[Test] Pole Machine TB

[Test] Pole Machine TB

19/08/2019
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19/08/2019

Non si può certo dire che la Pole Machine sia una bici che passa inosservata. La prima volta che la vidi, lo scorso anno al Garda Bike Festival, restai con quell’espressione del tipo, “wow, cos’è quella roba?

La Machine è un mezzo estremo sotto tutti gli aspetti. Design, geometria e tecnica scelta per la produzione, in ogni di questi settori Pole ha voluto distinguersi con scelte e soluzioni fuori dal coro.

Prima di entrare nel vivo della recensione credo sia necessaria una breve introduzione per comprendere meglio il motivo per il quale Leo Kokkonen, fondatore e progettista del giovane brand finlandese, si sia esposto con un progetto così ardito e radicale.

Nel mondo della MTB sappiamo che ci sono alcuni brand che si spartiscono il grosso del mercato, sono gli stessi che poi ci fanno anche irritare per la frequenza di novità, piu o meno tecnicamente giustificabili, che regolarmente introducono (vedi nuovi standards). Questi colossi sono tuttavia abbastanza prudenti nel proporre prodotti troppo “rivoluzionari” in quanto temono l’insuccesso commerciale nel caso non vengano bene recepiti dal pubblico.

Poi ci sono i piccoli produttori che hanno bisogno di distinguersi e di trovare una propria identità nonché nicchia di mercato. Questi brand possono, anzi devono proporre nuove idee ed essere innovatori. Si sa che un piccolo marchio è molto più snello e reagisce molto più rapidamente rispetto ad una grande industria. È in questa fascia che troviamo Pole, una giovane azienda Finlandese che in pochi anni si è distinta proponendo delle nuove idee.

La Pole Machine TB in sintesi

  • Categoria: Enduro
  • Materiale telaio: Alluminio 7075 T6
  • Formato ruote: 29”
  • Taglie disponibili: Small, Medium, Large, XLarge
  • Schema sospensione: Pole Evolink, virtual pivot con biellette co-rotanti
  • Geometrie variabili: no
  • Corsa ant/post: 180/160 mm
  • Boost: Si
  • Ammortizzatore metrico: sì, 230x65mm
  • Ruote e coperture tubeless ready: sì + inserto Huck Norris
  • Trasmissione: 1×12 con corona 32T / pedivelle 170 mm
  • Attacco per deragliatore: no
  • Attacco ISCG: si
  • Attacco guida catena: si
  • Attacco portaborraccia: si, tre (!)
  • Disponibilità solo telaio: si
  • Taglia in prova:  Medium
  • Altezza tester: 181cm. Cavallo (misura sella-movimento centrale): 78cm.
  • Peso rilevato: 15 kg senza pedali
  • Prezzi: (in Euro senza IVA)
    • EN 5.887,10
    • TB 5.201,61
    • TR 4.677,42
    • Frame set 2.822,58
    • Frame set con EXT Arma 3.064,52

Analisi Statica

Inutile dire che a prima vista la Machine appare impressionante. Al di là dell’aspetto estetico, che a qualcuno potrebbe apparire sgraziato, la Pole Machine racchiude diverse peculiarità uniche nel mondo della mtb.

Iniziamo con la piu’ evidente. La tecnica costruttiva. La Machine è fatta di alluminio, e fino qui niente di nuovo, se non che non si tratta dei classici tubi (magari idroformati) saldati, bensì di due semi gusci lavorati dal pieno in CNC e poi incollati e imbullonati.

Questa tecnologia, inedita nel campo del ciclo ma già nota per alti tipi di applicazioni, consente di utilizzare un materiale come la lega 7075 T6 (volgarmente chiamata Ergal), altrimenti impossibile, visto che non si presta alla saldatura. L’alluminio 7075 è quello che ha le migliori caratteristiche meccaniche e di resistenza alla fatica. Non per niente viene utilizzata specialmente in aeronautica. Avete mai visto le ali di un aereo saldate alla carlinga? No, gli aerei usano lastre di alluminio rivettate a centine strutturali.

 

 

Dettaglio dell’attacco iscg 05 e della bielletta bassa concentrica al movimento centrale

Leo Kokkonen afferma che la scelta, anche se per certi versi rischiosa, gli permette di essere autonomo e di produrre tutto in Finlandia. Certo che per un piccolo marchio è un bel vantaggio evitare il costo degli stampi per una eventuale produzione in carbonio, senza parlare delle attese e delle difficoltà di avere a che fare con i produttori in Asia.

Altra particolarità che salta all’occhio è la scelta delle geometrie. Sempre il progettista/titolare afferma che da ex rider DH, una volta passato alle trail bike non si sentiva sicuro e stabile a sufficienza, quindi già con la Evolink ( modello precedente costruita in tubi di alluminio) ha puntato su geometrie che andavano ben al di là dei numeri normalmente utilizzati dalla concorrenza.

Sulla Machine troviamo un angolo sterzo da 63.9°, un reach di 480mm, almeno 20 mm più lungo rispetto ad altre bici di pari taglia che usano un concetto di “forward geometry” tanto in voga ultimamente. Un carro super lungo da 455mm, un angolo tubo sella (effettivo) di ben 79°, il tutto per un passo da 1305mm ( misure relative a taglia Media ). Quote rilevate con forcella da 51mm di offset.

Il sistema sospensivo denominato Evolink è di tipo virtual pivot con biellette che ruotano dalla stessa direzione e con quella bassa infulcrata attorno al movimento centrale. Tutti gli elementi che la compongono sono in ergal ed il carro posteriore è fresato dal pieno con gusci incollati. I fulcri ruotano su cuscinetti a sfera su perni in titanio.

Vista dal lato non drive, si notano le due biellette co-rotanti, con la bassa infulcrata attorno al movimento centrale.

Ammortizzatore off set dalla parte non drive. Soluzione simile a Specialized e Orbea, permette di avere un tubo sella più lungo e rettilineo, capace di contenere reggi sella telescopici con corsa maggiore e di ottenere una quota di standover record.

Lo stelo è tuttavia poco protetto dagli elementi.

Spazio per la gomma. Il carro è sufficientemente largo da permettere l’utilizzo di gomme fino a 2.8″ (anche grazie alla lunghezza fuori dalla norma), ottimo in caso di fango avere spazio per evitare accumuli.

