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[Test] Yeti 575

[Test] Yeti 575

31/03/2014
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31/03/2014

La Yeti 575 é un classico della casa americana e, da quest’anno, é disponibile con ruote da 27.5″.
Si tratta di una bici con 140mm di escursione posteriore e 150mm all’anteriore. Anche qui, come nel caso della Devinci Troy Carbon, l’utilizzo indicato é di “trailriding”, che per noi significa “all mountain”, viste le escursioni. Una bici pensata dunque per essere pedalata in salita e che possa dare soddisfazione in discesa.

Il telaio é in alluminio ed ha la stessa forma che lo ha reso inconfondibile nell’ultimo decennio. Per farci stare le ruote da 27.5″ il triangolo posteriore é stato leggermente modificato. A parte questo, gli unici altri cambiamenti riguardano l’attacco ISCG 05 e il movimento centrale press fit. Esteticamente il resto rimane immutato. Quello che é però cambiato é stato il rapporto di leva, passato da 2.875  della versione 2012 a 2.5 di quella in test.

Secondo gli ingegneri Yeti, con cui abbiamo parlato di persona in occasione della nostra visita, questo cambiamento é stato fatto per rendere la sospensione più sostenuta e meno “plush”, cosa che andrebbe a migliorarne il comportamento in uscita di curva, per esempio.

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La sospensione posteriore é un single pivot. L’ammortizzatore é guidato da due braccia agganciate ad un fodero di rinforzo presente fra tubo orizzontale e tubo sella.

La Yeti 575 é montata Fox/Shimano:

– ammortizzatore Fox Float CTD Adjust Kashima.
– Forcella Fox Float 34 150mm.
– Trasmissione a 10v Shimano XT, con pacco pignoni 10-36 e guarnitura 24-38. Deragliatore posteriore XT Shadow Plus.
– Freni Shimano XT.
– Ruote DT Swiss XM 27.5
– Manubrio Easton Havoc Carbon.
– Reggisella telescopico Thomson Elite Dropper.
– Gomme Maxxis HighRoller II Exo all’anteriore. Al posteriore aveva un Maxxis Ardent senza Exo, che abbiamo cambiato subito con uno Schwalbe Hans Dampf 2.35″ Evo,viste le passate esperienze su terreni rocciosi, data la sua spalla non rinforzata.

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La bici ci é stata mandata a Moab da Yeti stessa. Non fatevi influenzare dal cavo del reggisella telescopico, posto sul lato sinistro del tubo orizzontale da noi, poiché il telaio é un pre-produzione e lo spazio fra ammo e tubo orizzontale (dove dovrebbe passare) era troppo risicato. Nella 575 in vendita il problema é stato risolto.

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Bisogna dire che la 575 é predisposta per un passaggio cavi interno al telaio. Il Thomson del montaggio, però non é stealth.

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Screen Shot 2014-03-27 at 07.10.21 La geometria é moderna, con un angolo sterzo di 67° e dei foderi posteriori da 444mm, sufficientemente corti per mantenere la bici agile. L’altezza del movimento centrale è di 345 cm. La taglia da noi provata é una M.
La 575 viene offerta in 5 taglie, dalla XS alla XL.

 

 

Salita

La posizione in sella é molto buona, quando si vuole spingere sui pedali in salita. Tutto il “pacchetto” bici collabora: la forcella, pur non essendo abbassabile, non tende a far alzare l’anteriore, l’ammo, se messo in posizione “climb”, ha una buona frenatura della compressione e smorza bene gli ondeggiamenti provenienti dalla pedalata, ed infine la guarnitura doppia offre un ampio spettro di rapporti sufficiente per arrivare in cima anche alle rampe più ripide. L’angolo sella é sufficientemente verticale per poter spingere bene sui pedali.

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Da questo punto di vista, la Yeti 575 é un’ottima arrampicatrice. Non ottimale é l’assorbimento delle piccole asperità da parte della sospensione posteriore, piuttosto legnosa ad inizio corsa, cosa che inficia la trazione su fondi sconnessi. Anche mettendo l’ammo in posizione Trail o Descend le cose non cambiano. È proprio il modo in cui lavora il carro a creare problemi sui piccoli urti, ma su questo punto torniamo nel prossimo paragrafo.

