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[Test] Radon Slide Carbon 140 8.0

[Test] Radon Slide Carbon 140 8.0

29/12/2015
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29/12/2015

Autore: Francesco Mazza

Tra i marchi tedeschi leader della vendita online, o vendita diretta che dir si voglia, Radon si sta ritagliando una sua fetta di mercato con bici valide e interessanti, che raccolgono il consenso di una parte sempre più consistente di pubblico. Tra le nuove nate del brand teutonico spicca la Slide Carbon 140, presentata a Eurobike 2015. Una Trail bike 27.5″ da 140mm di escursione con telaio in carbonio, che abbiamo testato nell’allestimento più economico tra i 4 proposti da Radon.

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Analisi statica

Il telaio della Slide 140 è full carbon, ovvero interamente realizzato in fibra di carbonio, compresi i foderi bassi e la biella del sistema di sospensione. Le sue linee tese ne fanno un telaio dall’aspetto tradizionale e ordinario, ma non banale, grazie ad alcuni dettagli, semplici ma curati, che gli conferiscono maggiore carattere.

Il sistema di sospensione è un classico infulcro virtuale con giunto Horst, dove tutti gli snodi ruotano su cuscinetti sigillati. Il cinematismo è disposto secondo il più tradizionale metodo a quadrilatero, con ammortizzatore posizionato in verticale e azionato dalla spinta verso il basso della biella a bilancere.

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Nel dettaglio, l’ammortizzatore è un RockShox Monarch RT3 Debonair da 200x57mm, che controlla i 140mm di escursione alla ruota messi a disposizione dal cinematismo. La taratura dell’ammortizzatore per il cinematismo della Slide 140 offre una frenatura adeguata in posizione Pedal, efficiente nello stabilizzare la sospensione, mentre in posizione Lock il blocco non è totale e si sfrutta ancora una minima parte di affondamento.

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Per il reparto sospensioni al Monarch Debonair si affianca una forcella RockShox Pike RC SoloAir da 140mm di escursione. Intuiamo che la scelta di montare una Pike in luogo di una Revelation (per restare in casa RockShox), sia dovuta alla ricerca della massima rigidezza, che trova riscontro anche nelle forme solide e ben dimensionate del telaio.

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La trasmissione è interamente Shimano XT, in versione 2×11, con guarnitura 36/26 e cassetta 11-40. Un’ampia gamma di rapporti in grado di soddisfare anche le gambe meno allenate. Il cambio con sistema Shadow limita l’eccessivo movimento della catena, ma non fa miracoli, infatti in discesa il rumore della catena sul chainstay è piuttosto forte, complice anche l’assenza del batticatena sull’esemplare da noi testato, che è invece presente di serie su tutte le bici in vendita.

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La Slide 140 8.0 monta ruote DT Swiss Spline Two M1700. Un set di ruote di alta qualità che ci hanno già convinti precedentemente durante altri test. Rigide, leggere e incredibilmente scorrevoli, con un cerchio di 22,5mm di larghezza interna, robusto e già fornito di nastro di trasformazione e valvole Tubeless di serie. Possibilità che però non è stata sfruttata da Radon, che ha montato con camera d’aria i copertoni Schwalbe Nobby Nic LiteSkin PaceStar 2.25″ sia all’anteriore che al posteriore.

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Il compito di rallentare e fermare la Slide è affidato a un impianto Magura MT5 a 4 pistoncini, con dischi Magura Storm da 180 sia all’anteriore che al posteriore. Potenza esuberante per i freni teutonici, che risultano infatti sovradimensionati per la destinazione d’uso della Slide 140.

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Il cockpit è marchiato RaceFace, con un manubrio Turbine da 760mm di larghezza e mezzo pollice di rise e un attacco Turbine da 70mm di lunghezza e +6° di rise (-6° qualora lo si volesse montare invertito). Il manubrio ha una geometria apprezzabile, mentre la scelta di montare un attacco da 70mm penalizza leggermente la guida in discesa, dove la Slide ha delle ottime carte da giocare. Le manopole Ergon GE1 sono ben sagomate ma un poco rigide. I comandi di marchi diversi purtroppo faticano a interfacciarsi tra loro e non è semplice trovare il giusto compromesso affinchè siano tutti nella posizione più comoda, complici anche gli indicatori dei comandi cambio Shimano e la presenza stessa del comando del deragliatore, che obbliga a posizionare il comando remoto del Reverb sul lato superiore sinistro del manubrio, in una posizione poco intuitiva.

