche a velocità elevata… condizione alla quale ci si abitua presto viste le ottime performance discesistiche della bici. Personalmente mi sono trovato a migliorare tutti i tempi personali sui miei trail di casa, in ogni singola uscita, pur non sentendomi mai al limite o comunque in “modalità race” ma semplicemente divertendomi, chiaro sintomo di quanto la Spartan 29 offra ampio margine al rider per migliorare le proprie prestazioni in assoluta sicurezza.

La posizione di guida è centrale ma consente di spostarsi ampiamente verso l’anteriore o verso il posteriore in base alle necessità senza mai perdere aderenza sulla ruota opposta, per una sensazione di stabilità e di controllo davvero rassicurante. La maneggevolezza è ottima, anche grazie all’altezza ridotta del movimento centrale e in generale al baricentro molto basso. Le curve si affrontano in modo preciso e stabile mentre i cambi di direzione sono immediati. In questo gioca un ruolo importante anche il carro corto che aiuta a chiudere le curve in modo deciso mentre la sospensione garantisce sempre ottimo grip e altrettanta reattività per uscire di curva velocemente.

Nei tratti veloci e sconnessi la stabilità è entusiasmante e la Spartan 29 resta sempre bilanciata con le sospensioni che ingoiano sia gli urti in rapida successione che quelli più grossi senza scomporsi e restando sostenute e reattive, pronte a incassare il colpo successivo lasciando al rider il solo compito di concentrarsi sulla traiettoria. Il telaio molto rigido è determinante per la precisione di guida nello scassato e inoltre garantisce alla sospensione di lavorare in modo ottimale. Il Super Deluxe in alcune occasioni mostra qualche segno di affaticamento lasciando intuire che l’ottimo cinematismo della Spartan 29, con un ammortizzatore di qualità superiore, possa offrire prestazioni di livello veramente alto.

La guidabilità nel tecnico è impeccabile, sia nei tratti estremamente ripidi che in quelli dove la poca pendenza non aiuta a superare gli ostacoli e bisogna lavorare di più con braccia e gambe. Bilanciata e precisa, nonché intuitiva, spinge a tenere ritmi alti con la consapevolezza di riuscire a lasciarsi alle spalle i tratti più ostici tenendo lo sguardo già rivolto al passaggio successivo. Le sospensioni sostenute e reattive lavorano preferenzialmente nella parte centrale della corsa e per questo motivo lasciano sempre abbondante margine di assorbimento per gli urti più grossi, dando la sensazione di galleggiare sugli ostacoli. L’ottimo antirise del sistema Split Pivot garantisce inoltre il funzionamento della sospensione anche mentre si frena per cui si riesce a gestire la velocità anche nei tratti più tecnici e ripidi senza irrigidire la sospensione posteriore e perdere assorbimento e grip.

Conclusioni

Devinci ha realizzato un’arma da enduro race dalle performance tanto elevate che non ci sarà da stupirsi se la vedremo spesso sul podio alle gare di EWS. La Spartan 29 è da tenere assolutamente in considerazione da chi gareggia ma è anche un’ottima compagna di avventure per chi predilige una bici molto aggressiva per i suoi giri all mountain, che sa regalare soddisfazioni sia nelle salite tecniche che nelle discese più toste.

Allestimenti

Devinci mette a disposizione quattro allestimenti e un frameset per la versione Carbon della Spartan 29, disponibile in due colorazioni, mentre per la versione in lega di alluminio, disponibile in un’unica colorazione, gli allestimenti sono due oltre al frameset.

Prezzi

Spartan Carbon 29 X01 Eagle: €9.299
Spartan Carbon 29 GX Eagle LTD: €6.099
Spartan Carbon 29 GX Eagle: €5.399
Spartan Carbon 29 NX Eagle: €4.799
Spartan Carbon 29 frameset: €3.499

Spartan Alloy 29 GX Eagle: €4.199
Spartan Alloy 29 NX Eagle: €3.599
Spartan Alloy 29 frameset: €2.299

Devinci

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biker 69
biker 69

Molto bella,ottimo test

prospero58
prospero58

ammazzabella!

utentenonregistrato
utentenonregistrato

Ciao Francesco , è possibile sapere la location del test?
Grazie

SilviBike
SilviBike

la voglio ora ! Troppo bella !!!

diegoz89
diegoz89

superboost…sigh

Pietro.68
Pietro.68

bella è bella.
ma siamo sempre lì. mi domando come sia possibile che una 29″ con 170 di escursione possa offrire “performance da trail bike”?
allora le trail bike da 120/130 vanno bene solo per gli sterratoni???
tanto vale andare tutti su “endurone” come questa.