Passaggio cavi esterno, per migliore praticità. Le guaine sono trattenute dalle classiche fascette da elettricista ma con una soluzione passante inedita (almeno per il triangolo principale)

Tre attacchi borraccia. Quasi esagerato, ma si possono usare anche per trasportare una pompa o altri accessori. Due attacchi sono all’interno del triangolo ed uno sotto.

Specifiche

Prova sul campo

Ho testato la Machine in diverse uscite per lo più su sentieri alpini rocciosi e single tracks nei boschi. Nei miei giri non ho mai usato risalite meccanizzate e ho fatto anche giri di più di 50km con dislivelli attorno ai 2000m. Sufficiente per avere una buona conoscenza del mezzo e farmi un’idea sui pro e contro.

Con un reach extralungo verrebbe automatico pensare di trovarsi un po’ allungati in sella. Niente affatto, l’attacco manubrio corto (45mm) ma soprattutto l’angolo sella effettivo da 79°compensano la differenza rispetto bici più convenzionali. La misura tra punta della sella e manubrio risulta essere di cm 50, in linea quindi con ad esempio la Canyon Strive che Marco sta testando.

L’effetto collaterale di questa soluzione è che ci si ritrova a pedalare “sopra” il movimento centrale. Questa sensazione all’inizio la si percepisce molto, ma devo ammettere che dopo qualche uscita, e qualche piccolo aggiustamento della sella, mi sono abituato e non mi ha dato particolari problemi .

Salita

Non ci si può certo aspettare di battere i KOM con 15+kg di bici, ma considerando che non si può bloccare l’idraulica delle sospensioni, la Pole sale bene sulle salite scorrevoli, a patto che non si pretenda di scattare in fuorisella.

Sulle salite tecniche sono rimasto veramente colpito dall’efficienza della Machine. Qui la posizione di pedalata non convenzionale rivela tutto il suo perché. Quando le pendenze crescono il peso del rider graverà più sulla parte anteriore della bici, se poi lo abbiniamo al fatto di avere un carro mediamente più lungo di circa 20mm va da sé che la ruota anteriore rimarrà ben piantata a terra e ci troveremo a trasferire potenza ai pedali in maniera estremamente naturale ed efficace.

Sono riuscito a superare ostacoli ostici meglio che con altre bici molto più leggere. La sospensione Evolink è uno spettacolo di stabilità, non affonda eccessivamente e oscilla poco. L’efficienza di questo sistema non è dovuto esclusivamente al concetto di anti squat come utilizzato da altri virtual pivot. L’anti squat o anti affondamento è una soluzione che si adotta nel disegno della cinematica della sospensione per limitare il fenomeno di eccessiva compressione della sospensione in salita ed in accelerazione. Il principio dell’AS è quello di sfruttare la forza di pedalata per estendere la sospensione, quindi controbilanciare l’affondamento. Questo sistema (afferma Leo di Pole) utilizzando valori superiori al 100% genera una certa perdita di efficienza di pedalata visto che parte dei watt verranno spesi appunto per estendere la sospensione. Inoltre un eccessivo AS genera fenomeni di pedal kick back avvertibili in salita urtando ostacoli.

Leo Kokkonen afferma che per la sospensione Evo link ha affrontato il tema con una sua interpretazione, utilizzando valori bassi di antisquat e lasciando il controllo della compressione maggiormente al tuning dell’ammortizzatore. Mi sono veramente trovato bene con la sospensione, sia in salita che i discesa e a parte in salite su asfalto non ho mai ritenuto necessario intervenire sulla levetta dell’ammortizzatore

In generale, comunque, ho avuto l’ennesima conferma che si fa meno fatica a pedalare una bici con una sospensione efficiente piuttosto che una che pesa un kg in meno.

Discesa

Tutti i numeri indicavano una propensione alla velocità in discesa, ed in effetti non sono rimasto deluso dalle prestazioni in questo settore. La forcella da 180mm e le ruote da 29″ ti autorizzano a prendere la via più diretta senza bisogno di dribblare gli ostacoli. Conoscevo già la Rovk Shox Lyrik e ho solo avuto conferma sulle sue qualità di assorbimento di grandi urti mantenendo sensibilità alle piccole asperità. Al posteriore troviamo una sospensione che è molto sensibile, assorbe bene mantenendo trazione anche in frenata. Anche in presenza di urti improvvisi ha reagito sempre bene senza mai cercare di disarcionarmi, situazione provata con altri sistemi virtual pivot. Da notare che né forcella né ammortizzatore erano dotati di tokens.

Ho regolato il sag su 30% al posteriore e poco meno all’anteriore. In nessun caso sono arrivato a fine corsa ma devo dire che non ho mai girato in bike park , solo trail “naturali”. Le ruote Mavic Deemax Elite hanno retto bene, a parte un paio di raggi un po’ ammaccati dalle sassate. Ho solo dovuto ingrassare la ruota libera una volta in quanto era diventata molto rumorosa. Le gomme  Maxxis Minion DHF 2.5 e DHR 2 2.3 al posteriore montate con inserti Huck Norris si sono rivelate all’altezza e a parte una piccola perdita di pressione alla posteriore mi hanno sempre trasmesso sicurezza e una certa scorrevolezza sui tratti battuti. Piccola curiosità: Leo Kokkonen è anche l’uomo dietro al marchio Huck Norris

La Machine è un mezzo che certamente fa sentire sicuri in discesa, la stabilità del passo lungo la si percepisce già dai primi metri. Pensavo fosse difficile da fare girare nello stretto ma sorprendentemente è sufficiente caricare bene l’anteriore per fare derapare quella posteriore aiutando a chiudere la curva. Molto facile anche fare i nose press in presenza di tornantini stretti, la lunghezza della bici rende questa tecnica meno nervosa e piu controllabile. Certo, una 27.5″ con carro corto è più agile nello stretto ma qui è anche una questione di preferenza personale.

Conclusioni

Ci sono alcune bici che colpiscono più di altre e da cui a fine test fai fatica a separarti. La Pole è una di queste. È un mezzo certamente un po’ estremo e stravagante con scelte tecniche e produttive uniche. Una bici non solo bella o quanto meno particolare, ma anche veramente performante ed efficace. Se volete farvi notare ci sono pochi marchi che possono battere la Pole.