Discesa

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La Yeti 575, in discesa, non ci ha convinto. La sospensione risulta essere poco sensibile ad inizio corsa, per poi diventare lineare dopo circa 1/3 dell’escursione e tendere a mangiarsi buona parte del travel già su impatti di media entità.

Abbiamo provato a girare con diversi sag, compresi dal 20% al 35%, ma il risultato non é cambiato. Rispetto alla Devinci Troy Carbon, le sensazioni su un trail come il Porcupine sono estremamente diverse: se la Devinci si mangiava via ogni ostacolo con nonchalance (ricordiamo che le escursioni sono identiche), la 575 richiede un gran lavoro da parte del rider per attutire gli urti con gambe e braccia.

Lo abbiamo fatto presente agli ingegneri Yeti durante la nostra visita, e ci hanno segnalato il cambio del rapporto di leva della sospensione posteriore, che ha tolto quel senso di “morbidezza” presente sulle versioni precedenti. Forse un ammortizzatore diverso, possibilmente con piggy back, potrebbe aggiungere un po’ di sensibilità iniziale al posteriore della 575.

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La forcella, dal canto suo, fa bene il suo lavoro, anche se non é così fluida e sostenuta come la Pike.

Altro punto dolente é la trasmissione: pur essendo dotata di deragliatore posteriore Shadow Plus, il sistema di stabilizzazione della catena di Shimano, questa andava a sbattere sui foderi posteriori, risultando in un gran rumore sulle discese tecniche.

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Nulla da dire invece sui freni e sul Thomson Elite Dropper: entrambi funzionano egregiamente. Se la performance dei freni Shimano XT non é una novità, siamo rimasti invece piacevolmente sorpresi dalla fluidità del reggisella telescopico e dalla facilità nel poterlo abbassare o alzare all’altezza che ci serviva al momento. Il cavo che arriva fino alla sella é un refuso di altri tempi, per un reggisella uscito nel 2013, quando la concorrenza offre passaggi cavi stealth o perlomeno con un cavo che arriva solo fino alla parte fissa del reggisella.

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Conclusioni

La Yeti 575 é una all mountain che in salita trova il suo punto di forza, mentre in discesa paga il prezzo di una sospensione poco sensibile ai piccoli urti e troppo lineare su quelli di media/grande entità. Rimane un telaio che non passa inosservato per le sue linee che lo hanno reso famoso, votato ad un pubblico che in discesa non vuole forzare. Per gli altri, Yeti ha in catalogo la linea SB.

Prezzo in Italia: 1.899 Euro per iltelaio con ammortizzatore Fox Float CTD Kashima.
Peso: 13.64 kg senza pedali
Distributore per l’Italia: R11

Yeticycles.com

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lecs
lecs

Insomma, per percorrere la strada 650b hanno peggiorato le prestazioni della 575 im fase descend. L anno prossimo si rifanno sicuramente.

lecs
lecs

Si rifaranno *

SEBULBA
SEBULBA

Sì sono gia’ rifatti, con la SB75. Prova su mbaction di questo mese. Come al solito, se vuoi le prestazioni devi essere disposto a spendere di più.

gbcarro
gbcarro

imho bisogna sempre soppesare i giudizi valutando chi ha provato la bike.
se mi danno in mano un mezzo del genere, a parte i sudori freddi per il costo, non mi accorgerei di nessuno dei difetti evidenziati da Marco.
personalmente la trovo semplicemente stupenda.

Clavius
Clavius

Non so che bici hai, ma a meno che tu non abbia una front, se con la tua vai bene, mentre con questa esplodi ad ogni salto ti accorgerai della differenza

Liukburton
Liukburton

Ma taglia la forcella!!!! Pericolossissimo!

Marco Toniolo
Marco Toniolo

è una bici test….

Clavius
Clavius

Se la taglia lui gli altri tester che fanno poi? Dovrebbero cambiare manubrio o stem ogni volta

scinto59

povera 575…dalle stelle alle stalle!

tOriO
tOriO

Mi permetto di aggiungere il link di una analisi al linkage design:
http://linkagedesign.blogspot.ch/2013/10/yeti-575-650b-2014.html

Questo test mi lascia perplesso, in teoria l’efficacia del sistema dovrebbe essere molto buona. La curva è caratterizzata da una forte sensibilità ad inizio corsa, addirittura regessiva e non come detto qui lineare, che potrebbe spiegare il vuoto percepito. E poi da metà corsa in su una progressività piuttosto accentuata.

