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[Test] Zaino Camelbak K.U.D.U. 12

[Test] Zaino Camelbak K.U.D.U. 12

08/11/2016
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08/11/2016

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Il Camelbak K.U.D.U. è uno zaino da all mountain / enduro dotato di un paraschiena integrato certificato CE. È disponibile in 3 diverse capienze: 8, 12, e 18 litri. Quello in prova è il 12 litri.

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Specifiche

Il Kudu (d’ora in poi lo scriveremo così) ha un peso rilevato da noi di 1.480 grammi, compreso di paraschiena e sacca idrica, che si trova nella confezione d’acquisto. Cominciando da quest’ultima, essa ha una capienza di 3 litri, e la classica grossa apertura ad avvitamento di Camelbak. Molto ben pensata è la possibilità di poter staccare il tubo con un semplice “click”, senza perdite d’acqua, previo aver svuotato il tubo soffiandoci dentro, o aver chiuso “l’interruttore” presente vicino alla valvola. Ciò evita di dover fare i contorsionisti per riempirla tenendola nello zaino, in particolare alle fontane.

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Il paraschiena è situato in un compartimento apposito ed è estraibile. È composto da 3 diversi strati, ed è piuttosto flessibile, cosa che rende facile l’adattamento alla forma della schiena del rider. La taglia è unica. Dalle foto si può notarne lo spessore: si tratta di un vero paraschiena, non per niente è certificato CE.

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Essendo uno zaino da enduro, il Kudu è dotato di tanti lacci per poterci fissare le protezioni e il casco integrale. Quelli arancioni servono anche per comprimerlo e farlo stare così il più aderente possibile al corpo.

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È dotato di due lacci all’altezza dello sterno, e di uno all’altezza della vita. Il tubo della sacca idrica può venire fissato allo spallaccio destro tramite due appositi ganci.

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L’interno è ben organizzato, in particolare grazie al porta attrezzi estraibile a mo’ di portafoglio.

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Non mancano le tasche per portafogli, chiavi e altri oggetti. Nel comparto principale ci si può mettere senza problemi una giacca e un pic nic generoso, tanto per dare l’idea (che non è la barretta in foto). Due le tasche ventrali, una con cerniera, una con elastico, comoda per prendere velocemente i guanti, per esempio.

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Sul campo

Da uno zaino con queste caratteristiche ci si aspetta innanzitutto molta stabilità quando si va in discesa, cioè poco movimento sulla schiena del rider, per tenere il paraschiena al proprio posto. Il Kudu è nella media, per questo aspetto, ma non eccelle, per la mancanza di una generosa fascia lombare. Infatti il laccio ad altezza vita ha le dimensioni tipiche di un normale zaino, mentre i due lacci sul petto fanno bene il loro lavoro, ma non possono farsi carico del fissaggio completo. Si può però giocare con la tensione degli spallacci per ottenere, in ogni caso, una buona stabilità anche sulle discese più scassate.

L’altro lato della medaglia è che si può tenere il laccio lombare chiuso anche quando si pedala in salita, senza sciogliersi in un bagno di sudore come con altri prodotti della concorrenza. Sembra una cosa da poco, ma per chi ama percorrere sentieri tecnici anche in salita questo fattore è piuttosto importante in caso di caduta (la classica caduta laterale quando non si riesce a passare un ostacolo a basse velocità).

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Lo schienale del Kudu è abbastanza areato, anche se non dobbiamo dimenticarci della sua funzione protettiva, cosa che non permette di mettere retine o comunque una distanza fra schiena e zaino per ottenere un maggiore flusso d’aria. Dove il Camelbak eccelle e si lascia dietro tutta la concorrenza è nell’idratazione. La generosa sacca idrica con chiusura facile e a prova di bomba è frutto di tanti anni di esperienza, e lo si nota anche dal quick release del tubo dalla sacca, oltre che dal passaggio del tubo stesso sullo zaino: ben fissato e facile da prendere quando si vuole bere, questi è inoltre della lunghezza giusta, né troppo lungo né troppo corto.

I compartimenti interni sono ben studiati, ed è risultato molto pratico il porta attrezzi estraibile, per avere a portata di mano tutto il necessario senza stare a rovistare nello zaino.

Una nota molto positiva è data dalla distribuzione dei pesi. Pur essendo uno zaino da “soli” 12 litri (più acqua) il Kudu, grazie alla sua forma stretta e ai lacci di compressione arancioni, mantiene il peso al centro della schiena, risultando del tutto neutrale quando si è in sella. L’effetto secondario è quello di diminuire la superficie a contatto con la schiena, e quindi le zone in cui si suda copiosamente. Anche la posizione dei lacci per fissare le ginocchiere segue il principio dello “stretto”.

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Nella tasca situata nella parte inferiore dello zaino è presente un telo elastico antipioggia, l’unico modo per tenere tutto asciutto quando piove. Quello che manca è un fischietto per chiamare aiuto in caso d’incidente.

Conclusioni

Dettagli ben curati, ottima funzione idrica ed un paraschiena certificato fanno del Camelbak K.U.D.U. un prodotto molto interessante per chi ama andare a tutta in discesa, pur essendo anche molto comodo durante le lunghe pedalate.