I prodotti Pole sono venduti direttamente online, altre info sul sito Pole.

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Geep
Geep
Particolarmente brutta
fafnir
fafnir
Vista dal vivo in EXT, impressionante. In foto non rende ma a me dal vivo è piaciuta
P
pistola74
Per me invece molto bella! Potrei sbagliarmi ma mi sembra che le ruote siano le deemax pro perché hanno i raggi in alluminio. Come prezzo mi sembra concorrenziale, è vero che è un telaio in alluminio ma con una lavorazione "raffinata", probabilmente il costo di realizzazione riesce a mantenersi contenuto. Cosa ne pensi Marco?
Pitaro
Pitaro
Costo contenuto e 7075 ricavato dal pieno sono proprio due cose che stanno agli antipodi…
In pratica ogni semiguscio che compone il telaio è come se fosse uno stampo, inoltre lavorare spessori così sottili in Ergal è parecchio complesso. Inoltre ci vogliono frese abbastanza grandi (costose) e parecchio tempo, probabilmente anche un intervento umano non trascurabile.
fitzcarraldo358
fitzcarraldo358
Io la trovo davvero molto bella e mi colpì già alla presentazione.
Mi sembra che però, per quanto ancora a catalogo, sia di fatto superata nella gamma Pole dal nuovo progetto Stamina, e per quanto abbia letto non ho capito quale sia il posizionamento relativo delle tre bici Stamina 140, Machine e Stamina 180 e le peculiarità dei due telai l’uno rispetto all’altro.
p84
p84
Non si capisce bene se alla fine tutte queste soluzioni stravaganti rendono questo mezzo effettivamente migliore rispetto alla massa o se si tratta di esercizi stilistici fini a sè stessi. Inoltre, il fatto di evitare il costo degli stampi asiatici non sembra aver inciso più di tanto sui listini..
P
pistola74
In effetti il mio commento di prima lo avevo fatto non leggendo bene i prezzi di listino…diciamo che piuttosto di una SC a 10mila euro prenderei questa…
yura
Particolarissima e con soluzioni tecniche interessanti, però non riesco proprio a farmela piacere. Come avevo già scritto, vedendola di profilo sembra abbia preso una tranvata che l’ ha aperta davanti e drizzata sul tubo sella.
E’ proprio luuuunga come un TIR, se nonostante ciò si riesce a far girare comunque bene come dice Church hanno fatto proprio un bel lavoro sulla cinematica.
Come prezzo, data la particolarità del telaio e considerando che è fatta artigianalmente, direi che è ottimo.
fafnir
fafnir
Non si capisce bene se alla fine tutte queste soluzioni stravaganti rendono questo mezzo effettivamente migliore rispetto alla massa o se si tratta di esercizi stilistici fini a sè stessi. Inoltre, il fatto di evitare il costo degli stampi asiatici non sembra aver inciso più di tanto sui listini..

A quanto lo volevi il telaio, 1000 euro?

Marco Toniolo
Non si capisce bene se alla fine tutte queste soluzioni stravaganti rendono questo mezzo effettivamente migliore rispetto alla massa o se si tratta di esercizi stilistici fini a sè stessi. Inoltre, il fatto di evitare il costo degli stampi asiatici non sembra aver inciso più di tanto sui listini..

in un’epoca di dazi, controdazi, nazionalismi e populismi vari, potersi produrre la bici nella fabbrica di casa è una mossa furba e ben pensata per un marchio di nicchia.

pk71
pk71
Strano che Pole abbia deciso per la machine e non per la stamina, essendo il progetto stamina molto più recente rispetto a machine (se non sbaglio del 2017/18).
Comunque mi associo a chi la giudica "poco gradevole" di profilo ma, come ho già detto tante volte, essendo possessore di un trabiccolo lungo anch’io posso garantire che queste geometrie (abbinate ad una cinematica ad hoc) sono molto pedalabili e danno il meglio sul ripido e tecnico.
Prezzo impegnativo
Marco Toniolo
Strano che Pole abbia deciso per la machine e non per la stamina, essendo il progetto stamina molto più recente rispetto a machine (se non sbaglio del 2017/18).
Comunque mi associo a chi la giudica "poco gradevole" di profilo ma, come ho già detto tante volte, essendo possessore di un trabiccolo lungo anch’io posso garantire che queste geometrie (abbinate ad una cinematica ad hoc) sono molto pedalabili e danno il meglio sul ripido e tecnico.
Prezzo impegnativo

la Stamina non era ancora disponibile quando ci hanno mandato la bici test

Burìk
Burìk
Epperò non siamo mai contenti.. o la novità è troppo simile al passato o è troppo diversa :loll:

A me non dispiace, anche se sembra un arco compound.

p84
p84
A quanto lo volevi il telaio, 1000 euro?

Veramente non mi sono mai lamentato dei prezzi delle bici, visto che sono il primo a possedere bici costose. Però se Pole si contraddistingue per una serie di soluzioni che evitano i costi tradizionali, a partire dagli stampi per il carbonio per finire con l’assenza delle saldature, sembra ragionevole aspettarsi anche costi adeguati a questi risparmi. O non è logico ?

akko69
akko69
in taglia L sta a fatica sul carrello portabici degli shuttle…
è lunghissima!!!
fafnir
fafnir
Veramente non mi sono mai lamentato dei prezzi delle bici, visto che sono il primo a possedere bici costose. Però se Pole si contraddistingue per una serie di soluzioni che evitano i costi tradizionali, a partire dagli stampi per il carbonio per finire con l’assenza delle saldature, sembra ragionevole aspettarsi anche costi adeguati a questi risparmi. O non è logico ?

Il risparmio infatti c’è, un telaio in carbonio di gamma alta è 3500-4000 euro. Un telaio in alluminio top, che al momento fa solo knolly, è 2300 euro ed è un normalissimo telaio 6066 saldato. Perni in titanio, il meglio delle lavorazioni e tutto quello che vuoi ma non è minimamente comparabile a pole che costa 2800.
Il prezzo è giusto secondo me.

fitzcarraldo358
fitzcarraldo358
Il risparmio infatti c’è, un telaio in carbonio di gamma alta è 3500-4000 euro. Un telaio in alluminio top, che al momento fa solo knolly, è 2300 euro ed è un normalissimo telaio 6066 saldato. Perni in titanio, il meglio delle lavorazioni e tutto quello che vuoi ma non è minimamente comparabile a pole che costa 2800.
Il prezzo è giusto secondo me.

