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[Test] Scarpe Giro Privateer R

[Test] Scarpe Giro Privateer R

06/07/2016
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06/07/2016

Autore: Francesco Mazza

Il range di scarpe prodotte da Giro è ormai decisamente ampio e offre una vasta scelta per le diverse destinazioni d’uso, dalla BDC alla MTB, nella cui gamma troviamo modelli che vanno dall’XC race fino al DH, passando per diversi modelli da Trail e All Mountain. Abbiamo testato le Privateer R, che sono l’evoluzione proposta per il 2016 delle Privateer, modello da Trail in produzione già da diverse stagioni.

Il design resta fedele alla linea delle Privateer, ma si accosta al resto della gamma per la quale Giro ha scelto delle linee sobrie e retrò, classiche, che mettono in risalto estetico la qualità dei materiali e delle lavorazioni. Anche la scelta dei colori risulta molto sobria ed elegante, con una versione in grigio con dettagli arancioni e un’altra in nero con dettagli color gomma naturale che abbiamo ricevuto per il test.

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Proprio la gomma della suola è una della caratteristiche che differenziano la Privateer R dal resto della gamma XC, dato che la tomaia e il sistema di chiusura è del tutto simile. Per favorire il grip su rocce e radici, così come sul terreno, dato che in un utilizzo Trail capita più spesso di camminare di quanto non si faccia in XC, le Privateer R hanno una suola realizzata in gomma “co-molded”, ovvero iniettata con doppia mescola, più dura all’interno e più morbida all’esterno, con una forma dei tacchetti più pronunciata. Il grip è effettivamente valido sia sui terreni duri e secchi che in condizioni di fango abbondante e la mescola è comunque robusta e duratura. L’intersuola è realizzata in Nylon ed è quindi robusta e rigida quanto serve per avere un ottimo supporto sui pedali, ma offre al contempo adeguato comfort e sensibilità. Le suole sulle punte sono dotate di predisposizione per gli spike, che non sono presenti nella confezione e di cui non abbiamo sentito la necessità.

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La chiusura della parte anteriore del piede è formata da due lacci a velcro di dimensioni generose, robusti e ben collocati, che fasciano il piede in modo adeguato e nei punti giusti per bloccarlo sia in senso longitudinale che verticale, fornendo il massimo comfort e senza alcun accenno di problemi di circolazione anche dopo un’intera giornata di riding.

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La fascia superiore, che chiude sul collo del piede, è morbida e sottile quanto basta per il massimo comfort. La chiusura è con cricchetto, sostituibile in caso di rottura accidentale, e permette una regolazione precisa e progressiva, anche grazie al posizionamento con un’inclinazione bel calibrata. Il tester ha un collo del piede alto e molto magro, quindi il comfort di questo dettaglio della chiusura si è fatto particolarmente apprezzare, dato che con altre calzature di questo segmento è capitato di incappare in problemi di circolazione, che invece non si sono presentati con le Privateer R.

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La linguetta è sottile e traspirante, ma al contempo morbida e confortevole al tatto, per cui anche i leggeri movimenti di torsione del piede all’interno della scarpa non provocano alcun sfregamento fastidioso. La soletta è in materiale antibatterico e ha un supporto medio dell’arcata plantare. La tomaia è robusta e sostiene bene il piede, anche grazie ai rinforzi sull’intera punta, compresi i suoi lati, e sul tallone. Questi rinforzi sono dotati anche di un rivestimento esterno in materiale ruvido che previene strappi e usura precoce nei punti più esposti. La parte centrale della tomaia è più morbida e consente un minimo di torsione del piede che è un dettaglio voluto, per evitare di creare stress alla pianta del piede dopo lunghe giornate in sella, durante le quali capita spesso di camminare, considerando la destinazione d’uso Trail di questo modello. La pelle della tomaia è provvista di fori di aerazione, che funzionano a dovere, lasciando la scarpa sufficientemente fresca e traspirante.