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Radon ha adottato una combinazione mista di passaggi interni ed esterni per i cavi della Slide. Le guaine del deragliatore e del cambio passano all’interno del tubo obliquo, fuoriuscendo alla sua base, la prima nella parte superiore e la seconda nella parte inferiore, dove prosegue lungo il fodero basso del carro. Il tubo idraulico del Reverb Stealth passa all’esterno del tubo obliquo per inserirsi in un’asola alla base del piantone sella, mentre la tubazione del freno posteriore segue lo stesso percorso lungo il tubo obliquo per poi scendere e proseguire lungo il carro. Da notare che sull’esemplare che abbiamo testato manca la protezione che ripara da urti e sassate la parte inferiore del tubo obliquo, che invece si trova di serie sulle bici in vendita.

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Geometrie

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Salita

La Slide 140 offre una posizione in sella ampia e piuttosto distesa, anche grazie all’attacco manubrio da ben 70mm, ma comunque bilanciata e sufficientemente dominante. Una posizione che favorisce le lunghe pedalate, dove si gode di un buon livello di comfort e non si avverte eccessivo affaticamento alla schiena e alle spalle. Negli strappi più ripidi e nei tratti tecnici la posizione centrale del corpo permette un ottimo controllo e la ruota anteriore mantiene il giusto grip a terra, mentre quella posteriore non perde trazione nemmeno se si avanza con il peso. Valida infatti la scelta delle nuove Nobby Nic, che risultano delle ottime tuttofare in ambito Trail, con un intelligente compromesso tra scorrevolezza e trazione. Scorrevolezza che tra l’altro viene esaltata dagli eccellenti mozzi DT Swiss. In generale la Slide 140 si è rivelata una buona scalatrice, anche grazie al peso contenuto, nonostante si tratti dell’allestimento più economico della gamma.

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La sospensione ha la tendenza a oscillare vistosamente con l’ammortizzatore in posizione Open, soprattutto se si mette un po’ di forza sui pedali, quindi è consigliabile selezionare la posizione Pedal per affrontare le salite su trail sconnessi o la posizione Lock per le salite scorrevoli o per i trasferimenti in asfalto. Come anticipato la posizione Lock non blocca totalmente la sospensione, quindi resta un margine di assorbimento per eventuali asperità del terreno, che favorisce ulteriormente il comfort senza inficiare le prestazioni.

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Discesa

Se in salita abbiamo subito preso confidenza con la Slide 140, in discesa abbiamo impiegato qualche uscita per apprezzarne a pieno le caratteristiche. Inizialmente la posizione di guida dettata dall’attacco manubrio da 70mm ci ha un po’ spiazzati, dato che ormai è consuetudine utilizzare attacchi piuttosto corti, con il controllo maggiormente diretto e preciso che ne deriva, ma dopo qualche giro per ricalibrare la postura, abbiamo iniziato a scoprire nella Slide una spiccata agilità e un’ottima distribuzione dei pesi che la rendono vivace, facile e molto divertente.

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Il sistema di sospensione è ben progettato e rende la Slide molto stabile e con una propensione a divorare gli ostacoli, nonostante i “soli” 140mm di escursione alla ruota. I primi centimetri di corsa risultano un po’ ruvidi e la sensibilità non è esemplare, ma subito dopo la zona di sag la sospensione diventa un burro e si gode della curva di compressione leggermente progressiva che infonde sicurezza nell’affrontare tratti sconnessi e atterraggi dai salti, e che al contempo restituisce reattività alla bici per una guida divertente e scattante. In generale il comportamento della sospensione posteriore si sposa benissimo con la Pike da 140 di questo allestimento, dalla quale differisce solo nell’ultima parte di corsa. Qui la sospensione posteriore ha una progressività più spiccata, efficace nel contrastare i fondocorsa, mentre alla Pike servirebbe 1 Token per adeguarsi.

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Il telaio rigido e robusto, a dispetto del basso peso e della poca escursione, trasmette un senso di solidità e una precisione di guida che ci hanno piacevolmente sorpresi. I componenti risultano adeguati ed efficaci e fanno dimenticare di essere su di un allestimento base. I freni sono addirittura sovradimensionati e occorre prestare attenzione a gestire la loro grande potenza unita alla scarsa modulabilità, ma una volta presa la mano (o il dito) dimostrano anche doti di resistenza e affidabilità. Le coperture Nobby Nic si sono rivelate una scelta equilibrata per la Slide anche in discesa, in termini di disegno del battistrada, però in questo ambito pagano la leggerezza della carcassa, che ci ha obbligati, dopo un paio di forature, a girare con pressioni piuttosto alte.