Pole Machine: 3500€ IVA inclusa
Pole Stamina 180: 4150€ IVA inclusa

Non meno di un carbonio alta gamma, ma non vedo d’altra parte perchè dovrebbe costare meno (di un carbonio).

fafnir
fafnir
Pole Machine: 3500€ IVA inclusa
Pole Stamina 180: 4150€ IVA inclusa

Non meno di un carbonio alta gamma, ma non vedo d’altra parte perchè dovrebbe costare meno (di un carbonio).

Ops, chiedo scusa non ho proprio visto che era scritto iva esclusa…beh un costo importante allora…

p84
p84
Ops, chiedo scusa non ho proprio visto che era scritto iva esclusa…beh un costo importante allora…

..Ricominciamo da capo

fafnir
fafnir
..Ricominciamo da capo

Prendo un telaio sb130 a pari soldi.

p84
p84
Pole Machine: 3500€ IVA inclusa
Pole Stamina 180: 4150€ IVA inclusa

Non meno di un carbonio alta gamma, ma non vedo d’altra parte perchè dovrebbe costare meno (di un carbonio).

Il carbonio prevede, oltre al costo della materia prima di solito superiore all’alluminio, anche le spese per gli stampi. Qui gli stampi vengono bypassati, in favore di parti incollate e imbullonate, quindi nemmeno il lavoro di saldatura và considerato. La personale sensazione è che Pole, giustamente, metta in conto anche l’esclusività del prodotto indipendentemente dai costi generali

Hot
Hot
Progetto interessante.
Estetica molto personale e sebbene controversa, accattivante.
Marco Toniolo
Il carbonio prevede, oltre al costo della materia prima di solito superiore all’alluminio, anche le spese per gli stampi. Qui gli stampi vengono bypassati, in favore di parti incollate e imbullonate, quindi nemmeno il lavoro di saldatura và considerato. La personale sensazione è che Pole, giustamente, metta in conto anche l’esclusività del prodotto indipendentemente dai costi generali

ok i prezzi, ma la cosa più interessante qui è la geometria, perché pur essendo estrema si è rivelata piuttosto polivalente. Secondo me vale più la pena discutere di questo aspetto.

Pitaro
Pitaro
Il carbonio prevede, oltre al costo della materia prima di solito superiore all’alluminio, anche le spese per gli stampi. Qui gli stampi vengono bypassati, in favore di parti incollate e imbullonate, quindi nemmeno il lavoro di saldatura và considerato. La personale sensazione è che Pole, giustamente, metta in conto anche l’esclusività del prodotto indipendentemente dai costi generali

Sono parti ricavate dal pieno, stesso metodo che si usa per ricavare gli stampi. In pratica per il solo triangolo anteriore è quasi come dover fare 4 stampi per ogni singolo telaio che esce dalla fabbrica… C’è poco da fare, la Machine costa tanto perchè il metodo di produzione è molto costoso e molto pregiato perchè permette di realizzare telai in Ergal e permette di gestire forme e spessori molto meglio anche dell’idroformatura. Non per niente è grossomodo il metodo che usano per realizzare i telai da MotoGP.
Poi se effettivamente questo metodo di produzione dia risultati migliori del "classico" carbonio o abbia effettivamente gli stessi costi è da vedere, ma di certo non si può dire che Pole abbia voluto fare un telaio al risparmio.

yura
Oh ecco finalmente qualcuno che ha capito com’ è fatto questo telaio !
yura
Oh ecco finalmente qualcuno che ha capito com’ è fatto questo telaio !
Pietro.68
Pietro.68
puoi dirmi di più su una posizione così verticale rispetto al movimento centrale?
che sensazioni ti da? praticamente ad un certo punto hai piedi che puntano all’indietro. L’efficienza della pedalata rimane la stessa o cambia qualcosa?
F
Fbf
a me fa paura questo:

"Sempre il progettista/titolare afferma che da ex rider DH, una volta passato alle trail bike non si sentiva sicuro e stabile a sufficienza"

penso che un rider normale abbia difficoltà a non sentirsi sicuro su una trail bike moderna (a meno che non pretendi di fare le cose che si fa con un’enduro/dh appunto)…se poi lo sviluppa uno che faceva dh mi sa che il suo concetto di trail bike è un’attimino "lontano" dal normale intendere

P
Pedro717
Francamente a parte uno sforzo apprezzabile per la ricerca di geometrie piu’ spinte del conune non vedo l’utilita’ dell’utilizzo di una tecnologia cosi complessa. A questi livelli di prezzo tantovale l’uso del Titanio. Inoltre se per caso si dovesse criccare l’ergal (salvo una repentina accellerazione nella diffusione delle nuove tecnologie di saldatura a TIG) il telaio non si puo’ riparare….
F
falcetto
Te lo chiedo da ignorante, che innovazioni ci sono state nel TIG tali da rendere saldabili leghe che prima non lo erano?
P
Pedro717
Si, hanno inventato bacchette speciali ricoperte da nano particelle per saldare l’Ergal, ma ancora non sono commercialmente disponibili….
p84
p84
ok i prezzi, ma la cosa più interessante qui è la geometria, perché pur essendo estrema si è rivelata piuttosto polivalente. Secondo me vale più la pena discutere di questo aspetto.

Hai ragione.
Non pensi che siano misure troppo spinte ?
Carro lungo, reach lungo, forse nemmeno Mondraker si è spinta così avanti con queste quote…Le sensazioni visive restituiscono l’immagine di una bici lunga come un camion e dall’apparenza macchinosa in curva. Poi il test smentisce queste sensazioni ma bisogna ammettere che pian piano si stanno riscrivendo i canoni stessi del pedalare..A vedere la foto viene da chiedersi come si possa mantenere il giusto allineamento ginocchio – pedale con una sella così avanti rispetto al movimento centrale..
Personalmente sono per l’innovazione, ma non nego che lo stravolgimento dei cosiddetti "punti fermi ciclistici" generi una certa sfiducia nel reale contenuto innovativo..

p84
p84
Non per niente è grossomodo il metodo che usano per realizzare i telai da MotoGP.

E allora come fanno le bici (Pole esclusa) a costare quanto le moto ?