Marco Toniolo
Pietro.68

bella è bella.
ma siamo sempre lì. mi domando come sia possibile che una 29" con 170 di escursione possa offrire "performance da trail bike"?
allora le trail bike da 120/130 perchè si dovrebbero prendere???
tanto vale andare tutti su "endurone" come questa.

È cambiato molto nell'ultimo anno e mezzo. Personalmente non vedo perché prendersi una trail da 120, al momento, se non per questioni di peso. Ma anche lì, non si scenderà molto.

Kayma
Kayma

Secondo te una full 29 da 140/150 è allo stesso livello di pedalabili di queste da 170?

emml
emml

Sinceramente penso che sia una questione di gusti personali e di tipo di percorsi che si vanno ad affrontare….
Se non sbaglio anche le trail bike con 120-140 di escursione hanno in questi ultimi 2 anni aggiornato le loro geometrie …e 1-2 kg personalmente fanno la differenza….
Addirittura alcune vengono definite delle mini enduro….
Quindi se non si fanno descese incazzate con uno stile di guida aggressivo, perché mi devo prendere 14 kg di bici con escursioni da 160mm?
Ovvio con una bici del genere posso fare anche una ciclabile in ghiaietta….ma anche con una jeffsy posso affrontare con serenità
(e con brio…) unaa PS enduro….

federico.g
federico.g

È vero che nell’ultimo anno e mezzo sono cambiate le geometrie, ma oltre che dei vantaggi sia in salita che in discesa , è anche una questione di marketing in modo da metterci in condizioni di cambiare spesso bici.a cisono alternative molto più economiche tipo come ho adottato io come cambiare seri sterzo con un eccentrica che apri l’angolo ,abbassi il movimento centrale e verticalizzi il piantone e magari compensare il whellbase con un forcella con 46 di rake anziché 51 e la bici cambia di molto risparmiando soldini……..

Pietro.68
Pietro.68
marco

È cambiato molto nell'ultimo anno e mezzo. Personalmente non vedo perché prendersi una trail da 120, al momento, se non per questioni di peso. Ma anche lì, non si scenderà molto.

Grazie della risposta marco. Almeno così capisco il motivo di certe affermazioni dei tester.

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rikiumek
rikiumek

mi incuriosisce sapere cosa è cambiato nell’ultimo anno e mezzo….

Tc70

Ammazza non c'è n'è una montata Shimano…se non ci si sveglia fuori in casa nippoca a buttar fuori un 12v medio/economico…

edosnow
edosnow

A quando una bella comparativa fra tutte ste 29 che stanno buttando fuori????❤❤❤❤❤

Marco Toniolo
rikiumek

mi incuriosisce sapere cosa è cambiato nell'ultimo anno e mezzo….

Geometrie.

Marco Toniolo
Kayma

Secondo te una full 29 da 140/150 è allo stesso livello di pedalabili di queste da 170?

si

FabioBt
FabioBt

Ma ancora insistono con i guide!Incredibile vanno sempre male e te li ritrovi su tutte le bici di serie.

Pitaro
Pitaro

E con passaggio interno del tubo freno, così devi patire anche per cambiarli e rivenderli

millaharbison67
millaharbison67

Ho una niner jet rdo 29,con telescopico, forcella da 130, ruote con canale interno da 30 e gomme 2,35 davanti, 2,25 dietro, montata bene ma non estrema, il cui peso è 11,8… Nel trail 2kg non sono proprio pochini… Poi se si parla di enduro alzo le mani

rikiumek
rikiumek

Geometrie in che senso? Cioè non erano le bici da trail che si erano avvicinate alle endurone (poca escursione e angoli aperti con orizzontali lunghi)? O sono le enduro ad essersi avvicinate alle trail bike?