Penso che il vuoto percepito ad inizio corsa (quello che @Marco intende come “linearità”?) sia tranquillamente lavorabile con un ammortizzatore un po più dedicato alla discesa. Peccato che yeti proponga questo telaio di serie con un float.

Saluti tOriO

tOriO
tOriO

Sarebbe bello ricevere nuovi spunti piuttosto che voti negativi

tOriO
tOriO

Tra l’altro nella comparativa tecnica che ho linkato, si vede come il carro della santa cruz bronson ha una curva regressiva iniziale praticamente identica a questa yeti 575, addirittura meno progressiva sul finale. Essendo la bronson la bici del diretur, metto seriamente il dubbio il funzionamento del float sulla bici testata. Fanboy vpp astenersi

Marco Toniolo
Marco Toniolo

Il linkage viene calcolato con una molla virtuale che ha influenza zero sulla cinematica. In realtà, però, l’ammo la influenza in modo decisivo. Motivo per cui gli ingegneri Yeti hanno controllato che fosse quello giusto dato che, così mi hanno detto, sulla bici test di pinkbike avevano montato quello sbagliato, con risultati molto simili al nostro test.

Se guardi le foto di pb, vedi che la bici era la stessa identica di questo test.

tOriO
tOriO

Letta la review di pinkbike, non l’avevo notata. Il vuoto a inizio corsa mi fa venire il magone, come la delocalizzazione della produzione in Asia…

Marco Toniolo
Marco Toniolo

La delocalizzazione in questo caso non c’entra niente. Gli ingegneri sono tutti in Colorado.

tOriO
tOriO

fa solo venire il magone, prima mi immaginavo delle pezze tatuate a saldare telai a mano in colorado stile harley davidson, adesso mi immagino una fila di ometti a saldare tutti coordinati, per me è la fine di un mito

Enrico161085
Enrico161085

inoltre ,correggettemi se sbaglio,il linkage è un simulatore che non è in grado di gestire le flessioni del carro necessarie per la sua cinematica….da quanto mi sembra di capire dalle foto i foderi superiori del carro devono flettere,questo implica che la forza necessaria alla flessione debba essere aggiunta a quella che viene opposta dall’elemento ammortizzante….tutto questo dalle foto quindi posso sbagliarmi, ma se è cosi’,bisogna considerarlo….

YetiMan
YetiMan

Giusto! E’ proprio quello che dico da quando sono uscite le SBxx, e la 575 è stata “impoverita” del carro in carbonio… Un conto è un carro senza snodi in carbonio, un conto uno in alluminio. E tra l’altro, la resistenza a fatica dell’alluminio è quella che è…
Io ho una 575 del 2009 con il carro in carbonio, non la cambierei MAI con questa!
Perchè?!?…

fitzcarraldo358
fitzcarraldo358

Non si parla mai di come l’assenza di un fulcro posteriore influisca sul comportamento della sospensione. Tra l’altro di bici in alluminio con 150mm di escursione senza fulcro posteriore come questa non mi pare ce ne siano tante

Enrico161085
Enrico161085

ho notato solo la cannondale…
quindi confermi???ho visto giusto???

fitzcarraldo358
fitzcarraldo358

quale cannondale? la trigger in carbonio sì, quella in alu ha lo snodo. Le jeckyll hanno tutte lo snodo.

Enrico161085
Enrico161085

la scalpel,flettono i foderi bassi e ha escursione 80 o 100m non ricordo…della trigger non sapevo…quella del test???adesso vado a dare un’occhiata

fitzcarraldo358
fitzcarraldo358

Anche della scalpel (che però ha solo 100 di escursione, e in quella fascia se ne vedono di più senza snodo) la versione alu ha lo snodo

AngeloMartin1980
AngeloMartin1980

Marco, forse mi sono perso un post, ma il giudizio complessivo non è la media dei singoli giudizi, sennò verrebbe 3.6..?? Su cosa si basa?

Marco Toniolo
Marco Toniolo

La voce “discesa” ha più peso di “cura costruttiva”. Diciamo che “salita” e “discesa” sono le due più importanti.

xzy
xzy

Ecco finalmente una bici dalle linee veramente belle e filanti….anche se quei perni ammortizzatore così piccoli lasciano un pò perplessi..

85549
85549

ma far testare bici che hanno dei “difetti” non é come ammettere degli errori?? Non mi sembra una gran mossa di marketing!?