Marco Toniolo

p84 ha scritto: Hai ragione. Non pensi che siano misure troppo spinte ? Carro lungo, reach lungo, forse nemmeno Mondraker si è spinta così avanti con queste quote…Le sensazioni visive restituiscono l’immagine di una bici lunga come un camion e dall’apparenza macchinosa in curva. Poi il test smentisce queste sensazioni ma bisogna ammettere che pian piano si stanno riscrivendo i canoni stessi del pedalare..A vedere la foto viene da chiedersi come si possa mantenere il gusto allineamento ginocchio – pedale con una sella così avanti rispetto al movimento centrale.. Personalmente sono per l’innovazione, ma non nego che lo stravolgimento dei cosiddetti "punti fermi ciclistici" generi una certa sfiducia nel reale contenuto innovativo, visto che ormai tutti sembrano proiettati in una corsa senza fine verso l’allungamento generale dei mezzi.. Clicca per allargare… l’ho provata anche io, circa 5-6 giri, Tamaro compreso, e mi ritrovo nelle considerazioni di @Church Ho già detto più volte che il fil di piombo è una roba sorpassata, proprio per il reach lungo introdotto anni fa e via via aumentato. Considera che è cambiato molto il nostro modo di andare in bici: manubri larghi, angoli sterzo aperti e reach lunghi ti fanno mettere le spalle molto più avanti che in passato, ne consegue che un angolo sella di 73° risulterà troppo arretrato in salita (senza poi considerare il sag). Quello che sembrerebbe inguidabile ora invece è divertente, con la premessa che appunto si adatti lo stile di guida alle bici moderne. O uno tiene lo stesso mezzo… Read more »

p84
p84
l’ho provata anche io, circa 5-6 giri, Tamaro compreso, e mi ritrovo nelle considerazioni di @Church
Ho già detto più volte che il fil di piombo è una roba sorpassata, proprio per il reach lungo introdotto anni fa e via via aumentato. Considera che è cambiato molto il nostro modo di andare in bici: manubri larghi, angoli sterzo aperti e reach lunghi ti fanno mettere le spalle molto più avanti che in passato, ne consegue che un angolo sella di 73° risulterà troppo arretrato in salita (senza poi considerare il sag).

Quello che sembrerebbe inguidabile ora invece è divertente, con la premessa che appunto si adatti lo stile di guida alle bici moderne. O uno tiene lo stesso mezzo per 20 anni, o ci dovrà passare per forza, e secondo me non è un male.

Non pensi che gli avanzamenti eccessivi del piantone rispetto al movimento centrale possano mandare in sofferenza le ginocchia ? Io e altri miei compagni di uscite, tutte le volte che abbiamo esagerato con gli avanzamenti sella siamo di nuovo arretrati per gli "avvisi" che ci mandavano le rotule

pk71
pk71
Non ho la Pole ma ho un telaio con quote molto simili e ti dico che dopo 10 giorni di ferie passati in bici (media 50 km giorno) il dolore che ho ad un ginocchio mi è venuto perché sono corso dietro ad un pullman che stavo per perdere (malidetta la mi’ moglie e lasciare i biglietti a casa!).
endurik
endurik
un angolo sella di 73° risulterà troppo arretrato in salita (senza poi considerare il sag).

appunto, al di là dei numeri statici a bici scarica, sarebbe interessante sapere a quanto sta il STA in assetto di sag ;-)

p84
p84
Guarda, alla prima mi sembrava un po’ innaturale ed ho dovuto fare piccole correzioni alla posizione della sella. Successivamente non mi ha mai dato problemi e in salita rivela tutto il suo perché

Ti credo. Però penso anche che le posizioni quasi stravolte da questi nuovi mezzi richiederebbero anche lunghi test per costatare quanto si reggono, fisicamente parlando, dopo molti utilizzi

pk71
pk71
Non ho la Pole ma ho un telaio con quote molto simili e ti dico che dopo 10 giorni di ferie passati in bici (media 50 km giorno) il dolore che ho ad un ginocchio mi è venuto perché sono corso dietro ad un pullman che stavo per perdere (malidetta la mi’ moglie e lasciare i biglietti a casa!).
matteo_m.
matteo_m.
Quello che sembrerebbe inguidabile ora invece è divertente, con la premessa che appunto si adatti lo stile di guida alle bici moderne. O uno tiene lo stesso mezzo per 20 anni, o ci dovrà passare per forza, e secondo me non è un male.

Io ho un hardtail con geometria “estrema”, tubo sella verticale, reach lungo, angolo forcella aperto. Ho preso il telaio senza aver mai provato una bici di questo genere, ma mi attirava leggendo i commenti di chi la aveva usata, e sono molto contento di averlo comprato. Personalmente (pur essendo la mia una rigida) confermo tutte le impressioni di guida riportate nel test.
La tua parte di commento sopra sintetizza molto bene cosa sono e come vanno queste bici. E dici bene che la premessa è saper adattare la guida e dimenticare i “pregiudizi”: se si riesce a fare così sono veramente bici molto divertenti.

Marco Toniolo
Non pensi che gli avanzamenti eccessivi del piantone rispetto al movimento centrale possano mandare in sofferenza le ginocchia ? Io e altri miei compagni di uscite, tutte le volte che abbiamo esagerato con gli avanzamenti sella siamo di nuovo arretrati per gli "avvisi" che ci mandavano le rotule

no, pedalo bici di questo tipo da un bel po’ e non ho mai avuto problemi

Marco Toniolo
appunto, al di là dei numeri statici a bici scarica, sarebbe interessante sapere a quanto sta il STA in assetto di sag ;-)

è tutto relativo, diceva un baffone quasi 100 anni fa. Se il sag è del 30%, come di solito su una enduro, l’angolo sella di una bici con 78° sarà sempre maggiore di una con 73° anche col sag

Pitaro
Pitaro
E allora come fanno le bici (Pole esclusa) a costare quanto le moto ?