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Conclusioni

La Radon Slide Carbon 140 8.0 è una bici equilibrata, divertente e performante, proposta a un prezzo competitivo, con un allestimento interessante e ben ponderato. La definizione di entry level le va davvero stretta.

Allestimenti e prezzi

Slide Carbon 140 8.0: €3.199
Slide Carbon 140 9.0: €3.599
Slide Carbon 140 9.0 XTR: €4.499
Slide Carbon 140 10.0: €5.199

Peso dichiarato in taglia 16″: 11,9Kg
Peso da noi rilevato in taglia 18″: 12,3kg

Radon Bikes

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iDella
iDella

Bella bici di sostanza, come ogni tedesca che si rispetti. Un solo “dubbio” solo a me ricorda le Rocky Mountain Altitude/Slayer del 2011/2012? Forse dipende da ciò che pedalo attualmente.. ?

thiphino
thiphino

Più che altro è identica alla Stereo di Cube

baio86
baio86

Dopo due Radon, posso affermare di essere un grande estimatore del brand e del servizio eccellente ricevuto.
La Slide160 carbon X1 è sparita in pochissimi giorni e siccome mi hanno fatto aspettare inutilmente per mesi che tornasse disponibile, ho optato x una Stereo 140 e devo dire che effettivamente x estetica, geometrie e dettagli, sembra avere davvero molto in comune con le Cube.
Per la mia ho però adottato una Pike 2p 160mm e devo dire che mi ritrovo abbastanza anche nella descrizione del tester.

mountaindoctor
mountaindoctor

@lupocerviero, ma sai che non ho capito se hai una Cube o una Radon…

Ricky mani
Ricky mani

Ciao visto che la trovi molto simile alle cube che possiedi , io sono interessato alla radon con la possibilita di metterci anche io una forca da 160 , ma fissa , in salita trovi che la devi abbassare sovente la forca , nel senso la sospensione posteriore affonda facimente nelle salite ripide ?

Devastazione
Devastazione

” Radon si sta ritagliando una sua fetta di mercato con bici valide e interessanti, che raccolgono il consenso di una parte sempre più consistente di pubblico. ” Soprattutto da quando ormai le grandi case si mettono prezzi da bici fatte a mano..

louvenianangle
louvenianangle

ho avuto la “sfortuna” di averla vista sotto una teutonica bionda che in salita mi ha letteralmente bruciato sul fanes. al rifugio quando arrivato con la mia fattone (che credevo superleggera 10.9 kg) ho visto parcheggiato il mezzo sulla staccionata. premetto mai viste e sentite come marca ma veramente bella. chiedo alla teutonica bionda di poterla provare e ci rimango di sasso (bacala) nel solo sollevarla! era probabilmente il modello di punta ma era incredibilmente leggera. vedo solo ora infatti nel collegamento sito che la radom 10.0 pesa 10.50!! esticaxxiii. complimenti alla casa …e alla bionda che comunque andava come un treno con o senza bici di questo livello. ciao

Gxp
Gxp

Quindi ci hai ripensato sulla fat..
Ma almeno te la sei fat ?

angrec
angrec

@Gxp EPICO!!!!!!!!!!!!!

tagnin
tagnin

ne aprlo solo dal punto di vista estetico, ma a me ‘sto ammo verticale e il carro che ne deriva proprio non riescono ad andar giù

Deroma
Deroma

ammetto che quando mi sono trovato nel pieno del caos accaduto a canyon e non sapendo quando avrei ricevuto la mia spectral questa era una delle alternative che stavo considerando molto seriamente, anche se IMHO avrei scelto la 150 in allestimento 10,0, per un kg in più è montata veramente veramente bene.
cmq ben vengano queste alternative on-line, come diceva qualcuno basta con sti marchi che fanno pagarre delle bici come se fossero fatte a mano invece che a taiwan (senza nulla togliere alla produzione del sol levante, ho letto tutti i report e so che producono ottimi prodotti con macchinari all’avanguardia). in ultimo sempre per non cadere nel tranello del prezzo ma dato che la componenistica fa buona parte del prezzo come si può giustificare un telaio che costa il doppio se non il triplo (o di più?) per la mia sensibilità di biker non ne vale la pena.

