Il mondo degli zaini da Mountain Bike abbonda decisamente di proposte e di alternative. Tra queste numerose opzioni il marchio USWE si distingue per i suoi prodotti basati su un sistema innovativo di spallacci che cambia radicalmente il concetto di ergonomia dello zaino. L’USWE F6 PRO, che ovviamente utilizza questo sistema di imbragatura, è l’ultimo zaino presentato dal marchio svedese ed è il più capiente della loro gamma. Dopo averlo utilizzato per diversi mesi, possiamo presentarvelo in tutti i suoi dettagli.

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Si tratta di uno zaino dalla generosa capacità di 15 litri, nato per utilizzo prevalentemente Gravity, quindi per le giornate in bike park piuttosto che per le gare o gli allenamenti di Enduro. I materiali con il quale è realizzato sono robusti e facili da pulire, ma al contempo leggeri, per un peso da noi verificato di 986 grammi compresa la sacca idrica. La parte esterna del fondo è rinforzata grazie a un tessuto di trama più spessa, ed è realizzata in colore scuro per evitare che si macchi eccessivamente, dato che è l’area più esposta alla sporcizia sollevata dalla ruota posteriore, oltre a essere la parte dello zaino che più facilmente tocca il terreno o le superfici sporche quando lo si appoggia.

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Come anticipato, la caratteristica principale dello zaino F6 PRO, che contraddistingue tutti gli zaini USWE, è il sistema di imbragatura NDMT, ovvero No Dancing Monkey Technology. In maniera molto semplice, USWE ha iniziato a progettare zaini partendo dalle necessità dei rider di moto e bici. Per questo motivo non è partita dalla base classica degli zaini, che nacquero per uso escursionistico a piedi, ma ha riprogettato l’intero sistema di allacciatura al corpo per fare in modo che si adattasse al meglio ai movimenti del riding. Grazie al sistema di imbragatura con 4 fasce di dimensioni generose che convergono in un’unica fibbia a clip posta davanti allo sterno, e grazie alle cinghie elasticizzate poste su ognuna delle 4 fasce, lo zaino resta perfettamente in posizione, ammortizzando i colpi più bruschi e distribuendo il peso sia sulla schiena che sul petto, invece che sulle spalle. Da qui il nome No Dancing Monkey Technology, ovvero l’eliminazione di quegli spostamenti indesiderati dello zaino sulla schiena durante la discesa, che fanno sembrare di avere una scimmia ballerina aggrappata alle spalle.

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Lo zaino USWE F6 PRO è prodotto in una sola misura che copre tutte le principali taglie grazie alle regolazioni poste sulle cinghie inferiori. Tramite una chiusura a Velcro si possono regolare tutte e 4 le fasce, ma le inferiori nel dettaglio sono dotate di un doppio anello di chiusura. Se si fa passare la cinghia in entrambi gli anelli, come illustrato nelle foto di seguito, lo zaino compre il range delle taglie più piccole, in base a come si regola la cinghia, dalla S alla M, mentre se si fa passare la cinghia solo nel primo anello, per intenderci tra i due quello più distante dall’attaccatura allo zaino, lo zaino si adatta alle taglie L e XL, sempre utilizzando il Velcro per una regolazione più precisa.

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Lo schienale ha dei pad imbottiti in materiale idrorepellente, morbidi ma non troppo, rivestiti di materiale traspirante e confortevole. Tra questi cuscinetti di imbottitura, che sono sagomati in maniera semplice ma molto funzionale, ci sono dei canali che consentono il ricircolo dell’aria per limitare la sudorazione. Lo scarico centrale per le apofisi spinose della colonna vertebrale è molto pratico. In generale lo schienale è abbastanza rigido da dare struttura allo zaino ma al contempo è morbido quanto basta per seguire tutti i movimenti del corpo nel massimo comfort. Anche la parte delle cinghie superiori che poggia sulle spalle è realizzata in materiale morbido e flessibile, con aperture a taglio per favorire la circolazione dell’aria.