Semplicemente perchè c’è gente disposta a comprare bici che costano come una moto.

p84
p84
[QUOTE = "Pitaro, post: 8712937, membro: 20692"]
Semplicemente perchè c’è gente disposta a comprare bici che costano come una moto.
[/CITAZIONE]

In sintesi Pole è l’unica che propone prezzi onesti, alti ma giusti ?

fitzcarraldo358
fitzcarraldo358
Non pensi che gli avanzamenti eccessivi del piantone rispetto al movimento centrale possano mandare in sofferenza le ginocchia ? Io e altri miei compagni di uscite, tutte le volte che abbiamo esagerato con gli avanzamenti sella siamo di nuovo arretrati per gli "avvisi" che ci mandavano le rotule

il ginocchio, a parità di distanza sella-mc fa sempre lo stesso lavoro (con gli stessi angoli) indipendentemente dall’arretramento sella e dal filo a piombo. Non vedo come avanzare la sella possa causare sofferenza alle rotule a meno che non si dimentichi di alzarla per riportare la distanza al valore abituale.

p84
p84
il ginocchio, a parità di distanza sella-mc fa sempre lo stesso lavoro (con gli stessi angoli) indipendentemente dall’arretramento sella e dal filo a piombo. Non vedo come avanzare la sella possa causare sofferenza alle rotule a meno che non si dimentichi di alzarla per riportare la distanza al valore abituale.

Avanzare la sella porta il bacino (e quindi le ginocchia) ad andare più avanti e ad uscire dall’ipotetica linea del filo a piombo che collega il centro del pedale con il retro della rotula nella posizione di coscia e gamba ad angolo retto con pedivella parallela al terreno. La biomeccanica spiega (non io) che avanzare oltre questa linea diventa gravoso per le ginocchia. Personalmente ho constatato la fondatezza di questo riscontro in più di un’occasione

Farkas
Farkas
"Stamina 140 is the long-awaited new short travel trail bike from Pole. Stamina 140 is designed for people who want to ride technical but flat trail." Questo estratto é copiato dal sito pole a proposito della stamina 140.
Che significa (se ho tradotto correttamente) é progettata per persone che vogliono percorrere sentieri tecnici ma in piano?
Marco Toniolo
Avanzare la sella porta il bacino (e quindi le ginocchia) ad andare più avanti e ad uscire dall’ipotetica linea del filo a piombo che collega il centro della pedivella con il retro della rotula nella posizione di coscia e gamba ad angolo retto con pedivella parallela al terreno. La biomeccanica spiega (non io) che avanzare oltre questa linea diventa gravoso per le ginocchia. Personalmente ho constatato la fondatezza di questo riscontro in più di un’occasione

secondo questo principio tutti i triatleti o tutti i pro dopo una crono dovrebbero passare le giornate a letto con una sacca di ghiaccio sulle ginocchia

fitzcarraldo358
fitzcarraldo358
Avanzare la sella porta il bacino (e quindi le ginocchia) ad andare più avanti e ad uscire dall’ipotetica linea del filo a piombo che collega il centro della pedivella con il retro della rotula nella posizione di coscia e gamba ad angolo retto con pedivella parallela al terreno. La biomeccanica spiega (non io) che avanzare oltre questa linea diventa gravoso per le ginocchia. Personalmente ho constatato la fondatezza di questo riscontro in più di un’occasione

il terreno non è sempre orizzontale, se sei in salita il filo a piombo cadrà più indietro, se sei in discesa il filo a piombo cadrà più avanti.

quello che si ricerca con la biomeccanica è l’angolo d’anca. quello varia con l’arretramento sella, ma anche con la posizione del manubrio. l’angolo di lavoro del ginocchio nella pedalata invece NON varia con l’arretramento sella a patto di mantenere la distanza sella-mc, quindi non vedo come il ginocchio possa andare in sofferenza. se hai materiale che lo spiega lo leggo volentieri.

d’altra parte i triatleti pedalano 180km con angolo sella vicino ai 90° e problemi alle ginocchia non mi risultano.
idem le bici reclinate pedalano con angolo sella circa orizzontale. risultano problemi alle ginocchia?

p84
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secondo questo principio tutti i triatleti o tutti i pro dopo una crono dovrebbero passare le giornate a letto con una sacca di ghiaccio sulle ginocchia

secondo questo principio tutti i triatleti o tutti i pro dopo una crono dovrebbero passare le giornate a letto con una sacca di ghiaccio sulle ginocchia

Non sono pochi di quelli che fanno chrono su pista a ad avere problemi alle ginocchia dopo qualche anno

Marco Toniolo
Non sono pochi di quelli che fanno chrono su pista a ad avere problemi alle ginocchia dopo qualche anno

non parlo di crono su pista, ma di tutti i pro che fanno un grande giro, dove ci sono almeno 2 crono. E di tutti i triatleti

Pitaro
Pitaro
[QUOTE = "Pitaro, post: 8712937, membro: 20692"]
Semplicemente perchè c’è gente disposta a comprare bici che costano come una moto.
[/CITAZIONE]

In sintesi Pole è l’unica che propone prezzi onesti, alti ma giusti ?

Io ho solo detto che il metodo di produzione di questa Pole non è economico.
In un post precedente tu ipotizzavi che il prezzo sia dato più dall’esclusività che dal processo produttivo ed io ho cercato di spiegarti che in realtà questo processo produttivo non è per niente economico.
Non ho la più pallida idea di quanto ci guadagna Pole su questo telaio, se è più o meno costoso da realizzare di uno in carbonio, se il prezzo è giustificato o meno… E sinceramente non mi interessa, sono intervenuto solo per fare un minimo di chiarezza sui costi che può avere il processo produttivo di questo telaio

Marco Toniolo
Non sono pochi di quelli che fanno chrono su pista a ad avere problemi alle ginocchia dopo qualche anno

Froome alla Vuelta:
Vedi l’allegato 281536

fitzcarraldo358
fitzcarraldo358
Non sono pochi di quelli che fanno chrono su pista a ad avere problemi alle ginocchia dopo qualche anno

i pistard scaricano anche 2500 watt sui pedali, sono propenso a pensare che non sia l’arretramento sella a causargli problemi alle ginocchia nel lungo periodo