Prezzo di listino: 169.90 Euro. Attenzione se lo comprate online, spesso non è compresa la sacca idrica.
Distributore per l’Italia: LARM Spa. Link alla sacca idrica Crux.

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19nicola72
19nicola72

Sarebbe stato utile vederne una foto con casco integrale e protezioni attaccate.
Sembra comunque migliorata la fuzione tasche e compartimenti.
L’apertura della sacca idrica sarà certamente sicura (se la guarnizione è bella in sede) ma la sua pulizia e, in particolare l’asciugatura, rimangono ostiche.

Maurizio Deflorian
Maurizio Deflorian

Per la completezza del test come minimo dovevi fare un over the bar con atterraggio sulla schiena per vedere la effettiva tenuta del paraschiena! 😉 Scherzi a parte, mi sembra che il paraschiena abbia senso se uno va in giro con lo zaino vuoto, ma se uno ha dentro l’acqua e qualche indumento di ricambio, come di solito si ha nei giri AM, non è in più il paraschiena?

ecox
ecox

Pensa quando addirittura ci appendi il caschetto che hai usato in salita, mi sono sempre chiesto a quel punto se il paraschiena servisse comunque a qualcosa.

19nicola72
19nicola72

Usate ogni tanto le pastiglie igienizzanti Camelbak per evitare muffe!
Comunque I problemi a cui mi riferivo sono soprattutto in asciugatura (lenta); in pulizia con le spazzole (anche per tubo) non ci sono grossi problem.

polreinero
polreinero

Fare asciugare la sacca non è poi così difficile…io faccio così: 1° svuoto completamente la sacca soffiando anche nel tubo. 2° richiudo il tappo e gonfio la sacca il più possibile affinchè rimanga bella tesa, poi chiudo anche la valvola sul tubo e appoggio la sacca al muro in modo che rimanga “in piedi”. Le gocce d’acqua scivolano sulle pareti della sacca e finiscono sul fondo. 3° dopo un pò riapro la sacca e infilo dentro un pezzo di carta assorbente accartocciato. 4° rigonfio la sacca come al punto 2°. 5° riapro la sacca e tolgo il pezzo di carta che avrà assorbito tutta l’acqua residua e il gioco è fatto. Ho un camelbak HAWG con sacca da 3L da quasi 4 anni e non ha ancora un filo di muffa.

dianmoniz7644
dianmoniz7644

Faccio anch’io la stessa cosa e non ho mai avuto muffe… usate anche il phon per asciugarla … 🙂

qazed
qazed

io dopo anni di sacche camelbak invece adesso faccio così: la lavo, la rivolto (ho una sacca hydrapak) e la appendo ad asciugare. Fine. No phon, no freezer, no perdite di tempo.
Secondo me la sacca camelbak è rimasta indietro di 10 anni come funzionalità, preferisco fare altro piuttosto che stare dietro al lavaggio e all’asciugatura di una sacca idrica.

spiri
spiri

bello. rispetto all’evoc?
io uso sacca 3L della Lezyne con lo zaino Evoc. Dopo averla lavata con acqua e/o bicarbonato, la metto in freezer ed amen. mai avuto puzze. le muffe oltre a fare puzza potrebbero creare anche dei problemi gastrointenstinali ….

DoubleT
DoubleT

signori…
il problema non è la pulizia della sacca, ma la pulizia del tubo e del beccuccio

nicolapini
nicolapini

Io ho il dodici litri e vi do un consiglio:
controllate bene la misura del busto.
Ho un busto corto e purtroppo in discesa interferisce con il retro del casco.
Per non farlo interferire devo allentare gli spallacci e stringere la vita.
Per il resto è molto ben pensato.

rimirkus1975
rimirkus1975

Bè 1480 g per il 12lt non è proprio un peso piuma , ma ci può stare ; quanto peserebbe lo zaino senza paraschiena ? sarebbe ugualmente utilizzabile o si affloscerebbe troppo perdendo stabilità ?

nicolapini
nicolapini

Senza il paraschiena si può comunque utilizzare ma una volta che ti abitui non te la senti di toglierlo.
Comunque molta attenzione alla taglia perché è stretto ma è molto lungo.

hannibal
hannibal

Solo acqua nel Cbak. ho dovuto rompere la prima per comprarne un altra

AdelasiaDreaming
AdelasiaDreaming

Io ho il 18 litri e lo trovo uno zaino eccellente. Negli ultimi anni ho sempre usato lo zaino con paraschiena integrato e personalmente questo lo trovo il migliore.
E’ molto stabile, ha un peso umano e gli spazi all’interno sono organizzati in modo perfetto.
La sacca camel può piacere o non piacere. Io usando solo acqua non ho mai avuto problemi con le muffe. Ho ancora in casa la sacca di un vecchio camelback skywalker che dopo una decina di anni non ha mai avuto fioriture strane. Cerco di starci sempre attento, lo svuoto a fondo, e cerco di farlo asciugare.
Personalmente sono passato allo zaino con paraschiena integrato dopo aver visto la bruttissima caduta di un amico. Il paraschiena integrato anni dopo mi ha salvato invece su una caduta seria ed è un accessorio di cui non farei più a meno.