Tigre27
Tigre27

…appunto…molte moderne trail hanno geometrie del tutto paragonabili alle enduro, gli angoli spesso cambiano solo di mezzo grado e di 20mm i travel..per cui col l’ammo in posizione firm nn vedo come una trail possa salire molto meglio di una enduro…

Pietro.68
Pietro.68

però la domanda successiva è: se le endurone sono diventate così pedalabili, come mai anche le trail non si sono evolute nelle geometrie e diventate quindi ancora più efficaci?

rikiumek
rikiumek

Esatto quindi le trail bike secondo voi sono destinate ad essere “superate”? Insisto nelle domande solo perchè ero intenzionato a passare dopo anni di bici con almeno 150mm di escursione a qualcosa con meno…ma se non ne vale la pena!

emml
emml

Fatto la stessa cosa e non torno indietro….ovvio in base al mio stile di guida calmo anche su percorsi incazzati…
Ho eliminato una 29 front e una full 27.5 da 160 tutte carbonio top allestimento per una sola trail bike 130 dietro e 140 mm e non tornerei mai più indietro..ops la nuova è pure con ruote 27.5 alla faccia di quello che si legge e si dice senza alcuna prova concreta sul campo….
Fai le tue valutazioni…
Ciao

rikiumek
rikiumek

Boh…sta di fatto che se ora le endurone salgono come le trail bike sono a posto!

rikiumek
rikiumek
Pietro.68

però la domanda successiva è: se le endurone sono diventate così pedalabili, come mai anche le trail non si sono evolute nelle geometrie e diventate quindi ancora più efficaci?

Esatto quindi le trail bike secondo voi sono destinate ad essere "superate"? Insisto nelle domande solo perchè ero intenzionato a passare dopo anni di bici con almeno 150mm di escursione a qualcosa con meno…ma se non ne vale la pena!

Marco Toniolo
rikiumek

Esatto quindi le trail bike secondo voi sono destinate ad essere "superate"? Insisto nelle domande solo perchè ero intenzionato a passare dopo anni di bici con almeno 150mm di escursione a qualcosa con meno…ma se non ne vale la pena!

non sono superate, una 29 con 130 dietro e 150 davanti è una bici polivalente. Quello che volevo dire è che le 29 da 160 con le nuove geometrie si pedalano molto bene, quindi non sentirai tutta questa differenza in salita. In discesa hai più riserve, cosa che fa abbastanza comodo se giri su sentieri tecnici

Kayma
Kayma

Detto questo potevo tenermi la Specy endurona del 2013, risparmiavo otto cambio bici per il casso …..

pk71
pk71

Aprono l’angolo di sterzo si apre e si allungano le forcelle, si verticalizza l’angolo della sella e si allunga l’escursione della ruota posteriore. Ovviamente non è così semplice ma non capisco come possa valere il discorso grandi escursioni poca pedalabilità. Ci sono molti altri fattori geometrici che incidono, c’è anche l’evoluzione delle sospensioni e sopratutto c’è il fatto che le persone chiedono bici da discesa che vadano bene in salita, e gli ingegneri ci provano. Io mi sono divertito a guardare i video di andrextr su YouTube. Poi mi farebbe piacere sentire anche l’opinione di veri esperti e non solo la mia

Pietro.68
Pietro.68
Kayma

Detto questo potevo tenermi la Specy endurona del 2013, risparmiavo otto cambio bici per il casso …..

8 bici in 5 anni… per il resto c'è mastercard…:prost:

Mauro Franzi
Tigre27

…per cui col l'ammo in posizione firm nn vedo come una trail possa salire molto meglio di una enduro…

Se parli di salite poco ripide e su fondi scorrevoli il tuo ragionamento ci può (quasi) stare, ma se parliamo di salite ripide e/o tecniche te lo dico io perchè una trail con 120 mm di corsa posteriore salirà nettamente meglio di una endurona con 170 mm di corsa e nessun sistema di riduzuione della corsa stessa o delle geo: 1) perchè ammesso che le geo statiche siano uguali (cosa che comunque non sarà) si parla per l'appunto di geometrie statiche, ma sul ripido ed in fase di superamento degli ostacoli la bici tenderà inesorabilmente a saggare/insaccare di più con tutto ciò che ne deriva in termini di controllo, posizione di pedalata, possibili fenomeni di pedal kickback, contatto dei pedali sul terreno, agilità etc. etc. 2) perchè inesorabilmente sarà più pesante, e quanto più aumenta la pendenza tanto più il peso si fa sentire, dato che diventa più difficile mantenere un'andatura costante e le continue microaccelerazioni sono alla lunga parecchio dispendiose. Idem sul tecnico, dove spesso è un continuo rilanciare per superare gli ostacoli o districarsi fra un tornantino e l'altro. Ad aggravare la situazione il fatto che parte del peso maggiore sarà sulle ruote e sui pneumatici, perchè 170 mm di corsa posteriore servono per andare veloci sullo scassato, e per farlo in sicurezza servono ruote e pneumatici solidi.