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La capacità dello zaino USWE F6 PRO è suddivisa in 2 scomparti principali. Tra questi due scomparti è possibile alloggiare il casco integrale, fissando le cinghie all’interno della mentoniera, oppure il caschetto open face, semplicemente infilandolo nel vano. Un tessuto a rete elasticizzato permette a questa tasca di espandersi a piacimento, racchiudendo al contempo il contenuto, che potrebbe essere anche di altra natura rispetto ai caschi, come per esempio abbigliamento bagnato o sporco, che si vuole tenere all’esterno delle tasche principali, separato dal resto degli oggetti stivati. Grazie alle due cinghiette regolabili dotate di fibbia a clip, che seguono gli spallacci superiori, la dimensione della tasca si può regolare, facendo in modo che sia sempre ben aderente allo scomparto principale dello zaino e quindi alla schiena.

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Lo scomparto principale, ovvero quello più prossimo alla schiena, è di dimensioni generose anche se per sfruttarlo al meglio è preferibile aprire completamente la cerniera. Qui troviamo la tasca in cui alloggiare la sacca idrica, di cui parleremo in seguito. Nella parte alta, per un facile accesso, è situata una piccola tasca dotata di cordoncino e gancio, per riporre le chiavi senza correre il rischio che vadano perse anche qualora si dovesse dimenticare lo zaino aperto durante la marcia. Il lato opposto dello scomparto è dotato di due tasche a rete con bordo elastico. Quella inferiore è divisa in due scomparti tramite una cucitura verticale, mentre quella superiore è divisa in tre. Come si evince dalla fotografia, abbiamo potuto riporre nello zaino una jersey a maniche lunghe e una giacchetta antivento, un paio di guanti, due barrette, una banana e un paio di occhiali, colmando solo in minima parte lo spazio a disposizione.

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Lo scomparto anteriore è quello prevalentemente dedicato ad attrezzi e parti di ricambio, o comunque agli oggetti più piccoli, da tenere ben separati, ognuno con uno scomparto dedicato per essere individuati facilmente al momento del bisogno. Qui troviamo una spaziosa tasca con cerniera sul lato dell’apertura dello scomparto, che abbiamo utilizzato per riporre il portafogli. Sul lato opposto, quindi quello all’interno dello zaino, sono ricavate due tasche: una in basso, dotata di cerniera, e una in alto, con bordo elastico e cucitura divisoria che crea due scomparti, ideali per gli attrezzi di piccole dimensioni come cacciagomme o singole chiavi esagonali. Dietro questa tasca, nella parte alta dello scomparto, troviamo una cerniera dalla quale si accede al compartimento media, ovvero un’ulteriore tasca dotata di imbottitura antiurto, dove poter alloggiare il proprio smartphone, gps, lettore mp3 o altro. Il vano principale invece può accogliere oggetti più ingombranti come la pompetta o le camere d’aria di scorta.

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La sacca idrica in dotazione è la rinomata Hydrapak in versione Shape-Shift reversibile da 3 litri, appositamente realizzata e marchiata per USWE. Probabilmente la sacca idrica più evoluta attualmente sul mercato. Il sistema Shape-Shift unisce le due pareti della sacca con un lembo centrale che conferisce struttura alla sacca quando è piena e al contempo evita che il peso della riserva d’acqua al suo interno, spostandosi, crei movimenti inconsulti sulla nostra schiena. Questo lembo è però facilmente separabile affinchè la sacca possa essere rivoltata verso l’esterno per essere asciugata e pulita accuratamente. Il tubo, appositamente realizzato per USWE in colorazione rossa, è dotato del sistema Plug N Play per lo sgancio rapido. Il terminale per bere è dotato di rubinetto di chiusura. La tubazione esce dalla tasca dedicata alla sacca idrica nello zaino passando all’interno dello spallaccio superiore di sinistra, per poi proseguire sotto una fascia in robusta gomma a metà dello spallaccio e terminare su un apposito gancio di fissaggio posto sullo spallaccio inferiore, dal quale si estrae per bere.