Claudio66
Claudio66

Rapporto qualità / prezzo pone questa bici ai vertici assoluti. Mi associo ai commenti sui prezzi dei Brand più blasonati che alla luce di questo prodotto sembrano ingiustificati.

Muca
Muca

Da felice possessore di due Radon (una front, poi venduta, e ora una full) la prenderei subito se il budget me lo permettesse
Trovo che abbiano mantenuto, a differenza della ben più nota Canyon (solo per citare il più noto marchio online), un rapporto qualità/prezzo molto allettante e, almeno per quanto mi riguarda, mai avuto problemi con i prodotti Radon
mi sento di consigliarla vivamente a chi è in procinto di cambiare bici

alex_bodom
alex_bodom

Finalmente un test di una Radon! Possiedo una radon e devo dire che prima di comprarla ero perplesso perchè non ho trovato nessuno che la avesse recensita; sulla carta era il meglio che potessi comprare (qualità prezzo) con i soldi che avevo a disposizione e mi ci sono buttato (non questa ma la 29 130). Per fortuna alla faccia dei detrattori che “guardano” solo le marche famose, si è rivelata una bici molto prestante e adatta all’uso che devo farne. Per dirne una, proprio oggi ho fatto un test drive con una bici di nota altra marca, decantata da chi le presenta allo stand e montata al top, ho poi appreso dopo la prova che il costo di listino è superiore agli 8 mila euro; per provarla ho fatto lo stesso percorso “veloce” che faccio con la mia per avere un raffronto concreto e devo dire che i 6 mila euro di differenza che intercorrono tra la mia e questa bici, per giustificare tutti i nuovi standard di mozzi ruote e componenti super mazzi non li ho praticamente percepiti, perlomeno come credevo, visto che comunque sono tornato a casa stanco come ci torno con la mia, senza miracoli, anzi forse anche più stanco visto che si trattava di una 27,5 + e su asfalto le ruote si fanno sentire. Sono quindi giunto alla conclusione che sia inutile cambiare la bici ogni anno appena salta fuori una novità, se la tua bici va bene e funziona è inutile cambiarla, poi sopra… Read more »

avalonice
avalonice

stessa bici, quoto in toto

Haran
Haran

Anch’io sono attirato dai prezzi Radon… con 5 sacchi ti fai la Slide Carbon 160 con XX1 e cerchi DT in carbonio… Una marca blasonata con gli stessi componenti sta sugli 8.000 e oltre.
Certo magari non è proprio una endurona come geometria, però…

Dr. Jekyll
Dr. Jekyll

Ecco arriva il solito anacronistico indarlito “vecio”: io gironzolo con una Radon ormai fuori mercato, una ZR race 8 del 2009. Una front da 26 che al tempo, per il rapporto dotazione/prezzo mi ha fatto perdere le bave ed alla fine mi ha convinto. E non mi sono mai pentito dei 1350 euros spedita che ho inviato nella Republik tedesca. Negli anni la sto tamarrando come solo una passione viscerale per lei ed una discreta assenza di buon senso possono permettere. Dire che ora ne faccio un uso più trail… ok, trail con la bici sbagliata.
Ho però l’impressione – osservando i nuovi cataloghi Radon – che al momento mancherebbe la potenziale sostituta che mi potrebbe convincere: tutte le front Radon attuali continuano ad avere geometrie piuttosto chiuse, più corsaiole che da trail… questa è la mia impressione. Mi pare che nell’ambito front, oltre alle Race e alle Black Sin, manchino alcune geometrie front più aperte, più da front da trail o “front da enduro”.
Ma questa è l’impressione di un preistorico che resta attaccato in modo insensato ad una propria vecchia gloria, per un fatto puramente emozionale, quindi opinabile se non addirittura di parte.
E che c’entra poco con la bici dell’articolo.
E davvero mi piacerebbe provarla, la bici dell’articolo… magari la mia diventerebbe un complemento di arredamento.
Ciao!
Stefano

Haran
Haran

Concordo al 100% sulle geometrie. La Slide Carbon Enduro 160, per esempio, ha angolo di sterzo troppo chiuso, pesa troppo poco e ha ruote troppo leggere (DT le classifica come XC/AM) per essere considerata una vera enduro. Altrimenti sarebbe già mia.
Mi convince di più la trailbike in prova qui.