Pan-Bagnat
Pan-Bagnat

Mauro, le tue considerazioni m’interessano molto. Ho provato in uno stesso percorso in taglia XL varie bici, quelle che mi sono piaciute di più sono la Evil MB The Following e la Cube 150 29. La Evil non la prenderò perché è fuori budget per me e sembra delicata, mi sto orientando verso una Giant Trance 29. In salita con la Evil ero in una posizione molto equilibrata che mi ha permesso di salire molto agevolmente nel ripido. Visto la nuova Trance ha delle geometrie molto simili alla Evil dovrebbe comportarsi in un modo simile? Per saperlo di certo dovrei provarne una ma in XL la vedo dura! Altrimenti andrò sulla Cube che in discesa è un missile.

Riki174
Riki174

Vedo che sempre più marchi montano pedivelle da 170…il motivo è chiaro.
Ma in termini di pedalata, cosa cambia? Si sente la differenza rispetto al classico 175? Più affaticante…servono 2denti corona in meno…non ne ho idea.
Mi sembra solo strano cambiare una quota così importante (così come può essere strano che sia la stessa per uno di 2metri e uno di 1.50)

Pietro.68
Pietro.68
frenk

Nell'articolo ho scritto che "nelle salite tecniche offre performance da trail bike",

muldox

ma se parliamo di salite ripide e/o tecniche te lo dico io perchè una trail con 120 mm di corsa posteriore salirà nettamente meglio di una endurona con 170 mm di corsa

scusate. Io vi leggo sempre con molta attenzione e con molto piacere tutti e due.
Ma qua state dicendo esattamente uno l'opporto dell'altro.
Francesco, non è questione di assolutismi. Se tu scrivi che nelle salita tecniche offre performance da trail bike quello si capisce. E allora uno si domanda come sia possibile.
Diverso è scrivere che nelle salite tecniche "si comporta bene" e sono molto attenuati i problemi che citava @muldox.

Niko9
Niko9

Molto bella, domanda sulle ruote: vi sono piaciute? I mozzi scorrono, il cerchio asimmetrico ha pregi avvertibili ? 35 mm interni meglio dei 30 mm ? Le gomme come tornano ? Fanno una bella curva ? 2.5 ormai sembra essere la migliore dimensione, la utilizzo pure io su ruote Santa Cruz 30 mm .. quindi si può arrivare anche a 35 mm interni ? 32 raggi sono più robuste ? Mi sono sempre piaciute a 32 raggi ma ne ho avute solo una coppia tempo fa, roval control da xc..
si sentono belle impostate, decise, sincere nei cambi di direzione o nelle correzioni di traiettoria all’ultimo istante dell’anteriore ?

cowboykite80
Riki174

Vedo che sempre più marchi montano pedivelle da 170…il motivo è chiaro.
Ma in termini di pedalata, cosa cambia? Si sente la differenza rispetto al classico 175? Più affaticante…servono 2denti corona in meno…non ne ho idea.
Mi sembra solo strano cambiare una quota così importante (così come può essere strano che sia la stessa per uno di 2metri e uno di 1.50)

Domanda Interessante [emoji106]

Pietro.68
Pietro.68
frenk

Con questo da parte mia chiudo con gli off topic e tornerò a rispondere quando finalmente si inizierà a parlare della Spartan 29 oggetto del test.

mi pareva che si stesse parlando della Spartan. Non di altro.
Di solito se uno fa una recensione e poi gli chiedono chiarimenti non vedo perchè l'autore debba esimersi dal rispondere.

clayman
clayman

Queste endurone da 29 vanno bene anche per stature bassotte tipo 170? È un po’l’ultimo dubbio che resta. Nei pro DH sembra quasi certa associazione tra rider alto e buon feeling con la 29.

Possiamo provarle, ma è difficile adattarsi subito con una bici nuova tanto diversa. Adesso sono su endurona da 27.5.

Sarebbe bello organizzare prova comparativa della stessa bici, una qualunque endurona da 29, con rider fisicamente molto diversi e magari dalle doti tecniche diverse.