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In azione

La caratteristica principale dell’USWE F6 PRO, il sistema NDMT, assolve pienamente la sua funzione di tenere lo zaino aderente al corpo senza che si sposti e sobbalzi durante le discese, anche sui trail più veloci e sconnessi, oppure sui tratti ripidi dove l’inclinazione del corpo rischia di far muovere lo zaino verso la testa. Non solo lo zaino resta immobile nella giusta posizione, ma il sistema degli spallacci permette al peso di distribuirsi su schiena e petto senza gravare sulle spalle, in particolare sui fasci superiori dei muscoli del trapezio. Questo consente una mobilità ottimale delle spalle e del collo ed evita che si affatichino a causa del peso dello zaino anche dopo diverse ore in sella. Un vantaggio realmente apprezzabile da chi abitualmente non gradisce utilizzare lo zaino proprio perchè accusa il fastidio del peso sulle spalle oppure la mancanza di libertà nei movimenti, soprattutto in discesa. Questo sistema infatti, a nostro avviso, è particolarmente indicato per chi predilige le discipline Gravity, dall’Enduro alle giornate in bike park, nonostante il peso contenuto e l’areazione ne facciano un buon prodotto anche per le lunghe escursioni pedalate in Trail o All Mountain. Il numero di scomparti è abbondante e permette di gestire bene la disposizione degli oggetti riposti nello zaino, tuttavia avremmo apprezzato una piccola tasca di facile accesso senza dover togliere lo zaino dalle spalle, posizionata per esempio sugli spallacci oppure a lato dello zaino. I materiali sono adeguati e le finiture sono semplici ma robuste e realizzate con cura. La sacca idrica è di qualità elevata e di dimensioni generose.

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Disponibile in colorazione giallo neon con grafiche nere oppure nero con grafiche rosse.

Prezzo: €140

USWE è importata in Italia da RIE Cycle

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214 Commenti il "[Test] USWE F6 PRO"

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AlfreDoss
AlfreDoss

Prodotto molto interessante, anche il colore mi piace, non vedo però nessuna cinghia esterna per potere fissare le protezioni esternamente allo zaino, o sbaglio?

Haran
Haran

Io lo zaino ce l’ho sempre in testa, quindi metto le protezioni e la mentoniera staccabile direttamente nel vano dedicato al casco. Tuttavia è vero, qualche cinghietta in più non guasterebbe, però IMHO il sistema NDMT che tiene fermo lo zaino alla schiena ne risentirebbe.

gaios73
gaios73

Ganzo e bello 🙂 . Certo costa…

Haran
Haran

Ce l’ho anch’io, il particolare sistema NDMT funziona molto ma molto bene, e lo zaino è capiente, leggero e ben organizzato. La sacca idrica non ha nulla da invidiare a quelle Camelbak.
Alcune lievi pecche sono la mancanza di una rain cover di serie, e per l’appunto di un qualche scomparto il cui accesso non obblighi a togliere lo zaino.
Altro suggerimento potrebbe essere quello di separare il vano sacca idrica e renderlo accessibile dall’esterno con una apposita cerniera, come avviene con alcuni zaini Deuter.
Io poi avrei progettato il fissaggio delle cinghiette regolabili dotate di fibbia a clip in modo che non seguano gli spallacci superiori, bensì le avrei collegate prima direttamente allo zaino come nell’USWE F4.

Haran
Haran

Aggiornamento: rotta cerniera dopo 1 anno di utilizzo. Un po’ sottodimensionate le zip secondo me. I miei zaini Deuter hanno le cerniere perfette dopo 10 anni di utilizzo.
Uscito modello con paraschiena, ora si chiama Patriot. Continua a mancare la raincover. Il paraschiena non credo sia efficace se manca la cintura lombare lombare, ma sono orientato.

