[Test] Nuova Trek Slash 9.9 XO1

[Test] Nuova Trek Slash 9.9 XO1

Ian Collins, 03/09/2020
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Ian Collins, 03/09/2020

È passato del tempo dall’ultimo aggiornamento della Trek Slash, più di quattro anni per essere un precisi. Da allora, ci sono stati enormi cambiamenti di tendenza tra le bici da enduro, soprattutto legati alle geometrie, e non sorprende che la nuova Slash abbia subito importanti modifiche in quell’ambito, ma anche una miriade di altri aggiornamenti come lo stivaggio nel tubo obliquo, un nuovo ammortizzatore posteriore, 10mm in più di escursione e tante altre novità. Nelle scorse settimane ho trascorso molto tempo sulla nuova Slash a Silver Mountain in Idaho, su discese toste da 1.200m di dislivello, il terreno di prova perfetto per la nuova Slash.

Dettagli

  • Formato ruota 29″
  • Ammortizzatore metrico trunnion
  • Escursione 170mm anteriore e 160mm posteriore
  • Sistema di sospensione ABP
  • Geometrie regolabili tramite Mino-Link
  • Forcellino universale SRAM Universal Derailleur Hanger
  • Passaggio dei cavi interno
  • Knock Block 2.o con raggio di sterzo aumentato
  • Stivaggio nel tubo obliquo
  • Protezione completa del tubo obliquo
  • Peso: 14,5kg (tubeless, senza pedali)
  • Prezzo: €8.499

Come sospensioni, davanti vediamo la nuovissima RockShox Zeb con 170mm di escursione e 44mm di offset. Con steli da 38mm, la forcella sembra rigida quasi quanto una BoXXer. La cartuccia Charger 2.1 ha una regolazione esterna per la compressione alle alte e alle basse velocità e un’unica regolazione in estensione. In merito all’ammortizzatore, un Super Deluxe Ultimate sviluppato appositamente da RockShox, la tecnologia Re:Aktiv è sparita ma resta la tecnologia Thru-Shaft, con un serbatoio per la gestione della temperatura maggiorato rispetto alla versione precedente. La nuova idraulica ha un sistema lamellare con regolazione della compressione a tre posizioni. Non si tratta della classica open/trail/lock ma di tre differenti regolazioni della compressione a basse velocità che coinvolge anche il ritorno e quindi aiuta a mitigare il bobbing della sospensione.

Il KnockBlock 2.0 presenta un raggio di sterzata aumentato di 14º, da 58º a 72º. Come sulla nuova Fuel EX, Trek ha incluso sulla Slash, sia in carbonio che in alluminio, lo stivaggio del tubo obliquo tramite una botola sotto il portaborraccia. La nuova Slash è sempre dotata di Mino link, un flip chip che offre una variazione di 0.5º sull’angolo di sterzo e di +/- 7mm sull’altezza del movimento centrale. Infine, Trek ha adottato il multitool inserito nel cannotto della forcella. Rispetto allo Specialized SWAT CC al quale si ispira, offre una gamma maggiore di attrezzi e uno smagliacatena migliore, ma non è semplice da installare e da rimuovere.

Il gruppo SRAM X01 Eagle a 12 velocità è ormai noto, anche se ora ha una gamma ampliata grazie all’aumento da 50T a 52T del pignone più grande. La corona da 30T è stata pensata per le salite impegnative nelle lunghe giornate e c’è un guidacatena MRP a proteggerla. Inconsueta la scelta di pedivelle da 175mm: su una bici così aggressiva ci saremmo aspettati e avremmo preferito pedivelle più corte da 170mm.

La zona manubrio è realizzata in casa con componenti Bontrager. Manopole Bontrager, manubrio Bontrager Line Pro in carbonio da 820mm di larghezza che ho tagliato a 800mm grazie ai segni guida. Il diametro è di 35mm e il rise da 27,5mm. Lo stem Bontrager Line Pro si adatta bene al sistema Knock Block ma mi sentivo un po’ arretrato quindi ho sostituito il 35mm di serie con uno da 45mm di lunghezza e mi sono sentito più a mio agio.