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fitzcarraldo358 ha scritto: il terreno non è sempre orizzontale, se sei in salita il filo a piombo cadrà più indietro, se sei in discesa il filo a piombo cadrà più avanti. quello che si ricerca con la biomeccanica è l’angolo d’anca. quello varia con l’arretramento sella, ma anche con la posizione del manubrio. l’angolo di lavoro del ginocchio nella pedalata invece NON varia con l’arretramento sella a patto di mantenere la distanza sella-mc, quindi non vedo come il ginocchio possa andare in sofferenza. se hai materiale che lo spiega lo leggo volentieri. d’altra parte i triatleti pedalano 180km con angolo sella superiore agli 80° e problemi alle ginocchia non mi risultano. idem le bici reclinate pedalano con angolo sella circa orizzontale. risultano problemi alle ginocchia? Clicca per allargare… fitzcarraldo358 ha scritto: il terreno non è sempre orizzontale, se sei in salita il filo a piombo cadrà più indietro, se sei in discesa il filo a piombo cadrà più avanti. quello che si ricerca con la biomeccanica è l’angolo d’anca. quello varia con l’arretramento sella, ma anche con la posizione del manubrio. l’angolo di lavoro del ginocchio nella pedalata invece NON varia con l’arretramento sella a patto di mantenere la distanza sella-mc, quindi non vedo come il ginocchio possa andare in sofferenza. se hai materiale che lo spiega lo leggo volentieri. d’altra parte i triatleti pedalano 180km con angolo sella superiore agli 80° e problemi alle ginocchia non mi risultano. idem le bici reclinate pedalano con angolo sella circa orizzontale. risultano… Read more »

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Mi correggo: quando le pedivelle sono parallele al terreno, ginocchio e centro pedivella devono cadere lungo una perpendicolare al terreno stesso
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Il famoso discorso del filo a piombo. Marco dice che è superato, ma a tutt’oggi la gran parte dei biomeccanici si rifanno sempre a questa linea ideale per il posizionamento in sella
Marco Toniolo
Il famoso discorso del filo a piombo. Marco dice che è superato, ma a tutt’oggi la gran parte dei biomeccanici si rifanno sempre a questa linea ideale per il posizionamento in sella

cosa potrebbero raccontarti altrimenti? La figura del biomeccanico è nella stragrande maggioranza dei casi equiparabile a quella dello sciamanno, visto che non esistono certificazioni ufficiali di cui io sia a conoscenza.
Mettono in sella il solito bitumaro o xcista che "fa gare" e che mai oserebbe pedalare una bici con una geometria moderna perché "i biomeccanici dicono che il filo di piombo…".

È un cane che si morde la coda, una sorta di estremismo della bici, un tabù.

fitzcarraldo358
fitzcarraldo358
Il famoso discorso del filo a piombo. Marco dice che è superato, ma a tutt’oggi la gran parte dei biomeccanici si rifanno sempre a questa linea ideale per il posizionamento in sella

Già, il famoso discorso del filo a piombo.
ma una spiegazione del motivo fisiologico che detterebbe la regola… mai vista.
e poi dal biomeccanico se ci vai con una bici da crono ti posiziona in un altro modo ed il filo a piombo va in cavalleria.
comunque come ho già scritto, l’angolo di lavoro del ginocchio NON cambia al variare dell’arretramento sella.

Niko9
Niko9
15 kg taglia M senza pedali e gomme cattive.
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marco ha scritto: cosa potrebbero raccontarti altrimenti? La figura del biomeccanico è nella stragrande maggioranza dei casi equiparabile a quella dello sciamanno, visto che non esistono certificazioni ufficiali di cui io sia a conoscenza. Mettono in sella il solito bitumaro o xcista che "fa gare" e che mai oserebbe pedalare una bici con una geometria moderna perché "i biomeccanici dicono che il filo di piombo…". È un cane che si morde la coda, una sorta di estremismo della bici, un tabù. Clicca per allargare… fitzcarraldo358 ha scritto: Già, il famoso discorso del filo a piombo. ma una spiegazione del motivo fisiologico che detterebbe la regola… mai vista. e poi dal biomeccanico se ci vai con una bici da crono ti posiziona in un altro modo ed il filo a piombo va in cavalleria. comunque come ho già scritto, l’angolo di lavoro del ginocchio NON cambia al variare dell’arretramento sella. Clicca per allargare… Non sono un biomeccanico, e ci tengo a precisare che mi sono sempre messo in sella da solo. Tuttavia non penso che la biomeccanica sia roba del tutto campata in aria. Da quel poco che so, qualche base fisiologica da cui esordisce questa disciplina c’è. In effetti esiste un motivo fisiologico del filo a piombo. Si è riscontrato che l’equilibrio che l’uomo deve mantenere per passare dalla posizione accosciata a terra a quella eretta in piedi, durante il movimento, passa per una retta che congiunge il ginocchio con il centro del metatarso. Se ci si sposta indietro rispetto… Read more »

Marco Toniolo
15 kg taglia M senza pedali e gomme cattive.

con huck norris

fitzcarraldo358
fitzcarraldo358
ho visto pesata del telaio Stamina (che se non capisco male dovrebbe essere più leggero di questo, ma non sono sicuro) a 3400g circa, senza ammortizzatore.
8p8
8p8
Che dire.
Un’opera d’arte….
alcos
alcos
Bella leggera per essere…una DH da 29 pedalabile! Bel progetto ma esteticamente non incontra i miei gusti!
teoDH
Almeno ha smesso di parlare di sostenibilità ambientale maggiore dell’alluminio rispetto al carbonio come invece faceva all’inizio.
la bici esteticamente non mi piace, ma le soluzioni tecniche sono interessanti, e ben vengano piccole aziende che esplorano tecnologie e processi produttivi alternativi alla massa.
superskinny
superskinny
A me piace molto. Mi fa venire in mente la Ancillotti Scarab 29, la mia scelta se dovessi decidere un giorno di provare qualcosa di diverso da Transition.
P
Pedro717
Si, hanno inventato bacchette speciali ricoperte da nano particelle per saldare l’Ergal, ma ancora non sono commercialmente disponibili….
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tto, l’angolo di lavoro del ginocchio NON cambia al variare dell’arretramento sella.

Ti sbagli, se il punto del pedale rimane fermo, avanzando la sella il ginocchio lavora con un angolo più chiuso, arretrandola l’angolo si apre

fitzcarraldo358
fitzcarraldo358
Ti sbagli, se il punto del pedale rimane fermo, avanzando la sella il ginocchio lavora con un angolo più chiuso, arretrandola l’angolo si apre

questo su un singolo punto della rotazione del pedale. Se vai a vedere il ciclo completo invece l’escursione angolare al ginocchio, così come l’angolo minimo e l’angolo massimo rimangono esattamente gli stessi.