Marco Toniolo
Marco Toniolo

Ciao Marco,

non so cosa dirti, la bici é arrivata con il cavo del reggisella schiacciato fra ammo e telaio, cioè non funzionante (la leva non si muoveva di 1 mm). Abbiamo dovuto cambiare cavo e guaina e farlo passare all’esterno del tubo orizzontale per farlo funzionare.

Delle volte mi chiedo anche io come si fa a mandare ai media delle bici con dei problemi tecnici. Questo era facilmente risolvibile, ma in altri casi (non Yeti) abbiamo dovuto rispedirle al mittente senza neanche fare il test.

giancazaza
giancazaza

io ci avrei montato il maxxis anche dietro
… che la scritta si intona con la bici

lagranara
lagranara

ringraziamo il marketing: cambia diametro ruote e peggiora la bici. mah.
io la 575 ce l’ho, e non mi sogno minimamente di venderla…

xzy
xzy

Posta qualche foto, perchè è un capolavoro sta bici, figuriamoci in 26″ !! 🙂

Oniriko77
Oniriko77

arrivo tardi al lavoro, è colpa del marketing.

giancazaza
giancazaza

ecco … prima guardo le figure e poi leggo … il maxxis c’era 😀

ALES11
ALES11

Marco Toniolo,prima cosa ti faccio i complimenti per metterci a disposizione questi articoli dettagliati dove possiamo farci un’idea delle bici provate e avere un aiuto in più sulla scelta di una futura mtb,ma volevo chiederti,hai mai avuto occasione di provare una TURNER BURNER?non ti nascondo che leggere un tuo test su questa bici mi piacerebbe molto..grazie!!

Marco Toniolo
Marco Toniolo

Grazie dei complimenti.
Non ho mai provato una Turner, non so neanche chi le importa in Italia

ORLA61
ORLA61

Ciao Marco, io ti posso solo dire che il mio Negozio di fiducia “Stella cornici e Bici” di Brescia le importa direttamente dall’America …

xzy
xzy

Mi associo ai complimenti per il test

enzo steppa
enzo steppa

A me piacciono i test del Direttore con poca “saliva” perchè si capisce finalmente qualcosa:
-se una bici va male, va male; non “bene, ma…”
-ci sono paragoni diretti con altri prodotti concorrenti

ludo_bear.mtb
ludo_bear.mtb

Prima di tutto complimenti per il test. Poi ho un piccolo OT simile a quello di ALES11 (non sapevo dove altro scriverlo): prima o poi sarei veramente felice di leggere un test su una MTB Salsa 🙂 passo e chiudo

Clavius
Clavius

Ma con un Cane Kreec D.B. non si risolverebbe niente?

Marco Toniolo
Marco Toniolo

Bisognerebbe provare

andryxz75@

Ciao,

Il giudizio del test è legato esclusivamente alla prestazione o tiene conto della qualità/prezzo ?

Ad esempio una bici di 2000 $ può prendere 5 stelle o solo una bici top di gamma può arrivare a quel livello? (spero di essermi spiegato e di non essere il millesimo a fare questa domanda).

larghim
larghim

Peccato leggere che una gran bici abbia perso in efficacia.
Da pedalatore di 575 versione 26 alluminio, ritengo che la sospensione plush e la manovrabilità siano i suoi punti di forza: Marco almeno questa seconda caratteristica è rimasta? Non mi sembra di avere letto nulla a riguardo.
Mi aggiungo ai complimenti per i test di MTB-MAG.
Ciao!

Marco Toniolo
Marco Toniolo

Sulla geometria e l’agilità non c’è nulla da eccepire, l’ho scritto nel capitolo “salita”. È proprio solo il funzionamento della sospensione posteriore a limitare questa bici.

Maverick 89
Maverick 89

Stavo guardando il listino Yeti 2014 sul sito di R11 che e’ l’importatore per l’Italia,fatemi capire,per avere un’idea del prezzo della bici completa dovrei aggiungere al prezzo del telaio,il Build Kit e poi il costo della forcella…e le ruote…?sono comprese nel Kit o a parte…? con telaio-kit xt-fox float 150mm sono gia’ ben oltre i 5000€…ho fatto i conti giusti…?

herminedewees7
herminedewees7

raga io ho letto questo bike test e poi … l’ho comprata

 

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