L’ultima versione del reggisella telescopico di Bontrager ha superato le aspettative. La sua azione è fluida ed è rigido grazie al diametro sovradimensionato di 34.9mm. Per quanto riguarda la leva, all’inizio sembrava strano il posizionamento così vicino al manubrio, ma alla fine ci ho preso la mano e ho capito che si può mantenere una presa migliore sulla manopola quando la si aziona. La sella Arvada ha una buona forma e la giusta imbottitura, ma non sembra particolarmente robusta.

È stato un piacere trovare le ruote Line Elite 30 di Bontrager montate su questo modello di Slash. I cerchi in fibra di carbonio da 29mm di larghezza interna hanno un profilo aggiornato, un po’ più basso, per una guida più confortevole senza compromettere la rigidezza. Le pareti più spesse offrono una migliore resistenza agli urti mentre l’ingaggio a 108 punti fornisce un trasferimento di potenza molto veloce. Per quanto riguarda i copertoni, la combinazione SE5 / SE4 è abbastanza buona, ma non credo che siano all’altezza di ciò di cui la bici è capace. Sono passati alcuni anni da quando abbiamo visto qualcosa di nuovo da Bontrager e, a mio parere, sono sorpassate.

Ultimo, ma non meno importante, i freni SRAM Code RSC hanno il compito di rallentare la bici. Questi sono i miei freni preferiti e non posso dire abbastanza cose positive su di loro. La combinazione anteriore da 200mm e posteriore da 180mm si monta direttamente senza adattatori. Chi gira spesso su terreni ripidi e/o lunghe discese potrebbe necessitare di un disco posteriore da 200mm, ma in versione originale dovrebbero essere adatti alla maggior parte dei biker.

Geometrie

La gamma delle taglie viene ampliata da quattro a cinque misure. La lunghezza del carro non è cambiata molto, ma l’angolo di sterzo è diminuito di un intero grado e il movimento centrale è sceso di alcuni millimetri. Come angolo sella, sia l’angolo virtuale che quello effettivo sono più ripidi di due gradi per migliorare la posizione in salita. Infine le quote di reach sono aumentate di circa 25-30mm a seconda della taglia. In definitiva la nuova Slash è stata aggiornata con quote aggressive ma non rivoluzionarie.

Setup

Ho regolato il sag al 20% per la forcella e al 30% per l’ammortizzatore. Le sospensioni di serie, come curva di compressione, erano ottime quindi a parte agire su compressione e ritorno, non ho sentito la necessità di intervenire con token e spacer. Comunque il nuovo RockShox Super Deluxe Thru-Shaft consente anche la regolazione del volume della camera negativa con uno spacer. Il barilotto di questo ammortizzatore ha un volume della camera negativa che si colloca a metà tra il Super Deluxe standard e il MegNeg, secondo RockShox. Inoltre offre altre caratteristiche interessanti che potremmo trovare anche sui prossimi prodotti RockShox come il registro del ritorno numerato. Per quanto riguarda le impostazioni del cockpit, avrei preferito un cannotto più lungo che mi permettesse di alzare di altri 10mm lo stem, mentre mi sono trovato bene con il reggisella da 175mm di escursione per la mia taglia Large.

Sul campo

Normalmente inizio il test di una nuova bici pedalando in salita verso i trail ma ora vivo a soli 40 minuti da Silver Mountain quindi ho potuto fare una grande quantità di discese in poco tempo. I percorsi più alti sono caratterizzati da pietre affilate, sia fisse che smosse, mentre quelli più in basso entrano nel bosco e hanno radici, buche e braking bumps, ma in generale non sono molto ripidi, per questo motivo una bici come la Slash è perfetta per questi trail e più adeguata di quanto non sarebbe una DH.

