[Test] Rock Shox SID WC

[Test] Rock Shox SID WC

Marco Toniolo, 18/10/2016
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Marco Toniolo, 18/10/2016

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Rock Shox aveva presentato la nuova SID la scorsa primavera a Massa Marittima, e ce ne aveva mandato uno dei pochi esemplari con la colorazione usata dai suoi atleti alle Olimpiadi di Rio. L’abbiamo montata sulla nostra Focus Raven Max.

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Analisi statica

Non si tratta di una rivisitazione della vecchia versione, perché la forcella è stata completamente ridisegnata su di un’escursione massima di 100mm. Questa scelta, oltre a creare un maggior differenziamento rispetto alla sorella Reba, ha permesso di ottimizzare al meglio la SID per l’XC, risparmiando peso dove non serve e tarando l’idraulica e la curva di compressione al meglio rispetto alla destinazione d’uso.

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La prima novità della SID è lo chassis completamente riprogettato sulla base di steli da 32mm. Riducendo l’escursione a 100mm è stato possibile diminuire la lunghezza degli steli. Le boccole si trovano più in alto e la parte inferiore dei foderi è cava. Anche la cartuccia idraulica e quella aria sono più piccole, il tutto per un risparmio di peso rispetto alle versioni precedenti. La versione in test pesa esattamente 1.550 grammi.

Foderi alleggeriti, ma con nuovi piedini compatibili con i Torque Caps, il sistema di Rock Shox che offre una superficie di appoggio maggiorata tra mozzo e forcella, permettendo così di ottenere un incremento di rigidità.

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La testa è stata ridisegnata e, sulla versione World Cup, è in fibra di carbonio, così come il cannotto.

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Oltre allo chassis, un’altra grossa novità è l’adozione della cartuccia sigillata Charger con un nuovo sistema di bloccaggio totale. Derivata dalla cartuccia Charger della Pike (da cui sono state sviluppate anche le cartucce della Lyrik e della Boxxer), la cartuccia Charger della SID è però completamente diversa, vista la destinazione d’uso.

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Il design è sempre lo stesso: cartuccia sigillata con polmone di espansione in gomma. L’olio è insomma completamente isolato dall’aria, eliminando quindi i problemi di emulsione aria/olio. A differenza delle altre versioni, il bladder (o polmone, ndr) della SID è rastremato al centro per assicurare una miglior tenuta e permettere di usare meno olio. La vera novità della cartuccia è però il nuovo sistema di blocco totale. Quella del blocco totale è una caratteristica che è stata molto richiesta dagli agonisti. Nella nuova SID il blocco è stato notevolmente implementato offrendo il lockout più deciso e forte che è stato possibile realizzare senza compromettere la sicurezza di chi va in bici.

Le regolazioni idrauliche della nuova SID sono 3: ritorno della parte iniziale (il resto della corsa è gestito dal Rapid Recovery, pretarato di fabbrica), compressione low speed e blocco/sblocco, anche da comando remoto.

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La cartuccia ad aria è stata ottimizzata anch’essa per i 100mm di escursione, e prende spunto dalla celebre Pike adottando diverse tecnologie derivate dalle forcelle di escursione maggiore. Innanzitutto il volume della camera pneumatica è stato pensato per la destinazione d’uso: l’XC race. La forcella è insomma piuttosto progressiva di suo, per offrire un buon assorbimento sui piccoli urti ma la giusta progressività ed il sostegno che una forcella da XC deve garantire.

Il volume della camera d’aria è regolabile tramite i Bottomless Token, proprio come sulle forcelle gravity. Aggiungendo o togliendo spessori dentro la camera d’aria si può regolare la progressività in base alle proprie preferenze. La molla pneumatica è la Solo Air.

La forcella in test

Edizione WC

SID WC, 29 pollici, perno da 15×100 mm (no boost), 100mm di escursione, comando remoto a manubrio.

29", perno da 100mm.

Sul campo

I lettori più assidui di MTB MAG sapranno bene che chi scrive è un estimatore dell Rock Shox RS-1, la forcella a steli rovesciati che era montata sulla Focus Raven Max prima della nuova SID WC. Un dato su tutti farà però venire l’acquolina in bocca ai cross countristi: la RS1 pesava 1.666 grammi, 2 etti in più rispetto alla SID. Per molti, appunto, un motivo per vendere la RS1 e accaparrarsi la SID.

Limitarsi ai grammi sarebbe però un errore perché, nei due mesi di test, abbiamo potuto apprezzare le altre caratteristiche della nuova SID che vanno ben oltre il peso.