Chuck26
Chuck26

[…ottenere rigidezza e/o robustezza in base alle necessità dei diversi punti del telaio, mentre la resina è addizionata di nanoparticelle in grado di aumentare la resistenza diminuendo al contempo il peso…]

Avessi un Penny per ogni volta che ho letto un proclamo del genere oggi questa bici potrei comprarla in contanti (con la carriola di monetine)…

Mandi!
Chuck26

cowboykite80
federico.g

È vero che nell'ultimo anno e mezzo sono cambiate le geometrie, ma oltre che dei vantaggi sia in salita che in discesa , è anche una questione di marketing in modo da metterci in condizioni di cambiare spesso bici.a cisono alternative molto più economiche tipo come ho adottato io come cambiare seri sterzo con un eccentrica che apri l'angolo ,abbassi il movimento centrale e verticalizzi il piantone e magari compensare il whellbase con un forcella con 46 di rake anziché 51 e la bici cambia di molto risparmiando soldini……..

Hai controllato di quanto si verticalizza lo sterzo con una ss angleset? Non arrivi a mezzo grado. È un palliativo che funziona per lo sterzo ma non per il tubo sella.

federico.g
federico.g
marco

È cambiato molto nell'ultimo anno e mezzo. Personalmente non vedo perché prendersi una trail da 120, al momento, se non per questioni di peso. Ma anche lì, non si scenderà molto.

cowboykite80

Hai controllato di quanto si verticalizza lo sterzo con una ss angleset? Non arrivi a mezzo grado. È un palliativo che funziona per lo sterzo ma non per il tubo sella.

Con l' angleset ss go aperto l" angolo di 1 grado di conseguenza anche il piantone… ss angleset work components

cowboykite80
federico.g

Con l' angleset ss go aperto l" angolo di 1 grado di conseguenza anche il piantone… ss angleset work components

https://www.mtb-mag.com/tutto-quello-che-ce-da-sapere-sulle-serie-sterzo-eccentriche/

"Parametri come l’angolo sella, l’altezza del movimento centrale e l’altezza dello sterzo da terra (che influenza la posizione in bici) rimangono pressoché inalterate, o meglio la loro variazione è talmente contenuta da risultare trascurabile"

quasi2000
quasi2000

Scusa che taglia hai usato e quanto sei alto… per capire che taglia scegliere

jo il pazzo
jo il pazzo

29 pollici con 170 di escursione credo che servano veramente a poche persone, già la commercializzazione delle enduro negli anni passati ha fatto “danni” nel senso che il margine che offrono è sfruttato dalla gente non per andare forte ma semplicemente per non ammazzarsi. Sarebbe ora che tanti chinassero la testa e imparassero a guidare invece che proseguire all’infinito la corsa agli angoli di sterzo aperti, escursioni esagerate e ruote da monstertruck. In altre parole questa è una bici che in Italia sfruttano in 10…

cowboykite80
jo il pazzo

29 pollici con 170 di escursione credo che servano veramente a poche persone, già la commercializzazione delle enduro negli anni passati ha fatto "danni" nel senso che il margine che offrono è sfruttato dalla gente non per andare forte ma semplicemente per non ammazzarsi. Sarebbe ora che tanti chinassero la testa e imparassero a guidare invece che proseguire all'infinito la corsa agli angoli di sterzo aperti, escursioni esagerate e ruote da monstertruck. In altre parole questa è una bici che in Italia sfruttano in 10…

Quanti di quelli che acquistano una moto da 190cv sono veramente capaci di usarla? Eppure ne vedono un sacco. È il mercato.

jo il pazzo
jo il pazzo

Non c’é dubbio, e commercialmente credo sia un gran bene, del resto siamo arrivati a sviluppare biciclette tanto belle e performanti grazie al fatto che i soldi girano. Solo mi fa sempre una certa tristezza vedere persone che avrebbero tanto da imparare guidando una rockrider comprare mezzi simili a ritmo di uno all’anno…

jo il pazzo
jo il pazzo

frenk…e tu fai parte di questi 10?

Io faccio parte della minoranza che preferisce concentrarsi sulle abilità di guida e sulla preparazione fisica. Dal 2016 uso una smuggler che come è noto di escursione ne ha ben poca. MI tengo la smuggler perché credo vada molto bene, anche se non mi ritengo uno che va forte, constato con regolarità che con una trail bike 9 volte su 10 sto davanti alle enduro di un pezzo… forse perché il livello medio è davvero pietoso ma alla gente piace credere che con 170mm su una 29 andranno più forte…