Era la prima volta che usavo una Zeb e ne sono rimasto impressionato. La cartuccia Charger 2.1 la fa sembrare familiarmente simile a una Lyrik o a una Pike. La cartuccia ad aria lavora a pressioni inferiori (per me 60psi rispetti ai 90psi) e questo migliora la sensibilità mentre la struttura rigida mi ha entusiasmato per la precisione di guida. Invece devo ammettere che non sono mai stato un fan degli ammortizzatori con idraulica Re:Aktiv, quindi sono felice che siano spariti, dato che per fornire stabilità in salita comprometteva le prestazioni in discesa. Ma non è il caso del nuovo ammortizzatore che mi ha totalmente convinto, anche per merito del sistema di sospensione ABP che trovo sia uno dei progetti più brillanti sul mercato e sul quale gli ingegneri di Trek hanno fatto un ottimo lavoro per migliorarlo ulteriormente.

Sui precedenti modelli Trek che utilizzavano Re:Aktiv mi sono spesso domandato se montare un ammortizzatore a molla se potesse migliorare l’assorbimento mentre sulla nuova Slash non ne ho mai sentito il bisogno, anche nelle suddette discese da 1.200m. Il comportamento è stato eccellente con un abbondante grip e controllo, la giusta curva di compressione e una buona gamma di regolazioni sia sul lato idraulico che pneumatico. In merito al registro di compressione, durante i giri in park l’ho lasciato nella più aperta delle 3 posizioni per ottenere tuttol il grip necessario. Sebbene la differenza tra le 3 impostazioni non sia neanche lontanamente estrema come quella del classico “Open, Trail, Lock”, ho preferito usare il registro nello stesso modo, completamente aperto nelle lunghe discese, nell’impostazione più chiusa nelle lunghe salite, dove la sospensione è stabile, e a metà sui sentieri misti. L’ammortizzatore ha anche una leva di lock out, che sinceramente ho usato di rado, ma che si apprezza sulle lunghe salite scorrevoli. Ottima la posizione della leva a 45° sul corpo dell’ammortizzatore, facile da raggiungere durante la guida, ancora di più per i mancini.

Per quanto riguarda le geometrie, ho usato più spesso la posizione high per via delle pedivelle lunghe da 175mm. Non ho nulla da criticare per questa impostazione ma se non fosse stato per le pedivelle avrei approfittato volentieri dell’opzione low. Nel complesso la nuova Slash ha fatto passi da gigante verso geometrie moderne. L’avantreno è bilanciato al retrotreno e la bici è semplice da gestire nelle curve strette senza rinunciare alla stabilità. L’angolo di sterzo è giusto, agile e vivace in posizione high mentre in posizione low è meno sensibile per spingersi a velocità più alte ma perde un po’ in salita, come prevedibile. Sebbene Trek abbia verticalizzato l’angolo di 2°, avrebbe potuto spingersi oltre di ulteriori 2° per ottenere una posizione in sella migliore sulle lunghe salite.

In termini di maneggevolezza, non riesco a pensare a un singolo dettaglio negativo. Merito delle geometrie e delle sospensioni ma anche della costruzione del telaio, rigido ma non estremo. Nonostante sia una bici a lunga escursione, la Slash combina le doti di stabilità e confidenza con un comportamento reattivo e vivace che permette di mantenere la traiettoria e di cambiarla velocemente quando lo si desidera. Il peso di 14,5kg in realtà è piuttosto leggero se si considera la tipologia di bici e che quasi 1kg dipende dal guidacatena completo e dagli altri accessori, quindi tanto di cappello ai product manager.