Nitrox416
Nitrox416

Sarebbe interessante valutare la swoop 170 che ha geometrie più vicine ad una enduro moderna, magari ci pensa la redazione ;-)…
Grande mtb mag cmq

Deroma
Deroma

pensavo che chi aveva la 26” non poteva neanche più scrivere sul forum….. e invece c’è ancora chi si diverte come un riccio cavalcando la sua ‘bimba’

DIAZEVR
DIAZEVR

Beh, sul discorso “Slide Enduro” non sono molto d’accordo, da possessore di una carbon 160 mi ritengo più che soddisfatto. Se si fanno escursioni amatoriali è più che sufficiente considerando poi che comunque il grosso del lavoro lo si fa in salita dove geometrie meno estreme e leggerezza contano eccome…ovviamente diverso è se se ne fa un uso più “race”…ma quanti di noi fanno gare?
Direi in sintesi che sono bici costruite con pragmatismo tipicamente teutonico che bada al sodo, mentalità molto spesso distante dalla nostra legata troppo spesso al marchio o alle mode.

luca.pejrani
luca.pejrani

Grazie per la prova. Reputo i prodotti Radon molto interessanti e questa Slide in particolare, ma non ho trovato molto riscontro in giro. Credo che una bici leggera con 140 di escursione sia l’ideale per farci un po’ di tutto e questa Radon sembra avere tutti i numeri per farlo.

MarcoPoz
MarcoPoz

Da possessore di una Radon Slide 150, vi posso garantire che con questi mezzi si riesce veramente a fare qualsiasi cosa (a livello amatoriale).
Prima di tutto il prezzo molto inferiore a marchi più blasonati, poi la qualità costruttiva che ho percepito , molto alta, la mia mtb del 2015 ha 1200km e non ha scricchiolii o difetti di alcun tipo, e con tutti i sassi che ha preso sul telaio non ha nessun graffio…questo vi fa capire di che tipo di qualità sto parlando!!
Considero la Radon una valida scelta anche per chi cerca altri tipi di mtb, sicuramente comprare una bici online si ha sempre un po di timore ma posso assicurarvi che se trovate una mtb e pagate con B/B o con paypal in 5/7 gg la bici arriverà tranquillamente a casa.
Io penso che questo marchio nei prossimi anni farà molto successo, per chi fosse interessato a toccarle con mano a marzo/aprile a Riva Del Garda ci sarà l’esposizione RADON, andate sul sito ufficiale per più info.

Ciao a tutti! 😉

Nikruz
Nikruz

gran marchio:

ho una radon Stage 6.0 ormai da oltre 3 anni con 5000Km e 150,000m di dislivello alle spalle.
Ebbene MAI e dico MAI avuto un problema, considerando che con i “soli” 120mm di escursione ant/post faccio giri con discese enduro. Non l’ho mai risparmiata.
Sono caduto in mille modi diversi e niente, non c’è verso che si rompa. Cuscinetti perfetti, telaio immacolato, sospensioni ottime. Insomma un funzionamento impeccabile.
I miei amici con marchi più blasonati sono stupiti di come e quanto regga la mia bici senza MAI un guasto.
Questo è un problema perchè ora che vorrei comprare la radon slide 150 9.0 o la swoop 170 8.0 mi manca la scusa per poterlo fare…

Fate attenzione a questo marchio! 🙂

Ricky mani
Ricky mani

Bella bici ad un prezzo molto interessante , la prenderei per giri alpini anche di piu giorni con salite e discese estreme , la leggerezza rispetto alla mia enduro attuale mi aiuterebbe non poco a salire ma non vorrei perdere troppo in discesa , soprattutto nel tecnico , nel veloce non mi interessa , non devo spaccare il secondo

kabal
kabal

Mi piace molto questa bici, tutta sostanza e pragmaticità tipicamente tedesche.
Ci sto facendo un pensierino, per sostituire la mia Canyon Nerve AM 8.0 del 2011.
A me a dire il vero interesserebbe il modello in alluminio, la 150 9.0, venduta a 2.600 euro.
Mi sapreste dare qualche info per scegliere la giusta taglia?
Io sono alto 171cm e la mia Canyon è in taglia S.

Nikthenightfly
Nikthenightfly

Radon: ho adocchiato questo marchio perché volendo sostituire la mia mtb trail Camber carbon 110, sono rimasti colpito dalla Slide 130 10.0 HD (mod 2016), una bici con geometria interessante, anche se abbastanza tradizionale come schema di sospensione e disegno, e con montaggio a mio parere top level (soprattutto in rapporto al prezzo davvero competitivo). Ne sento però parlare poco nei forum rispetto ad altre marche: potete confortarmi o darmi qualche parere in merito?