La sensazione prevalente si può riassumere in una frase: “È una Pike in miniatura!“. Per chi conosce la forcella da trail/enduro di casa Rock Shox, sa cosa questo vuol dire: grande sensibilità ai piccoli urti, forcella sostenuta durante tutta la sua corsa e la possibilità di customizzarne la progressività inserendo i famosi Tokens (riduttori del volume della camera d’aria) senza dover toccare l’olio.

Nel 2016 queste sembrano cose scontate per chi non fa XC, ma questa disciplina ha scoperto solo ultimamente che si può andare più veloci con delle sospensioni che lavorano per davvero. Quante volte, in passato, avete visto delle forcelle a fine gara il cui O-ring era sceso sì e no per metà della corsa? Tante di questo erano delle SID, quelle famose per la loro leggerezza, ma terribili per la loro scarsa rigidità (NB: lo stesso si poteva dire per le vecchie Fox 32 e prodotti di altri marchi).

Tornando al 2016 e alla nuova SID WC, si può dire che è stato fatto anche un gran lavoro a livello di rigidità, sia torsionale che “verticale”, cioè quella che si nota quando si fa una staccata potente. Affrontando i soliti trail che usiamo per i test abbiamo potuto apprezzarne la precisione di guida, a cui si abbina alla grande la nuova idraulica, dando come risultato una ruota anteriore incollata al terreno come difficilmente ci era capitato in passato su una bici da XC. Anticipando un articolo che uscirà a breve, l’unica altra forcella di questa categoria (di peso) che offre prestazioni simili è la nuova Fox 32.

Dobbiamo ammettere che delle volte ci siamo fermati per vedere se la gomma anteriore era troppo sgonfia, perché la sensazione di assorbimento delle asperità era veramente inaspettata. Intendiamoci, stiamo parlando di una forcella da XC, montata su una front, dove comunque il lavoro di gambe e braccia sarà indispensabile per affrontare tratti scassati e impegnativi, ma la sensazione è stata proprio quella di avere una forcella di un’altra categoria (trail, all mountain), con 50mm e 500 grammi in meno.

100 mm di corsa sono “pochi”, se si vuole, nel senso che si mangiano via molto facilmente se l’idraulica non è sostenuta, come spesso accadeva in passato, quando a metà travel tante forcelle sembravano vuote. Questo non succede con la SID, fattore a cui va aggiunta anche la possibilità di variare la curva di progressione con i token. Nella forcella in test è presente 1 token, e difficilmente siamo arrivati a fine corsa. Probabilmente 2 sarebbero il compromesso migliore, ma a chi scrive piace usare tutta l’escursione (senza ribaltarsi però).

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Veniamo dunque al blocco totale, facilmente attivabile grazie il comando remoto a manubrio che vedete nella foto qui sopra. La SID diventa praticamente rigida, aprendosi solo in caso di grandi urti. Il remoto ci sarebbe piaciuto un po’ più secco quando lo si rilascia ma, al di là di questo, il suo funzionamento meccanico è ineccepibile, forse proprio per la sua semplicità data dal cavo d’acciaio.

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Il pomello della compressione alle base velocità influenza il comportamento della forcella sui grandi impatti. Abbiamo trovato la posizione migliore, per noi, a circa 3-4 click dal tutto aperto ma, a seconda del percorso, l’abbiamo anche aperto del tutto per lasciare la SID il più vivace possibile.

Conclusioni

La nuova SID è una Pike in miniatura. Fermarsi a discutere solo del peso sarebbe un affronto per una forcella dotata di una grande idraulica e una rigidità strutturale lontana anni luce dalle vecchie versioni. La sensazione di ruota incollata al terreno, tanto amata dagli enduristi, è arrivata finalmente anche nel cross country. Con questa forcella non ci sono più scuse in discesa (a parte la sella alta per gli irriducibili, ma anche lì i giorni sono contati).

Prezzi e versioni in commercio

  • SID World Cup: testa in fibra di carbonio, cartuccia Charger ed escursione 100mm con la nuova molla Solo Air.
    Prezzo: €1255-1336
  • SID RLC: le stesse caratteristiche della WC, cartuccia Charger inclusa, ma con la testa in alluminio.
    Prezzo: €922-998
    Peso: 1530g
  • SID XX: Stesso chassis della RLC con testa in alluminio, con però idraulica Motion Control™ XX con Rebound e regolazione del bloccaggio da remoto
    Prezzo: €922
    Peso: 1572g
  • SID RL: versione solo OEM, la SID RL usa lo stesso chassis e la stessa camera aria delle sorelle maggiori ma con idraulica Motion Control DNA con Rebound e regolazione del bloccaggio
    Peso: 1523g

Rock Shox

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