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questo su un singolo punto della rotazione del pedale. Se vai a vedere il ciclo completo invece l’escursione angolare al ginocchio, così come l’angolo minimo e l’angolo massimo rimangono esattamente gli stessi.

Certo. Ma dato che parlavamo dell’eventuale sofferenza del ginocchio, non posso che riferirmi alla pedivella portata in avanti parallela al terreno, (come nel disegno precedente). Questo perchè l’articolazione del ginocchio si trova anteriormente alla gamba. Se fosse stata dietro avrei preso in considerazione l’arco di rotazione posteriore

fitzcarraldo358
fitzcarraldo358
Certo. Ma dato che parlavamo dell’eventuale sofferenza del ginocchio, non posso che riferirmi alla pedivella portata in avanti parallela al terreno, (come nel disegno precedente). Questo perchè l’articolazione del ginocchio si trova anteriormente alla gamba. Se fosse stata dietro avrei preso in considerazione l’arco di rotazione posteriore

non capisco cosa abbia di privilegiato la posizione con la pedivella in avanti parallela al terreno.

p84
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non capisco cosa abbia di privilegiato la posizione con la pedivella in avanti parallela al terreno.

E’ la posizione iniziale da cui inizia a contrarsi il quadricipite, che oltre ad essere il principale muscolo del corpo umano è la massa che più di ogni altra, spingendo, sollecita l’articolazione del ginocchio, perchè i suoi 4 tendini attaccano tutti intorno a questa articolazione

fitzcarraldo358
fitzcarraldo358
E’ la posizione iniziale da cui inizia a contrarsi il quadricipite, che oltre ad essere il principale muscolo del corpo umano è la massa che più di ogni altra, spingendo, sollecita l’articolazione del ginocchio, perchè i suoi 4 tendini attaccano tutti intorno a questa articolazione

ma anche no, l’attivazione ed il lavoro dei gruppi muscolari dipenderà dagli angoli d’anca e ginocchio ma che la pedivella sia orizzontale o meno non interessa certo al quadricipite. se quell’angolo a cui inizia a contrarsi il quadricipite lo raggiungo con la pedivella di cinque gradi verso il basso cosa può cambiare?

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ma anche no, l’attivazione ed il lavoro dei gruppi muscolari dipenderà dagli angoli d’anca e ginocchio ma che la pedivella sia orizzontale o meno non interessa certo al quadricipite. se quell’angolo a cui inizia a contrarsi il quadricipite lo raggiungo con la pedivella di cinque gradi verso il basso cosa può cambiare?

E’ una posizione che si usa per convenzione, se fai palestra e usi la pressa o lo squat puoi conoscere queste fasi. Da accosciato (quindi con angolo coscia gamba chiuso) si contraggono i glutei. I glutei poi iniziano a lasciare il posto quasi del tutto al quadricipite quando l’angolo di lavoro tra coscia e gamba arriva ai 90°, dai 90° all’estensione è solo quadricipite e parte del polpaccio

fitzcarraldo358
fitzcarraldo358
E’ una posizione che si usa per convenzione, se fai palestra e usi la pressa o lo squat puoi conoscere queste fasi. Da accosciato (quindi con angolo coscia gamba chiuso) si contraggono i glutei. I glutei poi iniziano a lasciare il posto quasi del tutto al quadricipite quando l’angolo di lavoro tra coscia e gamba arriva ai 90°, dai 90° all’estensione è solo quadricipite e parte del polpaccio

esatto, parliamo di angoli scheletrici.
ma che i 90° al ginocchio tu li raggiunga a pedivella orizzontale o meno, non cambia nulla nel lavoro bio-meccanico.

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esatto, parliamo di angoli scheletrici.
ma che i 90° al ginocchio tu li raggiunga a pedivella orizzontale o meno, non cambia nulla nel lavoro bio-meccanico.

Però quando sei in bici il quadricipite inizia ad esercitare la sua azione di distensione all’incirca quando sei con la pedivella parallela al terreno, (a prescindere dall’inclinazione di questi) fino quasi ad arrivare a pedivella verticale, mentre tutta la restante circonvoluzione della pedivella è demandata ai muscoli posteriori della gamba, a partire dal bicipite femorale. L’azione del quadricipite diventa ancora più preponderante se ci si alza in piedi sui pedali. La fase subito prima di arrivare a pedivella parallela al terreno vede protagonisti i glutei, il sartorio e solo in minima parte il quadricipite.
Chi ha i glutei forti dovrebbe trovare maggior beneficio nel pedalare da seduto, chi invece è più sviluppato nei quadricipiti si trova bene nel rilancio in piedi sui pedali

fitzcarraldo358
fitzcarraldo358
Però quando sei in bici il quadricipite inizia ad esercitare la sua azione di distensione all’incirca quando sei con la pedivella parallela al terreno, (a prescindere dall’inclinazione di questi) fino quasi ad arrivare a pedivella verticale, mentre tutta la restante circonvoluzione della pedivella è demandata ai muscoli posteriori della gamba, a partire dal bicipite femorale. L’azione del quadricipite diventa ancora più preponderante se ci si alza in piedi sui pedali. La fase subito prima di arrivare a pedivella parallela al terreno vede protagonisti i glutei, il sartorio e solo in minima parte il quadricipite.

sì, se ti posizioni col metodo del filo a piombo sarà così (assumiamo), se ti posizioni più avanti con la sella il lavoro muscolare e articolare sarà il medesimo ma traslato di qualche grado nella rotazione della pedivella. niente di cui preoccuparsi direi.

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sì, se ti posizioni col metodo del filo a piombo sarà così (assumiamo), se ti posizioni più avanti con la sella il lavoro muscolare e articolare sarà il medesimo ma traslato di qualche grado nella rotazione della pedivella. niente di cui preoccuparsi direi.

Mi riferivo infatti al metodo del filo a piombo.
Un mio amico che avvertiva indolenzimenti alle ginocchia ha traslato la sella indietro di 1 cm e ha ricominciato a pedalare normalmente.
Un altro motivo degli indolenzimenti alle ginocchia, e alla parte bassa del quadricipite, può essere la sella troppo bassa.
Viceversa, la sella alta di solito fa sentire problemi alla parte posteriore delle gambe, anche dietro al ginocchio stesso