La calzabilità è molto buona e permette il giusto agio per le dita, che non sono costrette, e lascia il giusto spazio attorno ai malleoli, mentre sul tendine di Achille il supporto è pronunciato, ma anche in questo caso molto comodo grazie alla giusta forma e imbottitura. Da segnalare che la calzata della taglia è leggermente stretta, infatti il tester, che abitualmente utilizza 41.5, si è trovato perfettamente a misura con una taglia 42. Per i rider con il piede particolarmente largo, esiste la versione HV (High Volume) di questo modello, che sono assolutamente identiche ma predisposte per una calzata più larga.

In conclusione, si tratta di un paio di scarpe estremamente comode e ben realizzate, ideate per il Trail ma decisamente indicate anche in XC, per chi vuole una calzata confortevole anche dopo ore in sella. L’unico difetto delle Privateer R, se proprio vogliamo trovarne uno, è che impiegano un po’ più della media ad asciugarsi dopo il lavaggio.

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Peso dichiarato: 700g il paio in taglia 42.5
Peso verificato: 725g il paio in taglia 42 (senza tacchette)

Prezzo: €149.90

Giro

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Paulento
Paulento

interessanti. stavo guardando queste e le terraduro, sempre di Giro. Secondo te @Francesco mazza sono più estive delle mavic alpine xl? che col caldo tendon a diventare dei fornetti:-). e a livello di camminata, sono confortevoli quanto le mavic? ammesso che tu abbia mai provato le mavic 🙁

Francesco Mazza
Francesco Mazza

Ho usato parecchio le Alpine XL, per circa un anno e mezzo, e diciamo che sono più orientate a un uso All Mountain ed Enduro, quindi più confortevoli sia a livello di tomaia che per camminare. Le Privateer sono comunque più rigide e hanno una calzata più di tipo XC, che fascia molto meglio tutto il piede e lo tiene più saldo. Sono comunque molto comode ma più orientate al Trail e all’XC non agonistico, quindi anche per camminare risultano meno “scarpa da ginnastica” di quanto non siano le Alpine. Per quanto riguarda la traspirabilità a me è sembrata valida, più delle Alpine, ma considera che fortunatamente non sono uno che soffre di caldo o di eccessiva sudorazione ai piedi.

Paulento
Paulento

grazie! l’idea è di affiancarle alle mavic xl, per usarle nei giri prettamente pedalati e con zero o ridottissimo portage/spinta, e in quest’ottica a naso mi sembra che possano fare al caso mio 😉

Giovanni33
Giovanni33

Se può interessare io sono passato dalle Mavic xl alle Terraduro da circa un annetto !
Non posso che parlarne bene …. Calzata comodissima con cricchetto velocissimo che permette di allentarle in caso di pedalata relax , ottimo grip in camminata con tacchetta leggermente più incassata rispetto alle mavic ( maggior confort camminando soprattutto solle roccie e meno consumo delle tacchette a terra “@crankbrothers” ) .
Rispetto alle mavic rimangono comunque delle scarpe meno “pantofole” … Quindi con uno scafo leggermente più rigido e a mio parere con una traspirabilità maggiore .
Unico neo rispetto alle mavic , forse la mancanza di protezione sul malleolo e minor protezione all’acqua ….
Ps… Parlo comunque delle Giro Terraduro e non delle Privater in test che potrebbero esser diverse…

Spalla71
Spalla71

Buongiorno a tutti,
da alcuni anni alterno alle SIDI da XC le Gaerne G.Nemy per i giri All-Mountain, però la maggior efficienza di pedalata delle SIDI fà sì che spesso prediliga queste ultime alle G.Nemy, a scapito però della sicurezza quando devo camminare su sassi, rocce, radici etc
Domanda :
per trovare “il giusto compromesso” sarebbero più indicate le Privateer o le Terraduro ?
Molte grazie

gioski
gioski

Interessante sapere la taglia 42 quanti cm. GIRO utilizza visto la confusione del settore size del ciclismo dove per le ditte Mondo Point è fatto tutto come piace a loro….