Haran
Haran

Ops scusate gli strafalcioni da copia-incolla

Clavius
Clavius

Per quanto tempo lo avete usato?
Su un noto Shop online le recensioni dei clienti lo indicano come delicato e con materiali di bassa qualità rispetto al prezzo.
Chiedo perché lo volevo proprio prendere, visto che vorrei uno zaino senza protezione per la schiena, visto che ho intenzione di prenderla a parte, ma son sempre stato titubante appunto da quello che ho letto.
Se hanno migliorato i materiali penso che sarà il mio prossimo acquisto in sostituzione dell’evoc Fr.

Haran
Haran

Il prezzo è alto, ma l’F6 mi sembra abbia materiali migliori dei fratelli più piccoli. Ma ce l’ho da poco, quindi nulla posso dire ancora riguardo la durata in particolar modo delle parti elastiche (al sudore) e della fibbia.
A Cosmobike VR ho visto anche il nuovo zaino Endura MT500, sembra fico 😉

gto
gto

io ho l’ f4 da circa un anno e mezzo. Usato ogni sabato e domenica da allora , e lavato ogni volta in lavatrice anche se le istruzioni lo vieterebbero, (sudo molto) a parte un leggerissimo scolorimento è ancora perfetto in tutto , compreso lo scorrimento delle cerniere , l’ aggancio della clip ecc.
Unici appunti non ha la cover per la pioggia , e la sacca idrica obbliga a svuotare mezzo zaino per infilarla e sfilarla cosa che uno scomparto dedicato risolverebbe totalmente. Sottolineo che è fantastico il modo con qui tiene asciutta la schiena , in pratica le due imbottiture che si appoggiano assorbono il sudore e lo incanalano dall’ interno verso il basso per farlo uscire da un forellino posto sul fondo.

Clavius
Clavius

Inoltre non avendo la fascia lombare in basso non fa quell’ effetto da insaccato quando usi vestiario un po’ largo

StewieBS
StewieBS

Ottimo test…
domanda immagino scontata: confronto con Evoc Enduro FR, ovviamente rivolto a chi li ha provati entrambi:
1. stivaggio
2. comodità
3. pro/contro di entrambi

Questo purtroppo non mi sembra abbia il paraschiena…E’ però di concezione più “moderna” e differente da tutti…

Mancinale
Mancinale

la scritta “no dancing monkey” da sola vale il prezzo dello zaino….ahahaha

ZeroGravityBro
ZeroGravityBro

C’è l’ho da un paio di settimane ed ha sostituito un Evoc enduro con paraschiena rovinato in lavatrice…per chi non necessita del paraschiena credo non ci sia zaino più comodo, una spanna sopra Evoc in stabilità e posizionamento, ottima capienza e ottima anche la sacca idrica in dotazione! I materiali mi sembrano resistenti, ma sarà il tempo a confermarlo!

lollo72
lollo72

Bel prodotto e penso molto ergonomico da indossare ; se ci fosse stato anche blu-nero o bianco-nero l’avrei ordinato sicuramente, invece ho dovuto optare per uno Shimano Unzen II da 15lt (qualcuno ne sa qualcosa di questo Shimano ?)

Vincent46
Vincent46
Haran
Haran

Aggiorno rece dopo 1 anno di utilizzo.
Lo zaino è ancora perfetto nei materiali, mentre una cerniera ha ceduto e ho dovuto sostituirla. Cerniere quindi più delicate rispetto a Deuter (10 anni di utilizzo, mai un problema).
Sacca idrica molto valida che meriterebbe uno scomparto esterno per inserirla più facilmente e per riempirla on the road. Mancanza del coprizaino pioggia.
Zaino molto capiente e fermo sulla schiena.
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Sto aspettando un Uswe Patriot 15, che è lo stesso zaino con però il paraschiena. Paraschiena sulla cui efficacia ho dubbi, dato che, dato il particolare sistema di aggancio dello zaino è privo di fascia lombare e lascia scoperta la schiena in basso.
Di positivo ho visto che hanno aggiunto agganci per protezioni in basso e altri lacciuoli.

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