[Test] Ruote Bontrager Line Pro 30 Carbon

[Test] Ruote Bontrager Line Pro 30 Carbon

Ian Collins, 30/11/2017
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Ian Collins, 30/11/2017

Ad aprile, durante la Sea Otter, Bontrager ci ha fatto vedere le sue nuove ruote in carbonio Line Pro 30: ruota libera con 108 punti di ingaggio, 1700 grammi di peso circa, tubeless ready, ecc. Sulla carta tutto suonava molto bene, ma il punto che ci ha fatto veramente drizzare le orecchie è stato il prezzo: 1.200 Euro. Dopo diversi mesi di prova, ora possiamo proporvi il test approfondito.

Dettagli

  • Fibra di carbonio OCLV Pro
  • 27.5″ e 29″
  • Rapid Drive, 108 punti di ingaggio
  • Tubeless ready, con nastro installato, valvola e attrezzo per la sua rimozione.
  • Solo Boost 110/148
  • Compatibile con gomme larghe fino a 2.6″
  • Canale interno da 29mm, esterno da 33mm
  • 28 raggi straight pull sia all’anteriore che al posteriore
  • Raggi DT Swiss Aerolite14/17G incrociati in terza con nippli Alpina in alluminio
  • Attacco disco a 6 fori
  • Spedito con corpetto Shimano HG driver, SRAM XD acquistabile separatamente
  • Peso rilevato da noi, configurazione da 29 pollici: 1723 grammi con nastro e valvole
  • Prezzo: €1.199,98

Il cuore del mozzo posteriore è la ruota libera Rapid Drive 108T. Sei dentini disassati si muovono intorno ad un anello con 54 zigrinature, dando vita a 108 punti di ingaggio, che corrispondono ad un angolo di 3.333°.

I cerchi sono piuttosto alti, cosa che li fa sembrare piuttosto stretti, ma in realtà hanno 29mm  di canale interno e 33mm esterno.

I mozzi sono straight pull con raggi piatti. Più che dal punto di vista aerodinamico, dal punto di vista pratico i raggi piatti si fanno apprezzare se si deve ricentrare le ruote, perché sono più facili da tenere fermi quanto tendono a ruotare nella loro sede del mozzo come invece accade con i raggi rotondi.

Questo è il profilo del cerchio con il nastro installato. Come potete vedere, Bontrager ha preferito usare un cerchio a J, in controtendenza rispetto al mercato, che si muove in direzione hookless.

Set up

Dobbiamo ammetterlo, con tutta probabilità questo è il set di ruote che ci ha fatto tribolare di più nel mettere su le gomme. Per la prima parte del test abbiamo usato delle Michelin, famose per il taglio piuttosto risicato e la conseguente fatica nel metterle sui cerchi.

Il problema nasce dal nastro proprietario di Bontrager, piuttosto spesso e che di conseguenza occupa lo spazio necessario al copertone per tallonare sulle pareti del cerchio. Durante il test abbiamo cambiato la nastratura, usando del Gorilla Tape da 25mm,  e il montaggio delle gomme è diventato subito più semplice, facendoci inoltre risparmiare qualche grammo di peso.

Per quanto riguarda la raggiatura, questa è ben tensionata di fabbrica, e abbiamo apprezzato il fatto che Bontrager abbia scelto l’incrocio in terza per rendere le ruote più robuste e durature nel tempo.

Sul campo

La maggior parte dei giri inizia con una salita, dunque la prima caratteristica delle Line Pro 30 che ho notato è stato l’ingaggio estremamente rapido, in particolare sulle salite tecniche, dove il famigerato colpo di pedale è essenziale per non dover scendere e spingere. Detesto i mozzi con ruote libere falbe, potete quindi immaginare quanto mi sia piaciuto l’ingaggio di queste Bontrager. Per quanto riguarda il suono (o rumore, a seconda dei gusti), è molto simile allo star ratchet a 54 denti delle DT Swiss, ma un po’ più accentuato. Non ci troviamo di fronte a dei mozzi super rumorosi.

Una volta iniziata la discesa, sono subito rimasto impressionato dalla rigidità delle ruote. Dato che i cerchi sono piuttosto alti, pensavo che potessero trasmettere un po’ troppe vibrazioni e di conseguenza essere scomodi, ma non è stato così. In termini di sensazioni di guida, le Line Pro 30 sono un po’ più rigide delle Roval Traverse SL Fattie, ma non così rigide come le Enve M70. Nel mezzo insomma, e direi che con questa caratteristica Bontrager ha fatto centro, perché sul mercato ci sono un sacco di ruote in carbonio molto costose ma anche troppo rigide e scomode da guidare. In questo senso, alleggerirle è stata una buona idea soprattutto in termini di qualità del riding.

Ho preso centinaia di curve il più velocemente possibile, botte sui cerchi a non finire (compresi diversi atterraggi sul piatto), ma non ho mai dovuto ritensionarle, al contrario di tante altre ruote in carbonio. Usando pressioni basse, 1.4 bar, i fondo corsa non sono stati una rarità, ma le Bontrager non hanno battuto ciglio, rivelandosi molto robuste sia nella costruzione che nella raggiatura, e qui torniamo al discorso dell’incrocio in terza. Non solo, non ho mai stallonato una volta, nè con il nastro originale nè con il Gorilla Tape.

I mozzi scorrono bene e non presentano infiltrazioni di sporcizia anche dopo diversi mesi di test.

Conclusioni

L’unico problema che ho avuto con queste ruote è stato il nastro con cui escono di fabbrica, che rendeva difficile il montaggio delle gomme. Cambiarlo è un’operazione veloce e piuttosto economica. L’altro appunto che si può fare a Bontrager è che il corpetto montato di default è uno Shimano, e che si deve comprare lo SRAM XD separatamente  se si vuole montare una trasmissione del marchio americano.

Per il resto, le Bontrager Line Pro 30 Carbon offrono una qualità di riding fantastica, il giusto compromesso fra smorzamento delle vibrazioni e rigidità laterale. A ciò si aggiunge la ruota libera con 108 punti di ingaggio, una chicca per chi ama i sentieri tecnici.

Sono le migliori ruote in carbonio sul mercato? Difficile fare un’affermazione così assoluta, ma mi sento di dire che sono di sicuro le ruote in carbonio con il miglior rapporto qualità/prezzo.

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