Per il montaggio, penso che Trek abbia fatto un lavoro eccezionale nello scegliere i componenti. La Zeb è eccezionale e della trasmissione Eagle e dei freni Code se ne conoscono le doti. Manopole a parte, che ho sostituito con le mie, il cockpit lascia poco di cui lamentarsi e mi è piaciuto il nuovo reggisella, fluido e più rigido grazie al diametro da 34.9mm. Le ruote si sono rivelate ottime come la più costosa versione Pro e non hanno subito nessun danno nemmeno in quegli impatti tanto forti da farmi fermare a controllare. Per le coperture invece, come già detto, i rider più aggressivi probabilmente vorranno sostituirle con qualcosa di più robusto.

In merito alle varie feature marchiate Trek, posso dire di essere diventato un fan del Knock Block più di quanto non lo fossi prima grazie al raggio di sterzata aumentato che non disturba affatto durante il riding. Inoltre tempo fa, su una bici senza Knock Block, ho fatto una brutta caduta in cui ho strappato la tubazione del freno e la lunga camminata verso casa mi ha lasciato tempo per riflettere sull’effettiva utilità del Knock Block. Lo stivaggio all’interno del tubo obliquo è indubbiamente geniale e rende difficile tornare ad altri sistemi per riporre gli oggetti appesi o legati al telaio.

Conclusioni

A parte pochi dettagli migliorabili come le pedivelle lunghe, i copertoni delicati e l’angolo sella che potrebbe essere più verticale, la Slash è un macchina davvero impressionante. Ogni singolo aspetto è stato migliorato rispetto al modello precedente. Si comporta bene nelle lunghe giornate in sella con grandi salite ma è quando le cose si fanno davvero difficili che brilla di più. Divora impatti di ogni dimensione a ogni velocità in modo assolutamente impeccabile, pronta per quelli successivi, usando tutta l’escursione negli impatti importanti ma senza che abbia mai avvertito il colpo di un fondocorsa. Sono state soprattutto le prestazioni delle sospensioni a impressionarmi e la maneggevolezza immediatamente dopo. Aggiungici delle feature intelligenti come lo stivaggio nell’obliquo, il Knock Block e altri piccoli dettagli ed ecco il vincitore. 9.099 euro sono certamente un sacco di soldi per una bic ma si tratta di un allestimento top di gamma e questo in particolare è montato davvero bene. Comunque c’è un’intera gamma di allestimenti della nuova Slash comprese delle opzioni con telaio in alluminio che ha tutte le feature di quello in carbonio.

Allestimenti e prezzi

Slash 7: €3.069
Slash 8: €3.599
Slash 9.7: €4.599
Slash 9.8 GX: €5.999
Slash 9.8 XT: €5.999
Slash 9.8 GX Project One: €6.599
Slash 9.8 XT Project One: €6.599
Slash 9.9 X01: €8.499
Slash 9.9 XTR: €8.499
Slash 9.9 X01 Project One: €9.099
Slash 9.9 XTR Project One: €9.099
Slash AL frameset: €2.599
Slash C frameset: €3.999

www.trekbikes.com

 

Commenti

  1. A me piace, trovo molto interessante la 8 in alluminio, per quello che costa è montata davvero bene ed anche il peso non è poi così scandaloso (15 kg in taglia M). Poi mi piace che ci sia lo scomparto sotto il portaborraccia anche per i modelli in alluminio.
  2. p84:

    Secondo i miei calcoli, continuando il trend attuale, nel 2050 il reach delle mtb sarà intorno ai 2 metri..
    …. e costeranno 20.000 euro….
  3. pavlinko80:

    sicuramente per raddrizzare il tubo piantone, per renderla piu pedalabile della vecchia , hanno fatto una bella rivoluzione,zeb da 38, una geometria rivista, gran bel mezzo comunque, ed hanno tenuto i prezzi anche in linea con la vecchia
    A mio giudizio, già che ci han messo le mani, potevano drizzarlo ben di più quel tubo sella, lo stesso dice Ian nell’articolo difatti. Per il resto bel mezzo.
 

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